NICK MASON: NUOVA INTERVISTA SUL BOX “EARLY YEARS 1965-1972”

Interessantissima intervista con un Nick Mason in grande spolvero umoristico. Tutto da leggere!

NICK MASON – ‘PINK FLOYD THE EARLY YEARS 1965 – 1972’

traduzione by Cymbaline – Pink Floyd Fan Club

L’elefantiaco nuovo box dei Pink Floyd non è solo un esercizio di nostalgia — è attrezzatura ginnica, secondo Nick Mason. “È un test di fitness” sogghigna il 72enne batterista dei Pink Floyd durante un’intervista esclusiva a Londra con Postmedia Network (Canada). “Se lo porti di qua e di là e su e giù, ti accorgi che ti fa un sacco di bene. È un allenatore cardiovascolare in scatola… è salutare, davvero. Come il muesli, ma più grande.” Scherza, ma solo in parte. Pesante circa 10 chili e grande quanto un tostapane, The Early Years 1965–1972 è la più ampia ed esaustiva ristampa della carriera dei Pink Floyd. Con più di 25 ore di raro materiale audio e video distribuito in 27 CD, DVD e Blu-Ray divisi in sette volumi — arricchito da booklet multipli ed oltre 40 pezzi di memorabilia, questo box – dal prezzo di 650 dollari – è senza dubbio il massimo per un appassionato. Incisioni inedite, missaggi quadrifonici a lungo perduti, film interi, filmati del primo frontman Syd Barrett: è tutto lì dentro. Assieme ad oltre 200 performance della formazione classica dei Floyd con Mason, con il chitarrista David Gilmour, con il bassista Roger Waters e con il tastierista Richard Wright, naturalmente.
Il box arriva l’ 11 novembre e il fascinoso e divertente Mason chiacchiera di scorrazzate con vestiti sgargianti, di vita che continua anche senza Ready Steady Go e di un futuro… nel campo del condimento per insalate.

Complimenti. Non è il solito box di album rimasterizzati riempiti con un po’ di extra. Che cosa ha spinto verso questo tipo di scelta?

La cosa è partita un bel po’ di tempo fa, almeno l’idea di provare ad archiviare l’esistente — non necessariamente per avere tutto o arrivare a possedere tutto, ma solo per sapere che cosa ci fosse in giro. Ebbi un’utilissima discussione con quelli della Apple. Questo avvenne qualche anno fa. Stavano lavorando a quello che sarebbe diventato (The Beatles’) Eight Days a Week, il film che è appena uscito. È un’operazione tipo ‘Se metti insieme tutto, puoi decidere che cosa farci’. È più facile scoprire che cosa c’è e poi decidere che cosa fare, piuttosto che decidere il da farsi per poi cercare le cose da metterci dentro.

Saprai che di recente Roger ha affermato che lui non può “prendere sul serio questa roba” perché voi “eravate soltanto dei giovanotti che stavano insieme per diventare ricchi e fare sesso.”

(ride) Bè, Roger riesce sempre a fare di tutto per disfare il mio buon lavoro. Ma devo dire che se guardo al materiale penso che sia assolutamente buono. Qualcuno mi ha chiesto quale sia stata la mia reazione nel vedere questa roba. In parte di nostalgia, ma anche un enorme imbarazzo. Noi che scorrazziamo nei nostri vestiti sgargianti… è alquanto bizzarro, adesso che siamo piuttosto vecchi del settore. Ma era divertente e penso che sia bello celebrare tutto questo.

La qualità del lavoro è alta?

In verità è un mix. Da questo punto di vista è interessante. Ci sono cose rispetto alle quali pensi: ‘Oddio, è fatta davvero bene’ oppure ‘È ingegnosa’. E poi ci sono cose rispetto alle quali pensi: ‘O mio Dio!’ È un mix davvero strano. Credo che l’intera cosa sia interessante proprio per questo, magari non per tutti è così ma per qualcuno sì. Dal box si può capire come siamo arrivati laddove siamo arrivati, credo. Oppure come siamo passati da un periodo all’altro.

Quali sono le cose che preferisci?

(sorride) Non sono sicuro … Sono affascinato dai vestiti dell’epoca. Inoltre, è bello vedere tutta la varietà di barba e baffi che portavo.

A proposito di vestiti sgargianti: qual è quello che preferisci?

Bè, penso il cappello da cowboy (ride).

C’è un’importante rarità che vuoi mettere in luce?

Una delle cose più belle in cui mi sono imbattuto sono stati i demo originali che facemmo ai Broadhurst Gardens. Demo che facemmo per provare a partecipare a Ready Steady Go, che era un programma televisivo di quel periodo, e per partecipare al Melody Maker Beat Contest. Facemmo quelle registrazioni originali laddove invece avremmo dovuto fare delle cover. E inevitabilmente ci furono rifiutate dalla trasmissione e non vincemmo il Melody Maker Beat Contest. Ma siamo andati avanti. Questo successe 50 anni fa. Sapemmo assorbire il rifiuto. Imparammo a convivere con quel rifiuto. Non bene, naturalmente. (ride) Ma il Melody Maker Contest adesso non esiste più –che liberazione! – e così pure Ready Steady Go

Il box contiene anche la vostra esecuzione dal vivo per l’allunaggio. Qual è la storia di quella circostanza?

Bè, ovviamente fu difficilissimo portare lì tutte le attrezzature. Credo che fu un’idea della BBC. Dovevano fare la trasmissione… e la proposta fu di farne la colonna sonora. Per cui, molto semplicemente, per quello che ricordo, entrammo negli studi della BBC e accompagnammo l’allunaggio. Fu una grandissima idea, chiunque l’abbia pensata. Sicuramente non io, mi vergogno a dirlo.

Ci sono un paio di canzoni inedite con te al canto: Scream Thy Last Scream and Vegetable Man.

Guarda un po’… non sono arrivate mai nei negozi di dischi (ride). Sono due composizioni di Syd Barrett. Furono incise per A Saucerful of Secrets, durante la fase più acuta della crisi di Syd, perciò non furono mai finite. Non credo di essere mai stato destinato ad una grande carriera come cantante. Forse Syd deliberatamente dava problemi.

Perché spesso Syd dava problemi?

Ad un certo punto, non era più contento di far parte di una band. L’esempio più noto, che non fu mai registrato, è una canzone intitolata Have You Got It Yet. Il ritornello faceva: ‘Have you got it yet? No, no, no” e lui cambiava il tempo ogni volta che la suonavamo. Di conseguenza, “no one ever got it”.

C’è qualcosa che ti ha sorpreso nel box o i tuoi ricordi si sono rivelati pressoché intatti?

(sorride) Succede che vedi una cosa che te ne fa ricordare tante altre. Sicuramente ci sono state cose di cui mi sono ricordato dell’origine. Per esempio, a proposito di un filmato, non ricordo se fosse in Belgio o in Francia. Cosa stranissima, avevo dimenticato che dopo l’uscita di Syd, suonavamo ancora le stesse canzoni, ma naturalmente nella circostanza Dave dovette mimare il cantato di Syd.

C’è qualcosa che cercavi ma non hai trovato?

Niente che ricordi… (dice con cautela). No, non credo. Il problema più grande col materiale più vecchio è che c’è in giro materiale di qualità alquanto scarsa, perché per noi non era molto importante avere molti filmati nuovi. I Beatles, nonostante fossero agli inizi, avevano una buona quantità di filmati. Noi no. Il massimo che facevamo era che, ad esempio, quando andavamo in Giappone, noi stessi compravamo delle cineprese super 8 e ci filmavamo l‘un l‘altro. La qualità delle riprese era piuttosto scarsa, devo dire. E senza musica da nessuna parte, ovviamente. Vedendo quelle riprese, sembra che fossimo convinti che urlando di più la voce si imprimesse sulla pellicola. Era come se parlassimo inutilmente verso la macchina da presa.

Qualche rivelazione dopo avere scrutato tutto il materiale del box?

Che cosa è successo sulla terra? Come mai sono ancora qui 50 anni dopo? E perché non sono ritornato al college e no ho proseguito lì?

Roger ha cominciato a suonare il vecchio materiale. Siccome tu sei sempre il Pink Floyd ottimista, come interpreti questa cosa?

(sorride) È solo questione di tempo prima dell’annuncio che ritorniamo e rifacciamo tutto dall’inizio.

Non dire questo alla stampa. Invece, che cosa c’è nel futuro?

Penso che forse faremo doppi infissi e condimenti per insalata (ride). Ovviamente troveremo qualcosa da vendere. Altrimenti, Dio non voglia, dovremo suonare qualcosa.

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THE EARLY YEARS IN NUMERI
Comunque lo sezionate, il prossimo box dei Pink Floyd, The Early Years 1965–1972, è un filone d’oro per gli appassionati — se non il lode di Atom Heart Mother (scusate la battuta). Nel frattempo, i numeri. Il box contiene:
10 CD audio
9 DVD (e 8 blu-ray con lo stesso contenuto)
5 singoli in vinile
oltre 12 ore di audio
oltre 13 ore di video
131 brani audio
107 tracce video
42 tra volantini, poster, biglietti, ritagli, programmi, spartiti e altre memorabilia
17 versioni di Careful With That Axe, Eugene
14 versioni di Atom Heart Mother
13 versioni di Set the Controls for the Heart of the Sun
31 tracce audio & video con Syd Barrett
3 mix audio quadrifonici o 5.1 per Atom Heart Mother, Echoes e Pink Floyd at Pompeii
10 lingue per i sottotitoli
4 film integrali (Pink Floyd at Pompeii, The Committee, More e La Vallée)
1 imbarazzante intervista con Dick Clark
1 cameo di Frank Zappa.

Darryl Sterdan per Postmedia Network
4 novembre 2016

traduzione di Carlo Maucioni

Shine On!

20 comments

  1. E’ senza dubbio un bel cofanetto ,all’interno c’e’ molto materiale sia da ascoltare che da vedere , mi hanno un po deluso i 5 vinili, poco pesanti e con qualche errore di stampa, anche il colore delle labels e’ di un verde molto meno brillante degli originali demo dell’epoca il centratore non e’ staccabile come le vecchie edizioni, e’ stato corretto il titolo point me a the sky rispetto all’originale demo point me to the sky e la cartolina in esso contenuta e’ di una grammatura molto leggera, non capisco il motivo per cui gli esperti designer e grafici non riescono o non vogliono offrire al mercato un prodotto di grande qualita’, penso che sappiano benissimo che al mondo ci sono migliaia di collezionisti molto esigenti e mollto attenti, oggi chi sborsa 500 euro pretende di avere un prodotto che li valga.

  2. Un saluto a tutti da mihalis.
    Sono d’accordo con chi afferma che il buon Nick è da sempre il più affabile e al contrario di Gilmour e Waters per niente arrogante e presuntuoso dei floyd.
    Mi complimento con gli amici Simone, pat, giain, x aver comprato il cofanetto, mi auguro che da persone degne quali vi considero, formirete informazioni e valutazioni super dettagliate ai ritardatari e titubanti come il sottoscritto. Ciao da Zena.

      1. Ciao Simone ma non c’è il rischio che si rompa ? Ma di Pompei c’è sia il cd che il dvd ?

    1. Pensavo di togliere il servizio di piatti del matrimonio dall’armadio a vetri,.. che tanto non si usano mai, e rimpiazzarlo con esso..😀😀

      1. Io non ho ancora trovato il posto mah , l’ho ordinato al mio negozio di fiducia e quindi mi arriverà più tardi di voi boh in questi giorni bisogna che studi la situazione, i miei servizi di posate del matrimonio sono già nella soffitta di mia suocera insieme ad un centinaio di inutili vassoi

    1. come già detto, concordo.
      [segue comunicazione di servizio: senti un po’, dave, quand’è che si va a inaugurare la neoinaugurata nuova sede della mitica ilona?]

  3. E’ bello leggere tra le righe delle sue parole la perenne speranza di tornare a fare qualcosa insieme nel nome dei Pink Floyd. Che è la speranza di tutti noi…

  4. Ho sempre considerato Mason il più umano e simpatico dei Floyd,riesce sempre ad essere spiritoso e brillante nelle sue interviste🙂
    Umanamente faccio soprattutto il tifo per lui,da quando i Floyd hanno smesso ufficialmente di fare dischi e tour,perchè mentre Gilmour e Waters hanno le loro carriere soliste,è chiaro che Nick senza Floyd sostanzialmente è un pensionato del Rock,tranne quando ci sono queste iniziative di riedizioni,ristampe o se c’è da scrivere un libro sui Pink Floyd !!

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