PINK FLOYD: “THE LATER YEARS 1987 – 2019” – SPECIALE “UNCUT MAGAZINE”

Mentre i Pink Floyd si preparano per l’uscita del box “The Later Years”, il nuovo numero di Uncut Magazine presenta un nuovo sguardo sull’era post-Roger Waters dei Pink Floyd, con contributi dei componenti della band e di alcuni collaboratori. Nell’articolo, Tom Pinnock parla con David Gilmour, Nick Mason, il direttore creativo Aubrey Powell e l’ingegnere di lunga data Andy Jackson, a proposito della (ri)formazione della band dopo la dipartita di Waters nel dicembre 1985.

Traduzione a cura di Cymbaline – Pink Floyd Magazine

David Gilmour: “Nel 1984, Roger aveva ovviamente deciso che ne aveva abbastanzama non avevo ancora deciso fosse abbastanza per me. Quindi immagino di aver pensato: “Sì, riprenderemo a fare i Floyd”.”

Nel dicembre 1985, Waters annunciò il suo abbandono, ma Gilmour desiderava incidere un nuovo album. La disputa legale si intensificò per tutto il 1986, fino a quando Waters portò la sua battaglia all’Alta Corte in ottobre.

Come ricorda Nick Mason:
Penso che David si stato il fautore dell’idea [di continuare]. Non è che non volessi continuare – l’ho fatto – ma non credo allora mi importasse quanto importava a David. Saremmo stati in parte in studio e in parte nell’ufficio degli avvocati – “Roger stava per portarci in tribunale?” E la risposta era, ovviamente, che non poteva, perché aveva lasciato la band e l’unica cosa chiara in tutti i nostri accordi contrattuali era che se uno o più se ne fossero andati,la band avrebbe continuato senza di loro … Ciò avrebbe dato a me e David l’autorità di proseguire.

In uno spirito di continuità, il duo aveva arruolato il produttore di The Wall Bob Ezrin e iniziò a lavorare all’Astoria all’inizio del 1986. Fu una mossa rischiosa, per ragioni ben più che legate ad aspetti legali: il tour da solista di Waters (quello di Pros and Cons del 1984, ndr), grazie anche all’esecuzione del repertorio storico dei Floyd, era andato molto meglio degli spettacoli del tour di About Face di Gilmour (dello stesso anno, ndr).

L’intera faccenda fu un po’ una scommessa“, afferma Aubrey Powell. “Era naturalmente scoraggiante avere la responsabilità di portare avanti i Pink Floyd. Penso che anche finanziariamente sia stato un periodo ansioso … ma David è una persona molto ottimista.

David era molto determinato a non sentirsi dire che non ce l’avrebbe fatta“, spiega Andy Jackson. “Aveva il desiderio di continuare come una band, quindi ha dovuto farlo funzionare per forza per non dare addito a Roger di dire che non esistevano Floyd senza di lui.

Stavamo cercando di creare qualcosa che suonasse molto moderno per i tempi“, continua Jackson, “il che significa ovviamente che col passare del tempo (il disco, ndr) è finito per sembrare datato.

Come Bob Ezrin era incline a fare, all’inizio dell’album è arrivato con una pila di CD e ha detto:
Questo è ciò che sta accadendo ora“. Nell’86, il digitale era ormai in prima linea. “Brothers In Arms” dei Dire Straits era appena uscito e aveva un suono molto particolare, e quello era un “bar” a cui Bob ha detto che dovevamo mirare.”

Ci abbiamo in qualche modo messo tutto dentro il disco“, dice Mason. “C’era un senso di trepidazione su come sarebbe stato senza Roger, quindi abbiamo leggermente esagerato con il mettere carne sul fuoco in termini di musicisti. Alcuni brani sono sovraprodotti in eccesso, hanno dentro troppa roba …

Pensavo che non suonasse davvero come un disco dei Pink Floyd“, dice il bassista Guy Pratt, che si unì alla band nel 1987 per il loro tour dal vivo, “ma è stato un ottimo disco. È frutto del suo tempo: i Floyd erano adatti alla magniloquenza degli anni ’80“.

Aubrey Powell: “quando  nel 1975 valutavamo varie idee per la cover di Wish You Were Here mi ritrovai in Islanda per fare delle fotografie e mi venne l’idea di due uomini che osservano una mappa. La fotografai in bianco e nero, e aveva davvero una grande atmosfera. Non l’ha mai vista nessuno, perché l’idea dei due uomini che si stringono la mano, con uno dei due che va a fuoco, era così forte che la mia foto venne subito messa da parte. Circa 18 mesi fa pensai: “Mi piaceva quell’immagine, ma non l’ho mai usata” Ed era incredibile, pensai. Classico stile Hipgnosis. E così adesso è sulla front cover dell’album con gli highlights di Later Years. Riassume tutto: due uomini che osservano una mappa e si chiedono come proseguire. È esattamente ciò che accadde a Nick e David dopo la separazione da Roger

Andy Jackson: “Sorrow era un ibrido strano – la batteria altro non era che pad elettronici, per cui aveva qualcosa di ‘macchina’. Abbiamo cambiato i suoni per renderli più organici, ma a David piacevano i pad.Ci abbiamo inserito parti di Rick e abbiamo cambiato il basso, per cui è qualcosa di diverso rispetto all’originale“.

“Per The Later Years la scelta di includere la versione inedita live di Arnold Layne, registrata al Barbican di Londra il 10 maggio 2007 è stata praticamente ovvia.Fu l’ultima volta che i Pink Floyd hanno suonato insieme come gruppo a tre. È una chiosa perfetta, essendo quello il primo singolo dei Floyd; l’inizio e la fine contenuti in una sola canzone. Dunque, ha un significato romantico.”

Aubrey Powell: “Tempo fa abbiamo ritrovato 310 bobine a 35mm delle riprese che diventarono la vhs e il laser disc ufficiali di Delicate Sound of Thunder.Erano tutte fuori sincrono, non erano state fatte alla stessa velocità. Così abbiamo digitalizzato tutto e abbiamo avviato un processo lungo ben 14 mesi di editing del film.Abbiamo letteralmente ricostruito tutto il video del concerto da capo, rifacendo il montaggio dai master originali. Quello che vedrete sarà dunque qualcosa di completamente nuovo. Abbiamo finalmente reso giustizia alla testimonianza di quel tour, ripulendolo completamente dalla regia e dagli effetti tipici di quei periodi di fine anni ’80

Dall’articolo di Uncut sono uscite fuori anche queste rivelazioni:

Gilmour, nel mixare il nuovo “Lapse of Reason” ha definito l’album un bell’album ma ammette che uno o duo brani, dovesse inciderlo oggi, non le avrebbe più inserite e voleva per “On The Turning Away”parole particolarmente forti, con l’accenno alla necessità di protestare e vigilare contro le ingiustizie personali, politiche e sociali. Pochi mesi fa, nel guardare “il nuovo” restauro e rifacimento del video di “Delicate Sound Of Thunder” era particolarmente rilassato e divertito nel rivedere “i tempi d’oro” all’apice delle loro performance.  Per “The Division Bell” i 3 Floyd con Pratt, si ritrovarono all’Astoria nel Gennaio del 1993. Ne uscirono 60/70 demo suddivisi secondo il “metodo Ezrin”: divisi in 3 categorie (A, B, C – Acoustic, Blues, Cosmic). Il titolo originale di “Marooned” era “Cosmic 13” e le idee per i brani di “The Division Bell”, ovvero quegli spezzoni suddivisi in categorie, venivano successivamente “incollati” fra loro in più pezzi chiamati “clusters”. Da lì il titolo di “Cluster 1”. Per “Sorrow”, nel nuovo mix 2019, presenterà ancora la batteria suonata sui pad: una scelta precisa di Gilmour che su quel brano ama quel suono di pads elettronici. La “Marooned Jam” non è una demo o una versione alternativa: è un’improvvisazione vera e propria, senza pretesa di diventare un brano, che inaspettatamente poi si è trasformata in “Marooned”. Nick Mason non è d’accoro con Waters nel dire che tutta la produzione post-1983 è da buttare: anzi, è convinto che vi siano alcuni episodi dello stesso livello di bellezza dei gloriosi brani storici della band. Secondo Anthony Moore, riferendosi alla ripresa delle attività Floydiane nel 1986, il contatto iniziale avvenne per chiacchierare dei suoni e della produzione, più che dei testi. Gilmour venne probabilmente a conoscenza di Moore poichè “probabilmente fu portato alla sua attenzione che c’era un folle girovago che si occupava di film underground, colonne sonore e lavoro sperimentale con i Revox” (dichiarazione di Moore stesso).

Traduzione a cura di Cymbaline – Pink Floyd Magazine

Shine On!

27 comments

  1. Volevo ringraziare tutte le persone che scrivono in questo blog, che hanno speso belle parole nei miei confronti, il tutto mi ha commosso oltre che messo anche in imbarazzo, questo mi ha portato alla decisione che continuerò nel farvi e farci compagnia. Ho pensato che nella vita non si può avere la presunzione di piacere a tutti, l’unica cosa per cui non transigo mai è che l’educazione. Quindi continuerò ad esprimere con l’educazione di sempre il mio pensiero, con la libertà che ognuno ha di non essere d’accordo e se a qualcuno proprio non piaccio pazienza, vorrà dire che si girerà dall’altra parte. Ancora grazie a tutti.

  2. mihalis 66, ma non vorrai scherzare vero? lasciare per i commenti provocatori di un utente?? ti invito a ripensarci! lascialo dire, tanto l’apporto di questi utenti si limita al tentativo, finora fallito, di alimentare flame infantili stile w la juve abbasso l’inter, senza alcun ragionamento degno del nome. Al contrario i tuoi interventi sono sempre stati utili e apprezzati da tutti, almeno da quanto mi è dato vedere da quando frequento il blog.
    Simone è davvero encomiabile il fatto che tu lasci libertà di espressione a tutti. Però un paio di semplici regole potrebbero evitare queste situazioni (te lo dico per esperienza, non perchè non ritenga che tu non sappia come fare):
    -vietati gli attacchi ad personam;
    -limitare i link nel numero (usati come una clava altro non sono che spam che ha l’effetto di bloccare i sito in certe situazioni come su smartphone);
    -tieniti la possibilità di cancellare i post che a tuo insindacabile giudizio possono ledere l’equilibrio del blog.
    Non vorrei davvero rinunciare ai sempre validi post di Mihailis.
    Magari mi sto creando l’inimicizia di anonimo ma pazienza, i suoi ultimi interventi non sono davvero in linea con lo stile di questo blog

    1. Ciao echoes, ti ringrazio per le belle parole di stima nei miei confronti, ehi ragazzi andateci piano con i complimenti sennò poi mi commuovo, come mi commuovo ogniqualvolta ascolto i nostri amati pink floyd. Oggi ho ascoltato in CD ummagumma, lo sentito tutto parte I e parte II. Finito di ascoltarlo ho pensato. Ma come si fa ad fare un disco così concettualmente evoluto a livello musicale se non si è dei veri fuoriclasse

      1. mihalis! ummagumma, avanguardia pura, e non smetto mai di pensare a cosa poteva essere se quei brani in studio li avessero sviluppati tutti insieme invece che individualmente, poi nei live abbiamo avuto la risposta , anche se non per tutti i brani..

    2. ciao echoes! ti ringrazio davvero dei consigli. 😉 i prossimi giorni guardo se si può far qualcosa per i link nei commenti.. per il resto concordo, neanche io vorrei rinunciare a mihalis, anche perché non mi sembra abbia “pisciato fuori da vaso” come si dice.. anzi..

  3. Caro Simone.
    Con queste mie due righe volevo avvisarti che Mihalis 66 abbandona il blog.
    Come potrai constatare tu personalmente ho scritto un legittimo post tra i 44 presenti nella sezione “One slip” post scritto con l’educazione e il garbo che mi contaddistingue nella vita, cosa che ti potra’ confermare Giain con cui divido una sincera e sentita amicizia fatta di frequentazioni.
    Ripeto dopo aver fatto un mio post riengo legittimo e senza aver offeso nessuno, mi sono trovato nuovamente attaccato e offeso pesantemente , questo mi ha portato ad tirarmi fuori ,non per darla vinta a chi fa della maleducazione e arroganza uno stile di vita, ma caro Simone la bellezza della rete e’proprio la liberta’ e quest’ultima porta al fatto che chiunque puo’ usufruirne e’ mia modesta opinione e come tale opinabile che ovviamente non per colpa tua il blog non e’ piu’ quello di un tempo, e sappi non sono il solo ad pensarlo, non e’ piu’ quel blog dove si poteva scherzare e sparare due cazzate tra amici per passare mezzoretta. Da chitarristi ovviamente continuero’ ad seguire le news del nostro amato Gilmour e ti auguro ognibene.

    1. ciao mihalis! guarda, spero con tutto il cuore che ci ripensi e continui ad esprimere le tue opinioni, senza paura di venire attaccato, molte volte ci hai anche anticipato le prossime uscite.. personalmente non posso che scusarmi a nome del blog. quando lo ho aperto potevo scegliere se abilitare i commenti o fare solo articoli non commentabili, ci ho pensato parecchio ti confesso. ma ho voluto credere che questo sia uno spazio differente da Facebook, ripeto, mi dispiace davvero tanto, vorrei che tutti avessero la propria opinione, esprimendola senza offendere. Da parte mia potete continuare a commentare tranquillamente, tutti, non ho mai eliminato alcun messaggio..

      1. Caro Simone ti ringrazio di cuore. Continuero’ ad amare indistintamente i 5 floyd per sempre , magari con un occhio di riguardo per David ( da chitarrista) per il resto come diceva Eraclito uno dei maggiori pensatori presocratici dell’antica Grecia . Le parole che usiamo verso il prossimo rispecchiano sempre la nosta anima. Mi sembra che non si debba aggiungere altro. Stammi bene

    2. Per me un vero peccato, nei tuoi post e le tue recensioni e’ sempre emersa una grande competenza e conoscenza della materia, io li ho sempre apprezzati e letti con grande attenzione e ho anche appreso nozioni che mi hanno aperto la mente a nuove riflessioni, per chi si permette di offendere o attaccare ingiustificatamente posso solo dire che nella vita finche’ dura c’e’ sempre da imparare qualcosa da qualcuno, certo non si puo’ condividere tutto ma cio’ serve ad aprirci la mente e a generare nuove discussioni, attaccare una persona perché non si condivide il suo pensiero e’ poco edificante. Un saluto di cuore a tutti Massimo Pellicci

  4. E con tutte quelle bobine non sono riusciti a fare il video di un intero concerto di quella tournée invece che non includere dei brani?

    1. Ciao Pat e si, grandi notizie sul filmato, non vedo l’ora di vederlo. Cavolo 14 mesi di lavoro per sistemarlo, da questo si capisce perché alcuni filmati non vengono restaurati, probabilmente i costi sono altissimi

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