I PINK FLOYD FANNO CAUSA A FRAN TOMASI E ALLA EVOLVE DEVOLVE

Articolo tratto da www.rockol.it/

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Il promoter Fran Tomasi e la società italiana Evolve Devolve sono stati citati in giudizio dalla Now Pink Floyd Ltd. e dalla Pink Floyd Music, le due società che rappresentano legalmente i tre elementi superstisti dellaband di “The dark side of the moon”, ovvero Roger Waters, David Gilmour e Nick Mason, relativamente al mancato allestimento della mostra “Their mortal remains”, esposizione “definitiva” incentrata sulla carriera del gruppo che avrebbe dovuto aprire i battenti a Milano nella seconda metà del 2014 ma che non aprì mai le proprie porte al pubblico: lo riferisce l’edizione online del Telegraph, secondo la quale l’azione legale intentata dalla formazione inglese verterebbe su tre punti essenziali. Il primo, stando alle carte depositate presso l’Alta Corte britannica, riguarderebbe l’onorario da corrispondere al gruppo: Tomasi e la società, nel 2014, avrebbero versato 80mila sterline a titolo di acconto, senza però saldare – nonostante un sollecito inoltrato dalle società rappresentati già lo scorso mese di febbraio – né le rimanenti 100mila sterline previste dall’accordo né una cauzione – anch’essa concordata – da 145mila sterline.

Non sarebbe, però, solo questione di soldi. Alla Now Pink Floyd Ltd. e alla Pink Floyd Music non sono sfuggite le mosse che Tomasi e la Evolve Devolve hanno fatto seguire alla mancata prima meneghina, ovvero i tentativi di abboccamento – tra altro già dichiarati dallo stesso Tomasi a Rockol – con altri spazi europei ed extraeuropei per dare un’altra casa a “Their mortal remains”. Peccato che, secondo gli accordi presi con il gruppo, la ricerca di finanziatori terzi per l’operazione non figurasse tra le clausole del contratto.

Oltre alle somme non ancora versate, Gilmour, Mason e Waters hanno chiesto a Tomasi una dichiarazione firmata che certifichi, da parte di Evolve Devolve, il completo controllo da parte dei superstiti del gruppo dell’eventuale allestimento di future mostre, del merchandise ad esse connesso, del catalogo della stessa e dei diritti d’autori delle opere esposte: i Pink Floyd hanno inoltre diffidato il promoter italiano e la sua società a presentersi come organizzatori della mostra.

Nel frattempo, rimane ancora aperto il nodo relativo ai rimborsi dei biglietti emessi in prevendita: sentito da Rockol lo scorso 9 gennaio Paolo Ambrosio, co-fondatore della Evolve Devolve,aveva indicato come un paio di mesi – quindi, in linea teorica, la fine dello scorso marzo – il termine entro il quale le domande di risarcimento sarebbero state gestite. Ad oggi, tuttavia, molti fan sostengono di non aver ancora ricevuto il rimborso: il sito ufficiale della manifestazione risulta offline e il canale Twitter della mostra è attualmente fermo allo scorso 29 aprile. Rockol sta per contattare Evolve Devolve per chiedere una dichiarazione in proposito.

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2 comments

  1. E’ davvero triste constatare quanto sia stata malamente condotta questa operazione. Al di la’ dei dettagli e delle clausole contrattuali, ancora una volta l’ Italia fa una brutta figura agli occhi del mondo. Peccato…..

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