DAVID GILMOUR INTERVISTATO DA “ROLLING STONE”

Traduzione by Cymbaline – Pink Floyd Fan Club

david85Dal termine dell’ ‘On an Island’ tour, David Gilmour ha mantenuto un profilo piuttosto basso. Ma ‘The Endless River’, la sorpresa dello scorso anno, album d’addio dei Pink Floyd in larga parte strumentale, ha dato al cantante-compositore lo slancio che lo ha finalmente portato a completare il suo nuovo album solista, ‘Rattle That Lock’, in uscita il prossimo 18 settembre. L’album è una sorta di concept sui pensieri e i sentimenti di un uomo nel corso di una giornata e, musicalmente, è un lavoro fluido e d’atmosfera che ricorda i dischi dei Pink Floyd del dopo-Waters. Abbiamo parlato con Gilmour della realizzazione dell’album, di quello che gli appassionati si devono aspettare dalla tournée di supporto e se c’è un qualche futuro per i Pink Floyd.

Volevi prenderti una lunga pausa dopo la fine dell’ ‘On an Island’ tour nel 2006?
Non proprio così. Volevo tornare a certe cose, ma succedono tante cose nella vita che vanno in un certo modo: i figli che crescono, le prove e le tribolazioni della genitorialità, il supporto a mia moglie nei suoi tentativi di scrittura. È uscito un suo brillante libro dal titolo ‘The Kindness’. E a volte ci vuole una spinta per andare avanti. Avevo davvero intenzione di fare un altro disco molto prima, ma siamo arrivati a questo punto. Alla mia età, mi sono concesso un po’ di pausa. E come dopo ‘On an Island’, vorrei farne subito un altro.

Come hai realizzato questo disco?
È stato realizzato nell’arco di un lungo periodo di tempo. Quando ero a casa e i ragazzi a scuola e Polly lavorava, andavo in studio e portavo avanti il mio lavoro. Ma in maniera lenta e piacevole, senza una guida precisa. Dopo un po’, mi sono reso conto di avere accumulato davvero un bel po’ di materiale e ho cercato di concentrarmi su quello. Erano pezzi sparsi di musica da trasformare in un album. Quest’ultimo processo cominciò circa due anni fa, ma dovetti interromperlo per un paio di mesi per il progetto ‘The Endless River’ dei Pink Floyd. Poi sono ritornato al mio disco con la massima concentrazione.

Com’è venuta fuori l’idea di un album che tratta della quotidianità di una sola giornata?
È bello concentrarsi su qualcosa ed unire tutto in una sorta di modulo che abbia una coerenza d’insieme. Il concetto del disco parla di che cosa pensare o fare in un certo momento della giornata. Ma non in maniera molto stretta. È sempre bene avere una sorta di filo conduttore.

Quanto c’è di autobiografico nel protagonista?
Bè, due dei testi li ho scritti io e anche tre brani strumentali. Cinque degli altri testi li ha scritti Polly, che ogni tanto prova ad entrare nella mia testa. Altre volte è libera di essere solo il narratore di una storia. È il caso di ‘The Girl in the Yellow Dress’, un brano dal sapore jazz che lei ha scritto come fosse la storia di un libro. Si adatta benissimo ad un pezzo musicale che avevo composto.

Sembra che l’album inizi su un profilo dimesso e poi, andando avanti, gradualmente diventi più ottimistico.
Non so se volesse essere questa la struttura, ma sicuramente volevamo finire con il tema del ‘carpe diem’, ‘cogli l’attimo’, ovvero ‘la vita può essere resa migliore’. Ci sono momenti in cui bisogna incoraggiare le persone a lottare per il diritto di esserci, per far sentire la propria presenza e per protestare contro le ingiustizie del mondo. Il tema è ‘arrivare a spezzare le catene’.

Mi racconti della canzone-tributo a Richard Wright ‘A Boat Lies Waiting’.
Il rolling piano in sottofondo l’ho registrato su MiniDisc 18 anni fa. Mio figlio Gabriel ha adesso 18 anni e nella registrazione lo si sente piccolissimo che strepita. Ho cercato di rifarlo con Roger Eno al piano, ma ho deciso di ritornare alla versione del MiniDisc che aveva l’atmosfera ma non proprio la qualità del suono. Polly riteneva che il motivo del rolling suggerisse l’idea del mare. La navigazione era la grande passione di Rick e il testo deriva da lì. Tutti questi elementi sono stati messi insieme per creare una storia su Rick.

‘In Any Tongue’ chiaramente parla di guerra moderna.
Sì. Molti giovani in questo mondo e nel tuo paese sono passati attraverso esperienze che li hanno traumatizzati in un modo o nell’altro. È un mondo più difficile. C’è una sorta di processo darwiniano di selezione. Non sono sicuro che stiamo progredendo in termini di umanità e bontà. Viviamo con speranza.

Che cosa pensi della situazione dell’industria musicale oggi?
È un momento terribile per i giovani musicisti che cominciano perché è difficile farsi ascoltare. Bisogna andare in giro a suonare per guadagnarsi da vivere perché è difficile far soldi con i dischi. I giovani credono che sia loro diritto avere musica gratis. Ovviamente, per me non è un grande problema, ma da dove può venire la buona musica nuova? Non credo che la musica debba essere gratuita. È auspicabile che questa cosa si metta a posto da sola nei prossimi anni e i musicisti guadagnino giustamente. E che le case discografiche, se continuano negli Stati Uniti, siano in grado di investire denaro nel promuovere la sperimentazione di nuova musica.

A che punto è la preparazione del tour in questo momento?
Ho ingaggiato la band. Ho prenotato lo spazio per le prove. Ma non ho ancora cominciato a pensare al da farsi, ma questo è il prossimo passaggio. È il compito che devo svolgere domani dopo la colazione.

Suonerai il nuovo album per intero?
È molto probabile. Ma come detto, non ho pianificato ancora nulla.
Ci saranno canzoni dei Pink Floyd come ‘Echoes’ che suoneresti senza Rick?
Non sarebbe corretto suonare ‘Echoes’. Dubito molto che la faremo. Ma i pezzi che sento che vanno bene, li farò. Potrei fare ancora ‘Shine On You Crazy Diamond’. Non ho chiuso completamente le porte alle canzoni dei Pink Floyd. Sono così divertenti!

Chi suonerà le tastiere?
Jon Carin e Kevin McAlea, che ha suonato nei concerti di Kate Bush a Londra lo scorso anno.

Ci sarà Phil Manzanera alla chitarra?
Sì, Phil suonerà la chitarra, Guy Pratt il basso. Steve Distanislao sarà alla batteria.

Il tour di ‘On an Island’ fu davvero incredibile. Hai il timore che sia difficile fare di meglio?
Musicalmente, penso che allora abbiamo fatto molto bene e speriamo di fare altrettanto bene stavolta. La mia preoccupazione è se mi divertirò come l’ultima volta. Allora abbiamo vissuto dei momenti fantastici. Per noi fu davvero bello, più di altre esperienze individuali analoghe, credo. Stavamo bene. Speriamo che senza Rick possa essere la stessa cosa. Vedremo di fare del nostro meglio.

Non sono state annunciate tantissime date?
Non sarà una tournée lunga.

Roger ha replicato più di 200 volte il suo ‘The Wall’.
Davvero? Bè, ammiro molto chi riesce a fare una cosa del genere. Ma credo che quei tempi sono passati per me.

Sono sicuro che sei stufo di questa domanda, ma è finita per sempre per i Pink Floyd, sia come entità da tour sia in sala d’incisione?
Sì, per me sì. È stato un piacevole pezzo della mia vita che mi ha dato molto. C’è stata tanta gioia, ci sono state tante risate, tanta soddisfazione creativa. Siamo stati molto bene per il 95% del tempo passato insieme. Non vorrei che quel 5% un po’ più aspro renda il mio punto di vista meno positivo. Tutto passa. Tutto arriva ad una conclusione. Il ciclo è compiuto.

Eppure, ci sono fans in tutto il mondo che continuano a fantasticare di un’ultima tournée con te, Nick e Roger. Ma ritengo che senza Rick non potrà mai accadere.
No. Non ritengo che sia giusto né che dovrei farlo. Non credo che sarebbe piacevole.

Giusto. E avete concluso la storia abbastanza bene con ‘The Endless River’
Sì. Penso di poter tranquillamente dire addio così. So che alla gente piace aggrapparsi a qualcosa, ma io non sono uno di quelli che hanno questa necessità. Entrare in stadi immensi e fare cose del genere, non mi riempie di gioia o di attesa. Voglio stare più vicino alla gente e avvertirne la piacevolezza da un punto di vista musicale.

Bene; a questo punto ti sei sicuramente guadagnato il diritto di fare quello che vuoi.
Grazie. È bello che tu me ne dia conferma.

Andy Greene per Rolling Stone

Traduzione by Cymbaline – Pink Floyd Fan Club

Ricordo che per tutte le news relative al Tour 2015 le potete trovare nell’apposito articolo, mentre le notizie sul nuovo album le potete trovare in questo articolo, sempre in aggiornamento..

Shine On!

19 comments

  1. Date un’occhiata qui…
    thecreativecorporation.com
    Tra le immagini anche quella con i testi di Faces of stone e A boat lies waiting dedicata a Wright.

  2. Ciao a tutti! Il sassofonista del tour sarà Theo Travis (potete leggere il suo stupefatto annuncio dalla sua pagina facebook). Con un sassofonista nella band alcuni pezzi della tracklist si può prevedere: Shine on…, Us and them, Money e…

    1. Sto a casa e non ho le passuord per entrare nel forum😉 ,..ma questa richiesta di scaletta dei sogni è dettata da fonti ufficiali di D.G., e quindi ha tutti i crismi di una cosa seria, o trattasi di un qualsiasi sondaggio di un fan qualsiasi, come potremmo farlo anche noi ? Non è molto chiaro –

  3. Ho ingaggiato la band. Ho prenotato lo spazio per le prove. Ma non ho ancora cominciato a pensare al da farsi, ma questo è il prossimo passaggio. È il compito che devo svolgere domani dopo la colazione.

    Vedo che ha poche idee, ma confuse….😀😀 Anche se non si capisce la data esatta dell’intervista – Comunque anche in interviste dei P.F. di anni molto remoti si può leggere lo stesso tono incerto sul cosa fare del futuro,..ma a volte dall’incertezza derivano i capolavori😉
    Us and them ?? Ma non è che ci propina il D.S.O.T.M. per intero ?

  4. Che bello! Un’intersvista a David è sempre tanta, tanta roba!
    L’unica nota dolente, è che dice (giustamente) che difficilmente farà Echoes…😦
    P.S.
    Ma allora la famosa canzone che somiglia tanto a Comfortably Numb è A Boat Lies Waiting?!

  5. Bene! Sperando che non venga travisato quello che dico ma….sono contento che non faccia Echoes, perché nel 2006 era perfetta e mi piace pensare ad un concerto nuovo e pieno di sorprese! Poi ovvio che qualunque cosa faccia bene cosi. Curiosissimo per il fatto che alla fine il nuovo disco é una sorta di concept….wow, non me l’aspettavo da Gilmour infatti mi sembrava una cosa molto….watersiana ahahah

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