ROGER WATERS: EDITORIALE SUL DAILY MAIL DEL 23 DICEMBRE 2014

10456142_1513913935541075_1769069948786499240_nIl 23 dicembre Roger Waters ha scritto un editoriale sul Daily Mail contro il carcere di Guantanamo, il programma di tortura CIA e i ruoli di America ed Inghilterra in tutto questo. La traduzione è a cura del fan club Cymbaline.

“LA MIA HIT CON I PINK FLOYD E QUESTA TRAGEDIA”
di Roger Waters

Le rivelazioni sulle torture degli Americani nei confronti di sospetti terroristi hanno giustamente suscitato indignazione in tutto il mondo. Il governo americano ha mantenuto l’ombra sulla brutalità istituzionalizzata che ha applicato alla “The Land Of The Free” dall’inizio della guerra al terrorismo dopo il 9/11. Il senso di inquietudine dovrebbe estendersi al sistema politico in Gran Bretagna, data la crescente evidenza che le nostre agenzie di intelligence e di sicurezza avevano agito in collusione con la CIA nella detenzione illegale, nella tortura e nel disprezzo per il diritto internazionale dei diritti umani, tra cui la Convenzione di Ginevra. Nulla illustra la nostra vergogna nazionale meglio quanto il caso di Shaker Aamer, un uomo di 46 anni con famiglia di Londra, che attualmente è stato tenuto per quasi 13 anni nel noto campo di detenzione di Guantanamo Bay, essendo stato sequestrato dagli Stati Uniti militari in Afghanistan nel novembre 2001. Durante il lungo periodo di carcerazione del Sig. Aamer, non è mai stato messo sotto processo o addirittura ha mai avuto accuse mosse contro di lui. E’ stato sottoposto a tortura sistematica, all’umiliazione e alla degradazione, privato non solo della libertà, ma di tutti i diritti normalmente conferiti a coloro ancora in custodia non provata colpevole di alcun crimine.
È sicuramente giunto il momento per una inchiesta che faccia giustizia per scoprire la reale portata del ruolo della Gran Bretagna nel trattamento barbaro del Sig. Aamer.

Ieri, il Daily Mail ha riportato la crescente pressione su David Cameron da nove gruppi per i diritti umani, proprio per tale inchiesta sulla tortura di prigionieri da parte della CIA, tra cui il sig Aamer.
Nessun essere umano dovrebbe essere sottoposto a tale trattamento mostruoso e prolungato – 13 anni con nessuna prova prodotta per imputare un crimine!
Non c’è da stupirsi che una relazione medica recente ha dichiarato che il Sig. Aamer ora soffra di una serie di gravi problemi di salute, tra cui mancanza della vista, danni renali e depressione. Egli è, dopo tutto, un uomo che è stato in carcere per così tanto tempo senza processo, che non ha mai nemmeno visto il suo figlio più giovane, un figlio di 12 anni. La sua esperienza è un affronto scandaloso alla giustizia, facendosi beffa completa del rispetto della legge e del processo legale. Anche assassini a sangue freddo raramente servono una sentenza così lunga come l’onorevole Aamer ha dovuto sopportare, e, se lo fanno, saranno almeno stati condannati da un tribunale composto da una giuria di loro pari.
Ho un profondo coinvolgimento personale nella campagna per liberare il Sig. Aamer, da quando il suo caso è stato portato alla mia attenzione dal celebre avvocato della difesa Clive Stafford Smith.
Con spirito di determinazione disinteressato, Clive gestisce l’organizzazione Reprieve, che si batte per i diritti, tra gli altri, di prigionieri britannici detenuti all’estero. Sconvolto dalla situazione del Sig. Aamer, Clive lo aveva contattato e prestato il suo sostegno.
Ecco come sono diventato coinvolto. In una lettera a Clive da Guantanamo, il Sig. Aamer l’ha iniziata con le frasi di apertura di una delle mie canzoni, “Hey You”, dall’album “The Wall” dei Pink Floyd, del 1979. Il Sig. Aamer ha detto che il testo ha catturato la sua esperienza a Guantanamo. Queste le frasi riportate:

“Hey tu! Là fuori al freddo,
sei solo, stai invecchiando
riesci a sentirmi?
hey tu! Che stai nel passaggio
con i piedi stanchi e un sorriso che si spegne,
riesci a sentirmi?
hey tu! Non aiutarli a sotterrare la luce,
non arrenderti senza lottare”

Clive è stato in grado di trasmettere la lettera del Sig. Aamer a me, e sono stato profondamente toccato che “Hey You” avesse avuto una tale risonanza per lui. Altre parti della sua lettera hanno rafforzato quanto questo uomo soffriva. Ha spiegato che per la maggior parte del tempo, ha dovuto rimanere nella sua minuscola cella ed è stato negato l’accesso a computer, libri, riviste o anche cancelleria.
E’ stato a volte permesso di scrivere una lettera, ma anche questo è stato difficile, perché le penne fornite dalle guardie erano traballanti e morbide, come una penna a sfera con il rivestimento esterno di plastica rimosso. A quanto pare, questa è stata una precauzione di sicurezza per fermare i detenuti nell’attaccare le loro guardie – una misura ovviamente ridicola, dato che le guardie sono più numerose dei prigionieri (rapporto 10 a 1) e sono armati con fucili M16.
In una nota più spirituale, nella sua lettera il Sig. Aamer ha reso omaggio a un pastore cristiano Americano che era stato in contatto con lui e aveva parlato del suo lavoro per costruire un’intesa tra cristianesimo e islam. Questo ha sottolineato l’attaccamento di Shaker all’idea di comprensione tra i popoli e le fedi, per l’idea della riconciliazione e della pace, e la sua opposizione fondamentale all’estremismo.
Ma poi, tutta la sua storia sembrava minare rivendicazioni americane dimostrando che era un pericoloso estremista immischiato con Al-Qaeda e volto alla distruzione della civiltà occidentale.
Nato in Arabia Saudita e con formazione di infermiere, è venuto in Gran Bretagna a metà degli anni 1990, e, sposata una donna inglese, ha creato una famiglia. Nel 2001, si trasferisce con la famiglia in Afghanistan, dove ha iniziato a lavorare per un ente di beneficenza umanitaria. Questo fatto è contestato dagli americani, che sostengono che è diventato un combattente di Al-Qaeda. Davvero? Dove sono le prove?
A Shaker non è mai stato permesso di difendersi in un tribunale di diritto. In effetti, è stato tenuto esclusivamente dal capriccio delle autorità statunitensi. Questo abuso di potere presenta tutte le caratteristiche di dispotismo. O crediamo nella libertà di vivere sotto la legge, compresa la legge di Habeas Corpus (il sistema anglosassone di common law si indica con la locuzione latina habeas corpus dove “l’accusa abbia sostanza cioè corpo”), o non lo facciamo. O noi, il cosiddetto illuminato occidentale, siamo rispettosi della legge o siamo una tirannia.
Stranamente, il governo degli Stati Uniti, il ‘tiranno’ che protegge il resto di noi da Shaker Aamer, ora appare tanto più colpevole con la straordinaria notizia che il governo britannico ha ripetutamente invitato loro di rilasciarlo.
Il mancato rispetto di questa richiesta deve sollevare sospetti che l’intelligence Americana e britannica sono preoccupati che, se il Sig. Aamer si liberi, si potrebbe rivelare la scioccante complicità dei servizi segreti britannici nell’interrogatorio selvaggio dei prigionieri a Guantanamo, e in siti segreti di detenzione illegale altrove nel mondo.
Il mese scorso, ho partecipato ad un raduno in piazza del Parlamento a sostegno del movimento per liberare Shaker Aamer. Tra gli altri presenti vi era il giornalista della campagna Andy Worthington. Andy, a suo credito eterno, ha dedicato gran parte della sua recente vita lavorativa per esporre gli orrori di Guantanamo.
Ero fiero di essere lì, in piedi, come ho fatto io insieme ad altri inglesi che ancora hanno a cuore la legge, per quanto riguarda le normative, la giustizia e la lealtà.
Grazie al recente rapporto del Senato sulle torture della CIA, l’umore della gente è cambiato, forse anche drammaticamente, negli ultimi giorni.
E’ possibile le persone si accorgano che la giustizia è importante e che i principi giuridici inglesi risalenti alla Magna Carta nel 1215 sanciscono i diritti individuali e sono da difendere a tutti i costi.
Detenzione e incarcerazione senza processo non hanno assolutamente alcun posto nel sistema giuridico che noi, il popolo britannico, siamo tutti giustamente orgogliosi di chiamare nostro.

Shine On!

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