RECENSIONI

RECENSIONI: PINK FLOYD “THE LATER YEARS 1987-2019”

A 3 anni di distanza dal mega cofanetto “The Early Years 1965-1972” arriva il secondo “box delle meraviglie” dei Pink Floyd: “The Later Years 1987-2019“. Qui approfondiamo nel dettaglio tutto il contenuto.

Definirlo cofanetto è riduttivo, questo box è proprio un monolite dalle generose dimensioni (34x34x8,5 cm.) e averlo tra le mani si resta per un attimo intimoriti, davanti a tanta bellezza, tra cui includo la copertina che personalmente ho apprezzato moltissimo. Per ascoltare e vedere tutto il contenuto ci vorrà tempo, ma intanto ci possiamo fare un’idea di tutto quello che include:

Partiamo dal nuovo Mix per “A Momentary Lapse Of Reason” disponibile sia in Cd che in Bluray. L’album, oltre ad esser stato mixato per la prima volta in Dolby Surround 5.1, vede la rivisitazione di molte partiture di batteria da parte di Nick Mason e nuove parti di tastiera di Richard Wright prese dai tour live e da alcune tracce in studio rimaste fino ad ora inedite, oltre la produzione aggiuntiva di David Gilmour e Andy Jackson, ma a mio parere David ha anche risuonato qualche parte di basso. L’album nella sua nuova veste si fa ascoltare piacevolmente (non è stato stravolto..) e se le canzoni “Round And Around” e “A New Machine pt.1&2” risultano molto simili al mix originale, con solo qualche differenza di delay nella voce, per il resto dei brani il mix è evidentemente diverso: si notano sin da subito i rullanti di Mason, diversi dal mix originale e soprattutto è stato messo in risalto in modo sconvolgente l’hammond e le tastiere di Wright, oltre alla chitarra di David che in alcuni casi è “diversa” all’interno del mix, e la voce, che come in “On The Turning Away” è una take alternativa, credo presa da un live. Ragazzi ascoltare il nuovo mix in Dolby Surround 5.1 ad un volume adeguato, o in cuffia, farà cambiare opinione a molti, se qualcuno pensa -giustamente- che un’opera deve essere lasciata così come è stata concepita, forse si ricrederà. Certo che se ad esempio un lavoro del genere venisse fatto per qualsiasi altro album, sarebbe una follia, ma a mio parere questo è l’unico che avrebbe avuto bisogno di qualche “aggiustatina”, e lo hanno fatto, alla grande! Poi in ogni caso la versione del 1987 non è fuori commercio, anzi, quindi chi ritiene che la versione originale sia migliore, è liberissimo di ascoltare quella! L’album è disponibile gratuitamente su YouTube, quindi potete farvi un’idea cliccando qui!

In Cd è presente Delicate Sound Of Thunder versione 2019, quindi anch’esso ampiamente rimaneggiato: infatti ora tutte le sette canzoni scartate dalla pubblicazione nel 1988 ora trovano spazio: nel primo cd sono state aggiunte A New Machine Part 1, Terminal Frost e A New Machine Part 2, nel secondo cd le aggiunte sono On The Run, The Great Gig In The Sky, Welcome To The Machine e One Slip. Diverse anche le durate dei brani come Sorrow che ora dura circa un minuto in più, mentre per Money c’è stato un taglio di circa due minuti nella parte “reggae” nel mezzo della canzone. E al contrario della versione in Cd ed Lp “Highlights”, qui Comfortably Numb è in versione integrale senza tagli sull’assolo. Potete ascoltare la prima parte qui e la seconda qui. In Cd è disponibile anche il live di Knebworth 1990.

Presenti anche alcune b-side dal vivo già pubblicate in passato: One Of These Days (Hanover 1994), Astronomy Domine (Miami 1994), The Dogs Of War (Atlanta 1987) e On The Turning Away (Atlanta 1987).

Queste invece le tracce audio inedite in Cd & Bluray in 5.1: queste tracce sono state registrate nelle session di The Division Bell, quindi databili al 1993 e non al ’94 come riportato su booklet.

Blues 1“: brano strumentale di matrice blues, molto ritmato, fantastico! Sembra la colonna sonora de La Carrera Panamericana! Poco dopo la metà Gilmour parte con l’assolo.. Il riff somiglia a qualche vecchio brano degli Aerosmith!

Slippery Guitar” è un lungo brano strumentale in cui si notano tutti i passaggi tipicamente “floydiani”, sembra una versione parallela di Us & Them, con l’aggiunta di un testo avrebbe potuto essere davvero un gran pezzo.

Rick’s Theme“: brano strumentale molto breve in cui Rick cerca di portare la band in nuovi mondi, tutti gli vanno dietro ed è una piccola gemma. Questo brano compare brevemente nei contenuti speciali video del cofanetto di The Endless River, davvero un brano evocativo e commovente. Peccato duri così poco..

David’s Blues” è un brano strumentale in cui David si cimenta in uno dei suoi stili preferiti, il blues appunto, tutti i grandi chitarristi vengono dal li e David non fa eccezione, qui si diverte parecchio e sembra addirittura che alla canzone avesse potuto aggiungere un testo, dai vocalizzi che fa.

Marooned Jam” non è una versione alternativa ma una prova: è parte di una sezione più lunga in cui improvvisavano sulla base, infatti il brano inizia già “sfumato” e hanno preso la sezione migliore. Non aggiunge niente alla versione del disco ma è molto piacevole.

Nervana” la avevamo già ascoltata nei contenuti speciali di The Endless River”, un chiaro “roboante” tributo ai Nirvana in una versione leggermente più “grezza”. A me sembrava perfetta da eseguire live, mi immagino Guy Pratt che si sarebbe divertito un mondo, peccato non la abbiano sviluppata!

High Hopes” (Early Version) è stata la prima canzone audio pubblicata online ed ha riscosso molto successo, complice tra l’altro una traccia vocale diversa e l’assolo fatto con la “red strat” invece che con la Lap Steel.

Tutte le tracce live e inedite sono anch’esse disponibili gratuitamente on line cliccando qui.

E’ presente anche il mix 5.1 del 2014 di The Division Bell uscito per l’edizione del 20° anniversario.


Delicate Sound Of Thunder Film – Restored & Re-mixed

Tempo fa abbiamo ritrovato 310 bobine a 35mm delle riprese che diventarono la vhs e il laser disc ufficiali di Delicate Sound of Thunder. Erano tutte fuori sincrono, non erano state fatte alla stessa velocità. Così abbiamo digitalizzato tutto e abbiamo avviato un processo lungo ben 14 mesi di editing del film.Abbiamo letteralmente ricostruito tutto il video del concerto da capo, rifacendo il montaggio dai master originali. Quello che vedrete sarà dunque qualcosa di completamente nuovo. Abbiamo finalmente reso giustizia alla testimonianza di quel tour, ripulendolo completamente dalla regia e dagli effetti tipici di quei periodi di fine anni ’80”. Questo è quello che ha detto Aubrey Powell, e a vedere il film non c’è da dargli torto. E’ una cosa completamente diversa dalla vhs, ora è davvero un live dei Pink Floyd e non una specie di “video clip anni 80”. Personalmente questa versione la preferisco di gran lunga a quella precedente. Il video sembra girato ai giorni nostri, ma con un master video restaurato a 4k con punte di 6k non potrebbe essere altrimenti, e poi oltre ai brani già pubblicati ne sono stati aggiunti anche altri: Bonus Live Tracks: Yet Another Movie, Round And Around, A New Machine Part 1 & 2 e Terminal Frost. Per la parte sonora, un Dts Master audio 5.1 strepitoso, fa ventre giù i muri di casa! Unica pecca l’assenza di “Welcome to the Machine”, che in quel tour era eseguita alla grande.


Pulse Film 2019 Restored & Re-Edited

Il film di Pulse è stato per la prima volta pubblicato su blu-ray, cosa abbastanza paradossale visto la spettacolarità di questo tour, ma il passaggio all’alta definizione per questo live è stato abbastanza doloroso, a partire dalle telecamere usate per registrarlo al formato video originale in 4:3, che infatti è stato mantenuto. Lo spettacolo infatti, è stato registrato originalmente come un concerto per le Tv, quindi le telecamere usate all’epoca, oltre al formato 4:3 non erano certo a livello delle pellicole cinematografiche, come ad esempio quelle usate per “Delicate Sound of Thunder”. Ad ogni modo l’audio è stato aggiornato alla codifica Dts Master Audio 5.1, senza miglioramenti degni di nota dal Dvd, mentre la parte video è stata di nuovo restaurata e rieditata, ora l’immagine è più nitida e fluida, non un upgrade da far gridare al miracolo ma la differenza con il vecchio Dvd c’è e si nota parecchio sopratutto con grandi schermi, anche se nelle sezioni molto “scure” il nero è parecchio sgranato. Per questa edizione nessuna aggiunta, tracklist e durata dei brani identica al Dvd, quindi i tagli ad esempio su Sorrow e Comfortably Numb sono rimasti, ma la differenza sostanziale è nelle molte inquadrature alternative, quindi diverse rispetto alla versione precedente, il tutto (come per Delicate Sound of Thunder) è più incentrato su David, Rick e Nick. Peccato non sia stato reinserito anche il mini documentario presente su Dvd “Say Goodbye to Life As We Know It”.


Venice Concert 1989

Il concerto storico di Venezia, nonostante tutto il “rumore” che ha fatto non è mai uscito ufficialmente ma circolato sotto forma di bootleg da sempre. Questo filmato non è stato ricostruito dalle bobine originali come per Delicate Sound of Thunder, ma è stato fatto un lavoro minuzioso di editing sul video già esistente, senza tagli di errori o ritocchi. Nonostante questo la qualità video non si discosta troppo da una buona versione bootleg, ma ora il tutto è molto più “fluido” e i colori più “intensi”. Per la parte audio è stato fatto lo stesso lavoro di remix e ripulitura però niente Dolby Surround ma uno Stereo Pcm 48/24.


Knebworth Concert 1990

L’annuncio del cofanetto è stato accompagnato dal video di Wish You Were Here proprio a knebworth e anche qui il restauro è totale. La parte audio è provvista addirittura della codifica Dts Master audio in 5.1, e si sente da paura! La parte video è stata anch’essa restaurata a dovere, già la qualità era molto buona e ora anche senza la pellicola originale, i tecnici hanno fatto un ottimo lavoro. Il formato è rimasto l’originale in 4:3 e la performance (integrale, con un solo piccolo taglio sull’assolo su Comfortably Numb) si differenzia dalle altre perché al set presero parte due ospiti d’eccezione: la celebre sassofonista olandese Candy Dulfer, che diede il suo contributo nelle esecuzioni di Shine on You Crazy Diamond e Money, mentre la vocalist Clare Torry fu protagonista in The Great Gig in the Sky, della quale era stata l’interprete nella versione originale in studio.


I Video Musicali sono stati anch’essi sottoposti a un restauro integrale e non hanno niente a che vedere con le immagini che ci ricordiamo, alcuni sembrano stati girati ieri: Learning To Fly, Marooned, Take It Back, High Hopes, Louder Than Words e una “versione alternativa” di Learning To Fly con immagini diverse. I video si possono vedere gratuitamente du YouTube a questo link. Sono stati interamente restaurati anche i Concert Screen Films del 1987 e 1994, alcuni già pubblicati nel dvd di Pulse ma qui hanno una subito una “ricostruzione” totale. Formato video 4:3.


Tour Rehearsal 1994:

Video fino ad ora inediti dalle prove del tour di The Division Bell: A Great Day for Freedom, perfetta, in due versioni, finita la prima David chiede se possono riprovarla ancora una volta.. e una bellissima versione di Lost for Word. Dalle prove si riescono a vedere anche i rarissimi filmati proiettati durante queste canzoni. I Floyd sono all’apice, gli viene tutto naturale, peccato ci siano solo 3 brani dalle prove..


Wish You Were Here with Billy Corgan

Video filmato per l’ingresso dei Pink Floyd nella Rock & Roll Hall Of Fame già presente nel Dvd di Pulse. Billy Corgan degli Smashing Pumpkins prima introduce con un discorso i Pink Floyd, poi suona con loro Wish You Were Here.


Arnold Layne (Live at Syd Barrett Tribute 2007)

Uno dei video più importanti del box: praticamente l’ultima performance live a nome Pink Floyd: molti pensano che con il Live8 la storia live dei Pink Floyd si era conclusa, in realtà per quella con Roger Waters è così. Ma ci sono state altre due apparizioni di David, Nick e Rick sullo stesso palco: una è stata il 31 Maggio 2006 alla Royal Albert Hall per il tour solista di David Gilmour, che insieme a Nick e Rick suonarono Wish You Were Here e Comfortably Numb, l’altra è appunto questa esibizione al Barbican di Londra dove in onore di Syd Barrett suonarono Arnold Layne insieme ad Andy Bell (ex membro degli Oasis) e Jon Carin. Oltre al piacere di vedere finalmente questo live, è una testimonianza storica non indifferente. E che bello vederli suonare di nuovo tutti e tre insieme, si cercano con gli sguardi e ridono, e negli ultimi secondi del video c’è tutto il legame che legava Rick e David, appena finito, una pacca sulla spalla, mentre Nick era già andato via..

Andy Jackson ha detto: “La scelta di includere la versione inedita live di Arnold Layne, registrata al Barbican di Londra il 10 maggio 2007 è stata praticamente ovvia. Fu l’ultima volta che i Pink Floyd hanno suonato insieme come gruppo a tre. È una chiosa perfetta, essendo quello il primo singolo dei Floyd; l’inizio e la fine contenuti in una sola canzone. Dunque, ha un significato romantico.

Oltre al video dell’esibizione è presente anche un video di circa 4 minuti delle Rehearsal girato nei camerini prima del concerto: bellissimo vedere David che canta senza microfono con la chitarra collegata ad un piccolissimo amplificazione e Nick che tiene il tempo con le bacchette prima sul divano e poi su una poltrona: ai grandi, a quelli che con uno sguardo si capiscono al volo, non serve altro.


A Momentary Lapse of Reason cover shoot

Video della preparazione per lo shooting sulla spiaggia della copertina di A Momentary Lapse of reason, presente tra i contenuti bonus anche una piccola intervista a David Gilmour e Storm Thorgerson.


The Division Bell heads album cover photography

Immagini fotografiche dal set per la copertina di The Division Bell, dalle prime bozze disegnate alla realizzazione della copertina finale.


Pulse TV ad 1995

Pubblicità per il doppio Cd e Vinile, anch’esso già pubblicato nel Dvd di Pulse.


The Division Bell Airships 1994

Video dei preparativi dell’immenso “Zeppelin” per pubblicizzare la tournèe in Nord America del 1994.


Behind The Scenes – The Division Bell Tour

Interviste con i tecnici del Division Bell Tour del 1994 Marc Brickman e Mark Fisher.


The Endless River – Launch Event 2014

Bellissime immagini del lancio di The Endless River in un evento privato alla Porchester Hall a West London, che dire, avrei voluto essere invitato!


The Endless River – Film

Film commissionato ad Ian Emes qualche anno fa rimasto fino ad ora inedito, si compone sia da parti “filmate” che da parti con immagini astratte, natura e spazio, che si incastrano alla perfezione con la musica. Personalmente mi capita spesso di ascoltarlo e se devo mettere questo disco invece che fare “play” sul bluray del 2014 con alla tv lo sfondo nero e la scritta del pezzo riprodotto, questo filmato è molto più interessante ed evocativo. Da vedere. Naturalmente non aggiunge niente al disco, a chi non è piaciuto alla sua uscita, non cambierà idea, ma fa ancora una volta capire quanto la musica dei Pink Floyd si adatti alle immagini.


The Endless River EPK 2014

E’ l’epk di circa 10 minuti uscito su YouTube nel 2014 ad accompagnare The Endless River che non era stato inserito nel cofanetto originale. Registrato a bordo dell’Astoria con David Gilmour e Nick Mason che parlano del progetto.


All’interno del box troviamo anche 2 vinili in 7″ con all’interno Arnold Layne dal Syd Barrett Tribute del 2007 e Lost For Words dalle prove alla Earl’s Court nel tour di Pulse. Entrambi i vinili hanno una speciale immagine stampata nel lato B.

Completa l’opera un libro di 60 pagine con moltissime foto inedite, repliche dei tour program e molte altre memorabilia.


Si può essere obiettivamente scettici nell’acquistare questo cofanetto, inutile dire che per i non appassionati del periodo storico in questione, visto il prezzo molto alto, è lecito lasciarlo sugli scaffali, ma per i collezionisti, gli amanti delle canzoni uscite in quel periodo e tutti quelli che hanno scoperto i Pink Floyd grazie a questi album e relativi tour, qui dentro troveranno pane per i loro denti, e sarà un ritorno al passato con la mente! Purtroppo ci sono molte cose lasciate fuori (ne abbiamo parlato in questo articolo) e di inediti in sé ce ne sono pochini rispetto a quanto esiste davvero, ma come box set è davvero spettacolare, sono sicuro che chi ha avuto l’occasione di averlo tra le mani, si sarà sentito molto fortunato.. anche se viste le dimensioni sarà faticoso trovagli uno spazio! Per ora non è previsto che il box venga fatto uscire in pezzi “separati”, quindi il materiale all’interno del cofanetto resta esclusivo, a parte naturalmente il materiale pubblicato ufficialmente tramite YouTube. Naturalmente se avremo news in merito lo saprete immediatamente! Non è esclusa nemmeno una uscita cinematografica in Italia di Delicate Sound Of Thunder.. Infine vorrei fare un appunto sulle musiche dei menu dei Blu-ray: ci si farebbe tranquillamente un disco “ambient” capolavoro!

Ora, dopo l’uscita di queste due raccolte di materiale inedito sui primi anni dei Pink Floyd e gli ultimi “ruggiti” dopo l’abbandono di Waters, è legittimo aspettarsi un altro cofanetto: non sappiamo se la casa discografica ritenga opportuno considerare le edizioni “Immersion” come parte di questo progetto, ma la “Pink Floyd Records” è stata creata dopo l’uscita di questi box su “The Dark Side of the Moon”, “Wish You Were Here” e The Wall”. Di materiale ce ne sarebbe molto altro e sinceramente tutti i fan dei Pink Floyd si aspettano che fra qualche anno Roger Waters, David Gilmour e Nick Mason mettano da parte i dissapori personali e regalino ai fan quel cofanetto che personalmente chiamerei.. “Pink Floyd: The Golden Years“.

Shine On!

RECENSIONI: ROGER WATERS – TOUR INDOOR IN ITALIA

Dopo aver visto il “The Wall Tour” di qualche anno fa, quando Roger Waters ha annunciato che sarebbe tornato a suonare dal vivo, ho pensato subito che il tour non sarebbe mai potuto essere della stessa portata. Da un lato non mi sbagliavo: naturalmente il “pathos” del muro e tutti gli effetti speciali dello scorso tour non ci sono più ora che lo show è in posti più piccoli (discorso diverso per le date all’aperto di luglio…), dall’altro lato credevo che la parte emotiva non sarebbe stata ugualmente avvicinata ed invece il live Us+Them ha una carica emozionale incredibile. Difficile non riuscire ad essere trasportati da quello che è.. “la forza trainante” dei Pink Floyd.

Lo spettacolo a cui ho assistito è stata la data del 22 Aprile a Bologna – Unipol Arena.

Arrivati sul posto l’emozione è tanta, non sapevo cosa aspettarmi, ho volutamente cercato di vedere pochissimo delle esibizioni precedenti per non rovinarmi la sorpresa, entrati nel palazzetto, mi sono posizionato poco più avanti della metà dell’arena, un po di lato, fortunatamente… lo show è iniziato un pò in ritardo, 21.15, ma ne è valsa la pena. La prima parte dello show è fluida, scorre veloce, i brani sono eseguiti dalla band in modo fedele ai dischi originali, credo che Roger abbia fatto mangiare uno spartito per chitarra al chitarrista Dave Kilminster perchè gli assoli sono stati riprodotti nota per nota, senza spazio di interpretazioni personali. Ma è nella seconda parte dello show che si rimane a bocca aperta: non avrei mai potuto pensare ad una coreografia del genere inserita in un palazzetto. Follia pura! Per i brani di Animas dal soffitto è scesa una fottuta Battersea Power Station con tanto di ciminiere fumanti e Maiale.. Ma come cazzo si fa? La quadrifonia si è sentita tutta e nei momenti in cui tutte le casse funzionavano contemporaneamente tremava il pavimento, nonostante ciò il suono è rimasto sempre pulito, credo però non si possa dire altrettanto per chi ha assistito dagli spalti. Ad ogni modo ho visto il luccicare degli occhi nelle persone, e questo tanto basta per capire che Roger ha colpito il bersaglio: arrivare al cuore delle persone, senza contare una cazzo di piramide per il finale di “Eclipse”: senza parole. Per il gran finale questa volta si è scelto di sacrificare “Mother” per la mini suite dal suo ultimo album “Wait For Her,Oceans Apart,Part of Me Died” e poi la classica Comfortably Numb. Siginificativa l’immagine finale a fine concerto in cui tutti i componenti della band dopo gli applausi sono scesi, l’ultimo ad andare è stato proprio Roger, molto provato, stanco, senza voce, ma in grado di commuoversi e far commuovere ogni volta il suo pubblico.

Quello che impressiona dei suoi concerti è la potenza comunicativa diretta, spedita a tutti senza mezze misure, alla fine il concerto è sviluppato come un enorme punto interrogativo rivolto al pubblico: è questa la vita che vogliamo veramente? Perché proprio mentre dovremmo essere più consapevoli siamo indifferenti e silenziosi? Sono i temi di “Is This The Life We Really Want?” ma anche quelli di “The Wall ” del 1979 o “Animals” del 1977 e Waters sottolinea che niente è cambiato aggiornando l’immaginario dei suoi pezzi classici al nostro tempo. E come ci dice Roger, teniamo bene a mente:

“RESTIAMO UMANI”!

E’ mancato qualcosa allo spettacolo? Si: il suono e la voce di David Gilmour. Ma questa è un’altra storia..

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Scaletta:

Speak To Me / Breathe
One Of These Days
Time
Breathe (Reprise)
The Great Gig In The Sky
Welcome To The Machine
Déjà Vu
The Last Refugee
Picture That
Wish You Were Here

The Happiest Days Of Our Lives
Another Brick In The Wall Part 2
Another Brick In The Wall Part 3 

Dogs
Pigs (Three Different Ones)
Money
Us And Them
Smell The Roses
Brain Damage

Eclipse

Wait For Her / Oceans Apart / Part of Me Died

Comfortably Numb

GRAZIE ROGER!

#RESIST!

Shine On!

RECENSIONI: DAVID GILMOUR: LIVE AT POMPEII – COFANETTO BLU-RAY & LP

L’attesa per questo filmato è stata lunga, chi non ha potuto assistere al concerto ha dovuto aspettare più di un anno per mettere le mani sul filmato e godere delle performance che David Gilmour ha fatto nell’anfiteatro di Pompei..

Il box 2 Cd +  Blu-ray si presenta bellissimo, nello stile del cofanetto di “Rattle That Lock”:

Il concerto parte subito, non c’è infatti il mini documentario con cui il filmato era partito nella versione cinematografica: 5am, un’immagine da mozzare il fiato, con l’anfiteatro e il Vesuvio alle sue spalle.. si nota subito il grandissimo lavoro che è stato fatto sulla registrazione, un suono mai sentito così “vivo” e “vero”. L’esecuzione, magistrale.. anche se ho avuto la sensazione che nelle primissime note di chitarra, l’immagine e il video non siano in perfetto sincrono, ho avuto la stessa sensazione anche al cinema. Rattle That Lock era già stata pubblicata su You Tube da parecchio tempo e la ritroviamo così, con David in ottima forma e il suono della Fender Esquire.. a mio parere tra i più belli di sempre. Faces Of Stone è qualcosa che ti strappa l’anima. Difficile trattenere le lacrime durante l’assolo, sembra che David ci dica con essa tutto il dolore sopportato per la perdita di sua madre. What Do You Want From Me, pezzo da The Division Bell eseguito con grande energia anche se un po “legnoso”. Durante The Blue da On An Island David si sbizzarrisce con l’effetto Whammy, e il risultato è notevole, anche se forse è un po troppo lunga. The Great Gig In The Sky è un pezzo che i coristi hanno proposto a David e lui ha accettato, discutibile il risultato, personalmente avrei proposto altro. A Boat Lies Waiting è il pezzo più commovente del concerto, dedicato a Richard Wright con David che per un attimo sembra cercarlo nel cielo.. Wish You Were Here la conosciamo tutti e infatti il pubblico canta insieme ai musicisti, con finalmente Chester Kamen che rende giustizia alla parte ritmica di chitarra, a differenza di Phil Manzanere che ogni tanto “steccava”. Si continua con Money con un bel duetto tra i chitarristi e poi è la volta di In Any Tongue: per me il miglior brano da Rattle That Lock. Grandissimo assolo anche se mi sarei aspettato che in questi concerti David provasse a cantare anche il ritornello come sul disco originale. High Hopes è eseguita magistralmente e chiude la prima parte del concerto.

La seconda parte si apre con l’unico brano eseguito anche dai Pink Floyd nel ’71, One Of These Days, incredibili gli effetti sull’anfiteatro. Si prosegue con “Shine On“, una delle più belle versioni che ho mai ascoltato, il suono è da togliere il fiato e l’esecuzione sembra presa dal disco originale, unico difetto a mio parere l’assolo di sax di Joàe Mello che ha sicuramente fatto di meglio durante il tour. Fat Old Sun è una delle mie preferite, e qui il suono è molto ripulito a differenza dell’esecuzione dal vivo dove durante l’assolo si creava un po di confusione, qui invece è tutto a posto; Coming Back To Life anch’essa grandiosa, nel tour del 2006 durante l’assolo usava una distorsione più “spinta” mentre in questo tour ha preferito rimanere fedele al disco. On An Island non me l’aspettavo così, versione addirittura migliore del 2006, con un gran tiro, anche  Today è stata migliorata molto, infatti durante il tour le voci dei cori risualtavano troppo evidenti, qui sono state abbassate di volume e il tutto risulta più gradevole. Sorrow è senza parole, davvero una gran versione, anche se paragonata al live di P.u.l.s.e. perde un po di “confidenza” nell’assolo finale, resta il fatto del suono che David tira fuori: impossibile. Run Like Hell con l’intera banda in Rayban è il momento “disco” con un finale da mozzare il fiato con i fuochi artificiali a colorare il cielo spora l’anfiteatro, uno spettatore si porta le mani ai capelli quasi a dire: “ma che cazzo succede?”.

Il gran finale parte con Time e Breathe -reprise- dove il suono della chitarra anche questa volta è diverso rispetto alla versione del tour del 2006, più fedele alla versione originale. Comfortably Numb è l’epilogo della serata, lascio a voi i commenti…

Il Blu-Ray si chiude con il mini-documentario di 7 minuti Pompeii Then and Now, dove si parla anche con Adrian Maben e i ragazzi degli scavi.. Personalmente ho apprezzato più quello visto al cinema.

Continuo però a sperare che prima o poi questo Live At Pompeii veda l’uscita in versione Blu-ray 4K, essendo stato filmato in questo formato, solo allora potremo godere (tv e lettore permettendo..) della massima definizione in cui è stato filmato il live,

I contenuti bonus sono davvero eccezionali, si parte con alcune versioni di brani dal tour Sud Americano davvero notevoli, con una Comfortably Numb ispiratissima e con l’assolo forse addirittura più bello di quello di Pompei. Si continua con altri brani dal concerto Polacco trasmesso in diretta Tv, anche questo ripulito da “rumori” della diretta e con diverse inquadrature.

Poi è la volta dei documentari, con immagini da ogni data del tour mondiale 2015 e 2016, molte immagini e poche parole, davvero bello, consiglio a tutti la visione, e se volete un Hot Dog “David Gilmour Signature”, prendetelo con cipolle, senape e ketchup! 😉

Conclude il box il documentario fatto per la Bbc “Wider Horizons” con finalmente i sottotitoli in italiano, e questo è davvero uno sguardo più approfondito nella vita di David Gilmour dove si possono capire molte cose, della persona, più che del chitarrista.

La versione in 4 Lp è un bel box con dei colori veramente azzeccati, il suono è quello che ci si aspetta da un vinile.. Bellissimo anche il libro con le immagini giganti! Incredibilmente però non hanno inserito un codice per scaricare il contenuto in Mp3 da internet..

In conclusione, mi risulta difficile non consigliare la visione di questo concerto ad un fan dei Pink Floyd o David Gilmour, è vero che nel filmato si è dato poco spazio all’anfiteatro, e soprattutto al pubblico, a differenza dei filmati Sud Americani, ma questo film è l’espressione musicale di David Gilmour nel 2015 e 2016, un musicista con ancora tanta voglia di suonare e sperimentare suoni, che se ne frega se la sua voce non è più all’altezza di 10 anni fa, il pubblico lo vuole su quel palco, e lui, ogni tanto, ci accontenta.. con la promessa di tornare nuovamente in studio, perchè David si sa, se partirà per un nuovo tour, sarà per pubblicizzare un nuovo album!

Shine On!

RECENSIONI: DAVID GILMOUR – LIVE AT POMPEII – VERSIONE CINEMATOGRAFICA

Era praticamente certo ancora prima del concerto l’uscita su Dvd / Bluray del live che David Gilmour ha tenuto il 7 e 8 luglio 2016 nel leggendario anfiteatro di Pompei, ma nessuno si aspettava una versione cinematografica, andata in onda in tutto il mondo per un solo giorno, mentre in Italia abbiamo fatto le cose in grande ed il film è stato proiettato per tre sere consecutive. La versione del cinema è “tagliata” di qualche canzone per entrare negli “standard orari” cinematografici: Faces of Stone, Money, The Blue, Fat old sun, Coming back to life, On an Island, The Girl InThe Yellow Dress e Today infatti le troveremo solo nella versione Dvd e Blu-ray in uscita a fine settembre.

Ma ora parliamo del contenuto: la mia visione è stata al cinema Multiplex “Le Befane” di Rimini in una sala dotata di Dolby digital surround DTS e Sistema di Proiezione Sony Digital Cinema 4K.

Partendo dal presupposto che questo film (so che è difficile..) non può essere neanche lontanamente paragonato a “quel” Live At Pompeii che i Pink Floyd fecero nel lontano 1971, una opinione su questo concerto deve essere fatta in base al “Rattle That Lock World Tour” che David Gilmour ha portato in giro per il mondo nel 2015 e 2016. La scaletta è stata per lo più la stessa delle altre date, con l’eccezione di “the Great Gig In The Sky” che ha ricevuto molte critiche, ed in effetti è parso anche a me che si sarebbe potuto rischiare qualche altra canzone, perchè “Great Gig..” è molto particolare e farne una versione degna di nota è veramente difficile. L’unica canzone invece eseguita anche nel 1971 è stata “One Of These Days”.

Il film inizia con un mini-documentario dalle prove a Brighton all’arrivo a Pompei, dove mostrano l’inizio dell’assolo di In Any Tongue nel soundcheck, altamente spettacolare, senza nessun pubblico.. Poi si inizia. Non farò un elenco delle sensazioni canzone per canzone ma vi basti sapere che le riprese di Gavin Elder sono altamente spettacolari e danno davvero la sensazione di assistere al concerto, una piccola consolazione per chi -come me- non ha potuto assistere dal vivo a questo evento, senza parlare della parte audio: sinceramente una pulizia del suono così l’ho sentita raramente, tutti gli strumenti sono facilmente riconoscibili, compreso il coro, e per la chitarra di Gilmour non ci sono parole: sembra che stia suonando davanti a me in presa diretta. Sono ancora sconvolto. Vorrei sapere che diavolo di microfono hanno usato per registrarla.. L’esecuzione è stata pressoché perfetta, nessuna sbavatura, e mi pare nessun ritocco evidente dal live originale se non in una strofa di “Rattle That Lock”, ma per la certezza assoluta bisogna parlare con chi al concerto ci è stato dal vivo. Un David molto concentrato sulla performance, spesso ad occhi chiusi in piena “trance” musicale e davvero commovente in “A Boat Lies Waiting” dove sembra cercare Rick nel cielo, senza parlare di Comfortably Numb, In Any Tongue, High Hopes.. La parte di assolo iniziale di “Shine On..” sembra presa direttamente dal disco originale, un suono che.. bo, non lo so descrivere. Insomma avrete capito che a me il concerto è piaciuto parecchio. L’effetto che mi ha fatto vedere Live At Pompeii sul grande schermo è incredibile, mi viene voglia di costruirmene uno tutto mio, le pareti del cinema in Sorrow quasi tremavano e il Dolby Dts ha funzionato alla grande anche se non in versione “Atmos”.

Ora aspettiamo con trepidazione l’uscita su Dvd, Blu-ray, Lp e cd per vedere ed ascoltare anche i pezzi mancanti del concerto, canzoni come “Faces Of Stone”, “Fat Old Sun”, “Coming Back To Life” e le altre che nella versione cinematografica non hanno trovato posto e magari, per i presenti, cercare di riconoscersi! 😉

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Infine un piccolo appunto: non riesco a capire perchè (essendo io molto appassionato di tecnologia) avendo filmato il concerto in 4k non uscirà una versione appunto in Ultra HD 4k, potendo godere appieno anche a casa della massima definizione in cui il concerto è stato filmato.

Shine On!

IS THIS THE LIFE WE REALLY WANT? – RECENSIONE E TRADUZIONE DEI TESTI

Alla fine, tutto ciò che conta, è se ti commuove o no“. Con questa frase Roger Waters commentava il capolavoro “The Dark Side Of The Moon”, ed è la prima cosa che mi è venuta in mente ascoltando l’ultimo disco “Is This The Life We Really Want?“. E Roger Waters ci ha beccato in pieno. Sono già state fatte molte recensioni su questo album, alcune negative ed altre, da parte di chi conosce veramente il valore di Roger, più positive. Da parte mia, posso solo dire che questo nuovo lavoro mi ha commosso veramente, la voce di Roger non sarà bella come quella di David Gilmour, non ci sono assoli di chitarra in grado di aprirti mente e anima, ma troveremo tutto quello che ha fatto dei Pink Floyd una delle band più importanti del pianeta: se sotto l’aspetto musicale il richiamo ai Pink Floyd è palese, sotto l’aspetto lirico troviamo un Roger Watars schierato ed “incazzato” come non mai. Personalmente ho apprezzato in pieno questo disco, che a mio avviso necessita di più ascolti -come tutti i lavori floydiani e solisti- per essere apprezzato appieno.

Da ilmanifesto.it – Is This The Life We Really Want? è un progetto dove ancora una volta i testi sono centrali: se The Final Cut – ultimo capitolo targato Pink Floyd ma in realtà primo lavoro da solista, era una sorta di requiem del dopo guerra su cui aleggiava la figura del padre, e Amused to deathraccontava l’autodistruzione della razza umana, questo nuovo capitolo – e il titolo è inequivocabile «è questa la vita che veramente vogliamo?», sembra quasi la definiva resa di Waters all’ineluttabile destino della razza umana. Il cerchio (negativo) si chiude con l’elezione di Trump: il disco esce in ritardo anche perché l’elezione del nuovo presidente americano ha costretto Waters a rimodulare le liriche. Diretto, a tratti furioso, il nuovo album è quindi un manifesto – per stessa ammissione dell’autore – contro Donald Trump, oggetto di pesanti slogan nei suoi concerti(«Trump is a pig»), immortalato in una foto del booklet con le pecette nere e la scritta: «un leader senza cervello», ma anche contro l’arroganza del potere in generale.

Un’investitura generata dalla paura, come recita la drammatica title track introdotta dalla voce dello stesso Trump, il timore di tutto quanto è diverso da noi: «Ogni volta che uno studente – intona nel suo caratteristico recitar/cantando Waters – viene investito da un carro armato, ogni volta che un giornalista viene lasciato a marcire in galera, ogni volta che cala il sipario su qualche vita, noi restiamo fissi davanti a un televisore, silenziosi e indifferenti». E le musiche – alla produzione è supportato per la prima volta non da un chitarrista ma da Nigel Godrich (Radiohead) che conosce filologicamente tutta la produzione pinkfloidiana – non nascondono citazioni continue al passato splendente dei Pink Floyd.

Che cos’è il cupo battito dell’introduttiva When We Were young se non un rimando a The Dark side of the moon…? Ridondante a tratti ma onesto, Is this the life we really want? può non piacere ma non lascia indifferenti.

Shine On!

Per una lettura più approfondita di “Is This The Life We Really Want?” consiglio di leggere la splendida recensione di Nino Gatti del Lunatics cliccando a questo link.

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RECENSIONI: PINK FLOYD – THE EARLY YEARS 1965-1972

È finalmente disponibile il box set THE EARLY YEARS 1965-1972, un’opera monumentale sui primi anni dei Pink Floyd, pre-Dark Side Of The Moon, forse il periodo preferito dai fans di vecchia data e non solo, ma anche il periodo di maggior “sperimentazione musicale”. Questa recensione vuole essere un’opinione personale sulla qualità del box: c’è talmente tanto materiale all’interno che per visionare ed ascoltare con cura tutto, passerebbero mesi… Quindi per ora mi sono limitato a dare uno sguardo -ma con molta attenzione-  ad ogni cd/blu-ray.

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Il “box delle meraviglie” arriva in 3000 copie in Italia e misura 38*22*28 cm. ed il primo problema che si incontra è trovargli una sistemazione in casa… la grafica nera con la riga bianca sta a rappresentare gli inizi della band, quando ancora si chiamavano “Tea Set” e nel gruppo doveva ancora entrare Syd Barrett: andavano in giro con un furgone Bedford colorato proprio come il box. Una volta aperto il cartone dell’imballaggio per prima cosa bisogna estrarre un cd (aggiunto all’ultimo momento, che ha causato anche dei ritardi nelle spedizioni, ed attaccato esternamente al box) ed inserirlo nel cofanetto “Obfusc/ation”: il cd all’interno del box infatti è il “Live At Pompeii” su cd, mentre il disco trovato fuori dalla confezione è quello che va all’interno del box, cioè il remix 2016 di “Obscured By Clouds”. Non starò a descrivervi l’emozione, finalmente gli archivi dei Pink Floyd si aprono, ma vediamo se ne è valsa veramente la pena:

1965-67 CAMBRIDGE ST/ATION Il primo box è dedicato agli anni 1965-1967, la parte audio trova tutte le canzoni uscite nell’Ep in edizione limitata “Their First Recordigs”, più tutti i primi singoli. La qualità audio è elevata e i mix sono del 2010. Non si può dire lo stesso del concerto a Stoccolma del 1967: la musica si sente davvero bene per essere un live molto vecchio, ma la praticamente quasi assenza del cantato di Syd Barrett taglia un pò le ali a quello che poteva essere davvero un grande concerto, naturalmente nei crediti è specificato che la voce è registrata ad un volume molto basso, ma sinceramente speravo di sentire almeno qualcosa… Per quanto riguarda le 9 versioni di “John Latham”, sono per lo più improvvisazioni per l’epoca “avanguardistiche” con alcuni spunti di buoni riff, ma a mio avviso di difficile ascolto. La parte video invece è stata molto curata con una “rigenerazione” delle bobine originali davvero ben fatta. Alcune scene sono di qualità poco inferiore ma visto il tanto tempo trascorso è più che accettabile.

1968 GERMIN/ATION La parte audio del cofanetto contiene alcune canzoni inedite come “Song 1” e “Roger’s Boogie” di rilevante interesse, oltre alle Bbc Session del 1968, buona qualità complessiva. Esagerata invece la parte video. I colori “esplodono”, c’è davvero tanto lavoro in questi video restauri, si può vedere David Gilmour alle “prime armi” al Bouton Rouge, un paio di video registrati in Italia e tanti videoclip divertenti girati in playback.. fantastico!

1969 DRAMATIS/ATION Si parte con le outtakes di “More”, davvero eccezionali, compresa una inedita versione di “More Blues” e la versione dalla vecchia compilation “Picnic” di “Embryo”. Una menzione per la traccia “Seabirds”: come dichiarato dai Pink Floyd stessi, la versione cantata del brano è purtroppo andata perduta, quindi questa versione del box è l’unica registrazione rimasta. Si prosegue con le Bbc Session del 1969 già conosciute a più sotto forma di bootleg, in questo caso l’audio era già ottimo quindi è stato fatto solo un lavoro di pulizia ed equalizzazione. Il cd continua con il concerto ad Amsterdam al Paradiso, anche questo circolava su bootleg da tempo, ma sentirlo così, è tutta un’altra storia, anche se il set suonato in quell’occasione prevedeva solo brani strumentali. Poi arriva uno dei momenti più attesi dai fan: la pubblicazione ufficiale della suite “The Man & The Journey”: la registrazione è quella del “Concertgebouw” di Amsterdam: anche in questo caso i bootleg disponibili erano di ottima qualità e questa versione ufficiale non delude affatto, ma esalta ancor di più a quale livello erano i Floyd nel ’69. Spettacolari versioni di Cymbaline, The Narrow Way, A Saucerful Of Secrets, ed un brano strumentale che ho sempre trovato incredibile e sottovalutato: “Behold The Temple Of Light”. La parte video presenta alcune clip note ai più, come le prove del concerto alla Royal Festival Hall e altro materiale, ma sinceramente mai visto in questa qualità.

1970 DEVI/ATION Il ’70 parte con una delle più belle versioni di “Atom Heart Mother” mai ascoltate: quella dal vivo a Montreux senza orchestra. Spettacolo. Si prosegue con le Bbc Session del 1970: anche in questo caso la qualità è superba. Vengono finalmente pubblicate ufficialmente anche 16 outtakes dalla colonna sonora di “Zabriskie Point”: molte traccie davvero inedite e in qualità sorprendente. Si chiude con una delle prime versioni in studio -inedita- di Atom Heart Mother in cui suona solo la band, senza coro, quasi 20 minuti di improvvisazione di quella che poi diventerà una delle più grandi suite composte dai Pink Floyd. La parte video invece parte con lo show alla Tv di San Francisco KQED: speravo in un miglioramento netto, invece la parte visuale risulta non troppo diversa dalle versioni circolate fin d’ora su bootleg: rivista, corretta e stabilizzata si, ma non con quel miglioramento generale che ci si aspetta visto che le pellicole su cui è stato filmato il video dovrebbero essere professionali. Bellissimi invece i filmati di St. Tropez, che includono anche il soundcheck. Presente anche l’intero audio dell’album “Atom Heart Mother” in versione quadrifonica 4.0 del 1970, oltre alla versione video della suite con orchestra ad Hyde Park, anche se specificato di qualità nettamente inferiore ma presente nel box per il suo valore storico.

1971 REVERBER/ATION Pubblicata anche sul canale YouTube dei Pink Floyd, “Nothing 14” è una delle parti di quello che poi diventerà (a mio modestissimo parere) la canzone più completa e rappresentativa dell’intero catalogo Pink Floyd: Echoes. Non serve aggiungere altro, basta il titolo. Presenti anche le Bbc Session del 1971, il livello è altissimo e l’esecuzione dei pezzi magistrale. Fat Old Sun con la suadente voce di David, una “incazzatissima” One Of These Days, una versione da 10 minuti di Embryo, ed il capolavoro Echoes. La parte video include alcuni filmati girati in Germania più un paio di pezzi live da pelle d’oca all’Abbaye De Royaumont in Francia, oltre ad altri video di interesse storico e la versione audio integrale quadrifonica 4.0 del brano “Echoes”. Alcuni fan hanno dichiarato che “nascosto” nel Bluray, ci sia l’intero “Meddle” in versione 5.1: la versione era prevista ma è stata esclusa dal box-set all’ultimo momento. Pare che “rippando” il bluray per metterlo in un hard disk esterno, si riesca a trovare “magicamente” il file contenente l’audio 5.1 di Meddle, ma al momento sono solo indiscrezioni e non c’è niente di confermato.

1972 OBFUSC/ATION Il cd contenuto nel box del ’72 contiene il remix 2016 dell’intero album “Obscured By Clouds”, l’audio è davvero diverso, si sentono alcune parti di batteria e tastiera in più, il suono della chitarra è più spaziale, c’è più riverbero generale, non so dire con esattezza se sia migliore dei mix passati, ma sul fatto che sia diverso non c’è dubbio. Per quanto riguarda la parte video, c’è una gran raccolta di foto tutte inedite con in sottofondo il brano “Wot’s… Uh the Deal”. Presenti anche un paio di brani già editi dal Brighton Dome ed alcuni documentari sul “Roland Petit Ballett”, anche questi restaurati, oltre al video del “Live At Pompeii” con il mix audio in 5.1 Dts che non ha niente a che vedere con l’audio del dvd 2.0 fino ad ora in commercio, tutti gli strumenti hanno ricevuto un incremento di nitidezza e volume. Stranamente la traccia Echoes non è divisa in due parti, ma come traccia unica alla fine del film.

BONUS CONTINU/ATION Questo cofanetto è presente solo nel box, e non verrà messo in commercio sigolarmente, come invece avverrà per gli altri, nel corso del 2017. Il cd contiene le Bbc Sessions del  1967 e 1968. L’audio non è proprio impeccabile, anzi, da un lavoro di questa caratura ci si aspetterebbe di più ma evidentemente non è stato possibile ripulire la traccie. Pubblicati anche un paio di brani dalla colonna sonora (mai uscita ufficialmente) di “The Comittee” oltre al brano “Moonhead” registrato in occasione dell’allunaggio alla Bbc Tv. Inspiegabilmente è presente anche una versione di “Echoes” registrata live a Wembley nel 1974 (!) che c’entra poco con una raccolta fino al 1972, ma che certamente apprezziamo lo stesso! La parte video è composta da alcuni videoclip alternativi ed esecuzioni live dal ’69, ’70 e ’72, oltre al film “The Committee”, sottotitolato in Italiano. Pubblicati anche i due film con colonna sonora integralmente ad opera dei Pink Floyd “More” e “La Vallee”, inspiegabilmente senza sottotitoli in Italiano. Completano il box una serie di poster e memorabilia più la replica dei singoli “Arnold Layne – Candy And A Currant Bun”, “See Emily Play – The Scarecrow”, “Apples And Oranges – Paintbox, “It Would Be So Nice – Julia Dream”, “Point Me At The Sky – Careful With That Axe, Eugene”. Segnalo che tutti i documentari ed interviste (a parte i film) hanno sottotitoli in Italiano.

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CONCLUSION/ATION  😉

Quello che molti di voi si chiederanno è se ne vale veramente la pena. Non so darvi una risposta netta, perchè se siete fan di lunga data e magari avete già tanto materiale sotto forma di bootleg, l’80% del materiale presente in questo box lo avete sicuramente già visto e sentito, ma mai in questa qualità. Il lavoro fatto è stato enorme e garantisce una “sbornia floydiana” quasi infinita. Personalmente sono molto soddisfatto della qualità generale, la parte audio è per il 90% ottima e la parte video non è da meno, con momenti memorabili, come ad esempio “Interstellar Overdrive” insieme a Frank Zappa, finalmente con una qualità degna della storia che si scriveva in quel momento. Ognuno dei box-set uscirà anche singolarmente (a parte Continu/ation) e questo sarà sicuramente una buona occasione per chi -di questi tempi soprattutto- non può permettersi di comprare un box che sicuramente ha un valore storico immenso, ma che ha un prezzo piuttosto elevato. Prezzo che però è molto variabile, come confermano le prime copie vendute online a 415€ e le copie vendute nei negozi che possono variare da 550 a quasi 600€.

Personalmente sono rimasto parecchie volte a bocca aperta ascoltando e vedendo il contenuto di questo box, molte volte è stato come sentirli e vederli per la prima volta e tanto basta a mio parere per consigliare caldamente questo box a chi come me interessano le performance live, outtakes e demo, tanto quanto gli album ufficiali.

CLICCA QUI per vedere la tracklist completa del Box Set.

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