RECENSIONI: DAVID GILMOUR RATTLE THAT LOCK

12030519_10154207657478574_5640598838950321948_oRattle That Lock è un album solista di David Gilmour, questo è quello che bisogna ricordarsi prima di ascoltare il disco. E lo dico fin da subito, in un ipotetico “best of” di David Gilmour da questo album io ci prenderei almeno 5 traccie, e non è poco, visto i dischi che stanno uscendo negli ultimi anni. Chi si ostina a paragonare le carriere soliste di artisti con alle spalle nomi importanti come Pink Floyd, forse non capisce che in un gruppo, con l’andare del tempo, puoi essere “limitato”, e non fare cose che magari ti piacerebbe provare, qualcosa di nuovo, per esempio in Rattle That Lock David ha voluto provare un’esperienza Jazz e Valzer, poi i risultati saranno anche discutibili ma resta il fatto che questo è il suo disco, non dei Pink Floyd e ha registrato quello che si sentiva di farci ascoltare.

La traccia di apertura è 5 am, classico brano  d’atmosfera, potrebbe starci benissimo in “The Division Bell” da quanto è bello, David qui usa la Gibson Les Paul in modo magistrale, con il classico accompagnamento d’orchestra diretta da Zbigniew Preisner. La rivista Rolling Stone (che ha stroncato il disco dandogli 2 stelle) dice in poche parole che fa sempre lo stesso assolo, sinceramente, se il disco fosse tutto come questa canzone, io non mi stancherei mai di ascoltarlo. David Gilmour è uno dei pochissimi artisti che può copiare da se stesso, e non penso gli si possa fare una colpa per questo. La titletrack Rattle That Lock è già da parecchio tempo che la possiamo ascoltare, ha creato pareri diversi, anche per l’ispirazione che ha avuto, il jingle della stazione ferroviaria francese… Resta il fatto che è orecchiabile e uno dei pochi brani ad essere adatto ad un passaggio radiofonico. Faces Of Stone è un pezzo dal sapore Valzer, ma contiene degli assolo tra i più belli di David con un suono che certa gente “darebbe via un rene” per poter avere e soprattutto un testo importantissimo. La canzone è su sua madre e alla malattia che la ha colpita. Essendo io stato coinvolto in prima persona con mia nonna (una seconda mamma per me..) affetta dalla stessa malattia, Alzheimer e Demenza, posso dire che per scriverci sopra una canzone, ci vuole molto coraggio. Fidatevi, chi non ha passato l’esperienza di un caro con questa malattia non potrà mai capire il dolore che si prova. A me la canzone ha commosso ed è una delle più belle del disco. Si prosegue con un altro brano da pelle d’oca: A Boat Lies Waiting dedicato a Richard Wright. Il brano è stato unanimamente riconosciuto come uno dei più toccanti del disco, i cori sono di David Crosby e Graham Nash. Altre parole sono superflue. Dancing Right In Front Of Me, musica e testi interamente di David Gilmour, è un brano più “leggero”, scivola via piacevole con un piccolo cambio d’atmosfera quasi jazz nel mezzo del brano. Gran lavoro dell’orchestra, sembra quai di risentire il “Live in Gdansk”, dove orchestra e chitarra si mescolano perfettamente. La seconda parte di Rattle That Lock si apre con il fischio di In Any Tongue: capolavoro. Avevamo già avuto modo di ascoltarne un estratto parecchio tempo fa e subito era sembrata una nuova “Comfortably Numb”. Dal vivo fa forse ancora più impressione che in studio, la parte cantata “alta” dal vivo la cantano i coristi mentre su disco la canta (paurosamente bene) David. Per un tema importante come quello della guerra, la canzone è perfetta, l’assolo vorresti non finisse mai… Questa canzone non sfigurerebbe affatto in un disco a nome Pink Floyd. A questo punto c’è lo strumentale Beauty, a me è piaciuto subito, mi ha ricordato certe atmosfere di “Obscured By Clouds” e “The Endless River” dei Pink Floyd, uno dei pezzi più belli del disco. The Girl In The Yellow Dress è un brano dal sapore jazz, forse il meno amato del disco, personalmente non sono un amante del genere e non mi sento in grado di giudicare un brano Jazz, resta il fatto che David non si era mai addentrato in questo genere, e anche quando la propone dal vivo la reazione è “tiepida” rispetto ad altre canzoni. Paradossalmente è ritenuta da David steso uno dei brani più belli del disco. Today è il secondo singolo estratto dall’album (prossimamente uscirà anche il video), a molti è piaciuto più del primo singolo “Rattle That Lock”. Il brano è uno di quelli che Phil Manzanera ha creato mettendo insieme dei “bozzetti” di canzone creati da David. Sa quasi di “anni 80”, per i miei gusti un pò troppo esagerati i cori, dal vivo rende molto di più. L’album si chiude con And Then… , un’appendice di “5 am” più complessa e articolata, sempre molto d’effetto. Da lacrime agli occhi l’ultimo assolo alla chitarra Taylor con corde in nylon. Il disco si chiude con il rumore di un camino acceso… Ripeto che io non mi stancherei mai di ascoltare questo genere di canzoni.

In definitiva una delle prove più convincenti della carriera solista di David Gilmour, superiore ad On An Island seppur con qualche “difetto” minore come aver sfumato tutte le canzoni. Personalmente mi sento di consigliare questo disco non tanto per l’opera in se (ogni canzone dell’album può essere ascoltata singolarmente e non è necessario ascoltarlo dall’inizio alla fine per aver un senso compiuto) ma per dei piccoli capolavori che meritano di essere assolutamente ascoltati. Meglio se in cuffia o in Blu-Ray con l’edizione 5.1 Dts.

Grazie di continuare a  regalarci emozioni, David.. E non farci aspettare altri 9 anni, in questo mondo c’è bisogno di te!

Contenuti Extra versione cd+dvd* / cd+bluray

*molte persone hanno segnalato un problema con i sottotitoli in Italiano sbagliati nella versione Dvd. Per la versione Blu-Ray nessun problema riscontrato.

AUDIO-VISUAL

Barn Jam 1, 2, 3 e 4. Sono delle jam create nel 2007 con il compianto Rick Wright, se potete ascoltatele, solo queste meritano davvero i soldi spesi in più per avere la versione Deluxe.

THE ANIMATORS – ALASDAIR + JOCK (Documentary) e THE ANIMATORS – DANNY MADDEN (Documentary) sono due mini-documentari sulla realizzazione dei video delle rispettive Rattle That Lock e The Girl In The Yellow Dress; presenti alla fine di ogni documentario anche i relativi video completi.
POLLY SAMSON & DAVID GILMOUR AT THE BORRIS HOUSE FESTIVAL OF WRITING & IDEAS  (Documentary) è un bellissimo speciale in cui David e Polly parlano sull’ispirazione dell’album e il metodo compositivo dei due. Tra risate e rivelazioni un inaspettato documentario, senza cui non sapremmo che è Polly ad incoraggiare David a scrivere testi per conto suo!

THE MAKING OF THE RATTLE THAT LOCK ALBUM: è il documentario già pubblicato sul canale YouTube di David Gilmour ampliato e sottotitolato.

AUDIO ONLY

RATTLE THAT LOCK Extended Mix contiene alla fine della canzone un assolo di chitarra più lungo.

THE GIRL IN THE YELLOW DRESS Orchestral Version è una suggestiva versione della canzone con solo voce ed orchestra.

RATTLE THAT LOCK Youth Mix12” Extended Radio Dub è una versione remixata della title track, se ne poteva anche fare a meno (a mio parere).

RATTLE THAT LOCK Radio Edit è la versione radiofonica della title track

Se volete ripercorrere la genesi di Rattle That Lock dalle prime indiscrezioni fino all’uscita clicca qui. Per i chitarristi qui troverete le guide ai setup usati da David. Clicca qui per la pagina di Giampaolo Noto, clicca qui per la pagina di Gilmourish.

Shine On!

90 comments

      1. Infatti se ne possono votare 3, io ho scelto quelle con quelle strutture che si ripetono di colore verde e giallo, e quel cavallo con i giochi di scacchi bianchi e neri –

  1. Eh eh eh i figli so piezz é core! Come Roger Waters che s’è portato suo figlio Harry in tour, anche David s’è portato suo figlio Gabriel al Royal Albert Hall! Comunque non ci posso pensare, questo ha fatto il suo capolavoro a 69 anni!!!

      1. Grazie. ..purtroppo è talmente protetto che su PC non me lo legge. … lo rendo e mi prendo la versione vinile, alla faccia loro

      2. azz… però non dovrebbe fare cosi, se hai il lettore bluray nel pc non vedo perchè non lo legge.. strano, il vinile è bellissimo come sempre.. pero nel bluray c sono le barn jam e un paio di documentari molto belli..

  2. Si Fabio anche secondo me Alfredo è innamorato di Polly , quando tempo fa segnalai che aveva le varici alle gambe manca poco si sente male

    1. Beh, non sto ridotto così male… Ne avremmo potuto parlare nel 1985, casomai… ah ah ah ah!!!!
      Ho nominato Candy Dulfer (la preferisco di gran lunga…oggi poi…), l’avete dimenticata un pò tutti, eppure ha suonato con i Pink anni fa……

      1. Comunque se non erro i suoi amici Crosby e Nash sono in tour con Ghram anche in Italia il 3 o il 2 ottobre quindi se volessimo aspettarci Mason con anche loro, insomma un concerto con “tanti” ospiti credo che anche quello di stasera possa essere tra i prescelti.

      2. Bellissima quella Candy Dulfer , scusa la mia ignoranza ma mi occupo di altre cose , comunque ho visto le foto ed è notevole , se poi è anche brava

  3. prima notte all’albert hall andata, scaletta identica senza coming back to life, cori di crosby e nash su a boat lies waiting, on an island e comfortably numb, la voce di david non era al massimo, aggiunti laser su comf.numb. assolo piu lungo su the blue e piu corto in sorrow. restano altre 4 date alla hall di londra, che ci faccia una ospitata il signor mason?… speriamo😉

    1. Ho visto e non capisco perché la scaletta non muti e non aggiunga brani dal nuovo tipo “Dancing” che sembra fatta apposta, ma dai che ci sono ancora date alla Royal. Si, la comparsata la fa, ne sono sicuro!

      1. ciao dave! si dai speriamo si inventi qualcosa!…. io personalmente non vedo l’ora di vederlo negli stadi a dicembre.. non sono sicuro ma è dal 2004 mi sa (allo strat pack) che non suona in uno stadio.. chissa che non ci prenda gusto e se ritorna in italia nel 2016……..😉

    2. Gilmour+Mason+Royal Albert Hall= Grand Piper Organ… Autumn ’68? L’immagine di Rick sul the circle mentre la esegue Carin sarebbe la sceneggiatura perfetta… Chiedo troppo?

      1. Forse si, chiedi troppo, ma tutti lo vorremmo! Mah sai, una Remember a Day secondo me è più probabile anche se Louder than words mi sa che le supera tutte come probabilità.

      2. Mi sa di si Alfredo , vi ricordate oltre un mese fa quando criticavo gli eventuali brani valzer e jezz ? Bene quello valzer è splendido ma il bello è che mi comincia a piacere molto anche quello jazz , lo trovo veramente carino e mi ricorda gli Aristogatti

      3. Io sto invece in trip per “Dancing right in front of me” che dopo “Here, there…” è un evidente omaggio a McCartney. Un ibrido tra Michelle, Band on the run e Fool of the hill… Il finale jazzato, l’assolo poi… S’è superato, sono d’accordo con Simone quando dice che è un album di David e non pinkfloydiano, però poi vedi le foto di ieri sera… Sarebbe un brano in stile pinkfloyd anche uno reggae o rap o ancora r’n’b con la sua voce…….. Questo album però sta esaltando le straordinarie doti letterarie di Polly, che mi spingerà ad acquistarne alcuni libri in lingua inglese… In “The girl…” avrei visto benissimo un assolo di Candy Dulfer, ma con Polly in giro non credo che questa circostanza si ripeterà……………….

  4. Ciao ragazzi sono d ‘accordissimo su tutto quello che avete detto , per quanto riguarda la durata dei pezzi preferiti la penso come Alfredo , bisognerebbe durassero almeno 9 – 10 minuti e non capisco perché non facciano degli album doppi , anche TER meritava l’album doppio perché alcuni pezzi sono molto corti mah!!! L’unica cosa che possiamo fare è ogni volta rimettere dall’inizio il pezzo paradisiaco che ci piace

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