david gilmour

NEWS IN PILLOLE

10645300_10204299691484380_1866704157875038276_nThe Endless River” scala le classifiche di tutto il mondo ed ha già segnato un nuovo record: La Warner ha fatto sapere che in soli 3 giorni il nuovo album dei Pink Floyd ha raggiunto la certificazione ORO nella classifica Fimi/Gfk! Inoltre ha raggiunto il n°1 in classifica nel Regno Unito, Germania, Francia, Canada, Olanda, Belgio, Portogallo, Ungheria, Austria, Svizzera, Danimarca, Norvegia, Irlanda, Nuova Zelandia, Croazia, Slovenia e infine dopo una lotta con “Vasco Rossi” i Pink Floyd sono al primo posto in classifica anche in Italia!

Nelle ultime settimane sia David Gilmour che Nick Mason hanno affrontato un vero e proprio “tour de force” di interviste, qui sotto potete trovare i passaggi più belli ed interessanti che hanno raccontato alle testate giornalistiche.

10378004_10152469461432308_3511944847910422521_n-199x300DAVID GILMOUR: “Dio, non ho intenzione di sembrare un vecchio brontolone. Ma la musica moderna, per me, è molto stereotipata. I miei figli, che ora sono nella tarda adolescenza e ventenni, tutti hanno attraversato il periodo in cui hanno pensato che i Beatles fossero la cosa più grande del pianeta. Ci sono un sacco di giovani che sono alla ricerca del nuovo attraverso la musica più vecchia, per qualcosa di reale, o più originale. Forse stanno cercando qualcosa che non stanno ottenendo nella musica odierna; qualcosa che non sia proprio così robotica“. David ha anche parlato del suo prossimo album solista: “Non ha ancora un titolo. È ancora in piena lavorazione ed uscirà l’anno prossimo. Recentemente c’è stato un cambio di direzione. Sta diventando molto più “disco” e comunque si distaccherà dal precedente (On An Island)“.

10624898_1002349899791486_6366866633048533265_nNICK MASON: “C’è sempre una specie di discussione in corso su cosa possiamo pubblicare. E tende ad essere una di quelle cose che secondo me è probabilmente più guidata dalla casa discografica che da noi. Ma siamo sempre aperti alle loro idee. So che sia Roger che David più di una volta hanno mostrato entusiasmo per un nuovo mixaggio di “Animals”, che è tecnicamente forse uno dei nostri dischi meno ben registrati. Penso che attualmente abbiamo giusto ripulito alcuni dei nastri per capire quanto del suono potesse essere migliorato ed incrementato. E se uno ha fatto questo, l’altro avrebbe dovuto dare un’occhiata per capire se vi fosse ulteriormente qualcosa da farci. Ma fino a questo momento nessuno ha rispettato la tabella di marcia prefissata. Ho passato un sacco di tempo nel corso degli ultimi anni a mettere insieme un archivio di video e filmati, e penso che sarebbe una cosa interessante da pubblicare ad un certo punto. Recentemente c’è stata una grande varietà di film o video, sulle band e la loro storia. Il nostro problema è che andiamo a ritroso fino ad un epoca in cui non filmavamo le nostre cose. Forse ci sono qualche Super 8 e alcune delle prime apparizioni televisive o cose del genere, che sono divertenti. Il problema più grande è di quando eravamo in tour negli anni ’70, visto che non abbiamo mai girato e registrato uno show, e sarebbe stato davvero bello ora dare un’occhiata allo show originale di “Dark Side of The Moon”. Comunque, in sostanza, c’è un mix divertente di video d’epoca, che penso, non appena vi sarà tempo per lavorarci, alla fine sarà abbastanza per tirarci fuori qualcosa di veramente divertente. Su The Endless River aggiunge: Per un bel po’, abbiamo avuto l’equivalente di telecamere GoPro in studio durante le sessions di registrazione effettive. Quindi abbiamo un po’ di bel materiale, a telecamera fissa, in bianco e nero, di noi che suoniamo questi brani. È la prova che eravamo in realtà tutti nella stessa stanza insieme nello stesso momento. A quei tempi, avevamo parlato di farci un doppio album; la metà sarebbe stata di canzoni e l’altra metà di una sorta di tracce ambient, che all’epoca erano abbastanza alla moda, ma non abbiamo mai avuto tempo di finirlo. Credo che il tour fosse già organizzato, eravamo a corto di tempo, e mi sentivo tipo ‘passiamo oltre ed accantoniamolo,’ e non credo avessimo mai avuto un piano preciso. Poi nel corso di un periodo di 20 anni, diverse persone in diversi momenti hanno detto, ‘Si dovrebbe fare qualcosa sul serio con quel materiale’. Mi piacerebbe fare degli show, ma io davvero non credo che ce ne saranno. Penso che David abbia ‘chiuso’ in un certo senso i Pink Floyd. Penso che probabilmente abbiamo usato tutto il materiale che avevamo, e penso che in questa fase sia più interessato ad andare in giro e fare le cose da solo. E credo che, senza Rick ora sarebbe molto difficile fare qualcosa. Se dovessimo andare in giro nuovamente, dovremmo fare ciò che i fans vogliono, che sarebbe uno show mastodontico con tutta la messa in scena e per quanto mi piaccia moltissimo, so che è assolutamente un qualcosa che Dave non vuole.

Blackburn Radio Canada ha trasmesso una bella intervista a David Gilmour e Nick Mason sul nuovo album “The Endless River” della durata di quasi un’ora. È possibile ascoltara qui sotto: 

cartina terAll’interno del booklet di “The Endless River” ha fatto scalpore l’immagine della cartina geografica rappresentante il Mar Adriatico con appoggiato sopra un compasso nautico, la mappa è dei primi del 1800, prima dell’Unità d’Italia. Molto interessante questo articolo da “cronachemaceratesi” dove si approfondisce l’argomento. Personalmente penso che la spiegazione più plausibile sia che in quella parte d’italia (più precisamente a Potenza Picena -MC-) ha sede il marchio di strumenti musicali “Farfisa“, di cui Richard Wright ne ha fatto largamente uso. Aggiornamento:  Aubrey Powell: “Non c’è nessun collegamento specifico tra le Marche e la copertina del nuovo album dei Pink Floyd. Semplicemente ci siamo imbattuti in questa foto e l’abbiamo inserita nel booklet. Stavamo lavorando all’artwork del progetto grafico del disco – dice Aubrey Powell – quando ci siamo imbattuti in questa foto di un’antica cartina geografica che si trovava proprio nel nostro studio. L’abbiamo guardata, e ci è subito piaciuta. Così l’abbiamo utilizzata nelle foto interne al booklet. Ma sostanzialmente non c’è nessuna relazione tra la foto e i Pink Floyd“.

I Pink Floyd ospiti a San Remo?:”Sarebbe fantastico, sono la colonna sonora della mia vita. Qualsiasi cosa facciano i Pink Floyd mi piace“. Con queste parole Carlo Conti aveva risposto ad una domanda in arrivo dai social network durante la videochat del Tg1 con Vincenzo Mollica a proposito dell’eventualità di omaggiare la rock band britannica che nel 2015 festeggerà il 50esimo anniversario.  Ed infatti il settimanale Tv Sorrisi e Canzoni ha annunciato che il conduttore del Festival di San Remo 2015 ha invitato ufficialmente la band per la serata finale della kermesse canora, in onda su Rai1 da martedì 10 a sabato 14 febbraio. Attendiamo una risposta ufficiale da parte della band, anche se l’impressione generale è che non parteciperano.

Roger Waters verrà premiato il 18 Novembre presso i Kensington Gardens in occasione della cerimonia annuale dei premi APRS (Assosiacion of Professional Recording Services). Roger verrà onorato del premio per il “significativo contributo all’arte, alla scienza e al mondo della registrazione“. Il tutto sarà condotto e presentato da George Martin e Lady Martin. Sempre a proposito di Roger Waters il remaster in Super Audio CD (Sacd) e Vinile di Amused To Death che è stato rimandato di continuo per vari problemi riguardanti anche l’artwork è ora in previsione di uscita per la primavera del 2015.

warriorsÈ stato messo all’asta su eBay una delle prime opere d’arte di Syd Barrett dal titolo “Warriors”, a questo link la pagina dell’asta che si concluderà sabato 22 novembre. È una rara possibilità di possedere un vero e proprio pezzo d’arte di Syd Barrett risalente al 1961-63, è costruito in vetro tagliato a mano in gesso dipinto, ed è stato appositamente incorniciato. Il prezzo di partenza dell’asta non è economico, ma questo è uno dei soli 48 pezzi delle sue opere d’arte conosciuti.

01-agv-replica-valentino-rossiPer i motociclisti la AGV (storico fornitore di caschi) ha reso disponibile in edizione limitata la replica del casco utilizzato da Valentino Rossi nel gran premio di Misano del 2013, quello raffigurante la copertina di “Wish You Were Here”! A questo link maggiori dettagli. Il design richiama la copertina dello storico album del 1975 con le due mani ‘robotiche’ che si stringono e i quattro elementi naturali (acqua, aria, terra e fuoco) sullo sfondo. Sul retro, l’altra cover del disco, l’immagine cult con i due uomini (di cui uno in fiamme) che si stringono la mano.

Shine On!

RECENSIONI: PINK FLOYD “THE ENDLESS RIVER”

713FDVjpbqL._SL1500_2Quando ho aperto questo blog, mai, e ripeto mai avrei pensato di scrivere questo articolo: la recensione a un nuovo album dei Pink Floyd. Ma scherziamo? Mi sarei aspettato di tutto, dai nuovi album solisti a qualche pubblicazione live o rara, ma quel 5 luglio 2014 Polly Samson non la pensò così e fece l’annuncio su Twitter che un nuovo album a nome Pink Floyd era in uscita, che dio mi strafulmini a me si fermò il cuore, e da li all’uscita è sempre stata un’emozione vivere ogni piccola indiscrezione che saltava fuori in rete, fino alla sudata pubblicazione. Devo ammettere che dalle premesse non sono mai stato abbastanza sicuro della riuscita del progetto, per vari motivi, dal fatto che un album prevalentemente strumentale potesse non piacere alla “massa” al fatto che l’album sia stato fatto con sovraincisioni delle registrazioni del 1993/94 scelte da Phil Manzanera. Per me i Pink Floyd sono sempre stati una grande canzone che iniziava con Astronomy Dominè e finiva con High Hopes, quindi il pensiero di un nuovo album è stato come un fulmine a ciel sereno che mi ha reso anche timoroso: avevano chiuso in bellezza con un album (The Division Bell) all’altezza del nome ed un insuperabile tour live da “paese dei balocchi”… Ma ora a noi: “The Endless River“.

Partiamo dalla copertina: discutibile. Appena è apparsa ha suscitato grandi discussioni (come poteva non essere altrimenti?), moltissimi appassionati sono rimasti delusi , personalmente il mio primo pensiero è stato “ma che caxxx?“, non me l’aspettavo, immagine molto pulita e non di particolare “fascino”. Ma sinceramente dopo un pò di tempo mi sta piacendo sempre di più, certo non potrà competere con le altre copertine create dal mito Storm Thorgerson ma avere un’altra immagine allo stesso livello delle precedenti a mio avviso sarebbe stato impossibile, almeno senza deludere nessuno! Certo un giorno sarei curioso di vedere le altre 59 immagini/idee prese in considerazione per la copertina.

Ed ora addentriamoci nella musica. Per prima cosa vorrei fare un plauso alla casa discografica per aver fatto uscire un’edizione deluxe dal principio, con il missaggio in 5.1 ed extra vari senza aver aspettato magari un anno e aver dovuto ricomprare il disco solo per  aver pochi extra in più. L’album è diviso in 4 parti e va ascoltato a mente aperta, se in alcuni momenti il suono puramente “Floyd” si sente, in molti altri è un disco completamente “diverso”, molto ambient e chi diceva che “non è quello che i fan si aspettano” aveva ragione. Qui di seguito vengono descritte le 4 suites, brevemente, perchè non ho voluto fare un elenco passo a passo di quello che accade sul disco, cercate di ascoltarlo e capirete…

PARTE 1

Il disco parte con Things Left Unsaid che rimanda molto a Cluster One da The Division Bell, in sottofondo ci sono le voci di Wright che pronuncia la frase “There’s certainly an unspoken understaning… There’s a lot of things unsaid” (C’è sicuramente un tacito accordo… Ci sono un sacco di cose non dette) e la voce di Gilmour che dice “We shout and argue like everyone else” (Noi gridiamo e sosteniamo come tutti gli altri), infine quella di Mason: The sum is better than the parts” (La somma è migliore rispetto ai singoli componenti). Un inizio in pieno stile Floyd. Poi attacca It’s What We Do e si inizia a fare sul serio con atmosfere alla Shine on you crazy diamond / Welcome To The Machine e la chitarra di Gilmour con effetto whammy che rimanda a Marooned. La prima parte si chiude con Ebb and Flow, Wright al piano e Gilmour alla chitarra con l’effetto Ebow.

PARTE 2

Sum inizia come l’intro di Coming Back To Life ma presto l’atmosfera cambia con la grancassa ossessiva di Mason e la slide di Gilmour, sembra quasi una nuova One Of These Days… Poi arriva Skins dove Mason è il protagonista assoluto con un “drumming” notevole, quasi come la parte 3 di The Grand Vizier’s Garden Party da Ummagumma. Unsung è un piccolo intermezzo di un minuto che come The Last Few Bricks da The Wall fa da ponte per la canzone successiva. La parte 2 si chiude con “Anisina“: è stata ascoltata online già da tempo ed è la canzone che sui social network ha fatto più scalpore per il fatto di essere o meno “floydiana”. La canzone ruota attorno ad un giro di piano suonato da David Gilmour, molto “banale” (passatemi il termine) in cui mano a mano entrano la slide guitar sempre di Gilmour (che suona anche il basso), il sax e il clarinetto di Gilad Atzmon. Il brano chiude su un assolo con una bella distorsione di Gilmour e sfuma con il sax come la fine di “Shine On You Crazy Diamond”.

PARTE 3

The Lost Art of Conversation è un dialogo tra il piano di Wright e la chitarra di Gilmour di breve durata che confluisce in On Noodle Street con in primo piano il Fender Rhodes di Wright. Il basso di Guy Pratt fa sembrare il brano molto vicino alle Barn Jam pubblicate sul “Live In Gdansk” di David Gilmour. Night Light è un passaggio molto ambient con il sinth di Wright e la chitarra di Gilmour con l’effetto Ebow fino ad arrivare alla più “rumorosa” Allons-y (1) che si basa su un riff di chitarra che rimanda molto a “Run Like Hell” in cui sono sovraincise sempre chitarra slide e assoli di Gilmour. Ed ecco arrivare un piccolo capolavoro: Autumn ’68 con l’organo della Royal Albert Hall di Rick in primo piano e la chitarra di Gilmour a fargli da “eco”. La canzone confluisce in Allons-y (2), praticamente un”reprise” della parte 1. La Parte 3 finisce con Talkin’ Hawkin’: piccola gemma di rara bellezza. Atmosfera sospesa e cori di sottofondo che sembrano spingerti in un altra dimensione. Stephen Hawking recita: “Il Dialogo ha permesso la comunicazione di idee, consente agli esseri umani di lavorare insieme per costruire l’impossibile. I più grandi successi del genere umano sono avvenuti parlando. Le nostre più grandi speranze potrebbero diventare realtà in futuro. Con la tecnologia a nostra disposizione, le possibilità sono senza limiti. Tutto quello che dobbiamo fare è essere sicuri che si continui a parlare“.

PARTE 4

L’ultima parte di The Endless River inzia con Calling, con sonorità alla “Orb”: 3 minuti di puro viaggio psichedelico. Eyes To Pearls continua l’atmosfera della traccia precedente ma si aggiungono mano a mano chitarre, batteria e gong che rimandano ad Atom Heart Mother. Il riff di chitarra ossessivo di Gilmour fa sembrare la traccia simile a The Narrow Way Pt2 da Ummagumma. L’atmosfera sale, si sente che sta per succedere qualcosa. Arriva Surfacing con un intro simile a Poles Apart ma questa volta in sottofondo ci sono anche i cori di Gilmour e Durga McBroom. L’album si chiude con la ormai famosa “Louder Than Words“, abbiamo avuto la possibilità di ascoltarla per radio già dal 9 ottobre e ad un ascolto più approfondito mi sento di dire che è veramente bellissima. Una ballata malinconica dal suono puramente Pink Floyd di Gilmour/Wright/Mason. Magari non sarà del livello di High Hopes ma risentire la voce di David che chiude la storia musicale dei Pink Floyd fa venire la pelle d’oca, gli occhi lucidi e una malincoinia sconfinata. Molto belli i cori di sfondo con la voce di David su tutte, il suono del piano di Rick è fantastico con certi passaggi che richiamano ad Echoes e l’assolo finale… bè: lascio a voi i commenti. Il testo è ad opera di Polly Samson che cerca di racchiudere la storia musicale dei Pink Floyd e della loro magia nel momento in cui creano musica insieme. Da notare che al minuto 6.03 di Louder Than Words si sente un voce “metallica” che pronuncia delle parole di difficile comprensione, non si capisce bene e non so se è veramente così ma è bello pensare che dica “Go To Heaven… Wright“.

CONTENUTI EXTRA VERSIONE DVD o BLU-RAY

Audio/Visual: Anisina è una versione differente da quella presente sul disco in quanto non sono presenti nè il sax e clarinetto nè gli assoli di Gilmour. Il video è composto sia da immagini dalle session del 1993/94 che da David in studio di registrazione a suonare il pianoforte. Untitled è un bellissimo video registrato nella sala dell’Astoria. Canzone strumentale di poco superiore al minuto in cui salta all’occhio soprattutto la complicità musicale tra David e Rick, si cercano con gli sguardi e quello che salta fuori è pura magia “floydiana”. Peccato duri così poco. Evrika (a) ed Evrika (b) sono praticamente le prove di “Wearing Inside Out”. La (a) è un video di David mentre cerca l’ispirazione per l’assolo registrato all’Astoria mentre la (b) è registrata insieme a Guy Pratt, Nick Mason e Richard Wright agli Olympic Studios. Nervana è una canzone del tutto inaspettata, quasi “rumorosa” ed inizia con un riff di David e gli altri gli vanno dietro poco a poco. Allons-y è quasi uguale alla versione su disco, una versione di prova con telecamera puntata dietro Rick sullo studio di registrazoine.

AudioTBS9 e TBS14 sono dei bellissimi frammenti audio strumentali stile Barn Jam. (Molto probabile che il titolo stia ad indicare The Big Spliff) mentre la versione di Nervana è molto simile a quella audio/visual, forse registrata meglio e con più assoli.

GIUDIZIO FINALE

All’inizio sono rimasto quasi spiazzato, ma dal terzo, quarto ascolto si comincia davvero a capire il valore di quest’opera, che se non approfondita a dovere può sembrare un’accozzaglia di suono messi lì per puro caso. Così non è. Fidatevi. Non ci saranno gli assoli più ispirati di David Gilmour, ma ho la sensazione che si sia voluto deliberatamente mettere lui al servizio di Richard Wright, che è indubbiamente il protagonista dell’album. E non poteva essere altrimenti essendo a lui dedicato. Se amate i Pink Floyd dovete assolutamente ascoltare questo disco. Non so se Polly Samson aveva ragione nel dire che questa musica non aveva bisogno di parole, resta il fatto che non se ne sente la mancanza. Questo album è come una specie di sguardo indietro a quello che i Pink Floyd hanno creato, ma allo stesso tempo uno sguardo al presente e al futuro per ribadirci una volta di più che noi abbiamo bisogno di loro. Potrà piacere o meno al grande pubblico, ma ai fan piacerà di sicuro. In definitiva le emozioni che ci hanno fatto provare in questi mesi sono il testamento dei Pink Floyd e del loro potere. Notti in bianco a pensare a questo ultimo evento colossale e a quel maledetto 7 novembre che sembrava non arrivare mai. “The Endless River” rappresenta una boccata d’aria fresca in un ambiente musicale che non ha più niente da dire da ormai tanto tempo. Ascoltare nuove canzoni da questi “mostri sacri” della musica, seppur non a livello della miglior produzione della band, è la cosa più bella e inaspettata che potesse capitarci.

Voto: 8/10

Se volete dare un’occhiata alla “genesi” di “The Endless River” potete rileggervi l’articolo dell’annuncio, dal primo tweet di Polly Samson fino alle ultime indescrizioni e l’annuncio ufficiale con tutti i dettagli!

P.s. Un’ultimo pensiero su chi critica questo album: naturalmente ognuno ha il suo pensiero ed io considerandomi abbastanza obbiettivo capisco tutti i motivi di chi crede che questo album non doveva uscire. Bè ragazzi non comprate l’album, punto. Non c’è bisogno di insultare (come succede spesso su Facebook) chi ha aspettato questo momento da 20 anni. Molti sono dell’idea che i Pink Floyd siano finiti nel 1979, altri nel 1971 e altri ancora addirittura nel 1967: i Pink Floyd proprio come ogni essere umano sono cambiati, si sono evoluti e hanno continuato ad esistere fino ad ora. Quindi (come li ha definiti qualcuno) se prima come leader c’era Syd Barrett -il pifferaio magico alle porte dell’alba- e poi Roger Waters -un uomo con così tanti incubi da costruirci un muro-, dal 1985 ad oggi abbiamo David Gilmour -l’operaio che tiene aperta la fabbrica dei sogni-. Ed io amo incondizionatamente ogni album, epoca e membro.

PINK FLOYD, GRAZIE DI ESISTERE!

Shine On!

Ed ecco il video di “Louder Than Words” Radio Version: 

Alcune immagini che durante questi ultimi mesi hanno accompagnato l’uscita di “The Endless River“:

(altro…)

È USCITO THE ENDLESS RIVER!

endlessriver04Il grande giorno è arrivato: esce oggi in Italia Venerdì 7 Novembre 2014 il nuovo ed ultimo album dei Pink Floyd “THE ENDLESS RIVER”. Inutile cercare di trasmettere l’emozione per questo evento che mi sento di dire “irripetibile”. L’attesa per i fans è stata estenuante, soprattutto negli ultimi giorni. Certe emozioni le possono regalare solo i Pink Floyd. Per chi vuole dire subito la sua opinione lo può fare commentando questo articolo! La recensione dell’album la potete trovare in questo articolo. Per tutte le ultime news sull’album potete cliccare nell’apposito articolo sempre in aggiornamento.

Il disco è disponibile alla pagina dedicata di Amazon italia: http://smarturl.it/PFamazonIT ed è già diventato l’album più pre-ordinato della storia di Amazon, rubando il posto all’album dei One Direction “Midnight Memories”.

David Gilmour: “Occorre entrare nello spirito giusto, per ascoltarlo, c’è ancora un sacco di gente che ama ascoltare la musica in questo modo, cioè prestando attenzione a un’opera nella sua completezza e cercando di entrare nel mood della stessa, invece che limitarsi a fruire di singoli brani più brevi. Ecco, il nostro ultimo disco è dedicato a loro. L’unico concept dietro a ‘The endless river’ è il concept di Rick e Nick che suonano come hanno sempre fatto in passato, ma che in un certo senso avevamo dimenticato. Lavorando sulle incisioni tutto ci è sembrato subito familiare“.

Nick Mason: “Tutti i musicisti tendono ad avere un loro bagaglio di ispirazione al quale attingere, facendo il loro lavoro. E noi siamo sempre stati unici, non paragonabili a nessun altro. Sicuramente il nostro sound è sempre stato inimitabile: non poteva che essere così. La somma, del resto, è sempre maggiore delle parti“.

Sulla pagina Amazon di The Endless River è stata pubblicata una nuova video-intervista con David Gilmour e Nick Mason (sottotitoli in italiano): http://smarturl.it/PinkFloydAmazonQA

www.pinkfloyd.com/theendlessriver/

Shine On! #TheEndlessRiver

THE ENDLESS RIVER: TUTTI I DETTAGLI – AGGIORNATO al 11/11/14

10702118_10152368531702308_4487070388435382131_n

*Gli aggiornamenti  sono più in basso dopo i video delle preview audio!

Finalmente l’annuncio ufficiale che tutti stavamo aspettando è arrivato: “The Endless River” uscirà il 7 Novembre! Il disco, totalmente strumentale ad eccezione del brano “Louder than words” scritto da Polly Samson, si articolerà in quattro sezioni. David Gilmour: “Abbiamo ascoltato oltre 20 ore di musica suonata da noi tre e abbiamo selezionato ciò su cui volevamo lavorare per questo nuovo album. Nel corso dell’ultimo anno abbiamo aggiunto delle parti nuove, riregistrato delle altre e reso attuale la vecchia tecnologia di studio di allora, in modo da avere un nuovo album dei Pink Floyd da 21° secolo. Quando abbiamo finito le session di ‘The division bell’ avevamo molti spunti musicali già pronti, dei quali solo nove sono poi finiti nel disco. Adesso che Rick non c’è più, e che con lui se n’è andata anche la possibilità di ripetere questa esperienza in studio, ci è sembrato giusto rivisitare queste tracce e iscriverle ufficialmente nel nostro repertorio“. Inteso come tributo al tastierista dei Pink Floyd scomparso nel settembre del 2008 all’età di 65 anni, “The endless river” includerà stralci di conversazioni tra gli elementi della band e parti di organo suonate da Wright nel ’69 alla Royal Albert Hall: riguardo alle lavorazioni più recenti, il primo a entrare in studio è stato il batterista Nick Mason, che incise le sue parti nel novembre del 2013. Gilmour e lo stesso Mason hanno impiegato un totale di 30 giorni in studio solo per incidere le nuove parti sovrapposte a quelle già presenti in originale. Nick Mason: “The Endless River è un tributo a Rick, un modo per riconoscergli che ciò che faceva e come suonava era proprio il cuore del suono dei Pink Floyd. Riascoltando quelle vecchie registrazioni mi ha riportato alla mente quanto fosse speciale il suo modo di suonare. ‘The Endless River’ è essenzialmente un album strumentale diviso in quattro parti con una canzone, ‘Louder Than Words’, il cui nuovo testo è stato scritto da Polly Samson“. A dare un impulso fondamentale al progetto è stato Phil Manzanera, già collaboratore del chitarrista dei Pink Floyd per il disco solista “On an island”, al quale Gilmour a fine 2012 sottopose le registrazioni grezze delle take d’annata. L’unico brano cantanto dell’album, “Louder than words” potrebbe essere il definitivo epitaffio dei Pink Floyd: “We bitch and we fight / But this thing that we do / It’s louder than words / The sum of our parts / The beat of our hearts / It’s louder than words”, recita un passaggio della canzone: (“Ci siamo scontrati e abbiamo lottato / ma questa cosa che stiamo facendo / è più forte delle parole / La somma di noi / il battito dei nostri cuori / sono più forti delle parole”).

857722_10152368526472308_3548785400746223664_oIl concetto dietro alla potente immagine della copertina di un uomo che rema su un “fiume” di nuvole è stata creata da Ahmed Emad Eldin, un artista digitale egiziano di 18 anni.  L’immagine di Ahmed è stata poi ricreata da Stylorouge, un’agenzia inglese di design premiata con numerosi riconoscimenti. Le copertine degli album dei Pink Floyd, principalmente creati da Storm Thorgerson dello studio Hipgnosis, sono leggendarie tanto quanto la loro musica. Storm è mancato nel 2013 e il compito di trovare un’immagine che portasse avanti il lascito di Storm è stato affidato a Aubrey ‘Po’ Powell, partner di Storm alla Hipgnosis, che dopo aver considerato circa 60 idee diverse ha scelto quella di Ahmed. Po ha detto: “Quando abbiamo visto l’immagine di Ahmed ci sono venuti subito in mente i Pink Floyd, aveva una sorta di risonanza floydiana. E’ enigmatica e aperta a varie interpretazioni, perfetta per un album intitolato The Endless River.

Questa la scaletta dei brani:

SIDE 1 Things Left Unsaid (4:28), It’s What We Do (6:18), Ebb and Flow (1:52)

SIDE 2 Sum (4:49), Skins (2:38), Unsung (1:07), Anisina (3:21)

SIDE 3 The Lost Art of Conversation (1:43), On Noodle Street (1:42), Night Light (1:42), Allons-y (1) (1:56), Autumn ’68 (1:36), Allons-y (2) (1:35), Talkin’ Hawkin’ (3:26)

SIDE 4 Calling (3:38), Eyes to Pearls (1:51), Surfacing (2:48),Louder Than Words (6:35).

Durata totale album: 53:05

L’album uscirà in 4 differenti versioni: 1cd, 1cd+dvd, 1cd+blu-ray, 2lp. La versione deluxe con dvd o blu-ray conterrà 3 postcards di cui una lenticolare, la versione surround in 5.1 più 6 tracce video, 3 tracce audio e un video di archivio dalle sessioni di registrazioni del 1993. Il tutto della durata di circa 39 minuti.

Consiglio di visitare il nuovo sito ufficiale di “The Endless River” con tutti i dettagli:  WWW.PINKFLOYD.COM/THEENDLESSRIVER/ dove si può già ascoltare qualche secondo del nuovo album e vedere tutti i dettagli.

Intanto è già partita la campagna pubblicitaria: in alcune selezionatissime città del mondo tra cui Los Angeles, New York, Londra, Berlino e Parigi è stata affissa una gigantografia della copertina, in Italia la prescelta è Milano.

Il disco si può già preordinare in qualsiasi formato anche da Amazon Italia a questo link!

Ora speriamo che il 7 novembre arrivi il prima possibile…..

Shine On!

(altro…)

PINK FLOYD: NUOVO ALBUM “THE ENDLESS RIVER”

Cattura6È difficile mantenere la calma ma Polly Samson moglie e coautrice  di David Gilmour e i Pink Floyd ha da poco fatto su twitter un annuncio clamoroso: a Ottobre uscirà un album di inediti a nome Pink Floyd: “THE ENDLESS RIVER”! L’album dovrebbe essere basato sulle session del 1994 per “The Division Bell”, sulle canzoni scartate e rimaste finora inedite, quindi oltre a Nick Mason ci sarà anche Richard Wright (scomparso nel 2008) che come ha detto Polly queste registrazioni sono “il suo canto del cigno e bellissime“. Quindi David Gilmour avrebbe messo mano a queste registrazioni e sovrainciso altre parti. Infatti come conferma la corista Durga McBroom-Hudson la foto di qualche tempo fa di David in studio non era come pensavamo noi al lavoro per il suo album solista, ma per completare le registrazioni di quello che a questo punto sarà il nuovo album dei Pink Floyd! In mancanza di annunci ufficiali non si possono fare altre ipotesi ma sembra di capire che questo sarà un album alla “The Final Cut”, cioè con “scarti” di canzoni rimaste fuori dall’album precedente. Il titolo dell’album è preso da una delle ultime frasi di “High Hopes“. Sicuramente questa notizia ci farà dimenticare la delusione della mancanza di inediti nel box 20th anniversary di “The Division Bell”. Non so voi ma io ancora non ci credo… Scommettiamo che alla mostra di Milano dal 19 settembre sarà possibile ascoltare già qualcosa?…

dbrecIl progetto risalente al 1994 venne scherzosamente soprannominato da Nick Mason  “The Big Spliff” e fu sviluppato solo da un punto di vista strumentale.  Durga McBroom-Hudson, per mezzo di un post apparso sulla sua pagina Facebook, ha confermato la pubblicazione, aggiungendo ulteriori dettagli. “Le registrazioni ebbero luogo durante le session di ‘The division bell’: sì, si tratta di quel progetto originariamente battezzato ‘The big spliff’ del quale parlò Nick Mason. Ecco perché ci sono delle parti di Richard Wright. Dall’incisione delle take originali, David e Nick hanno fatto molte altre cose. In origine il disco era completamente strumentale, poi – lo scorso dicembre – ho aggiunto delle voci. David ha sviluppato i miei cori e ha registrato almeno una parte vocale solista. Successe nella session immortalata dalla foto“. La McBroom-Hudson ha poi specificato come nel disco siano incluse solo canzoni inedite. Anche il tecnico del suono Andy Jackson ha confermato la pubblicazione. “Si tratta di una rielaborazione delle session di ‘Big Spliff’, ma arricchite da sovraincisioni fatte alla fine dello scorso anno o giù di lì“. Stando a quanto riferito dal britannico Sun, parte dei lavori per “The endless river” si sarebbero svolti presso gli studi di Abbey Road. Nick Mason e David Gilmour, gli unici superstiti della formazione che lavorò il materiale originale – Rick Wright è scomparso nel 2008, e Roger Waters, all’epoca delle session, aveva già abbandonato il gruppo – non avrebbero in programma di supportare la pubblicazione con un tour.

Alle 19.07 del 7/7/2014 i Pink Floyd annunciano ufficialmente l’uscita di un nuovo album. Dalla pagina ufficiale facebook: “I PINK FLOYD POSSONO CONFERMARE CHE STANNO RILASCIANDO UN NUOVO ALBUM “THE ENDLESS RIVER” NEL MESE DI OTTOBRE 2014. SI TRATTA DI UN ALBUM DI MUSICA PREVALENTEMENTE AMBIENTALE E STRUMENTALE BASATO SULLE SESSION DEL 1993/4 DI “THE DIVISION BELL” A CURA DI DAVID GILMOUR, NICK MASON E RICHARD WRIGHT. L’ALBUM È PRODOTTO DA DAVID GILMOUR CON PHIL MANZANERA, YOUTH E L’INGEGNERE DEL SUONO ANDY JACKSON. IL LAVORO È ANCORA IN CORSO, MA MAGGIORI DETTAGLI VERRANNO RILASCIATI ALLA FINE DELL’ESTATE.”

In un’intervista concessa a Dave Basner per la radio VH1 Graham Nash ha lasciato intendere come anche lui e David Crosby potrebbero figurare come ospiti in “The Endless River”. Qualche mese fa Polly Samson aveva detto che i due erano a fare delle registrazioni in studio con Gilmour, ma a questo punto non sappiamo se siano riconducibili al nuovo album dei Pink Floyd o a quello solista di David Gilmour. Questa la dichiarazione di Nash: “Abbiamo cantato su un brano che lui ha scritto per un amico scomparso. Una gran bella canzone. Spero che il nostro contributo sia valido come quello che fornimmo per ‘On a island’ (title track dell’omonimo album solista di Gilmour del 2006 nella quale sia Nash che Crosby comparvero in veste di ospiti, ndr): credo che non solo la canzone di David sia favolosa, ma anche che le nostre parti siano state registrare davvero bene“.

nickatbritanniarow2014Arriva la conferma da www.brain-damage.co.uk che ne David Crosby ne Graham Nash saranno presenti su “The Endelss River”. Quindi quello che hanno registrato è stato per l’album solista di David Gilmour.

Proseguono intanto le registrazioni, qui a fianco possiamo vedere Nick Mason ai Britannia Row Studios…

Alcune anticipazioni sul nuovo disco dal quotidiano inglese “The Sun”: “Non sarà un lavoro che i fan si aspettano. Le canzoni su cui hanno lavoro David e Nick Mason spaziano moltissimo in tanti generi diversi, c’è tantissimo materiale completamente strumentale e molto distante dal genere puramente rock. E’ un album molto bello ma non ricalca né The Wall e neppure Wish You Were Here. Diciamo che ci sono visioni molto ampie alla base di questo disco. C’era tanto materiale disponibile con le tastiere di Rick e si capisce perché la band lo consideri come il suo canto del cigno. C’è una traccia con il cantato di David che rappresenta la vera ultima grande canzone della band, si tratta di qualcosa di epico ed in qualche modo anche di una forma di addio. Probabilmente un tour d’addio con la presenza di Roger Waters sarebbe stato qualcosa di grandioso e storico ma David Gilmour sembra non prendere neanche in considerazione quest’ipotesi. Penso che il disco rappresenti il momento finale della storia dei Pink Floyd”.

Altro rumors: dal giornale francese “Rock & Folk” salta fuori addirittura la data di uscita: 8 ottobre 2014!

Alla Acoustic Sounds è arrivato il master di “The Endless River” pronto per essere stampato in Lp, sono 4 lati quindi oltre alla versione Cd ci sarà sicuramente anche la versione in doppio Lp.

1907448_963777053648091_7175250772048284036_nAncora indiscrezioni sulla data di uscita: si parla del 27 ottobre o addirittura uno slittamento all’11 novembre come scrive Billboard… Ancora niente di ufficiale comunque…

Dal sito di Phil Manzanera si apprende che l’album è stato in gestazione per almeno due anni,come abbiano fatto a mantenere il riserbo più totale fino a questa estate è un mistero.

Il sito Jpc ha messo in vendita l’album in versione cd / cd+dvd / cd+blu-ray e doppio Lp in uscita il 10 novembre 2014. Prezzi da €17,99 a €30,99. Ancora niente di ufficiale però… l’annuncio dovrebbe arrivare a giorni…

AGGIORNAMENTO:

L’album è stato annunciato ufficialmente: nell’apposito articolo tutti i dettagli e i prossimi aggiornamenti!

(altro…)

MOSTRA “PINK FLOYD EXHIBITION: THEIR MORTAL REMAINS” ANNULLATA – CON AGGIORNAMENTI

1656127_10151969140502308_733636215_n

***Update del 13/08/2014 -

Evolve Devolve e Comotti 1969, i promoter italiani di “The Pink Floyd Exhibition – Their Mortal Remains” hanno annunciato che l’apertura della mostra, inizialmente programmata per il 19 settembre a Milano, è stata annullata poiché non si sono verificate le condizioni necessarie per realizzare l’inaugurazione entro l’arco temporale a disposizione presso la Fabbrica del Vapore. (Tali condizioni sono del tutto indipendenti dall’Amministrazione Comunale).

I possessori dei biglietti possono chiedere il rimborso rivolgendosi al canale presso il quale è avvenuto l’acquisto, secondo le modalità già comunicate.

Chi desiderasse ottenere il rimborso, dovrà provvedere a inserire i dati sul modulo online http://www.vivaticket.it/index.php?nvpg[rimborso] completando il form con il codice di acquisto; successivamente si dovrà provvedere alla restituzione del box, optando per la restituzione del solo biglietto o anche del materiale rimanente.

PER I BIGLIETTI STANDARD (PRENOTAZIONI, OPEN, RIDOTTI, GRUPPI, FAMIGLIA) ENTRO E NON OLTRE IL 30 OTTOBRE 2014.

PER I PACCHETTI SPECIALI (DAY ONE, DIAMOND, TICKET TSHIRT) ENTRO E NON OLTRE IL 10 NOVEMBRE 2014, SPEDENDO IL KIT MEMORABILIA DA RENDERE AL SEGUENTE INDIRIZZO: The Pink Floyd Exhibition C/O Fabbrica Del Vapore, Via Giulio Cesare Procaccini 4, 20154 Milano (Mi), Italia

Al momento non si sa se e quando la mostra vedrà la luce, ulteriori notizie appena saranno disponibili…

Io aggiungo: non ho parole per l’incompetenza con cui è stata gestita la vicenda. Una mostra del genere con gente prevista da tutto il mondo avrebbe dovuto avere una organizzazione degna del nome Pink Floyd e sicuramente un canale di vendita biglietti serio, sicuramente non “VivaTicket”. Non oso immaginare la reazione di chi abbia comprato due o più biglietti, prenotato volo e albergo per poi scoprire che tutto è stato annullato. Io stesso per farmi rimborsare i biglietti sto avendo non poche difficoltà.

Aggiornamenti:

Contattato da Rockol, l’ufficio stampa dell’organizzazione ha respinto ogni richiesta di commento rimandando al comunicato diramato nel pomeriggio, limitandosi a specificare come non sia da intendersi annullata tour-court la mostra, ma solo la sua apertura presso la Fabbrica del Vapore di Milano (circolano rumors su un possibile spostamento a Roma o a Firenze).

Sempre da Rockol ulteriori informazioni sulla questione:

Perché i Pink Floyd quando fanno le cose le fanno bene o non le fanno“, spiega un “avvilito” – confessa lui – Fran Tomasi, organizzatore della mostra e storico promoter italiano del gruppo: “Vogliono che ‘Their mortal remains’ aggiunga un ulteriore tassello alla loro carriera. E posso dire che sarà così: non è un caso che per realizzare l’esposizione abbiano firmato, sullo stesso documento, due signori (Gilmour e Waters, ndr) che litigano da trent’anni. Questa mostra sarà qualcosa che ridefinirà gli standard per allestimenti di questo genere“.

Già due settimane fa avevo il presentimento che saremmo stati costretti ad annulllare. Con la Fabbrica del Vapore occupata per buona parte del 2015 e la volontà del gruppo di ridefinire l’allestimento anche in vista della nuova pubblicazione sapevamo che non avremmo avuto i tempi tecnici per aprire. Ed è un peccato, perché io ci tenevo che la prima mondiale venisse organizzata a Milano“. E, per una volta, la mancata apertura non è da imputare a inefficenze o mancanza di comuncazione tra le parti in causa: “L’amministrazione comunale di Milano è stata eccezionale nell’aiutarci“, Tomasi tiene a specificare, “Davvero non possiamo rimproverare nulla a nessuno. Se è successo quello che è successo, è solo per una serie di sfortunate circostanze“.

Adesso, allora, conviene guardare al futuro: “Abbiamo tante di quelle proposte da tutto il mondo che facciamo fatica a contarle“, racconta l’organizzatore, “Per esempio, in Brasile, per aprire a San Paolo e Rio, abbiamo già avuto contatti col ministro della cultura locale, che ci aspetta a braccia aperte. Noi, però, siamo determinati a tenere la ‘prima’ più in zona“. Dove, precisamente? “A Roma, per esempio. O a Berlino, all’aeroporto di Tempelhof, oggi tramutato in spazio polifunzionale. Di certo, non in un museo tradizionale, perché le particolarità dell’allestimento non lo permetterebbero. Infatti stiamo prendendo in considerazione spazi industriali recuperati. In ogni caso, ci siamo già attivati per ripartire. Con tanta pazienza…“.