Autore: Simone Signoretti

Moto, Musica, Nascar, Arte, Derapate,Camion, Macchine, Armi, Chitarre, Pista, Cross, Bici, Computer, Birra, Whisky, Rock, Pink Floyd, Mini moto, Go kart, Pizza, Horror, Cioccolato, Piada, Azione, Videogiochi, Computer, Sonno, Scatti d'ira, Robe da gara.... e tutto ciò ke gli altri non fanno.

DAVID GILMOUR: “YES, I HAVE GHOSTS” – VIDEO UFFICIALE

Dopo avervi fatto ascoltare in anteprima “Yes, I Have Ghosts“, il nuovo singolo di David Gilmour ispirato ad un personaggio del romanzo ‘A Theater For Dreamers’ della moglie Polly Samson, ora è arrivato il momento della pubblicazione ufficiale. L’audio è davvero strepitoso, soprattutto in cuffia. Per non parlare del Video, montato dal figlio Gabriel. La canzone avrebbe dovuto avere un altro arrangiamento, ma le restrizioni dovute al lockdown hanno convinto Gilmour a optare per una versione casalinga suonata alla chitarra acustica con il violino di John McCusker e con l’arpa e la voce della figlia Romany.

David Gilmour: “Ci sono anche altre idee nell’audiolibro di A Theater for Dreamers che userò per un nuovo album”.


Video Ufficiale:

David Gilmour – Vocals, Guitar, Samples, Programming

Romany Gilmour – Vocals, Harp

John McCusker – Fiddle

Damon Iddins – String quartet sampling

All other instruments by David Gilmour

Produced by David Gilmour

Mixed by Andy Jackson with David Gilmour

Engineer – David Gilmour, Damon Iddins

Mastered by Andy Jackson @ Tube Mastering

Video directed by Gavin Elder


Audio Ufficiale:

Music by David Gilmour

Lyrics by Polly Samson


Il testo di “Yes, I Have Ghosts”

The heat of the sun stayed on through the night
Made spectres of strangers playing games with my sight
I passed through the station, a face in the crowd
The whistle was blowing, the barrier came down

There was my baby, in another’s embrace
I called out her name in shame and disgrace
Yes, I have ghosts, not all of them dead
Making dust of my dreams, spinning round and around
Around in my head

Train on the tracks, teeth of the zip
The slider moves down, we were joined at the hip
Stealing the groove, the widening gap
Unfastening rails from a past with no map

Yes, I have ghosts, a fleeting sight
It’s always the living that are haunting my nights

Where is the sweet soul that you used to be
Gone like a thistle that’s blown on the breeze
I guess when it’s over, this haunting will end
The waiting, the baiting, my killer, my friend

Yes, I have ghosts, not all of them dead
And they dance by the moon, millstones white as the sheet
On my bed



Questo il video della serata in streaming del 2 Luglio in cui David insieme alla sua famiglia ha presentato il nuovo video, oltre a suonare verso la fine, un gran bel blues che ha imparato all’età di 16 anni. Tra le altre cose ha detto che la sua canzone dei Pink Floyd preferita, da suonare live, è stata “Echoes”, specialmente con Richard Wright nell’On An Island Tour 2006..

Shine On!

PINK FLOYD: SPECIALE LIVE 8

Sono sicuro che ogni fan dei Pink Floyd si ricordi la sera del 2 Luglio 2005: quando arrivò l’annuncio (il 12 Giugno 2005) che i Floyd si sarebbero riuniti, insieme a Roger Waters, sinceramente ho pensato ci fosse un errore, invece dopo qualche verifica, quello che tutti aspettavano, è accaduto. Seppur per poco più di 20 minuti, il mondo ha smesso di girare, il tempo si è fermato, e chi ama profondamente i Pink Floyd sa di cosa parlo.. In questo articolo, oltre al video integrale, riscopriamo le dichiarazioni dell’epoca e tutti i video correlati.


I Pink Floyd provarono per soli tre giorni prima del Live 8, il 28, 29 e 30 Giugno, ai Black Island Studios di Londra (oltre naturalmente alla prova generale ad Hyde Park), ed è stata la loro prima volta insieme dall’ultimo show di The Wall all’Earls Court del 1981. La scaletta del set, fu stilata dieci giorni prima del gran giorno, il 2 luglio, al Connaught Hotel di Londra.

Sul palco, insieme a David Gilmour, Nick Mason, Roger Waters e Rick Wright, hanno partecipato Jon Carin (tastiere e voci), Dick Parry (sax), Tim Renwick (chitarre) e Carol Kanyon (cori). Lo show fu trasmesso in diretta da 182 Televisioni e 2000 network radiofonici. Al concerto di Londra parteciparono oltre 200.000 persone, i Pink Floyd si esibirono per penultimi, prima del gran finale con Paul McCartney, cui Gilmour, Mason e Wright si aggiunsero insieme a tutti i musicisti per “Hey Jude”.

Queste le dichiarazioni di allora:

David Gilmour: “Come la maggior parte delle persone, voglio fare tutto il possibile per convincere i leader del G8 a prendere enormi impegni per il sollievo della povertà e per aumentare gli aiuti al terzo mondo. È pazzesco che l’America dia una percentuale così modesta del suo prodotto nazionale lordo alle nazioni affamate. Tutti i litigi che Roger e la band hanno avuto in passato sono insignificanti in questo contesto, e se riformarsi per questo concerto aiuterà a focalizzare l’attenzione, di sicuro ne sarà valsa la pena“.

Roger Waters: “E’ fantastico esser stati interpellati da Bob (Geldof) per coinvolgere l’opinione pubblica sul tema del debito del terzo mondo. I cinici rideranno ma vadano pure a farsi fottere. E poi rimettere insieme il gruppo, anche se per pochi pezzi, è un bonus non da poco“.

Nick Mason.  “La terza guerra mondiale non si può continuare in eterno, se non ci fossimo riformati per il Live 8 lo avremmo fatto per qualche altro evento benefico, immagino“.


LIVE 8 


Roger Waters: “Mi è piaciuto suonare il basso al Live 8. Mi è sembrato più divertente di quanto non fosse suonare con i Pink Floyd 25 anni fa. Ero sul palco e ci stavo bene. Ero molto felice, mi sentivo ben disposto e affettuoso verso gli altri del gruppo. Avevo deciso preventivamente che se durante le prove fosse sorto qualche problema, qualche divergenza, ci sarei passato sopra. E così è stato“.

Nick Mason: “Quando partì il nastro registrato con il battito cardiaco di ‘Breathe’, già cominciavo a rilassarmi, abbandonandomi alla sensazione famigliare di far parte di una band. Tornare a suonare con gli altri fu meraviglioso: Rick che sciorinava una sull’altra le sue tessiture senza eguali, David affidabile come sempre, intonatissimo e poetico, e Roger, nonostante gli anni che avanzavano, estremamente animato come non ricordavo di averlo mai visto, probabilmente a causa di due decenni trascorsi come frontmanDopo l’ultimo inchino andammo nel retropalco, dove le emozioni divennero evidenti e non trattenute, ma sono lieto di poter riferire che, da bravi soldati quali siamo, tutti e quattro abbiamo dato mostra di quell’imperscrutabile stoicismo ad occhi asciutti che è parte della miglior tradizione Pink Floyd…“.

Nick Mason: “Eravamo tutti un pò più vecchi e forse anche un pochino più saggi e riuscimmo anche a gestire alcune sane e creative divergenze di opinione sui pezzi da suonare senza premere il pulsante dell’autodistruzione. Un brivido di tensione si è verificato quando Rick stava parlando di una particolare frase di basso che Guy Pratt aveva suonato nel corso di uno dei precedenti tour (Guy aveva sposato Gala, la figlia di Rick). Roger ascoltandolo, dichiarò: ‘Rick, quello che tu e tuo genero fate in privato non mi riguarda..’Ho sempre pensato che quel nostro ultimo show sia stato uno dei migliori della nostra carriera, semplicemente perché tutti sapevano che c’era una sorta di guerra in atto (quella tra Roger Waters e David Gilmour ..) ma, nonostante questo, tutti abbiamo pensato ‘Sai cosa? Questo evento è molto più importante delle divergenze di opinione, della band, della musica e di qualsiasi altra cosa’. E io penso che questa sia stata una bella prova di maturità“.

Richard Wright: “Molte persone sognano che la band si riunisca di nuovo perché abbiamo fatto il Live 8. A causa di tutti gli argomenti e le questioni che Roger ha avuto con me, e con David, è stato meraviglioso che ci siamo davvero alzati e lo abbiamo fatto insieme. Ma abbiamo imparato qualcosa. Sarebbe molto difficile per noi quattro andare a fare un tour mondiale, semplicemente perché le nostre idee sono musicalmente così diverse..“.


Soundcheck


Rehearsals


LIVE 8 – Diretta della BBC1 (senza post produzione, quindi si possono sentire errori e quant’altro)


Una bella galleria di immagini da Getty Images

Embed from Getty Images
Embed from Getty Images

Shine On!

DAVID GILMOUR: IL NUOVO SINGOLO IN ANTEPRIMA – “YES, I HAVE GHOSTS”

Dopo molto tempo dall’annuncio, è uscito il nuovo singolo (purtroppo ‘standalone’) di David Gilmour, dal titolo “Yes, I Have Ghosts“, incluso esclusivamente nell’audiolibro del volume della moglie Polly Samson, “A Theatre for Dreamers“. La durata di questa edizione è di circa 10 ore ed include oltre alla nuova canzone, bonus track e altra musica di David Gilmour attraverso alcuni passaggi strumentali tra i capitoli.

David Gilmour: “Trovare la fusione della mia voce con quella di Romany, è stata una delle cose migliori del lockdown, e non vedo l’ora di cantare di nuovo con lei“.


Yes, I Have Ghosts

  • David Gilmour – voce, chitarre
  • Romany Gilmour – arpa, voce di sottofondo
  • John McCusker – violino

In attesa che venga rilasciata ufficialmente tramite i servizi di streaming online (Venerdì 3 Luglio), possiamo ascoltarla in anteprima, anche se non nella qualità più ottimale.


L’audiolibro è acquistabile per ora solo su Amazon Inglese a questo link.

Shine On!

DAVID GILMOUR: SPECIALE “THE COLOURS OF INFINITY” – 1995

The Colours Of Infinity è un documentario di Nigel Lesmoir-Gordon con Arthur C Clarke del 1995. È interessante sapere che la colonna sonora, a detta dei crediti, è a cura di David Gilmour, ma la realtà è contiene alcune outtakes dall’album The Division Bell, quindi di fatto, è stata registrata nel 1993 da David, Rick e Nick. Tra queste, (come è possibile ascoltare all’inizio del documentario postato in fondo all’articolo) è presente ad esempio “Calling“, che sarebbe stata inclusa poi in The Endless River..

Se non volete guardare tutto il video, è possibile ascoltare anche solo alcuni dei pezzi strumentali della colonna sonora: 16 minuti e mezzo di musica accompagnati solo da alcuni brevissimi momenti di dialogo. Qui sono presenti 4 tracce, alcune delle quali compaiono nel documentario stesso e altre no. Il primo pezzo è un blues, dello stile di ‘Blues 1’ (contenuto nelle ‘Unreleased Track’ di ‘The Later Years – 1987-2019’), il secondo uno strumentale del tutto improntato a seguire la parte visuale del documentario, il terzo è simile a ‘Sum’ di ‘The Endless River’, e il quarto pezzo è stato presentato nel documentario del 1991 della BBC “Ruby Takes a Trip”.


The Colours Of Infinity:

Diretto da: Nigel Lesmoir-Gordon
Scrittori: Arthur C. Clarke, Nigel Lesmoir-Gordon
Musica: colonna sonora di David Gilmour – Pink Floyd

Shine On!

PINK FLOYD: IL PUNTO SULLE VENDITE IN ITALIA

Bellissimo articolo del sito Rolling Stone in cui Alfredo Marziano cerca di capire il perché del successo delle vendite dei dischi dei Pink Floyd in Italia che non accennano a diminuire e continuano ad esser presenti nelle classifiche. Vi invito a leggere tutto l’articolo.

Il gruppo di ‘Dark Side’ è sempre in classifica pur non potendo contare su un frontman carismatico o su una iconografia cool. Ecco le ragioni di un fenomeno che sfida le leggi della discografia.


Non fa più notizia, ma continua a sorprendere il fatto che nelle classifiche settimanali Top of the Music pubblicate dalla federazione dell’industria discografica italiana FIMI, The Dark Side Of The Moon veleggi tuttora tranquillo in 54esima posizione. Un altro album dei Pink Floyd, The Wall, è risalito al numero 71 dopo essere uscito temporaneamente di scena con l’inizio del lockdown. I due dischi sono sempre richiestissimi sotto forma di vinile, rispettivamente al numero 3 e 7, in una graduatoria in cui compare anche Wish You Were Here (n°19) e che ‘Dark Side’, neanche a dirlo, ha dominato a mani basse nell’arco di tutto il 2019. Attenzione: nessun altro classico del rock sopravvive oggi nella Top 100 degli album più venduti in Italia. Di Beatles e Led Zeppelin, di Bowie e Queen, di Genesis e Rolling Stones neanche l’ombra. Perché tutto passa e si affievolisce nella memoria, ma non i Pink Floyd. Amati dal pubblico italiano di un amore eterno, viscerale e incondizionato.

Patrizio Romano (Catalog & Strategic Director di Warner Music che cura il repertorio discografico dei Pink Floyd in Italia):

È vero. Eppure, a differenza degli Zeppelin e di altri artisti storici, attorno a loro non è sorta un’industria del merchandising particolarmente sviluppata. Non hanno un logo inconfondibile come la lingua dei Rolling Stones. E in giro è molto più facile vedere ragazzini con le magliette dei Ramones che dei Pink Floyd“.

A chi amministra il catalogo della band inglese non serve neppure abbassare i prezzi dei dischi, come si fa normalmente con gran parte dei titoli storici, per cercare di smuovere il mercato e di stimolare la domanda.

D’accordo col management, mettiamo i titoli in promozione una volta all’anno e per due mesi soltanto. I Led Zeppelin, per esempio, vendono meno qui che oltralpe. Mentre in nessun altro mercato europeo, Inghilterra esclusa, i Pink Floyd hanno un successo paragonabile a quello che hanno in Italia. Qui il loro catalogo si vende in media il 20% in più che in Germania e in Francia, i principali mercati continentali, mentre rispetto al Regno Unito siamo più o meno al 90%“.

Fonte e articolo completo a questo link.

Shine On!

PINK FLOYD: IN EDICOLA LO SPECIALE “LE GRANDI STORIE DEL ROCK”

La divisione musica di casa Sprea Editori inaugura una nuova serie bimestrale: «Le grandi glorie del rock». I protagonisti del primo volume, i Pink Floyd. Ecco tutti i dettagli:

Nasce una nuova collana in casa Sprea Editori, volta a celebrare quelle che sono state, a tutti gli effetti, “le grandi glorie del rock“.

Ogni due mesi in edicola e sullo store online troverete un’esclusiva monografia, contenente i migliori articoli pubblicati negli anni dalle riviste «Classic Rock», «Prog» e «Vinile» dedicati a una band o a un artista che ha fatto grande il rock. I nomi sono troppi da citare: Led Zeppelin, Jethro Tull, Deep Purple, Beatles, Rolling Stones, Bruce Springsteen, Iron Maiden, tanto per fare qualche esempio.

Si parte con i Pink Floyd, tanto amati quanto ricchi di curiosità, che verranno snocciolate una a una tra le pagine del volume.

La monografia racconterà la storia della band britannica che ha lasciato un segno indelebile nel prog rock servendosi di più punti di vista. Dalle origini psichedeliche e dal carisma di Syd Barrett, il “Diamante Pazzo”, ai grandi successi di THE DARK SIDE OF THE MOON e THE WALL, un album che ancora oggi non ha perso la sua freschezza e il suo contenuto d’attualità.

Non è solo la loro musica ad aver reso i Pink Floyd una delle band più iconiche di tutti i tempi. Chi non si è mai interrogato sul significato della mucca sulla copertina di ATOM HEART MOTHER? O non ha mai cercato, a Londra, la famosissima Battersea Power Station, che spicca sulla cover di ANIMALS?

Nel volume troverete molte curiosità legate alle splendide grafiche dei dischi, ma anche gli album più rari e introvabili della band, i “fakes“, con una guida speciale su come riconoscerli, e i bootleg. Inoltre, gli amanti del cinema potranno ripercorrere i retroscena del film documentario Pink Floyd at Pompeii direttamente con il regista Adrian Maben.

Insomma, un volume da collezione, impreziosito da una placca in argento in copertina, da conservare e sfogliare, magari ascoltando un bel vinile sul giradischi. Tutti i volumi della nostra collana, inoltre, sono stampati su carta certificata PEFC, proveniente da piantumazioni a riforestazione programmata, gestite perciò in maniera sostenibile.

Proprio perché il materiale su Waters & co. è vastissimo, ai Pink Floyd sarà dedicato anche il secondo volume de «Le grandi glorie del rock», che troverete tra due mesi esatti in edicola.

Intanto, potete acquistare la prima monografia in edicola e sullo store Sprea www.sprea.it/glorierock, a 9,90€.


di Marialuisa Miraglia

Fonte: stonemusic.it

Shine On!