GQ INTERVISTA NICK MASON

CatturaBellissima intervista a Nick Mason da parte di GQ che vi guiderà a bordo di una Ferrari California nei luoghi chiave dei Pink Floyd. Il video in fondo all’articolo.

Articolo originale di Jason Barlow
Traduzione in italiano by “Cymbaline – Italian Pink Floyd Fan Club

La musica rock e le auto, se non co-dipendenti, certamente possono convivere abbastanza bene. Ma poche persone le hanno fatte co-esistere con successo come Nick Mason. L’unico membro dei Pink Floyd ad avere un ruolo in ogni incarnazione, spesso turbolenta, della band, i quartieri generali di Mason, a nord di Londra, non sono solo un santuario di lavoro per una vita che mantiene sia il tempo che la fiamma di una delle più grandi band del mondo, ma anche una testimonianza della sua carriera parallela nelle corse e nelle automobili.

Il successo commerciale dei Pink Floyd di “The Dark Side Of The Moon” del 1973 , è il secondo album più venduto di tutti i tempi, con 45 milioni di copie vendute e contate. Nick ha investito una tranche di royalties di “The Dark Side Of The Moon” in una Ferrari 250 GTO del 1962, una macchina che gli è costata oltre 45.000 € a metà degli anni ’70, spingendo gli amici intimi ad interrogarsi seriamente sulla sua sanità mentale. Quella stessa macchina ora vale niente meno che oltre 45 milioni di €, anche se Nick è ironico sul suo valore qui come lo è nella maggior parte degli altri aspetti della sua vita. Si tratta di una macchina, e lui adora guidarla, proprio come fa con la sua Maserati 250F, con la McLaren F1 GTR, e innumerevoli altre, tra cui la nuova super macchina “LaFerrari”, che si può intravedere attraverso la finestra dello showroom HR Owen a Knightsbridge.

Ma il 2014 è stato tutto dedicato al ritorno inaspettato dei Pink Floyd, il cui nuovo album ha trasformato alcune sessioni in studio degli anni ’90 in un tributo sorprendentemente rigoglioso e toccante al compianto Rick Wright, tastierista della band. Dato che internet esisteva a mala pena quando l’ultimo album dei Pink Floyd uscì, recuperare il passo con il signor Mason era chiaramente troppo tardi.

GQ: Così, “The Endless River”. Un nuovo album dei Pink Floyd, e la più grande prevendita su Amazon quest’anno. Più grande persino di quella degli One Direction…
NM: Sono rimasto sorpreso di quanto positivamente sia stato accolto. Abbiamo trascorso così tanto tempo su questo disco, che è stato un po’ sorprendente quando lo abbiamo effettivamente terminato.

GQ: Come si è arrivati a tanto? Sei riuscito a mantenere il progetto incredibilmente segreto.
NM: E’ iniziato tra il ’92 e il ’93. “The Division Bell” era originariamente un doppio album, metà canzoni vere e proprie, l’altra metà “ambient”, come si usava dire. Ma avevamo un tour già programmato, ed esaurito il tempo. Quando Rick morì [nel 2008], realizzammo che questo era l’ultimo di tutto il materiale inedito che avevamo, e dunque ci abbiamo messo un po’ più di fatica. David [Gilmour] suggerì di portarlo a Phil Manzanera, poi Youth si è unito a noi, e lì ha realmente cominciato a prendere forma. Un paio di anni fa, Phil e io siamo andati a vedere i fratelli Wachowski, e questo materiale sarebbe potuto diventare la colonna sonora per il loro nuovo film “Jupiter Ascending”. Quando guardammo il film, però, ci rendemmo conto che non sarebbe andato bene. Ma questa esperienza ha fatto concentrare le nostre menti.

GQ: E’ quasi una lettera d’amore per un membro che è stato perennemente sotto-valutato nella storia dei Pink Floyd. E’ affettuoso, ma anche di notevole qualità.
NM: Sì, c’è una componente di questo. Se mai ci fosse l’opportunità di mostrare ciò che fa Rick, e ciò che ha fatto, è proprio in questo disco. Nel 21° secolo, sempre più gruppi hanno a che fare con questo: i Queen, gli Who, Michael Jackson – il posto è ora pieno di fantasmi e ologrammi. La domanda è: lo faccio o non lo faccio? Nella maggior parte dei casi, le persone decidono, “facciamolo !”…

GQ: La disfunzionalità dei Pink Floyd ha quasi completamente definito il lavoro della band, e ha permesso un’alchimia insolita. È corretto?
NM: Penso che sia molto vero. Negli anni a venire, saranno scritti trattati interi sulle curiose dinamiche delle band. Il caos crea grande musica rock. Spesso si dice che “si tratta di un peccato che Roger abbia lasciato, sarebbe stato bello se fosse rimasto insieme”. Ma se fossimo stati il tipo di persone che sarebbero sempre state insieme, non avremmo raggiunto certi record. Molte band hanno bisogno di un elemento di conflitto.

GQ: Non avreste potuto tirar fuori un altro paio di album, però?
NM: [Ride] Dovremmo essere tutti davvero grati che abbiamo fatto uscire questo disco! Sono rimasto sorpreso che siamo stati in grado di trasformare quello che c’era in questa forma, e che ha coinvolto David a sufficienza per farlo. Fa rivivere le solite domande circa il far tornare insieme la band. Questo è qualcosa che David voleva evitare, quindi in realtà pubblicando un nuovo album è un processo che porta con sé alcuni sostanziali pesi.

GQ: “The Endless River” arriva in un mondo che è quasi irriconoscibile rispetto a quello che salutò l’ultimo album dei Pink Floyd. Come vede la mercificazione della musica?
NM: Il mondo è cambiato. Non possiamo farlo tornare indietro. A causa di internet e del download, la musica è stata svalutata. Forse era sopravvalutata in precedenza, ma è un diventato un problema reale ora. Stiamo perdendo un sacco di grande musica, semplicemente perché è diventato così maledettamente difficile fare una vita fuori senza il web. Ovviamente non per noi dinosauri, ma per i nuovi musicisti. La gente dice che non è come l’epoca d’oro, gli anni Sessanta o giù di lì, ma in realtà ci sono alcuni grandi musicisti e scrittori là fuori, e non ne sentirai mai parlare. Non sono certo in grado di ottenere contratti discografici. Le persone che scaricano gratuitamente, o piratamente, ottengono sempre scarsa qualità e rubarano da persone di cui sono ammiratori. Penso che sia stato uno dei fratelli Gallagher che si chiedeva perché la gente spende felice dieci dollari per un paio di caffè e una ciambella di Starbucks, ma mai avrebbe pagato per qualcosa di cui sarebbero stati in grado di godere per 40 anni o più. Non avrebbe potuto esprimere meglio questo concetto.

GQ: Cosa ha fatto fiasco della vicenda U2/Apple?
NM: E’ stato interessante vedere come malamente sia andato tutto a picco. Permettetemi di essere del tutto chiaro riguardo la mia posizione: se Apple fosse venuto da me e mi avesse detto, “Nick, noi vogliamo diffondere il vostro album in cambio di 50 milioni di sterline”, non avrei potuto pensare ad un’idea migliore. [pausa] i Radiohead hanno fatto qualcosa di simile qualche anno fa [“In Rainbows” del 2008], e ha funzionato. Ma quello degli U2 ha fallito. Ha fatto pensare di nuovo a tutti sul come voler diffondere, dare o vendere la propria musica. Guarda, gli U2 sono una grande band, e Bono è un personaggio straordinario, quindi questa non è un filippica anti-U2. Ma mette in luce un aspetto vitale per l’intera idea di musica del 21° secolo. Ciò che è interessante è che Apple sembra averla fatta franca. Nessuno di loro ha colpa. Apple ha fatto grandi cose, ma ha anche contribuito al processo di svalutazione. Detto questo, iTunes sta già cominciando a sembrare piuttosto fuori moda, mentre invece è Spotify che si presenta come il futuro. Ciò di cui abbiamo bisogno è di altri due o tre miliardi di persone che lo utilizzi, allora avrebbe più senso per i musicisti. Al momento, la paga, in particolare per gli artisti sconosciuti e solo per quelli leggermente-conosciuti è … patetica. )I Pink Floyd non stanno di certo dicendo “non lo faremo così”. Acconsentiremo allo streaming, ma faremo uno streaming con audio di qualità superiore, e con molti più video, o altre interfacce grafiche che lo renderanno parte di un’esperienza di intrattenimento più completa.

GQ: Ho recentemente visto il brillante film di Peter Whitehead “Tonight Let’s All Make Love In London”, che comprende filmati di voi che suonate al leggendario UFO Club. Avevo totalmente dimenticato quanto erano fantastici i Pink Floyd agli esordi. Quando lo hai visto l’ultima volta?
NM: Oh, circa 40 anni fa. [ride] Non è qualcosa che posso guardare facilmente. Ho già abbastanza problemi con “Pink Floyd At Pompei”. Una delle cose che mi ha sorpreso di “The Endless River” è di quanto le persone hanno goduto dei riferimenti ai primi album. Solitamente cito “Set the Controls for the Heart of the Sun” come il mio brano preferito dei Pink Floyd – è divertente da suonare, e ha dinamiche interessanti. So esattamente dove è nato in termini di partizioni di batteria, che era Chico Hamilton a recitare in un film chiamato “Jazz On A Summer’s Day”. Lui fa un assolo di batteria suonata con delle mazze. E’ bello, e così diverso da qualsiasi altro assolo di batteria. Sono tutti a favore della tecnica, e vorrei incoraggiare ogni giovane batterista a praticare e imparare le basi. Ma tanto del rock drumming è su ciò che non và suonato. Si tratta dello spazio nel mezzo.

GQ: Stai dicendo che i Pink Floyd erano tutti segretamente dei jazzisti nel cuore?
NM: No, non lo eravamo. Rick lo era, e anch’io ho attraversato un periodo di interessamento al jazz. Ma poi ho capito che avevo bisogno di avere troppa tecnica, così ho lasciato perdere… Quando guardo batteristi molto tecnici, mi trovo ancora a pensare, “Vorrei poter fare questo”. E probabilmente avrei potuto, se solo ci avessi messo la testa, e avessi smesso di girovagare con le automobili.

GQ: A proposito di auto, ho colto che la tua “LaFerrari” è arrivata. Come è?
NM: Oh, da capogiro. L’ho guidata a Fiorano, che conosco bene, ma non così bene da guidare LaFerrari per oltre tre decimi. La tecnologia ibrida è stupefacente. Non mi sono mai sentito completamente a mio agio nella “Enzo”, predecessore de “LaFerrari”, e ho sempre preferito la F40. La magia di salire su quell’auto per la prima volta, e pensare, “wow”. Ma “LaFerrari” è il nuovo paradigma di supercar. Detto questo, c’è tanto divertimento nelle macchine vecchie tanto quanto in quelle nuove. A volte più.

GQ: Hai già una Ferrari 250 GTO. Un altro modello minore di GTO è stato venduto per 32,5 milioni di euro in un asta in California all’inizio di quest’anno, e tutti i tipi di auto d’epoca stanno ormai raggiungendo somme stratosferiche. Pensi che il boom dei valori delle auto d’epoca abbiano raggiunto il picco?
NM: [Pausa] Non penso. Quando si guarda l’arte contemporanea, c’è una grande industria. Ma ci sono molte meno automobili importanti di quanti siano i pittori importanti, e ci sono persone benestanti in giro che non si interessano di arte, ma solo di auto. Collezionisti cinesi e russi hanno ancora interesse in automobili d’epoca, facendo così crescere il mercato ulteriormente. Se questa sia una cosa buona o no, dal punto di vista di essere in grado di esserne parte, in realtà, non lo so. Martin Brundle ha corso con la mia 250 GTO nel circuito di Goodwood, che nel suo genere è la gara più importante al mondo, ed è stato assolutamente brillante. Ma sto cominciando a pensare che non vale la pena prestare la macchina in tutto ciò, contro auto sempre più veloci e veloci. Se hai una macchina del valore di oltre 32 milioni di euro, si potrebbe farci qualcosa di meglio che correrci.

Traduzione by Cymbaline – Italian Pink Floyd Fan Club

Shine On!

15 comments

  1. Hai ragione🙂
    I Pink credo abbiano catalizzato un numero smisurato di fan di diverse epoche e che probabilmente avevano pure gusti musicali diversi. Comunque anche io, seppur non so nemmeno tenerla in mano, credo che la chitarra sia lo strumento più affascinante, poi molti gusti possono cambiare col tempo, con lo stato d’animo e altre cose esterne che possono influenzarci.

    È bruttissimo quando un fenomeno che stupisce tutto il mondo col suo unico album in studio ci lascia così in fretta, però meglio farne uno buono e lasciare un ricordo, sarà la storia a tenerlo in vita. Come diceva Youn: «Rock and roll is here to stay
    It’s better to burn out
    Than to fade away»

  2. Si io consideravo la musica mainstream che mandavano soprattutto in radio e che finiva in classifica.
    Comunque ho ascoltato la maggior parte di quelli che hai citato, li altri vedo di recuperarli e provo ad ascoltarli, comunque l’unico che davvero apprezzo è Pat Metheny🙂 che fra l’altro ho scoperto cinque/sei anni fa.
    I Van Halen avevano dei gran riff di chitarra, ma secondo me si fermavano a quelli, poi ovviamente qualcosa di loro ho ascoltato e non è che mi dispiacessero proprio.
    Malmsteen è uno di quelli che un mio amico faceva di tutto per farmelo ascoltare, però troppo pesante per i miei gusti, sarà il chitarrista più veloce del mondo, ma le canzoni erano abbastanza normali, forse piacerà agli amanti della chitarra a me non tanto.
    Satriani lo preferivo, ogni tanto lo ascolto, però, sempre per il fatto che è pesantuccio per i miei gusti riesco al massimo ad ascoltare due / tre canzoni alla volta, alcune sono dei veri capolavori, però rimane il fatto che è musica da momenti particolari. Quando ero più giovane riuscivo ad ascoltare roba pesante per più tempo, oggi non ci riesco più😛

    I Dream Theater non sono male, ccomunque, per i miei gusti ben inteso, nemmeno li confronto a Ok Computer dei Radiohead o a Grace di Jeff Buckley per rimanere nei ’90, ma sono stili un po’ diversi e secondo me tu hai gusti un po’ diversi dai miei. A me piacciono proprio le canzoni, non solo le cose strumentali, anche se poi non è una cosa così netta ma un’indicazione generale.

    1. Infatti le nostre differenze sono sottili, questioni di sfumature, l’indirizzo è lo stesso. La Strato di Simone nella foto ci indica il modello di David, la sua Storia, la sua Leggenda, ma la paletta ed il manico ci possono portare da: Hendrix, Clapton, Blackmore, SRV… Perchè una parte di questo presente è così distante da queste Divinità? Jeff Buckley… che album straordinario, che voce e che mistero la sua morte…

  3. @Giain,,
    secondo me ti conviene abbonarti al feed RSS🙂, c’è anche quello globale dei commenti.

    Per me gli anni ’80 sono stati, con qualche rara eccezione, anni terribili per la musica, sia come produzione, sia per quanto riguarda i supporti per ascoltarla (peggio delle cassettine non credo ci sia mai stato nulla, nemmeno l’MP3 a 128 Kbps che andava di moda con le connessioni a 56k).
    Essendo stato giovane negli anni ’80 quella musica l’ho ascoltata, con le cassette, però gli anni ’90 col grunge i Radiohead e altre cose interessanti per me sono stata una rinascita. Lo trovo comunque il decennio più orribile, musicalmente parlando, poi è un parere pesonalissimo🙂

    1. Scusami Sandro, gli anni 80 sono stati anni terribili per la musica Pop, non Rock. Faccio alcuni nomi per quel decennio poi vi ascoltate tramite youtube album o video: Van Halen, Whitesnake, Joe Satriani (“Surfin’ with the Alien”!!!), Cacophony (Friedman/Becker), Steve Vai, Malmsteen e decine di chitarristi più o meno tecnici. Nel Jazz e Fusion Metheny, Greg Howe, Scofield, Jim Hall, Pat Martino e tanti altri che erano quasi emarginati dal letame che MTV propinava, purtroppo… Negli ultimi 27 anni oltre a David (quando uscì “Learning to fly” impazzirono tutti al mio liceo) ringrazio McCartney e gli Stones che imperterriti hanno continuato, e perseverato, con tenacia e coraggio e con il tempo hanno prevalso, insieme a questi autori, contribuendo in modo decisivo a costruire le fondamenta dell’attuale musica “Sana” e non di quella stereotipata da download compulsivo…. Degli anni ’90 ti consiglio di ascoltare “Images and words” dei Dream Theater o “Metropolis part. 2: scenes from a memory” (un tributo a the wall), altro che Radiohead……

  4. Mi piace il passaggio dove nick dice che molti ritengono che sarebbe stato bello se non si fossero mai scissi. Ma, lui dice, si sono scissi perchè vi erano dei contrasti, delle menti così diverse, senza i quali, forse non vi sarebbero mai stati i pink floyd!
    In ultimo una cosa già detta e ridetta, The Endless River rappresenta il lavoro più bello che potessero fare per chiudere la loro discografia ufficiale!
    P.S.
    sono d’accordo con Alfredo, gli U2 sono finiti con The Joshua Tree

  5. anche secondo me è tutto tranne che commerciale, difficilmente un album strumentale può essere commerciale, semmai quello che lo rende commerciale, nel senso di interesse ad acquistarlo da parte di moltissima gente, è il ritorno dei Pink Floyd dopo 20 anni, perché un gruppo che ha fatto la storia del rock che ritorna dopo 20 anni non può non attirare l’attenzione di tutti i fan.
    Anche se a me piacciono, quelli che hanno fatto qualche anno fa un’operazione totalmente commerciale sono stati i Rolling Stones, proprio quasi da far schifo, ma suvvia ricordiamoli per quel che hanno fatto in passato🙂

    Poi sul commerciale si potrebbe pure discutere, TDSOTM è diventato un successo commerciale perché è stato un gran album, ma non credo fosse stato scritto per esserlo.

    Mi fa piacere di non essere stato l’unico a prendere qualche fregatura🙂, poi però ci sono anche quegli album che ti danno proprio la soddisfazione di aver speso i soldi, ad esempio i soldi per i Pink io non li ho mai rimpianti🙂

  6. E’ la prima volta che un album di nicchia come “The endless river” abbia numeri da record di vendite e di prenotazioni su Amazon. Una svolta epocale? Un momento di rottura con la squallida “musica stereotipata” che attrae solo il “maledetto” business? Di chi è la colpa? Quando leggo Apple, leggo spesso l’evolversi, fino al suo fallimento, dell’etichetta dei Beatles. Questo vuol dire che l’Arte, o l’Opera d’Arte propriamente intesa, non va in simbiosi con l’Universalità o Unicità del prodotto del genio universalmente riconosciuta (salvo rarissimi casi: La Gioconda, Cappella Sistina, Meddle, The Dark Side of the Moon…). Il Business dalla prima metà degli anni ’80 ha attratto la “massa”: Thriller su tutti. Ciò che smuoveva la maggioranza dei giovani ad acquistare più copie possibili, è che il prodotto era semplice da comprendere e condividere. Un processo che aveva le sue origini dagli anni ’50 e che è deflagrato ai giorni nostri. La Storia ci dice che i Pink per fare fortuna negli States hanno dovuto sfornare un pezzo, “comprensibile” per l’audience americana, con “Money”. Ci sono caduti tutti per vivere e sopravvivere economicamente e musicalmente. Per questo adoro alla follia “The endless river”! Rappresenta, per me, tutto ciò che non è comprensibile per la “massa”, tutto ciò che è di nicchia e che è legato ad un passato non aderente all’attuale business squallido…. Anche se questo loro ultimo album avrà raggiunto, ormai, il milione di copie vendute. A proposito di U2, quando uscì “Zooropa” lo acquistai quasi subito e dopo tre giorni lo scagliai in fondo ad un cassonetto…
    Per me non esistono più dopo “The Joshua three”………
    La Apple di buono ha fatto solo il potente Apple Pro, utile per grafica e registrazione musicale, anche se io non lo uso. Gli smartphone e i tablet appartengono alla sfera del business……….
    L’Industria Musicale ha semplicemente seguito questa deriva che il mondo sta percorrendo in queste ultime settimane, le peggiori di ogni epoca…
    JE SUIS CHARLIE

  7. Intervista molto interessante, grazie Simone.
    Io sono tutto tranne che un fan di Apple, però direi che senza Apple probabilmente si sarebbe svvalutata ancor più di quanto non lo sia stata con l’intervento di Cupertino.
    Mason ha ragione quando dice che una volta era sopravalutata, nel senso che le case discografiche facevano il bello e cattivo tempo e sono state lente ad adeguarsi al mercato, fossero state più lungimiranti forse Apple non avrebbe trovato il posticino dove infilarsi.
    Se le ciambelle e il caffè si potessero scaricare via torrent, la gente scaricherebbe anche quelli, è una questione di opportunità e gli artisti non sfuggono a questa regola come dimostrato dagli U2: se c’è la possibilità di guadagnarci sono i primi a scegliere la gabbia dorata anziché il ruolo da comparsa in qualcosa di migliore.

    Io qualche album lo scarico, qualche altro lo compro, qualche altro lo compro dopo averlo scaricato e mi ripaga di molti soldi gettati quando erano giovane comprando album ignobili che mi avevano attratto per il singolo mandato in radio.

      1. Infatti a parte i Pink negli anni 70 e 80 le case discografiche si comportavono da truffatori compravi un album dove dentro c’era una HIT più altre 10 canzoni schifose . Con l’arrivo delle cassette fummo costretti quindi a registrare dalle radio libere dell’epoca

      1. Complimenti Alfredo per le tue considerazioni, le condivido al mille per mille. In precedenza ho già scritto un commento per smontare la tesi, sostenuta da qualcuno, che ENDLESS RIVER fosse un disco commerciale, invece è, proprio come dici tu, esattamente l’opposto. E ciononostante credo sia già ben oltre il milione di copie vendute, credo siano già circa il doppio.

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