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PINK FLOYD: DAL 13 MAGGIO LA MOSTRA “THEIR MORTAL REMAINS” – TRAILER

Dal 13 maggio al Victoria and Albert Museum di Londra, sarà in scena la mostra “Their Mortal Remains” e sarà un viaggio audiovisivo attraverso 50 anni di storia dei Pink Floyd, il collegamento con la musica, l’arte e il design, la tecnologia del suono e le performance dal vivo: dai loro esordi sulla scena underground nel 1960 a Londra fino ai giorni nostri. La mostra avrà la durata di 20 settimane.

A questo link il sito ufficiale dove è possibile acquistare i biglietti, a questo link invece la pagina Facebook.

Ricordo inoltre che a questo link Amazon è possibile acquistare il libro ufficiale della mostra con ben 304 pagine (in lingua Inglese).

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ROGER WATERS – IS THIS THE LIFE WE REALLY WANT?

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Roger Waters ha postato sulla sua pagina Facebook un breve video teaser del nuovo album, che si intitolerà “Is This The Life We Really Want?” (è questa la vita che vogliamo davvero?), altri dettagli dovrebbero essere imminenti, in una recente intervista ad Uncut Magazine Roger ha dichiarato che l’album avrebbe dovuto essere rilasciato all’inizio di maggio. Maggiori informazioni appena disponibili!

Roger Waters ha anche partecipato insieme a Nick Mason ad una “Q&A session” per la nuova mostra “The Pink Floyd Exhibition: Their Mortal Remains” facendo interessanti rivelazioni: la domanda sulla reunion per un concerto una tantum è stata inevitabile. Il Festival di Glastonbury, in particolare, è stato suggerito, a cui Nick ha risposto: “Sarebbe bello aggiungerlo alla lista delle cose da fare. Non ho mai suonato a Glastonbury. Sarebbe divertente farlo [anche se] non credo che sarebbe molto probabile“. Roger ha ricordato il 2002: “Ho fatto Glastonbury una volta credo, era stato veramente freddo ma c’erano un sacco di persone e sembrava molto allegra e mi è piaciuto. Sì, lo farei di nuovo…..“. Il problema è quello che entrambi hanno rivelato su David Gilmour: Roger Waters ha detto “L’ultima che ho sentito, è che David si era ritirato“, mentre Nick Mason “Ho sentito che è andato in pensione, poi sembrò non ritirarsi“. Speriamo non ci sia niente di vero in queste dichiarazioni…

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Maggiori dettagli sulla mostra sono stati rivelati. È un viaggio cronologico attraverso la storia dei Pink Floyd, il collegamento con la musica, l’arte e il design, la tecnologia del suono e le performance dal vivo: dai loro esordi sulla scena club underground nel 1960 a Londra fino ai giorni nostri, attraverso album storici come The Dark Side Of The Moon, Wish You Were Here, Animals, The Wall e The Division Bell, e le loro immagini di accompagnamento, spettacoli teatrali, design e tecnologia. Ogni capitolo della storia dei Pink Floyd è rappresentata, con più di 350 oggetti e manufatti in mostra, molti dei quali mai visti prima, testi scritti a mano, strumenti musicali, lettere, opere d’arte originali e oggetti di scena. Alcuni di questi elementi erano stati messi in impianti di stoccaggio, studi e collezioni personali per oltre 40 anni, prima di essere riscoperti.

Il punto di ingresso della mostra è una replica del furgone Bedford utilizzato come loro veicolo da tour a metà degli anni 60. Da questo primo momento, il visitatore si immerge nel mondo dei Pink Floyd. Emergendo dal veicolo, si troveranno trasportati nella Swinging London e l’UFO club, la casa della scena musicale psichedelica della capitale, dove i Pink Floyd erano diventati una ‘house band’ durante la prima parte del 1967. La mostra comprende olio atmosferico e proiezioni luminose create dal designer dei Pink Floyd, Peter Wynne Willson, che, insieme con la colonna sonora di accompagnamento, garantisce un’esperienza coinvolgente. Ci sarà anche l’Azimuth Co-Ordinator, il dispositivo usato da Richard Wright che tramite un joystick, faceva ruotare il suono di 360° intorno al luogo del concerto. Sarà presente anche la chitarra con cui David Gilmour ha fatto la storia: la Black Strat e una miriade di altre cose. La “Sennheiser” sarà il partner audio ufficiale della mostra, permettendo esperienze audio accattivanti attraverso la sua tecnologia audio AMBEO 3D. Sistemi Sennheiser saranno utilizzati per tutti gli elementi audio e tutta la mostra, tra cui documenti di audio storico in altissima qualità. Una perfetta combinazione, anche perchè la band durante la loro carriera ha utilizzato apparecchiature audio Sennheiser e Neumann, iniziando con il leggendario Sennheiser MD 409. La mostra si concluderà con un upmix di Comfortably Numb dal Live8, l’ultima volta che la band ha suonato insieme . Questo creerà un suono surround avvolgente utilizzando la sua tecnologia 3D AMBEO (18.3).

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DAVID GILMOUR INTERVISTATO DA “ROLLING STONE”

Traduzione by Cymbaline – Pink Floyd Fan Club

david85Dal termine dell’ ‘On an Island’ tour, David Gilmour ha mantenuto un profilo piuttosto basso. Ma ‘The Endless River’, la sorpresa dello scorso anno, album d’addio dei Pink Floyd in larga parte strumentale, ha dato al cantante-compositore lo slancio che lo ha finalmente portato a completare il suo nuovo album solista, ‘Rattle That Lock’, in uscita il prossimo 18 settembre. L’album è una sorta di concept sui pensieri e i sentimenti di un uomo nel corso di una giornata e, musicalmente, è un lavoro fluido e d’atmosfera che ricorda i dischi dei Pink Floyd del dopo-Waters. Abbiamo parlato con Gilmour della realizzazione dell’album, di quello che gli appassionati si devono aspettare dalla tournée di supporto e se c’è un qualche futuro per i Pink Floyd.

Volevi prenderti una lunga pausa dopo la fine dell’ ‘On an Island’ tour nel 2006?
Non proprio così. Volevo tornare a certe cose, ma succedono tante cose nella vita che vanno in un certo modo: i figli che crescono, le prove e le tribolazioni della genitorialità, il supporto a mia moglie nei suoi tentativi di scrittura. È uscito un suo brillante libro dal titolo ‘The Kindness’. E a volte ci vuole una spinta per andare avanti. Avevo davvero intenzione di fare un altro disco molto prima, ma siamo arrivati a questo punto. Alla mia età, mi sono concesso un po’ di pausa. E come dopo ‘On an Island’, vorrei farne subito un altro.

Come hai realizzato questo disco?
È stato realizzato nell’arco di un lungo periodo di tempo. Quando ero a casa e i ragazzi a scuola e Polly lavorava, andavo in studio e portavo avanti il mio lavoro. Ma in maniera lenta e piacevole, senza una guida precisa. Dopo un po’, mi sono reso conto di avere accumulato davvero un bel po’ di materiale e ho cercato di concentrarmi su quello. Erano pezzi sparsi di musica da trasformare in un album. Quest’ultimo processo cominciò circa due anni fa, ma dovetti interromperlo per un paio di mesi per il progetto ‘The Endless River’ dei Pink Floyd. Poi sono ritornato al mio disco con la massima concentrazione.

Com’è venuta fuori l’idea di un album che tratta della quotidianità di una sola giornata?
È bello concentrarsi su qualcosa ed unire tutto in una sorta di modulo che abbia una coerenza d’insieme. Il concetto del disco parla di che cosa pensare o fare in un certo momento della giornata. Ma non in maniera molto stretta. È sempre bene avere una sorta di filo conduttore.

Quanto c’è di autobiografico nel protagonista?
Bè, due dei testi li ho scritti io e anche tre brani strumentali. Cinque degli altri testi li ha scritti Polly, che ogni tanto prova ad entrare nella mia testa. Altre volte è libera di essere solo il narratore di una storia. È il caso di ‘The Girl in the Yellow Dress’, un brano dal sapore jazz che lei ha scritto come fosse la storia di un libro. Si adatta benissimo ad un pezzo musicale che avevo composto.

Sembra che l’album inizi su un profilo dimesso e poi, andando avanti, gradualmente diventi più ottimistico.
Non so se volesse essere questa la struttura, ma sicuramente volevamo finire con il tema del ‘carpe diem’, ‘cogli l’attimo’, ovvero ‘la vita può essere resa migliore’. Ci sono momenti in cui bisogna incoraggiare le persone a lottare per il diritto di esserci, per far sentire la propria presenza e per protestare contro le ingiustizie del mondo. Il tema è ‘arrivare a spezzare le catene’.

Mi racconti della canzone-tributo a Richard Wright ‘A Boat Lies Waiting’.
Il rolling piano in sottofondo l’ho registrato su MiniDisc 18 anni fa. Mio figlio Gabriel ha adesso 18 anni e nella registrazione lo si sente piccolissimo che strepita. Ho cercato di rifarlo con Roger Eno al piano, ma ho deciso di ritornare alla versione del MiniDisc che aveva l’atmosfera ma non proprio la qualità del suono. Polly riteneva che il motivo del rolling suggerisse l’idea del mare. La navigazione era la grande passione di Rick e il testo deriva da lì. Tutti questi elementi sono stati messi insieme per creare una storia su Rick.

‘In Any Tongue’ chiaramente parla di guerra moderna.
Sì. Molti giovani in questo mondo e nel tuo paese sono passati attraverso esperienze che li hanno traumatizzati in un modo o nell’altro. È un mondo più difficile. C’è una sorta di processo darwiniano di selezione. Non sono sicuro che stiamo progredendo in termini di umanità e bontà. Viviamo con speranza.

Che cosa pensi della situazione dell’industria musicale oggi?
È un momento terribile per i giovani musicisti che cominciano perché è difficile farsi ascoltare. Bisogna andare in giro a suonare per guadagnarsi da vivere perché è difficile far soldi con i dischi. I giovani credono che sia loro diritto avere musica gratis. Ovviamente, per me non è un grande problema, ma da dove può venire la buona musica nuova? Non credo che la musica debba essere gratuita. È auspicabile che questa cosa si metta a posto da sola nei prossimi anni e i musicisti guadagnino giustamente. E che le case discografiche, se continuano negli Stati Uniti, siano in grado di investire denaro nel promuovere la sperimentazione di nuova musica.

A che punto è la preparazione del tour in questo momento?
Ho ingaggiato la band. Ho prenotato lo spazio per le prove. Ma non ho ancora cominciato a pensare al da farsi, ma questo è il prossimo passaggio. È il compito che devo svolgere domani dopo la colazione.

Suonerai il nuovo album per intero?
È molto probabile. Ma come detto, non ho pianificato ancora nulla.
Ci saranno canzoni dei Pink Floyd come ‘Echoes’ che suoneresti senza Rick?
Non sarebbe corretto suonare ‘Echoes’. Dubito molto che la faremo. Ma i pezzi che sento che vanno bene, li farò. Potrei fare ancora ‘Shine On You Crazy Diamond’. Non ho chiuso completamente le porte alle canzoni dei Pink Floyd. Sono così divertenti!

Chi suonerà le tastiere?
Jon Carin e Kevin McAlea, che ha suonato nei concerti di Kate Bush a Londra lo scorso anno.

Ci sarà Phil Manzanera alla chitarra?
Sì, Phil suonerà la chitarra, Guy Pratt il basso. Steve Distanislao sarà alla batteria.

Il tour di ‘On an Island’ fu davvero incredibile. Hai il timore che sia difficile fare di meglio?
Musicalmente, penso che allora abbiamo fatto molto bene e speriamo di fare altrettanto bene stavolta. La mia preoccupazione è se mi divertirò come l’ultima volta. Allora abbiamo vissuto dei momenti fantastici. Per noi fu davvero bello, più di altre esperienze individuali analoghe, credo. Stavamo bene. Speriamo che senza Rick possa essere la stessa cosa. Vedremo di fare del nostro meglio.

Non sono state annunciate tantissime date?
Non sarà una tournée lunga.

Roger ha replicato più di 200 volte il suo ‘The Wall’.
Davvero? Bè, ammiro molto chi riesce a fare una cosa del genere. Ma credo che quei tempi sono passati per me.

Sono sicuro che sei stufo di questa domanda, ma è finita per sempre per i Pink Floyd, sia come entità da tour sia in sala d’incisione?
Sì, per me sì. È stato un piacevole pezzo della mia vita che mi ha dato molto. C’è stata tanta gioia, ci sono state tante risate, tanta soddisfazione creativa. Siamo stati molto bene per il 95% del tempo passato insieme. Non vorrei che quel 5% un po’ più aspro renda il mio punto di vista meno positivo. Tutto passa. Tutto arriva ad una conclusione. Il ciclo è compiuto.

Eppure, ci sono fans in tutto il mondo che continuano a fantasticare di un’ultima tournée con te, Nick e Roger. Ma ritengo che senza Rick non potrà mai accadere.
No. Non ritengo che sia giusto né che dovrei farlo. Non credo che sarebbe piacevole.

Giusto. E avete concluso la storia abbastanza bene con ‘The Endless River’
Sì. Penso di poter tranquillamente dire addio così. So che alla gente piace aggrapparsi a qualcosa, ma io non sono uno di quelli che hanno questa necessità. Entrare in stadi immensi e fare cose del genere, non mi riempie di gioia o di attesa. Voglio stare più vicino alla gente e avvertirne la piacevolezza da un punto di vista musicale.

Bene; a questo punto ti sei sicuramente guadagnato il diritto di fare quello che vuoi.
Grazie. È bello che tu me ne dia conferma.

Andy Greene per Rolling Stone

Traduzione by Cymbaline – Pink Floyd Fan Club

Ricordo che per tutte le news relative al Tour 2015 le potete trovare nell’apposito articolo, mentre le notizie sul nuovo album le potete trovare in questo articolo, sempre in aggiornamento..

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35 ANNI DI THE WALL ED ALTRE NEWS

10484532_797221856963979_9100587526232088654_oTratto da Rockol: In occasione dei 35 anni di “The wall” dei Pink Floyd “Billboard” ha ricordato una intervista del 2013 in cui Roger ha offerto un interessante punto di vista personale, sulla sua percezione di questo album e sul suo significato. “Tanto tempo fa, quando ho scritto questo pezzo pensavo che parlasse di me, dei sentimenti che provavo per la morte di mio padre ad Anzio, di quanto mi mancava e del fatto che avevo fatto diverse scelte errate nelle mie storie d’amore. Robaccia del genere. E in effetti era così allora. Ma dopo 33 anni ho capito finalmente che data la costruzione scenica del muro, il tutto diventa una metafora potentissima, una visione più universale. E allora ho capito che in realtà non era una cosa che parlava di me. ‘The wall’ parla di tutti quelli che hanno sofferto la perdita di una persona cara a causa di qualche conflitto, guerra o altro, non importa. Parla dei problemi che si affrontano quando ci troviamo davanti all’autorità che sbaglia, di tutte le difficoltà che troviamo nelle relazioni, sia che si tratti di rapporti sentimentali o politici“. Waters, poi, ha svelato un fatto che forse non molti conoscono che riguarda il suo spettacolo “The Wall”. “Ogni sera invitavamo 20 reduci di guerra gratis e a metà del concerto venivano nel backstage. Io passo i miei 25 minuti di pausa con loro a firmare autografi e fare foto, a parlare. Ma mai di politica, perché sarebbe controproducente. Ma sorprendentemente capiscono che, a dispetto delle differenze di idee politiche, io empatizzo con loro. Non li invito perché sostengo la politica estera statunitense o perché sono nazionalista. Li invito perché so che in una certa misura capisco non solo le loro richieste -molti di loro sono stati feriti e hanno traumi psicologici- ma so anche quello che patiscono le loro famiglie, così come ho sofferto io da bambino.”

Intanto restiamo in attesa di notizie sul nuovo dvd/blu-ray del “The Wall Tour 2010/13“, anche se continuiamo a sognare una pubblicazione del live originale del 1980/81 (magari per il 40°…).

ALTRE NEWS DALLA PAGINA UFFICIALE FACEBOOK DEI PINK FLOYD:

Nuovo video per “Surfacing“, versione più corta rispetto a quella sull’album: 

10176064_10152498184682308_3696012983800356272_nInteressante dichiarazione di Aubrey Powell sul promo video di Louder Than Words.

Parte 1: I Pink Floyd hanno quasi sempre fatto qualche formale o informale dichiarazione sulle cose che fanno, che si tratti di un riflesso di commento sociale o un senso di tendenza politica. Scrivere un’idea per un loro video musicale è complicato. Può essere qualcosa di attuale ma allo stesso tempo deve esser facilmente datata; il video non poteva davvero affrontare il testo del brano poichè avrebbe comportato il partire dalla genesi dei Pink Floyd fino ai nostri giorni, che è più di un film di cinque minuti.”

Parte 2: “Nel caso di Louder Than Words mi è stato mostrato dal produttore Fiz Oliver l’immagine di navi arrugginite che si trovano nel deserto di sabbia di quello che fu il lago d’Aral. Un’immagine surreale, se mai ne ho vista una, un esempio sconvolgente di cattiva gestione umana e uno dei peggiori disastri ambientali del pianeta“.

Parte 3: “Per caso sia David e Nick avevano visto il lago d’Aral da un aereo, quando volavano a vedere il lancio della Soyuz -7 una astronave da Bajkonur nel novembre 1988, quindi, quando ho parlato della catastrofe erano ben a conoscenza delle circostanze. Ho presentato una sceneggiatura che aveva alcuni degli ingredienti della storia del lago d’Aral, così come il personaggio della copertina dell’album – il mistico vogatore lungo la sua strada che attraversa nuvole scure al tramonto“.

Parte 4: “Aralsk, in Kazakhstan, era il porto principale per il lago d’Aral, è qui che alcune delle navi arrugginite esistono ancora, ed era quindi il posto più ovvio per filmare“.

Parte 5: “Aralsk è remoto, a dir poco, e dopo un viaggio in aereo, e poi una corsa in treno di otto ore è un viaggio della durata di circa 18 ore. Le navi si trovano a 2 ore di auto su strade sconnesse scavate attraverso l’antico letto del mare. Il tempo era triste – nevicare per un certo tempo e poi 10 gradi sotto lo zero con 20mph di venti. Proprio quello che non avete bisogno! “.

Continua il successo per The Endless River:

La prima settimana di vendita nel Regno Unito del vinile di “The Endless River” segna il picco più alto di vendite di qualsiasi altro LP pubblicato a partire dal 1997, il che rende “The Endless River” l’album in vinile più venduto di questo secolo, secondo i dati ufficiali delle classifiche del Regno Unito. La BPI, l’organismo di categoria che rappresenta le case discografiche del Regno Unito, ha appena annunciato che le vendite annuali degli album in vinile sono incrementate di 1 milione di copie per la prima volta dall’era del Britpop negli anni 1990. “The Endless River” è al numero 2 nell’attuale classifica ufficiale dei vinili, dietro al nuovo LP di David Bowie “Best of Bowie: Nothing Has Changed“.

Per i chitarristi: Giampaolo Noto ha pubblicato sul suo blog la guida completa al setup usato da David Gilmour per “The Endless River“, naturalmente il setup da lui scelto non è ufficiale ma è frutto di un lungo lavoro di ricerca, ascolto e prova dei suoni. Potete trovere la guida a questo link. Un’altra guida al setup di David è stata pubblicata anche da Gilmourish (un’altra grande risorsa per i chitarristi che amano il suono di Gilmour), e la potete trovare a questo link.

Kirsty Bertarelli sta rilasciando un nuovo singolo dal titolo “The Ghosts of Christmas Past” con la partecipazione di Nick Mason alla batteria. Non è ancora stata resa nota la data di pubblicazione ma intanto possiamo vederci in anteprima il video promozionale del brano.

Nick ha anche partecipato ad un’intervista per il magazine “Q” in cui ci sono delle frasi molto inreressanti come: “i Pink Floyd non faranno nient’altro” e “…ma David sta facendo un album solista e lui mi ha chiesto di suonare“.

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