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DAVID GILMOUR OSPITE DEI “BOMBAY BICYCLE CLUB” ALLA EARLS COURT

10846211_1022944244398718_2033714697311649512_nSabato 13 Dicembre David Gilmour è stato tra gli artisti ospiti dei “Bombay Bicycle Club” (gruppo londinese) sul palco della Earls Court di Londra. Il concerto è stato l’ultimo che si terrà presso questa sede storica prima di essere demolita e riqualificata in abitazioni e negozi. Quasi a metà del concerto, Gilmour è salito sul palco alla “lap steel guitar” suonando “Rinse Me Down“, poi ha eseguito alla chitarra acustica “Wish You Were Here“, con grande gioia della folla. Gilmour è stato introdotto sul palco dal  chitarrista dei “Bombay Bicycle Club” Jamie MacColl con queste parole: “Quest’uomo mi ha dato la mia prima chitarra ed è stata una delle prime persone a suonare in questo luogo e dal mio conteggio ha suonato qui più di 27 volte“. I Pink Floyd hanno suonato alla Earls Court per la prima volta nel 1973 con l’esecuzione integrale di The Dark Side Of The Moon (che è nella classifica  Billboard ininterrottamente da 889 settimane, record ineguagliabile anche per gruppi iconici come i Beatles e i Rolling Stones). Tornarono più volte (anche per The Wall nel 1980 e 81) e l’ultima era stata nel 1994 per il “Division Bell Tour“.

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35 ANNI DI THE WALL ED ALTRE NEWS

10484532_797221856963979_9100587526232088654_oTratto da Rockol: In occasione dei 35 anni di “The wall” dei Pink Floyd “Billboard” ha ricordato una intervista del 2013 in cui Roger ha offerto un interessante punto di vista personale, sulla sua percezione di questo album e sul suo significato. “Tanto tempo fa, quando ho scritto questo pezzo pensavo che parlasse di me, dei sentimenti che provavo per la morte di mio padre ad Anzio, di quanto mi mancava e del fatto che avevo fatto diverse scelte errate nelle mie storie d’amore. Robaccia del genere. E in effetti era così allora. Ma dopo 33 anni ho capito finalmente che data la costruzione scenica del muro, il tutto diventa una metafora potentissima, una visione più universale. E allora ho capito che in realtà non era una cosa che parlava di me. ‘The wall’ parla di tutti quelli che hanno sofferto la perdita di una persona cara a causa di qualche conflitto, guerra o altro, non importa. Parla dei problemi che si affrontano quando ci troviamo davanti all’autorità che sbaglia, di tutte le difficoltà che troviamo nelle relazioni, sia che si tratti di rapporti sentimentali o politici“. Waters, poi, ha svelato un fatto che forse non molti conoscono che riguarda il suo spettacolo “The Wall”. “Ogni sera invitavamo 20 reduci di guerra gratis e a metà del concerto venivano nel backstage. Io passo i miei 25 minuti di pausa con loro a firmare autografi e fare foto, a parlare. Ma mai di politica, perché sarebbe controproducente. Ma sorprendentemente capiscono che, a dispetto delle differenze di idee politiche, io empatizzo con loro. Non li invito perché sostengo la politica estera statunitense o perché sono nazionalista. Li invito perché so che in una certa misura capisco non solo le loro richieste -molti di loro sono stati feriti e hanno traumi psicologici- ma so anche quello che patiscono le loro famiglie, così come ho sofferto io da bambino.”

Intanto restiamo in attesa di notizie sul nuovo dvd/blu-ray del “The Wall Tour 2010/13“, anche se continuiamo a sognare una pubblicazione del live originale del 1980/81 (magari per il 40°…).

ALTRE NEWS DALLA PAGINA UFFICIALE FACEBOOK DEI PINK FLOYD:

Nuovo video per “Surfacing“, versione più corta rispetto a quella sull’album: 

10176064_10152498184682308_3696012983800356272_nInteressante dichiarazione di Aubrey Powell sul promo video di Louder Than Words.

Parte 1: I Pink Floyd hanno quasi sempre fatto qualche formale o informale dichiarazione sulle cose che fanno, che si tratti di un riflesso di commento sociale o un senso di tendenza politica. Scrivere un’idea per un loro video musicale è complicato. Può essere qualcosa di attuale ma allo stesso tempo deve esser facilmente datata; il video non poteva davvero affrontare il testo del brano poichè avrebbe comportato il partire dalla genesi dei Pink Floyd fino ai nostri giorni, che è più di un film di cinque minuti.”

Parte 2: “Nel caso di Louder Than Words mi è stato mostrato dal produttore Fiz Oliver l’immagine di navi arrugginite che si trovano nel deserto di sabbia di quello che fu il lago d’Aral. Un’immagine surreale, se mai ne ho vista una, un esempio sconvolgente di cattiva gestione umana e uno dei peggiori disastri ambientali del pianeta“.

Parte 3: “Per caso sia David e Nick avevano visto il lago d’Aral da un aereo, quando volavano a vedere il lancio della Soyuz -7 una astronave da Bajkonur nel novembre 1988, quindi, quando ho parlato della catastrofe erano ben a conoscenza delle circostanze. Ho presentato una sceneggiatura che aveva alcuni degli ingredienti della storia del lago d’Aral, così come il personaggio della copertina dell’album – il mistico vogatore lungo la sua strada che attraversa nuvole scure al tramonto“.

Parte 4: “Aralsk, in Kazakhstan, era il porto principale per il lago d’Aral, è qui che alcune delle navi arrugginite esistono ancora, ed era quindi il posto più ovvio per filmare“.

Parte 5: “Aralsk è remoto, a dir poco, e dopo un viaggio in aereo, e poi una corsa in treno di otto ore è un viaggio della durata di circa 18 ore. Le navi si trovano a 2 ore di auto su strade sconnesse scavate attraverso l’antico letto del mare. Il tempo era triste – nevicare per un certo tempo e poi 10 gradi sotto lo zero con 20mph di venti. Proprio quello che non avete bisogno! “.

Continua il successo per The Endless River:

La prima settimana di vendita nel Regno Unito del vinile di “The Endless River” segna il picco più alto di vendite di qualsiasi altro LP pubblicato a partire dal 1997, il che rende “The Endless River” l’album in vinile più venduto di questo secolo, secondo i dati ufficiali delle classifiche del Regno Unito. La BPI, l’organismo di categoria che rappresenta le case discografiche del Regno Unito, ha appena annunciato che le vendite annuali degli album in vinile sono incrementate di 1 milione di copie per la prima volta dall’era del Britpop negli anni 1990. “The Endless River” è al numero 2 nell’attuale classifica ufficiale dei vinili, dietro al nuovo LP di David Bowie “Best of Bowie: Nothing Has Changed“.

Per i chitarristi: Giampaolo Noto ha pubblicato sul suo blog la guida completa al setup usato da David Gilmour per “The Endless River“, naturalmente il setup da lui scelto non è ufficiale ma è frutto di un lungo lavoro di ricerca, ascolto e prova dei suoni. Potete trovere la guida a questo link. Un’altra guida al setup di David è stata pubblicata anche da Gilmourish (un’altra grande risorsa per i chitarristi che amano il suono di Gilmour), e la potete trovare a questo link.

Kirsty Bertarelli sta rilasciando un nuovo singolo dal titolo “The Ghosts of Christmas Past” con la partecipazione di Nick Mason alla batteria. Non è ancora stata resa nota la data di pubblicazione ma intanto possiamo vederci in anteprima il video promozionale del brano.

Nick ha anche partecipato ad un’intervista per il magazine “Q” in cui ci sono delle frasi molto inreressanti come: “i Pink Floyd non faranno nient’altro” e “…ma David sta facendo un album solista e lui mi ha chiesto di suonare“.

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NEWS IN PILLOLE

10645300_10204299691484380_1866704157875038276_nThe Endless River” scala le classifiche di tutto il mondo ed ha già segnato un nuovo record: La Warner ha fatto sapere che in soli 3 giorni il nuovo album dei Pink Floyd ha raggiunto la certificazione ORO nella classifica Fimi/Gfk! Inoltre ha raggiunto il n°1 in classifica nel Regno Unito, Germania, Francia, Canada, Olanda, Belgio, Portogallo, Ungheria, Austria, Svizzera, Danimarca, Norvegia, Irlanda, Nuova Zelandia, Croazia, Slovenia e infine dopo una lotta con “Vasco Rossi” i Pink Floyd sono al primo posto in classifica anche in Italia!

Nelle ultime settimane sia David Gilmour che Nick Mason hanno affrontato un vero e proprio “tour de force” di interviste, qui sotto potete trovare i passaggi più belli ed interessanti che hanno raccontato alle testate giornalistiche.

10378004_10152469461432308_3511944847910422521_n-199x300DAVID GILMOUR: “Dio, non ho intenzione di sembrare un vecchio brontolone. Ma la musica moderna, per me, è molto stereotipata. I miei figli, che ora sono nella tarda adolescenza e ventenni, tutti hanno attraversato il periodo in cui hanno pensato che i Beatles fossero la cosa più grande del pianeta. Ci sono un sacco di giovani che sono alla ricerca del nuovo attraverso la musica più vecchia, per qualcosa di reale, o più originale. Forse stanno cercando qualcosa che non stanno ottenendo nella musica odierna; qualcosa che non sia proprio così robotica“. David ha anche parlato del suo prossimo album solista: “Non ha ancora un titolo. È ancora in piena lavorazione ed uscirà l’anno prossimo. Recentemente c’è stato un cambio di direzione. Sta diventando molto più “disco” e comunque si distaccherà dal precedente (On An Island)“.

10624898_1002349899791486_6366866633048533265_nNICK MASON: “C’è sempre una specie di discussione in corso su cosa possiamo pubblicare. E tende ad essere una di quelle cose che secondo me è probabilmente più guidata dalla casa discografica che da noi. Ma siamo sempre aperti alle loro idee. So che sia Roger che David più di una volta hanno mostrato entusiasmo per un nuovo mixaggio di “Animals”, che è tecnicamente forse uno dei nostri dischi meno ben registrati. Penso che attualmente abbiamo giusto ripulito alcuni dei nastri per capire quanto del suono potesse essere migliorato ed incrementato. E se uno ha fatto questo, l’altro avrebbe dovuto dare un’occhiata per capire se vi fosse ulteriormente qualcosa da farci. Ma fino a questo momento nessuno ha rispettato la tabella di marcia prefissata. Ho passato un sacco di tempo nel corso degli ultimi anni a mettere insieme un archivio di video e filmati, e penso che sarebbe una cosa interessante da pubblicare ad un certo punto. Recentemente c’è stata una grande varietà di film o video, sulle band e la loro storia. Il nostro problema è che andiamo a ritroso fino ad un epoca in cui non filmavamo le nostre cose. Forse ci sono qualche Super 8 e alcune delle prime apparizioni televisive o cose del genere, che sono divertenti. Il problema più grande è di quando eravamo in tour negli anni ’70, visto che non abbiamo mai girato e registrato uno show, e sarebbe stato davvero bello ora dare un’occhiata allo show originale di “Dark Side of The Moon”. Comunque, in sostanza, c’è un mix divertente di video d’epoca, che penso, non appena vi sarà tempo per lavorarci, alla fine sarà abbastanza per tirarci fuori qualcosa di veramente divertente. Su The Endless River aggiunge: Per un bel po’, abbiamo avuto l’equivalente di telecamere GoPro in studio durante le sessions di registrazione effettive. Quindi abbiamo un po’ di bel materiale, a telecamera fissa, in bianco e nero, di noi che suoniamo questi brani. È la prova che eravamo in realtà tutti nella stessa stanza insieme nello stesso momento. A quei tempi, avevamo parlato di farci un doppio album; la metà sarebbe stata di canzoni e l’altra metà di una sorta di tracce ambient, che all’epoca erano abbastanza alla moda, ma non abbiamo mai avuto tempo di finirlo. Credo che il tour fosse già organizzato, eravamo a corto di tempo, e mi sentivo tipo ‘passiamo oltre ed accantoniamolo,’ e non credo avessimo mai avuto un piano preciso. Poi nel corso di un periodo di 20 anni, diverse persone in diversi momenti hanno detto, ‘Si dovrebbe fare qualcosa sul serio con quel materiale’. Mi piacerebbe fare degli show, ma io davvero non credo che ce ne saranno. Penso che David abbia ‘chiuso’ in un certo senso i Pink Floyd. Penso che probabilmente abbiamo usato tutto il materiale che avevamo, e penso che in questa fase sia più interessato ad andare in giro e fare le cose da solo. E credo che, senza Rick ora sarebbe molto difficile fare qualcosa. Se dovessimo andare in giro nuovamente, dovremmo fare ciò che i fans vogliono, che sarebbe uno show mastodontico con tutta la messa in scena e per quanto mi piaccia moltissimo, so che è assolutamente un qualcosa che Dave non vuole.

Blackburn Radio Canada ha trasmesso una bella intervista a David Gilmour e Nick Mason sul nuovo album “The Endless River” della durata di quasi un’ora. È possibile ascoltara qui sotto: 

cartina terAll’interno del booklet di “The Endless River” ha fatto scalpore l’immagine della cartina geografica rappresentante il Mar Adriatico con appoggiato sopra un compasso nautico, la mappa è dei primi del 1800, prima dell’Unità d’Italia. Molto interessante questo articolo da “cronachemaceratesi” dove si approfondisce l’argomento. Personalmente penso che la spiegazione più plausibile sia che in quella parte d’italia (più precisamente a Potenza Picena -MC-) ha sede il marchio di strumenti musicali “Farfisa“, di cui Richard Wright ne ha fatto largamente uso. Aggiornamento:  Aubrey Powell: “Non c’è nessun collegamento specifico tra le Marche e la copertina del nuovo album dei Pink Floyd. Semplicemente ci siamo imbattuti in questa foto e l’abbiamo inserita nel booklet. Stavamo lavorando all’artwork del progetto grafico del disco – dice Aubrey Powell – quando ci siamo imbattuti in questa foto di un’antica cartina geografica che si trovava proprio nel nostro studio. L’abbiamo guardata, e ci è subito piaciuta. Così l’abbiamo utilizzata nelle foto interne al booklet. Ma sostanzialmente non c’è nessuna relazione tra la foto e i Pink Floyd“.

I Pink Floyd ospiti a San Remo?:”Sarebbe fantastico, sono la colonna sonora della mia vita. Qualsiasi cosa facciano i Pink Floyd mi piace“. Con queste parole Carlo Conti aveva risposto ad una domanda in arrivo dai social network durante la videochat del Tg1 con Vincenzo Mollica a proposito dell’eventualità di omaggiare la rock band britannica che nel 2015 festeggerà il 50esimo anniversario.  Ed infatti il settimanale Tv Sorrisi e Canzoni ha annunciato che il conduttore del Festival di San Remo 2015 ha invitato ufficialmente la band per la serata finale della kermesse canora, in onda su Rai1 da martedì 10 a sabato 14 febbraio. Attendiamo una risposta ufficiale da parte della band, anche se l’impressione generale è che non parteciperano.

Roger Waters verrà premiato il 18 Novembre presso i Kensington Gardens in occasione della cerimonia annuale dei premi APRS (Assosiacion of Professional Recording Services). Roger verrà onorato del premio per il “significativo contributo all’arte, alla scienza e al mondo della registrazione“. Il tutto sarà condotto e presentato da George Martin e Lady Martin. Sempre a proposito di Roger Waters il remaster in Super Audio CD (Sacd) e Vinile di Amused To Death che è stato rimandato di continuo per vari problemi riguardanti anche l’artwork è ora in previsione di uscita per la primavera del 2015.

warriorsÈ stato messo all’asta su eBay una delle prime opere d’arte di Syd Barrett dal titolo “Warriors”, a questo link la pagina dell’asta che si concluderà sabato 22 novembre. È una rara possibilità di possedere un vero e proprio pezzo d’arte di Syd Barrett risalente al 1961-63, è costruito in vetro tagliato a mano in gesso dipinto, ed è stato appositamente incorniciato. Il prezzo di partenza dell’asta non è economico, ma questo è uno dei soli 48 pezzi delle sue opere d’arte conosciuti.

01-agv-replica-valentino-rossiPer i motociclisti la AGV (storico fornitore di caschi) ha reso disponibile in edizione limitata la replica del casco utilizzato da Valentino Rossi nel gran premio di Misano del 2013, quello raffigurante la copertina di “Wish You Were Here”! A questo link maggiori dettagli. Il design richiama la copertina dello storico album del 1975 con le due mani ‘robotiche’ che si stringono e i quattro elementi naturali (acqua, aria, terra e fuoco) sullo sfondo. Sul retro, l’altra cover del disco, l’immagine cult con i due uomini (di cui uno in fiamme) che si stringono la mano.

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RECENSIONI: PINK FLOYD “THE ENDLESS RIVER”

713FDVjpbqL._SL1500_2Quando ho aperto questo blog, mai, e ripeto mai avrei pensato di scrivere questo articolo: la recensione a un nuovo album dei Pink Floyd. Ma scherziamo? Mi sarei aspettato di tutto, dai nuovi album solisti a qualche pubblicazione live o rara, ma quel 5 luglio 2014 Polly Samson non la pensò così e fece l’annuncio su Twitter che un nuovo album a nome Pink Floyd era in uscita, che dio mi strafulmini a me si fermò il cuore, e da li all’uscita è sempre stata un’emozione vivere ogni piccola indiscrezione che saltava fuori in rete, fino alla sudata pubblicazione. Devo ammettere che dalle premesse non sono mai stato abbastanza sicuro della riuscita del progetto, per vari motivi, dal fatto che un album prevalentemente strumentale potesse non piacere alla “massa” al fatto che l’album sia stato fatto con sovraincisioni delle registrazioni del 1993/94 scelte da Phil Manzanera. Per me i Pink Floyd sono sempre stati una grande canzone che iniziava con Astronomy Dominè e finiva con High Hopes, quindi il pensiero di un nuovo album è stato come un fulmine a ciel sereno che mi ha reso anche timoroso: avevano chiuso in bellezza con un album (The Division Bell) all’altezza del nome ed un insuperabile tour live da “paese dei balocchi”… Ma ora a noi: “The Endless River“.

Partiamo dalla copertina: discutibile. Appena è apparsa ha suscitato grandi discussioni (come poteva non essere altrimenti?), moltissimi appassionati sono rimasti delusi , personalmente il mio primo pensiero è stato “ma che caxxx?“, non me l’aspettavo, immagine molto pulita e non di particolare “fascino”. Ma sinceramente dopo un pò di tempo mi sta piacendo sempre di più, certo non potrà competere con le altre copertine create dal mito Storm Thorgerson ma avere un’altra immagine allo stesso livello delle precedenti a mio avviso sarebbe stato impossibile, almeno senza deludere nessuno! Certo un giorno sarei curioso di vedere le altre 59 immagini/idee prese in considerazione per la copertina.

Ed ora addentriamoci nella musica. Per prima cosa vorrei fare un plauso alla casa discografica per aver fatto uscire un’edizione deluxe dal principio, con il missaggio in 5.1 ed extra vari senza aver aspettato magari un anno e aver dovuto ricomprare il disco solo per  aver pochi extra in più. L’album è diviso in 4 parti e va ascoltato a mente aperta, se in alcuni momenti il suono puramente “Floyd” si sente, in molti altri è un disco completamente “diverso”, molto ambient e chi diceva che “non è quello che i fan si aspettano” aveva ragione. Qui di seguito vengono descritte le 4 suites, brevemente, perchè non ho voluto fare un elenco passo a passo di quello che accade sul disco, cercate di ascoltarlo e capirete…

PARTE 1

Il disco parte con Things Left Unsaid che rimanda molto a Cluster One da The Division Bell, in sottofondo ci sono le voci di Wright che pronuncia la frase “There’s certainly an unspoken understaning… There’s a lot of things unsaid” (C’è sicuramente un tacito accordo… Ci sono un sacco di cose non dette) e la voce di Gilmour che dice “We shout and argue like everyone else” (Noi gridiamo e sosteniamo come tutti gli altri), infine quella di Mason: The sum is better than the parts” (La somma è migliore rispetto ai singoli componenti). Un inizio in pieno stile Floyd. Poi attacca It’s What We Do e si inizia a fare sul serio con atmosfere alla Shine on you crazy diamond / Welcome To The Machine e la chitarra di Gilmour con effetto whammy che rimanda a Marooned. La prima parte si chiude con Ebb and Flow, Wright al piano e Gilmour alla chitarra con l’effetto Ebow.

PARTE 2

Sum inizia come l’intro di Coming Back To Life ma presto l’atmosfera cambia con la grancassa ossessiva di Mason e la slide di Gilmour, sembra quasi una nuova One Of These Days… Poi arriva Skins dove Mason è il protagonista assoluto con un “drumming” notevole, quasi come la parte 3 di The Grand Vizier’s Garden Party da Ummagumma. Unsung è un piccolo intermezzo di un minuto che come The Last Few Bricks da The Wall fa da ponte per la canzone successiva. La parte 2 si chiude con “Anisina“: è stata ascoltata online già da tempo ed è la canzone che sui social network ha fatto più scalpore per il fatto di essere o meno “floydiana”. La canzone ruota attorno ad un giro di piano suonato da David Gilmour, molto “banale” (passatemi il termine) in cui mano a mano entrano la slide guitar sempre di Gilmour (che suona anche il basso), il sax e il clarinetto di Gilad Atzmon. Il brano chiude su un assolo con una bella distorsione di Gilmour e sfuma con il sax come la fine di “Shine On You Crazy Diamond”.

PARTE 3

The Lost Art of Conversation è un dialogo tra il piano di Wright e la chitarra di Gilmour di breve durata che confluisce in On Noodle Street con in primo piano il Fender Rhodes di Wright. Il basso di Guy Pratt fa sembrare il brano molto vicino alle Barn Jam pubblicate sul “Live In Gdansk” di David Gilmour. Night Light è un passaggio molto ambient con il sinth di Wright e la chitarra di Gilmour con l’effetto Ebow fino ad arrivare alla più “rumorosa” Allons-y (1) che si basa su un riff di chitarra che rimanda molto a “Run Like Hell” in cui sono sovraincise sempre chitarra slide e assoli di Gilmour. Ed ecco arrivare un piccolo capolavoro: Autumn ’68 con l’organo della Royal Albert Hall di Rick in primo piano e la chitarra di Gilmour a fargli da “eco”. La canzone confluisce in Allons-y (2), praticamente un”reprise” della parte 1. La Parte 3 finisce con Talkin’ Hawkin’: piccola gemma di rara bellezza. Atmosfera sospesa e cori di sottofondo che sembrano spingerti in un altra dimensione. Stephen Hawking recita: “Il Dialogo ha permesso la comunicazione di idee, consente agli esseri umani di lavorare insieme per costruire l’impossibile. I più grandi successi del genere umano sono avvenuti parlando. Le nostre più grandi speranze potrebbero diventare realtà in futuro. Con la tecnologia a nostra disposizione, le possibilità sono senza limiti. Tutto quello che dobbiamo fare è essere sicuri che si continui a parlare“.

PARTE 4

L’ultima parte di The Endless River inzia con Calling, con sonorità alla “Orb”: 3 minuti di puro viaggio psichedelico. Eyes To Pearls continua l’atmosfera della traccia precedente ma si aggiungono mano a mano chitarre, batteria e gong che rimandano ad Atom Heart Mother. Il riff di chitarra ossessivo di Gilmour fa sembrare la traccia simile a The Narrow Way Pt2 da Ummagumma. L’atmosfera sale, si sente che sta per succedere qualcosa. Arriva Surfacing con un intro simile a Poles Apart ma questa volta in sottofondo ci sono anche i cori di Gilmour e Durga McBroom. L’album si chiude con la ormai famosa “Louder Than Words“, abbiamo avuto la possibilità di ascoltarla per radio già dal 9 ottobre e ad un ascolto più approfondito mi sento di dire che è veramente bellissima. Una ballata malinconica dal suono puramente Pink Floyd di Gilmour/Wright/Mason. Magari non sarà del livello di High Hopes ma risentire la voce di David che chiude la storia musicale dei Pink Floyd fa venire la pelle d’oca, gli occhi lucidi e una malincoinia sconfinata. Molto belli i cori di sfondo con la voce di David su tutte, il suono del piano di Rick è fantastico con certi passaggi che richiamano ad Echoes e l’assolo finale… bè: lascio a voi i commenti. Il testo è ad opera di Polly Samson che cerca di racchiudere la storia musicale dei Pink Floyd e della loro magia nel momento in cui creano musica insieme. Da notare che al minuto 6.03 di Louder Than Words si sente un voce “metallica” che pronuncia delle parole di difficile comprensione, non si capisce bene e non so se è veramente così ma è bello pensare che dica “Go To Heaven… Wright“.

CONTENUTI EXTRA VERSIONE DVD o BLU-RAY

Audio/Visual: Anisina è una versione differente da quella presente sul disco in quanto non sono presenti nè il sax e clarinetto nè gli assoli di Gilmour. Il video è composto sia da immagini dalle session del 1993/94 che da David in studio di registrazione a suonare il pianoforte. Untitled è un bellissimo video registrato nella sala dell’Astoria. Canzone strumentale di poco superiore al minuto in cui salta all’occhio soprattutto la complicità musicale tra David e Rick, si cercano con gli sguardi e quello che salta fuori è pura magia “floydiana”. Peccato duri così poco. Evrika (a) ed Evrika (b) sono praticamente le prove di “Wearing Inside Out”. La (a) è un video di David mentre cerca l’ispirazione per l’assolo registrato all’Astoria mentre la (b) è registrata insieme a Guy Pratt, Nick Mason e Richard Wright agli Olympic Studios. Nervana è una canzone del tutto inaspettata, quasi “rumorosa” ed inizia con un riff di David e gli altri gli vanno dietro poco a poco. Allons-y è quasi uguale alla versione su disco, una versione di prova con telecamera puntata dietro Rick sullo studio di registrazoine.

AudioTBS9 e TBS14 sono dei bellissimi frammenti audio strumentali stile Barn Jam. (Molto probabile che il titolo stia ad indicare The Big Spliff) mentre la versione di Nervana è molto simile a quella audio/visual, forse registrata meglio e con più assoli.

GIUDIZIO FINALE

All’inizio sono rimasto quasi spiazzato, ma dal terzo, quarto ascolto si comincia davvero a capire il valore di quest’opera, che se non approfondita a dovere può sembrare un’accozzaglia di suono messi lì per puro caso. Così non è. Fidatevi. Non ci saranno gli assoli più ispirati di David Gilmour, ma ho la sensazione che si sia voluto deliberatamente mettere lui al servizio di Richard Wright, che è indubbiamente il protagonista dell’album. E non poteva essere altrimenti essendo a lui dedicato. Se amate i Pink Floyd dovete assolutamente ascoltare questo disco. Non so se Polly Samson aveva ragione nel dire che questa musica non aveva bisogno di parole, resta il fatto che non se ne sente la mancanza. Questo album è come una specie di sguardo indietro a quello che i Pink Floyd hanno creato, ma allo stesso tempo uno sguardo al presente e al futuro per ribadirci una volta di più che noi abbiamo bisogno di loro. Potrà piacere o meno al grande pubblico, ma ai fan piacerà di sicuro. In definitiva le emozioni che ci hanno fatto provare in questi mesi sono il testamento dei Pink Floyd e del loro potere. Notti in bianco a pensare a questo ultimo evento colossale e a quel maledetto 7 novembre che sembrava non arrivare mai. “The Endless River” rappresenta una boccata d’aria fresca in un ambiente musicale che non ha più niente da dire da ormai tanto tempo. Ascoltare nuove canzoni da questi “mostri sacri” della musica, seppur non a livello della miglior produzione della band, è la cosa più bella e inaspettata che potesse capitarci.

Voto: 8/10

Se volete dare un’occhiata alla “genesi” di “The Endless River” potete rileggervi l’articolo dell’annuncio, dal primo tweet di Polly Samson fino alle ultime indescrizioni e l’annuncio ufficiale con tutti i dettagli!

P.s. Un’ultimo pensiero su chi critica questo album: naturalmente ognuno ha il suo pensiero ed io considerandomi abbastanza obbiettivo capisco tutti i motivi di chi crede che questo album non doveva uscire. Bè ragazzi non comprate l’album, punto. Non c’è bisogno di insultare (come succede spesso su Facebook) chi ha aspettato questo momento da 20 anni. Molti sono dell’idea che i Pink Floyd siano finiti nel 1979, altri nel 1971 e altri ancora addirittura nel 1967: i Pink Floyd proprio come ogni essere umano sono cambiati, si sono evoluti e hanno continuato ad esistere fino ad ora. Quindi (come li ha definiti qualcuno) se prima come leader c’era Syd Barrett -il pifferaio magico alle porte dell’alba- e poi Roger Waters -un uomo con così tanti incubi da costruirci un muro-, dal 1985 ad oggi abbiamo David Gilmour -l’operaio che tiene aperta la fabbrica dei sogni-. Ed io amo incondizionatamente ogni album, epoca e membro.

PINK FLOYD, GRAZIE DI ESISTERE!

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Ed ecco il video di “Louder Than Words” Radio Version: 

Alcune immagini che durante questi ultimi mesi hanno accompagnato l’uscita di “The Endless River“:

(altro…)

È USCITO THE ENDLESS RIVER!

endlessriver04Il grande giorno è arrivato: esce oggi in Italia Venerdì 7 Novembre 2014 il nuovo ed ultimo album dei Pink Floyd “THE ENDLESS RIVER”. Inutile cercare di trasmettere l’emozione per questo evento che mi sento di dire “irripetibile”. L’attesa per i fans è stata estenuante, soprattutto negli ultimi giorni. Certe emozioni le possono regalare solo i Pink Floyd. Per chi vuole dire subito la sua opinione lo può fare commentando questo articolo! La recensione dell’album la potete trovare in questo articolo. Per tutte le ultime news sull’album potete cliccare nell’apposito articolo sempre in aggiornamento.

Il disco è disponibile alla pagina dedicata di Amazon italia: http://smarturl.it/PFamazonIT ed è già diventato l’album più pre-ordinato della storia di Amazon, rubando il posto all’album dei One Direction “Midnight Memories”.

David Gilmour: “Occorre entrare nello spirito giusto, per ascoltarlo, c’è ancora un sacco di gente che ama ascoltare la musica in questo modo, cioè prestando attenzione a un’opera nella sua completezza e cercando di entrare nel mood della stessa, invece che limitarsi a fruire di singoli brani più brevi. Ecco, il nostro ultimo disco è dedicato a loro. L’unico concept dietro a ‘The endless river’ è il concept di Rick e Nick che suonano come hanno sempre fatto in passato, ma che in un certo senso avevamo dimenticato. Lavorando sulle incisioni tutto ci è sembrato subito familiare“.

Nick Mason: “Tutti i musicisti tendono ad avere un loro bagaglio di ispirazione al quale attingere, facendo il loro lavoro. E noi siamo sempre stati unici, non paragonabili a nessun altro. Sicuramente il nostro sound è sempre stato inimitabile: non poteva che essere così. La somma, del resto, è sempre maggiore delle parti“.

Sulla pagina Amazon di The Endless River è stata pubblicata una nuova video-intervista con David Gilmour e Nick Mason (sottotitoli in italiano): http://smarturl.it/PinkFloydAmazonQA

www.pinkfloyd.com/theendlessriver/

Shine On! #TheEndlessRiver

THE ENDLESS RIVER: TUTTI I DETTAGLI

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*Gli aggiornamenti  sono più in basso dopo i video delle preview audio!

Finalmente l’annuncio ufficiale che tutti stavamo aspettando è arrivato: “The Endless River” uscirà il 7 Novembre! Il disco, totalmente strumentale ad eccezione del brano “Louder than words” scritto da Polly Samson, si articolerà in quattro sezioni. David Gilmour: “Abbiamo ascoltato oltre 20 ore di musica suonata da noi tre e abbiamo selezionato ciò su cui volevamo lavorare per questo nuovo album. Nel corso dell’ultimo anno abbiamo aggiunto delle parti nuove, riregistrato delle altre e reso attuale la vecchia tecnologia di studio di allora, in modo da avere un nuovo album dei Pink Floyd da 21° secolo. Quando abbiamo finito le session di ‘The division bell’ avevamo molti spunti musicali già pronti, dei quali solo nove sono poi finiti nel disco. Adesso che Rick non c’è più, e che con lui se n’è andata anche la possibilità di ripetere questa esperienza in studio, ci è sembrato giusto rivisitare queste tracce e iscriverle ufficialmente nel nostro repertorio“. Inteso come tributo al tastierista dei Pink Floyd scomparso nel settembre del 2008 all’età di 65 anni, “The endless river” includerà stralci di conversazioni tra gli elementi della band e parti di organo suonate da Wright nel ’69 alla Royal Albert Hall: riguardo alle lavorazioni più recenti, il primo a entrare in studio è stato il batterista Nick Mason, che incise le sue parti nel novembre del 2013. Gilmour e lo stesso Mason hanno impiegato un totale di 30 giorni in studio solo per incidere le nuove parti sovrapposte a quelle già presenti in originale. Nick Mason: “The Endless River è un tributo a Rick, un modo per riconoscergli che ciò che faceva e come suonava era proprio il cuore del suono dei Pink Floyd. Riascoltando quelle vecchie registrazioni mi ha riportato alla mente quanto fosse speciale il suo modo di suonare. ‘The Endless River’ è essenzialmente un album strumentale diviso in quattro parti con una canzone, ‘Louder Than Words’, il cui nuovo testo è stato scritto da Polly Samson“. A dare un impulso fondamentale al progetto è stato Phil Manzanera, già collaboratore del chitarrista dei Pink Floyd per il disco solista “On an island”, al quale Gilmour a fine 2012 sottopose le registrazioni grezze delle take d’annata. L’unico brano cantanto dell’album, “Louder than words” potrebbe essere il definitivo epitaffio dei Pink Floyd: “We bitch and we fight / But this thing that we do / It’s louder than words / The sum of our parts / The beat of our hearts / It’s louder than words”, recita un passaggio della canzone: (“Ci siamo scontrati e abbiamo lottato / ma questa cosa che stiamo facendo / è più forte delle parole / La somma di noi / il battito dei nostri cuori / sono più forti delle parole”).

857722_10152368526472308_3548785400746223664_oIl concetto dietro alla potente immagine della copertina di un uomo che rema su un “fiume” di nuvole è stata creata da Ahmed Emad Eldin, un artista digitale egiziano di 18 anni.  L’immagine di Ahmed è stata poi ricreata da Stylorouge, un’agenzia inglese di design premiata con numerosi riconoscimenti. Le copertine degli album dei Pink Floyd, principalmente creati da Storm Thorgerson dello studio Hipgnosis, sono leggendarie tanto quanto la loro musica. Storm è mancato nel 2013 e il compito di trovare un’immagine che portasse avanti il lascito di Storm è stato affidato a Aubrey ‘Po’ Powell, partner di Storm alla Hipgnosis, che dopo aver considerato circa 60 idee diverse ha scelto quella di Ahmed. Po ha detto: “Quando abbiamo visto l’immagine di Ahmed ci sono venuti subito in mente i Pink Floyd, aveva una sorta di risonanza floydiana. E’ enigmatica e aperta a varie interpretazioni, perfetta per un album intitolato The Endless River.

Questa la scaletta dei brani:

SIDE 1 Things Left Unsaid (4:28), It’s What We Do (6:18), Ebb and Flow (1:52)

SIDE 2 Sum (4:49), Skins (2:38), Unsung (1:07), Anisina (3:21)

SIDE 3 The Lost Art of Conversation (1:43), On Noodle Street (1:42), Night Light (1:42), Allons-y (1) (1:56), Autumn ’68 (1:36), Allons-y (2) (1:35), Talkin’ Hawkin’ (3:26)

SIDE 4 Calling (3:38), Eyes to Pearls (1:51), Surfacing (2:48),Louder Than Words (6:35).

Durata totale album: 53:05

L’album uscirà in 4 differenti versioni: 1cd, 1cd+dvd, 1cd+blu-ray, 2lp. La versione deluxe con dvd o blu-ray conterrà 3 postcards di cui una lenticolare, la versione surround in 5.1 più 6 tracce video, 3 tracce audio e un video di archivio dalle sessioni di registrazioni del 1993. Il tutto della durata di circa 39 minuti.

Consiglio di visitare il nuovo sito ufficiale di “The Endless River” con tutti i dettagli:  WWW.PINKFLOYD.COM/THEENDLESSRIVER/ dove si può già ascoltare qualche secondo del nuovo album e vedere tutti i dettagli.

Intanto è già partita la campagna pubblicitaria: in alcune selezionatissime città del mondo tra cui Los Angeles, New York, Londra, Berlino e Parigi è stata affissa una gigantografia della copertina, in Italia la prescelta è Milano.

Il disco si può già preordinare in qualsiasi formato anche da Amazon Italia a questo link!

Ora speriamo che il 7 novembre arrivi il prima possibile…..

Shine On!

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