1965 1972

PINK FLOYD: NICK MASON SVELA IL BOX “THE EARLY YEARS 1965-1972”

14883691_10154009419482308_7667654090057444629_oNick Mason in diretta dallo YouTube Space di Londra ha mostrato il contenuto del box “The Early Years 1965-1972“, è stato fatto vedere ed ascoltare alcune delle meraviglie che si trovano al suo interno, in più c’è stata una chat con i fan che hanno rivolto le domande direttamente a Nick.

Intanto la Warner a Milano ha già presentato il box, in uscita questo Venerdì:

da Rockol.it

Il packaging del box è semplice ma fortemente efficace. Tutto il materiale è contenuto in una scatola nera e bianca, dalle dimensioni di circa 40x30x20 centimetri, che riprende il tema grafico del famoso furgoncino Bedford con cui i Tea Set, una delle prime incarnazioni dei futuri Pink Floyd, trasportavano nel 1964 gli strumenti e la propria amplificazione in occasione dei loro primi spettacoli amatoriali. Sembra che l’intenzione originaria della band fosse quella di realizzare una riproduzione del furgone, all’interno del quale avrebbero trovato posto i dischetti, idea abbandonata probabilmente per problemi di costi. All’interno della scatola è presente un secondo contenitore, dove sono alloggiati sette porta cd a libretto, ognuno dei quali comprende quattro dischetti e un libretto con foto e notizie sulle canzoni in esso contenute. In una speciale tasca del libretto sono stati inoltre inserite le riproduzioni di memorabilia relativa al periodo preso in considerazione, alcuni dei quali sono molto rari e poco diffusi tra i collezionisti. La base del cofanetto nasconde infine altre “meraviglie” collezionistiche, poster e riproduzioni cartacee e i cinque vinili a 45 giri, materiale che sarà disponibile soltanto all’interno di questa edizione deluxe.

La lavorazione intorno a “The Early Years 1965-1972” ha visto impegnato negli ultimi anni Nick Mason, batterista dei Pink Floyd ma anche storico e archivista della band. Sono state così recuperate tutte le canzoni d’archivio ancora inedite, alcune preziose demo sconosciute, diverse importanti registrazioni live per un totale di sette ore di materiale inedito. Sono però i video il piatto forte di questo straordinario viaggio tra gli archivi segreti dei Pink Floyd. Nonostante diversi filmati fossero già noti ai più, grazie alla conversione digitale degli archivi delle tv di tutto il mondo (le avevano riproposte in passato attraverso le proprie pagine web), il lavoro di pulizia delle immagini e del suono è stato fondamentale. Ha colpito la qualità dei video anticipati oggi dalla Warner in una esclusiva proiezione in formato blu-ray, come ad esempio quello di “Jugband Blues” (1967), restaurato di recente, il promo di “It Would Be So Nice” girato al Piper Club di Roma nel maggio 1968, il video promozionale di “Point Me At The Sky” (1968), il concerto a St. Tropez dell’8 agosto 1970 raccolto dalla tv francese e lo speciale tv realizzato dalla tv americana KQED a San Francisco il 28 aprile 1970.

Impossibile scegliere tra le tantissime le canzoni inedite: ci sono le sei canzoni realizzate come provini nel 1965 e pubblicate di recente su un ricercatissimo doppio 45 giri, le tanto attese “Vegetable Man”, “Scream Thy Last Scream”, “In The Beechwoods”, la lunga improvvisazione di gruppo “John Latham” destinata ad un cortometraggio del 1967, le due sorprese “Song 1” e “Song 2” registrate negli USA il 22 agosto 1968, la colonna sonora del film “The Committee” del 1968, alcune outtakes dei film “More” e delle canzoni proposte al regista Michelangelo Antonioni per la colonna sonora del clamoroso flop cinematografico “Zabriskie Point”, la versione in studio di “Atom Heart Mother” senza orchestra e l’interessante “Nothing 14”, una delle prime versioni in studio della classica “Echoes”. Da non dimenticare tutte le registrazioni realizzate dai Pink Floyd per la radio inglese BBC tra il 1967 e il 1971, un concerto a Stoccolma con Syd Barrett del 1967 e le due esibizioni ad Amsterdam per la radio locale dell’estate 1969.

Facile ipotizzare un nuovo successo per i  Pink Floyd. L’interesse intorno a questo box è alto e la tiratura nel nostro paese è stata annunciata in tremila copie. Il costo del box è attorno e trai 450 e 500€, ma è prevista anche un’edizione in due CD, “The Early Years 1967-72 Cre/ation”, che condensa al meglio le canzoni più  significative. Ventisette le tracce audio disponibili ad un prezzo abbordabile (19,90 euro), una selezione ragionata che spazia le  numerose inedite come le due registrazioni dal vivo effettuate per la  BBC il 12 maggio 1969 (“Grantchester Meadows”, “Cymbaline”, “Green Is The  Colour” e “Careful With That Axe Eugene”), alcune canzoni di prova per la colonna sonora di Zabriskie Point (“On The Highway”, “Auto Scene Version 2”, “The Riot Scene”, “Looking At Map”, “Take Off”, “Embryo” registrata per la BBC il 16 luglio 1970 e la bellissima “Nothing Part 14” (futura “Echoes”) del 1971. 

Shine On!

NICK MASON: NUOVA INTERVISTA SUL BOX “EARLY YEARS 1965-1972”

Interessantissima intervista con un Nick Mason in grande spolvero umoristico. Tutto da leggere!

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NICK MASON – ‘PINK FLOYD THE EARLY YEARS 1965 – 1972’

traduzione by Cymbaline – Pink Floyd Fan Club

L’elefantiaco nuovo box dei Pink Floyd non è solo un esercizio di nostalgia — è attrezzatura ginnica, secondo Nick Mason. “È un test di fitness” sogghigna il 72enne batterista dei Pink Floyd durante un’intervista esclusiva a Londra con Postmedia Network (Canada). “Se lo porti di qua e di là e su e giù, ti accorgi che ti fa un sacco di bene. È un allenatore cardiovascolare in scatola… è salutare, davvero. Come il muesli, ma più grande.” Scherza, ma solo in parte. Pesante circa 10 chili e grande quanto un tostapane, The Early Years 1965–1972 è la più ampia ed esaustiva ristampa della carriera dei Pink Floyd. Con più di 25 ore di raro materiale audio e video distribuito in 27 CD, DVD e Blu-Ray divisi in sette volumi — arricchito da booklet multipli ed oltre 40 pezzi di memorabilia, questo box – dal prezzo di 650 dollari – è senza dubbio il massimo per un appassionato. Incisioni inedite, missaggi quadrifonici a lungo perduti, film interi, filmati del primo frontman Syd Barrett: è tutto lì dentro. Assieme ad oltre 200 performance della formazione classica dei Floyd con Mason, con il chitarrista David Gilmour, con il bassista Roger Waters e con il tastierista Richard Wright, naturalmente.
Il box arriva l’ 11 novembre e il fascinoso e divertente Mason chiacchiera di scorrazzate con vestiti sgargianti, di vita che continua anche senza Ready Steady Go e di un futuro… nel campo del condimento per insalate.

Complimenti. Non è il solito box di album rimasterizzati riempiti con un po’ di extra. Che cosa ha spinto verso questo tipo di scelta?

La cosa è partita un bel po’ di tempo fa, almeno l’idea di provare ad archiviare l’esistente — non necessariamente per avere tutto o arrivare a possedere tutto, ma solo per sapere che cosa ci fosse in giro. Ebbi un’utilissima discussione con quelli della Apple. Questo avvenne qualche anno fa. Stavano lavorando a quello che sarebbe diventato (The Beatles’) Eight Days a Week, il film che è appena uscito. È un’operazione tipo ‘Se metti insieme tutto, puoi decidere che cosa farci’. È più facile scoprire che cosa c’è e poi decidere che cosa fare, piuttosto che decidere il da farsi per poi cercare le cose da metterci dentro.

Saprai che di recente Roger ha affermato che lui non può “prendere sul serio questa roba” perché voi “eravate soltanto dei giovanotti che stavano insieme per diventare ricchi e fare sesso.”

(ride) Bè, Roger riesce sempre a fare di tutto per disfare il mio buon lavoro. Ma devo dire che se guardo al materiale penso che sia assolutamente buono. Qualcuno mi ha chiesto quale sia stata la mia reazione nel vedere questa roba. In parte di nostalgia, ma anche un enorme imbarazzo. Noi che scorrazziamo nei nostri vestiti sgargianti… è alquanto bizzarro, adesso che siamo piuttosto vecchi del settore. Ma era divertente e penso che sia bello celebrare tutto questo.

La qualità del lavoro è alta?

In verità è un mix. Da questo punto di vista è interessante. Ci sono cose rispetto alle quali pensi: ‘Oddio, è fatta davvero bene’ oppure ‘È ingegnosa’. E poi ci sono cose rispetto alle quali pensi: ‘O mio Dio!’ È un mix davvero strano. Credo che l’intera cosa sia interessante proprio per questo, magari non per tutti è così ma per qualcuno sì. Dal box si può capire come siamo arrivati laddove siamo arrivati, credo. Oppure come siamo passati da un periodo all’altro.

Quali sono le cose che preferisci?

(sorride) Non sono sicuro … Sono affascinato dai vestiti dell’epoca. Inoltre, è bello vedere tutta la varietà di barba e baffi che portavo.

A proposito di vestiti sgargianti: qual è quello che preferisci?

Bè, penso il cappello da cowboy (ride).

C’è un’importante rarità che vuoi mettere in luce?

Una delle cose più belle in cui mi sono imbattuto sono stati i demo originali che facemmo ai Broadhurst Gardens. Demo che facemmo per provare a partecipare a Ready Steady Go, che era un programma televisivo di quel periodo, e per partecipare al Melody Maker Beat Contest. Facemmo quelle registrazioni originali laddove invece avremmo dovuto fare delle cover. E inevitabilmente ci furono rifiutate dalla trasmissione e non vincemmo il Melody Maker Beat Contest. Ma siamo andati avanti. Questo successe 50 anni fa. Sapemmo assorbire il rifiuto. Imparammo a convivere con quel rifiuto. Non bene, naturalmente. (ride) Ma il Melody Maker Contest adesso non esiste più –che liberazione! – e così pure Ready Steady Go

Il box contiene anche la vostra esecuzione dal vivo per l’allunaggio. Qual è la storia di quella circostanza?

Bè, ovviamente fu difficilissimo portare lì tutte le attrezzature. Credo che fu un’idea della BBC. Dovevano fare la trasmissione… e la proposta fu di farne la colonna sonora. Per cui, molto semplicemente, per quello che ricordo, entrammo negli studi della BBC e accompagnammo l’allunaggio. Fu una grandissima idea, chiunque l’abbia pensata. Sicuramente non io, mi vergogno a dirlo.

Ci sono un paio di canzoni inedite con te al canto: Scream Thy Last Scream and Vegetable Man.

Guarda un po’… non sono arrivate mai nei negozi di dischi (ride). Sono due composizioni di Syd Barrett. Furono incise per A Saucerful of Secrets, durante la fase più acuta della crisi di Syd, perciò non furono mai finite. Non credo di essere mai stato destinato ad una grande carriera come cantante. Forse Syd deliberatamente dava problemi.

Perché spesso Syd dava problemi?

Ad un certo punto, non era più contento di far parte di una band. L’esempio più noto, che non fu mai registrato, è una canzone intitolata Have You Got It Yet. Il ritornello faceva: ‘Have you got it yet? No, no, no” e lui cambiava il tempo ogni volta che la suonavamo. Di conseguenza, “no one ever got it”.

C’è qualcosa che ti ha sorpreso nel box o i tuoi ricordi si sono rivelati pressoché intatti?

(sorride) Succede che vedi una cosa che te ne fa ricordare tante altre. Sicuramente ci sono state cose di cui mi sono ricordato dell’origine. Per esempio, a proposito di un filmato, non ricordo se fosse in Belgio o in Francia. Cosa stranissima, avevo dimenticato che dopo l’uscita di Syd, suonavamo ancora le stesse canzoni, ma naturalmente nella circostanza Dave dovette mimare il cantato di Syd.

C’è qualcosa che cercavi ma non hai trovato?

Niente che ricordi… (dice con cautela). No, non credo. Il problema più grande col materiale più vecchio è che c’è in giro materiale di qualità alquanto scarsa, perché per noi non era molto importante avere molti filmati nuovi. I Beatles, nonostante fossero agli inizi, avevano una buona quantità di filmati. Noi no. Il massimo che facevamo era che, ad esempio, quando andavamo in Giappone, noi stessi compravamo delle cineprese super 8 e ci filmavamo l‘un l‘altro. La qualità delle riprese era piuttosto scarsa, devo dire. E senza musica da nessuna parte, ovviamente. Vedendo quelle riprese, sembra che fossimo convinti che urlando di più la voce si imprimesse sulla pellicola. Era come se parlassimo inutilmente verso la macchina da presa.

Qualche rivelazione dopo avere scrutato tutto il materiale del box?

Che cosa è successo sulla terra? Come mai sono ancora qui 50 anni dopo? E perché non sono ritornato al college e no ho proseguito lì?

Roger ha cominciato a suonare il vecchio materiale. Siccome tu sei sempre il Pink Floyd ottimista, come interpreti questa cosa?

(sorride) È solo questione di tempo prima dell’annuncio che ritorniamo e rifacciamo tutto dall’inizio.

Non dire questo alla stampa. Invece, che cosa c’è nel futuro?

Penso che forse faremo doppi infissi e condimenti per insalata (ride). Ovviamente troveremo qualcosa da vendere. Altrimenti, Dio non voglia, dovremo suonare qualcosa.

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THE EARLY YEARS IN NUMERI
Comunque lo sezionate, il prossimo box dei Pink Floyd, The Early Years 1965–1972, è un filone d’oro per gli appassionati — se non il lode di Atom Heart Mother (scusate la battuta). Nel frattempo, i numeri. Il box contiene:
10 CD audio
9 DVD (e 8 blu-ray con lo stesso contenuto)
5 singoli in vinile
oltre 12 ore di audio
oltre 13 ore di video
131 brani audio
107 tracce video
42 tra volantini, poster, biglietti, ritagli, programmi, spartiti e altre memorabilia
17 versioni di Careful With That Axe, Eugene
14 versioni di Atom Heart Mother
13 versioni di Set the Controls for the Heart of the Sun
31 tracce audio & video con Syd Barrett
3 mix audio quadrifonici o 5.1 per Atom Heart Mother, Echoes e Pink Floyd at Pompeii
10 lingue per i sottotitoli
4 film integrali (Pink Floyd at Pompeii, The Committee, More e La Vallée)
1 imbarazzante intervista con Dick Clark
1 cameo di Frank Zappa.

Darryl Sterdan per Postmedia Network
4 novembre 2016

traduzione di Carlo Maucioni

Shine On!

PINK FLOYD: PRESENTAZIONE “THE EARLY YEARS 1965-1972” ALLA BBC RADIO 2

britain_obit_barret_542326aÈ partita Martedì 20 settembre, alle ore 22:00 (ora inglese) la campagna promozionale radiofonica di “The Early Years 1965-1972”, il super-box dei Pink Floyd in uscita il prossimo 11 novembre 2016.
Per un’ora BBC Radio 2 ha selezionato vari estratti d’archivio dalle sessions per la BBC, dal 1967 al 1971. 

Potrete riascoltare la trasmissione (fino al 20 ottobre) cliccando a questo link.

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