RECENSIONI: DAVID GILMOUR LIVE VERONA E FIRENZE

9 anni dopo, l’On An Island tour, David Gilmour è tornato in Italia, chi è riuscito ad aggiudicarsi un biglietto per assistere ad uno dei suoi concerti può ritenersi fortunato, David ha fatto quello che doveva fare, regalarci una serata indescrivibile, si fa sempre fatica a esprimere le emozioni che David fa provare quando suona, ma ci proverò.

Giuseppe-Craca-foto-David-Gilmour-Arena-Verona-2015-7

Arena di verona, sold-out istantaneo, 15.000 persone a vedere quello che è stato, ed è tuttora una delle 2 parti che ha forgiato il sound dei Pink Floyd, David Gilmour. L’altra parte purtroppo ci ha lasciati nel 2008, e si sente. Pur non togliendo niente ai due tastieristi, la mancanza di Rick è parsa enorme, e non poteva essere altrimenti, David  gli ha anche dedicato un brano, “A Boat Lies Waiting“, dove senza chitarra, solo lui, l’uomo, canta tutta la sua malinconia per aver perso non solo un amico, ma il suo punto di riferimento musicale, un’alchimia che (David lo sa) non potrà più riscontrare in nessun altro, seppur fenomenale, tastierista. Il brano (insieme ad “In Any Tongue“) è stato uno dei più applauditi dal nuovo album.

Il concerto come da tradizione degli artisti stranieri inizia alle 21.00 in perfetto orario, dopo giorni passati a pregare che il tempo sia clemente, passato il mezzo nubifragio dei giorni precedenti le nuvole hanno iniziato a diradarsi e dato spazio al sole, condizioni atmosferiche perfette per godersi il concerto.

La scaletta è stata identica alle serate precedenti di Brighton e Croazia: 5am, Rattle That Lock, Faces Of Stone, Wish You Were Here, A Boat Lies Waiting, The Blue, Money, Us And Them, In Any Tongue, High Hopes, Astronomy Domine, Shine On You Crazy Diamond, Fat Old Sun, On An Island, The Girl In The Yellow Dress, Today, Sorrow, Run Like Hell, Time / Breathe (reprise), Comfortably Numb.

I fan italiani si fanno sempre riconoscere, prima dell’inizio del concerto ci solo state “aole”, cori “David!, David!” e grandissimi applausi, tanto calore che si fa fatica trovare in altri posti, ma appena le tastiere hanno iniziato a dare inizio al concerto, sull’arena è calato il silenzio, tutti ad ascoltare 5Am, brano d’apertura del nuovo disco Rattle That Lock, imbracciata la Gibson Les Paul, David ci catapulta nel suo mondo, un brano “ambient” che poteva star benissimo anche in “The Division Bell” del 1994, fantastico, seguito a ruota dal primo singolo “Rattle That Lock“, qui David imbraccia la Fender Esquire, un suono tagliente adattissimo al brano, e si sente subito che la voce è migliorata parecchio rispetto ai primi live, il brano è seguito da un’altra nuova traccia, “Faces Of Stone“, un valzer sì, ma “alla David”, dove ci fa stare un bell’assolo con la sua fedele Stratocaster nera. A questo punto si avanza con il classico “Wish You Were Here“, cantata da tutti a squarciagola,  poi un’altro nuovo pezzo, “A Boat Lies Waiting” dedicato a Richard Wright. Da pelle d’oca. A questo punto partono altri brani familiari con “The Blue“, “Money” ed “Us and Them“, si sentono che sono più “rodati” e vengono eseguiti con più scioltezza. Poi arriva quello che a mio parere sarà il capolavoro di Rattle That Lock: “In Any Tongue“. D’accordo, sembra una nuova “Comfortably Numb”, ma di ascoltare canzoni del genere non ci si stanca mai. La parte “alta” del ritornello la fa cantare ai coristi, ma poi arriva uno degli assolo più indovinati del repertorio “Gilmouriano”, applausi infiniti per questa nuova gemma che David ci ha regalato. Il primo tempo si chiude con “High Hopes“, dove alla fine gli applausi quasi non fanno sentire l’ultimo assolo alla chitarra… Pausa di circa 20 minuti e ci si spara all’indietro nel 1967 con “Astronomy Dominè“, seguita da “Shine On You Crazy Diamond” pt 1-5 cantata in coro da tutti, qui il sassofonista Theo Travis non fa rimpiangere Dick Parry. “Fat Old Sun” è sempre bella da ascoltare anche se l’assolo non è stato tra i più ispirati. Si torna sull’isola con “On An Island” eseguita praticamente uguale ai live del 2006 con il duetto tra le chitarre di David e di Phil Manzanera. Ora c’è un’altro nuovo brano: “The Girl In The Yellow Dress“, un jazz che forse gran parte del pubblico non si aspettava, forse è stato (tra i nuovi brani) quello che è piaciuto di meno. Si va avanti con “Today“, l’ultimo singolo uscito, se la versione su disco è “particolare” per suoni e atmosfera “anni 80” devo dire che dal vivo è anche più bella, forse i cori sono un po esagerati ma nel complesso è piaciuta molto. A questo punto della serata l’Arena inizia a tremare, è l’arrivo di “Sorrow” che con il suono distorto ai massimi livelli fa esplodere i 15.000 spettatori, esecuzione magistrale ed  un’emozione unica. Per “Run Like Hell”  sembra di assistere ad un concerto del 1994,  tutti a battere le mani a tempo e occhi folgorati dagli effetti luce del palco. Seconda parte finita, dopo 5 minuti David ritorna per eseguire “Time e Breathe (reprise)“, qui la stanchezza inizia a farsi sentire sia vocalmente che musicalmente, infine la classica “Comfortably Numb” che non ha bisogno di aggettivi, l’assolo non è stato ne dei più lunghi ne dei più ispirati, ma nulla toglie alla gioia di risentirla dal vivo…

Il suono di David Gilmour è unico, chi ha assistito al concerto per la prima volta se ne sarà reso conto, magari non avrà suonato perfettamente, ma il tour è ancora lungo e penso che ritornerà in forma molto presto una volta preso confidenza con i nuovi brani e membri della line-up. Lo show riprende e perfeziona quello dell’ On An Island Tour del 2006 con l’aggiunta del grande schermo circolare. Steve di Stanislao e Guy Pratt hanno fatto una sezione ritmica incredibile, non hanno sbagliato un colpo, Phil Manzanera ugualmente eccellente come anche il sassofonista. Jon Carin è sempre bravissimo avendo avuto come maestro Rick Wright… anche se in questo tour suona molto anche le chitarre slide. Forse musicalmente la parte più debole sono state proprio le tastiere, non so se sia un effetto psicologico ma ho avuto l’impressione che la mancanza di Richard si sia sentita molto più di quanto mi sarei aspettato… Ora sarò più che onesto: il concerto è stato eccezionale seppur con qualche sbavatura di David, però se ripenso al tour del 2006, forse mi aveva emozionato un poco di più.. sarà perchè c’era anche Richard Wright e Dick Parry, sarà perchè era quasi la fine dell’On An Island Tour ed erano ad un livello incredibile, ma penso che questo show di David Gilmour versione 2015/2016 possa crescere musicalmente ed emotivamente molto nel corso dei prossimi mesi. Prossimamente verranno annunciate altre date in Europa nel 2016 e chissà che non passi di nuovo di qui in Italia, magari facendo più attenzione alle vendite dei biglietti…

In definitiva David ha più volte ribadito il concetto di lasciarsi alle spalle il nome “Pink Floyd”, ma il grande schermo circolare dietro di lui, è lì che continua ad illuminarlo, e lui continua a farci vivere emozioni indescrivibili.

Grazie, ancora una volta, David..

Questa la scaletta del concerto di Firenze, uguale a quella di Verona ma con l’aggiunta nella seconda parte di “Coming Back to Life“:

5am, Rattle That Lock, Faces Of Stone, Wish You Were Here, A Boat Lies Waiting, The Blue, Money, Us And Them, In Any Tongue, High Hopes, Astronomy Domine, Shine On You Crazy Diamond, Fat Old Sun, Coming Back To Life, On An Island, The Girl In The Yellow Dress, Today, Sorrow, Run Like Hell
Encore: Time / Breathe (reprise), Comfortably Numb.

Alcune immagini da Verona:

A questo link alcune immagini del concerto di Firenze da Virgin Radio.

Qui altre immagini da Firenze da Fabio

Finchè non saranni rimossi, a  questo link di YouTube potete trovare i video di Verona, mentre a questo link quelli di Firenze.

A questo link l’intervista per CorriereTV

Visto l’uscita imminente dell’album Rattle That Lock questo Venerdì 18 Settembre, gustatevi l’Epk integrale di 16 minuti:

Qui di seguito altri video caricati del canale YouTube di David:

Shine On!

141 comments

  1. Dopo il concerto di Firenze, ho dimenticato di scrivere una cosa:
    Astronomy Domine, non è mai stata una delle mie canzoni preferite, ma sentendola dal vivo, l’ho rivalutata molto! Mi ha fatto capire quanto Syd fosse un “fottuto genio”!!!!!!!!!!!!!!

  2. Anche ieri sera la stessa medesima scaletta,….attenzione David,..che con internet e dal tuo stesso sito,..ormai la ggente sa già cosa aspettarsi,..poi si potrebbero stancare, tanto è già scontato cosa aspettarsi ..😦 Te lo dice un amico,…:D Quelli che ti sono vicini potrebbero essere dei “falsi amici”…come fà quella canzone ?

    Money get away
    Get a good job with more pay and you’re ok
    Money,it’s a gas
    Grab that cash with both hans and make a stash
    new car,caviar,four star daydream
    think i’ll buy me a football team

  3. Ho visto la scaletta del concerto di Firenze e mi sono messo a piangere per non esserci venuto… Qualcuno va a Londra e sa dirmi se è possibile avere un biglietto a prezzo non esosissimo?
    ayo
    PS: disperato (o quasi)🙂

  4. Sono un Pinkfloydiano da sempre, ma non unicamente. Negli ultimi anni ho seguito Gilmour un po’ meno a vantaggio di altri artisti che ho ritenuto più innovativi seppur appartenenti alla stessa generazione. Ma questa non è una critica necessariamente: Gilmour rimane un porto sicuro per lo stile ed il sound. Da ex chitarrista l’ho studiato molto al punto che un mio setup è stato pubblicato su Gilmourish.com. Del live di Firenze posso dire di positivo che il suono è stato stupendo e come al solito all’altezza delle aspettative. Per il resto è stata solo delusione. La location era veramente brutta, sicuramente non paragonabile all’Arena di Verona (presso la quale ho assistito ad un fantastico Paul McCartney). Niente musica pre-concerto, palco frontale, nessuno schermo supplementare con le riprese ravvicinate di David e dei musicisti, il solito schermo tondo con le luci intorno, pause di 15-20 secondi fra un brano e l’altro nel buio assoluto, mega pausa di 20 minuti a metà concerto (mai visto da nessuna parte, neppure da vecchietti del calibro di Rolling Stones, U2, Paul Simon ed il già citato ultrasettantenne McCartney). Insomma, un concerto un po’ troppo démodé. Non rifarei la trasferta, e forse non andrei neppure ad un concerto nella mia città. Mi rimarranno comunque i live dei Pink visti in passato, la mia collezione di vinili originali nonché l’incontro con David e volo aereo di dodici ore con lui nel lontano 1990 (e un bell’autografo di ricordo).

    1. Il fatto è che non si è mai contenti,..e che ci si è ormai abituati, e forse assuefatti, ai mega concerti con tanto “fumo negl’occhi” e poca sostanza,.. si rimpiange, giustamente, di non avere maggiori filmati e documentazione visiva del concerti dei Pink del periodo 70,..eppure erono, da quel pochissimo che gira, non dico inferiori, ma almeno pari a quelli di Gilmou oggi – Credo che troppi elementi sul palco, poi alla fine distraggano troppo,..”oh,..andiamo a vedere l’aereo che cade sul palco” e non a sentire on the run…. – Qui si bada più alla sostanza (la musica) che non alla forma – Ed inoltre che colpa ne ha lo staf di Gilmour se la lochescion non era adeguata…. allora dovremmo buttare via tutte le registrazioni e filmati inerente Woodstock, a questo punto !!!! 😀😀
      Suppongo che nella turnè americana, ma forse già quella del sud-america ci riserverà delle sorprese,..non per nulla vi sono ben tre (3) mesi di riflessione tra l’europa e l’america,… L’attuale palco si perderebbe negl’immensi stadi americani😉

      1. “Ed inoltre che colpa ne ha lo staf di Gilmour se la lochescion non era adeguata….”
        Lo staff non ha nessuna colpa, ma il management si. Con Firenze sono scesi a compromessi economici che non ci sono stati per Verona. C’est à dire: avevano già speso molto per l’Arena, per la seconda data sono andati al risparmio.

        “allora dovremmo buttare via tutte le registrazioni e filmati inerente Woodstock, a questo punto !!!!”
        Assolutamente no, si rivedono con piacere sapendo che sono degli anni sessanta. Più di cinquant’anni dopo mi aspetto qualche sforzo in più, considerando cosa offre la tecnologia e a cosa ci siamo abituati. Che telefono possiedi? Uno che come giusto ti faccia telefonare, o uno che fa tante cose fantasmagoriche? Non disprezzo assolutamente i concerti senza orpelli, ma vorrei che fossero in piccoli luoghi, in club, in palazzetti. Per live da 13-14mila persone mi aspetto altro, considerando anche quanto pago il bliglietto. Altrimenti mi va benissimo ascoltare a casa i miei dischi e vivere di ricordi, quando i Pink mi lasciavano veramente a bocca aperta. Ma va bene così, si gira pagina. E’ normale. Ben vengano gli aficionados, le nuove generazioni andranno altrove.

    2. Ciao Gianguitar.
      Visto che hai citato gilmourish.com ritengo tu sia un estimatore, come lo sono io, di Bjorn Riis e (probabilmente anche) degli Airbag.
      Proprio mentre scrivevi il tuo commento ai due live italiani di David ero immerso nell’ascolto di qualche incredibile reinterpretazione di Bjorn dei classici dei Pink Floyd sul suo canale YouTube (https://www.youtube.com/user/BjornRiis/videos).
      Non essendo ancora assurti alla piena notorietà, consiglio a chi non conosce gli Airbag di procurarsi i loro lavori (possibilmente su vinile). Oltre ad essere gran bella musica curano molto la qualità delle incisioni (sicuramente per un pubblico di audiofili esigenti) e la dinamica delle loro registrazioni (vinile ma anche CD) è da paura…

      Buona giornata a tutti🙂

      1. Enrico,
        sono sempre stato un sostenitore della qualità audio, infatti a Firenze ho apprezzato proprio il suono semplicemente stupendo. Della batteria si sentiva ogni “pelle”, ogni piatto. Il basso era presente e compresso come dovuto, le voci nitide e brillanti. Un miracolo considerando il luogo aperto. Una rarità rispetto alla maggioranza dei concerti. Alla prima data degli U2 a Torino l’audio era orrendo, una fogna. Ma lo show è stato da brividi, uno dei mogliori che abbia mai visto negli ultimi anni (a dispetto di quanto dice Pat Lecce “Il fatto è che non si è mai contenti,..”). Quello che è mancato in questo caso è lo show. I Pink mi avevano abituato ad altro, magari anche elementi di distrazione come un maiale che vola, perché sono parte della loro musica. Questi erano i Pink, evidentemente Gilmour è altra cosa.
        P.S. penso che un concerto così invece sia ottimo alla Royal Albert Hall dove sarà a fine tour europeo: ci sono stato, e li sarà adatto.

  5. Ciao a tutti.
    Segnalo a chi fosse interessato che sul solito forum guitars101, nella sezione lossless, è disponibile il live in Oberhausen di David.
    Non posto il link perché WordPress non lo consente.
    Felice serata…🙂

  6. Nel barn jam 4, alla fine c’è una piccola dichiarazioen di Wright,..però non vi sono i sottotitoli,..c’è qualcuno che mastica bene l’inglese ? Mi sembra la Paola…😉

  7. Ciao Fabio io sono innamorato pazzo di In Any Tongue quando c’è l’assolo chiudo gli occhi e mi emoziono , ti ringrazio ancora di avermi mandato l’mp3 perché arrivare a mercoledì che è il giorno in cui andrò al negozio a comprare l’album sarebbe stata dura

  8. Vorrei chiedere ai superesperti Simone e Alfredo : ma Beauty potrebbe essere un pezzo che è rimasto fuori da T.E.R. ? Perché si adatta bene a quell’album e da metà in poi ci sono delle somiglianze con Nirvana . Si tratta in ogni caso di un bel pezzo , poi per quanto riguarda A Boat Lies Waiting la prima voce che si sente è quella del povero Rick ? È un album comunque nettamente superiore al precedente . Alfredo non mi hai ancora fatto il fischio come ti avevo detto alla In Any Tongueeeeeee !!!!!!!!!!!!

    1. Vero giain, Beauty sembra un pezzo di ter. A me, come atmosfera, ricorda surficing! Per quanto riguarda quella voce in a boat lies waiting, si è proprio Rick! In in any tongue, invece, si sente il figlio piccolo. D’altronde è un marchio di fabbrica dei Pink Floyd!
      P.S.
      Stamattina mi sono svegliato con in testa il piano di faces of stone! 😀

      1. Se l’avesse registrato con un quattro piste Studer avrebbe rivaleggiato con “Obscure…” o “Atom…”, concordo con Simone. “Beauty” e “A boat…” sono perle da primi anni ’70 “sfacciati” e poi nel secondo brano fa effetto vedere David dal vivo cantare senza chitarra… E’ una preghiera “A boat…”. La ultra- perfezione di piattaforme come cubase (e wave), motu e/o protool non potranno mai riprodurre l’analogico di quelle produzioni ormai ultra quarantennali. Però sogno sempre se avessero registrato “A saucerful…” con protool oggi parleremo di un’altra cosa, un pò più pulita e definita. E’ lo scotto dell’evoluzione tecnologica che offre la perfezione ma toglie il fascino della micro sbavatura e di quella “sporcizia” tanto inarrivabile… Vabbè!
        God bless David!!!

      2. oggi mi sparo il vinile e nello stesso tempo lo riverso sull’ormai introvabile registratore cd per preservarlo 😉 o per chi non ha il giradischi 🙂

    2. Non c’è bisogno di essere “super esperti”, è chiaramente un rimando a certe sonorità di T.E.R.,…😉 Una nota tecnica, il suono dal punto di vista audio (poi dipende da quale apparecchio viene ascoltato) è di una “morbidezza, sofficità, nonché pulizia” mai sentita prima,…neanche in tutta la discografia dei Pink, pur mantenendo un forte impatto –
      Praticamente vedendo alcune foto in rete, il famoso schermo circolare,..non è un vero schermo cinematografico,..ma è un pazzol di tanti monitor messi assieme a formare un’unica scena…mizzica, per questo l’avevano vietato in Francia,..deve pesare un casino !!!!

      fonte Gilmour fesbuk

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