ADRIAN MABEN: I PINK FLOYD? NEL MIO FILM SONO QUATTRO AMICI PER LA PELLE

pink_floyd_pompeii_wallpaper_by_ineedfireSu Rockol.it troviamo uno splendido reportage di Alfredo Marziano sull’evento organizzato dai “The Lunatics” a Borgaro Torinese, dove l’ospite d’eccezione era il regista del mitico film “Live at Pompeii” Adrian Maben che ha presentato il documentario sui Pink Floyd “Chit Chat with the Oysters” e la versione restaurata del film: potete trovare l’intero reportage a questo link. Qui sotto i passaggi salienti.

“Per me, quei due film viaggiano in coppia e sono complementari. ‘Chit Chat’, in un certo senso, è l’esatto contrario di ‘Pompeii’, ma mi piacerebbe che venissero proiettati insieme, uno di seguito all’altro. Il documentario ha un che di improvvisato che al film mancava totalmente. I Floyd parlano a ruota libera, discutono tra loro, prendono in giro se stessi e gli altri. Per quanto ne so non esistono in giro altri filmati che li mostrano così rilassati, spontanei e divertenti. Le bobine di pellicola a 16 mm, sono rimaste per oltre quarant’anni nel bagno di casa mia a Parigi, finché un giorno mia moglie mi ha dato l’ultimatum: o fai sparire tutta quella roba o me ne vado io. Mi sono deciso a riaprire le custodie, e quel che ho trovato erano nastri polverosi, ammuffiti, sul punto di sbriciolarsi. Che non fossero andati completamente distrutti è stato un miracolo. Il secondo si è compiuto quando ho trovato aiuto in David Zimmerman, un canadese specialista in restauri cinematografici che lavorava in un laboratorio a Londra e che nell’arco di un anno ha pazientemente riparato e rimesso a posto ogni singola immagine. Dopo di che io ho raccolto il materiale, l’ho riportato a Parigi e ho trascorso circa sei mesi a realizzare il missaggio e il montaggio finale con l’aiuto della Cinémathèque Française. Le sequenze originali duravano circa tre ore, ma credo di avere mostrato le parti più rilevanti e divertenti. Ho conservato leouttakes, non si sa mai, e stavolta non le ho stipate nel bagno! L’anno scorso ci sono tornato, nella vecchia sede di Europa-Sonor, con lo spirito di chi fa un pellegrinaggio alla Mecca. Non esiste più: ironia della sorte, al suo posto oggi c’è un negozio che vende apparecchi acustici per i deboli di udito. C’est la vie! Ognuno dei quattro membri del gruppo ne emerge con la sua personalità ben distinta. E, tra i quattro, il più elusivo è Waters. Ponevo le domande più stupide e scontate che mi venissero in mente – sull’importanza del denaro, su quanto contasse la tecnologia nella produzione della loro musica – apposta per provocarli. E Roger era il più risoluto nell’evitare di rispondere: così facendo, finiva invece per dire cose molto interessanti. Sapevo che insistendo lo avrei fatto arrabbiare; e vederlo arrabbiarsi mi divertiva. A me sembra che ‘Chit Chat’ ritragga i primi Floyd come un gruppo di persone molto concentrato sul lavoro, ma che allo stesso tempo sa come non prendersi troppo sul serio. E’ una dinamica complessa, un gioco delle parti. E, in fin dei conti, una grande burla. Alla premiere del film, in Canada, una deliziosa signora anziana mi si è avvicinata dopo la proiezione per dirmi che la cosa che l’aveva colpita di più era l’affetto che si percepiva tra i membri del gruppo. Proprio per quello, il successivo divorzio fu così doloroso: succede sempre tra le persone che hanno avuto rapporti intimi e si sono volute bene. Credo che abbia ragione. Nel periodo in cui ho frequentato i Floyd, tra il 1971 e il ’73, non ho mai notato il benché minimo segno di tensione. Come diceva Waters, risolvevano i loro problemi ricorrendo al loro senso dello humour. Poi, a un certo punto, anche quello evidentemente non è più bastato”.

Per una futura pubblicazione in blu-ray Maben ha detto:

“Intanto mi sono premurato di farlo vedere a Roger, a Nick, a David e ai figli di Rick. Con ‘Live at Pompeii’ le cose sono molto più complicate: qualunque sfruttamento commerciale richiede il consenso di Universal, che detiene i diritti sulle immagini e il sonoro. Siamo a un punto cruciale perché vorremmo missare il suono in 5.1, completare il restauro e correggere alcuni errori presenti nella pellicola per realizzare una versione definitiva (la quarta, dopo quelle presentate nelle sale nel 1972 e nel 1974 e la director’s cut commercializzata su Dvd molti anni dopo). Spero si riesca a farlo entro quest’anno, o al massimo nel 2015. Per il nuovo missaggio audio Nick Mason ha suggerito di collaborare con il tecnico del suono dei Floyd, Andy Jackson”.

(Alfredo Marziano)

Shine On!

4 comments

      1. SImone c’è una frase che dice speriamo di riuscire a farlo quest’anno o al massimo nel 2015 , ma ora siamo nel 2016 quindi ?

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...