2019

RECENSIONI: PINK FLOYD “THE LATER YEARS 1987-2019”

A 3 anni di distanza dal mega cofanetto “The Early Years 1965-1972” arriva il secondo “box delle meraviglie” dei Pink Floyd: “The Later Years 1987-2019“. Qui approfondiamo nel dettaglio tutto il contenuto.

Definirlo cofanetto è riduttivo, questo box è proprio un monolite dalle generose dimensioni (34x34x8,5 cm.) e averlo tra le mani si resta per un attimo intimoriti, davanti a tanta bellezza, tra cui includo la copertina che personalmente ho apprezzato moltissimo. Per ascoltare e vedere tutto il contenuto ci vorrà tempo, ma intanto ci possiamo fare un’idea di tutto quello che include:

Partiamo dal nuovo Mix per “A Momentary Lapse Of Reason” disponibile sia in Cd che in Bluray. L’album, oltre ad esser stato mixato per la prima volta in Dolby Surround 5.1, vede la rivisitazione di molte partiture di batteria da parte di Nick Mason e nuove parti di tastiera di Richard Wright prese dai tour live e da alcune tracce in studio rimaste fino ad ora inedite, oltre la produzione aggiuntiva di David Gilmour e Andy Jackson, ma a mio parere David ha anche risuonato qualche parte di basso. L’album nella sua nuova veste si fa ascoltare piacevolmente (non è stato stravolto..) e se le canzoni “Round And Around” e “A New Machine pt.1&2” risultano molto simili al mix originale, con solo qualche differenza di delay nella voce, per il resto dei brani il mix è evidentemente diverso: si notano sin da subito i rullanti di Mason, diversi dal mix originale e soprattutto è stato messo in risalto in modo sconvolgente l’hammond e le tastiere di Wright, oltre alla chitarra di David che in alcuni casi è “diversa” all’interno del mix, e la voce, che come in “On The Turning Away” è una take alternativa, credo presa da un live. Ragazzi ascoltare il nuovo mix in Dolby Surround 5.1 ad un volume adeguato, o in cuffia, farà cambiare opinione a molti, se qualcuno pensa -giustamente- che un’opera deve essere lasciata così come è stata concepita, forse si ricrederà. Certo che se ad esempio un lavoro del genere venisse fatto per qualsiasi altro album, sarebbe una follia, ma a mio parere questo è l’unico che avrebbe avuto bisogno di qualche “aggiustatina”, e lo hanno fatto, alla grande! Poi in ogni caso la versione del 1987 non è fuori commercio, anzi, quindi chi ritiene che la versione originale sia migliore, è liberissimo di ascoltare quella! L’album è disponibile gratuitamente su YouTube, quindi potete farvi un’idea cliccando qui!

In Cd è presente Delicate Sound Of Thunder versione 2019, quindi anch’esso ampiamente rimaneggiato: infatti ora tutte le sette canzoni scartate dalla pubblicazione nel 1988 ora trovano spazio: nel primo cd sono state aggiunte A New Machine Part 1, Terminal Frost e A New Machine Part 2, nel secondo cd le aggiunte sono On The Run, The Great Gig In The Sky, Welcome To The Machine e One Slip. Diverse anche le durate dei brani come Sorrow che ora dura circa un minuto in più, mentre per Money c’è stato un taglio di circa due minuti nella parte “reggae” nel mezzo della canzone. E al contrario della versione in Cd ed Lp “Highlights”, qui Comfortably Numb è in versione integrale senza tagli sull’assolo. Potete ascoltare la prima parte qui e la seconda qui. In Cd è disponibile anche il live di Knebworth 1990.

Presenti anche alcune b-side dal vivo già pubblicate in passato: One Of These Days (Hanover 1994), Astronomy Domine (Miami 1994), The Dogs Of War (Atlanta 1987) e On The Turning Away (Atlanta 1987).

Queste invece le tracce audio inedite in Cd & Bluray in 5.1: queste tracce sono state registrate nelle session di The Division Bell, quindi databili al 1993 e non al ’94 come riportato su booklet.

Blues 1“: brano strumentale di matrice blues, molto ritmato, fantastico! Sembra la colonna sonora de La Carrera Panamericana! Poco dopo la metà Gilmour parte con l’assolo.. Il riff somiglia a qualche vecchio brano degli Aerosmith!

Slippery Guitar” è un lungo brano strumentale in cui si notano tutti i passaggi tipicamente “floydiani”, sembra una versione parallela di Us & Them, con l’aggiunta di un testo avrebbe potuto essere davvero un gran pezzo.

Rick’s Theme“: brano strumentale molto breve in cui Rick cerca di portare la band in nuovi mondi, tutti gli vanno dietro ed è una piccola gemma. Questo brano compare brevemente nei contenuti speciali video del cofanetto di The Endless River, davvero un brano evocativo e commovente. Peccato duri così poco..

David’s Blues” è un brano strumentale in cui David si cimenta in uno dei suoi stili preferiti, il blues appunto, tutti i grandi chitarristi vengono dal li e David non fa eccezione, qui si diverte parecchio e sembra addirittura che alla canzone avesse potuto aggiungere un testo, dai vocalizzi che fa.

Marooned Jam” non è una versione alternativa ma una prova: è parte di una sezione più lunga in cui improvvisavano sulla base, infatti il brano inizia già “sfumato” e hanno preso la sezione migliore. Non aggiunge niente alla versione del disco ma è molto piacevole.

Nervana” la avevamo già ascoltata nei contenuti speciali di The Endless River”, un chiaro “roboante” tributo ai Nirvana in una versione leggermente più “grezza”. A me sembrava perfetta da eseguire live, mi immagino Guy Pratt che si sarebbe divertito un mondo, peccato non la abbiano sviluppata!

High Hopes” (Early Version) è stata la prima canzone audio pubblicata online ed ha riscosso molto successo, complice tra l’altro una traccia vocale diversa e l’assolo fatto con la “red strat” invece che con la Lap Steel.

Tutte le tracce live e inedite sono anch’esse disponibili gratuitamente on line cliccando qui.

E’ presente anche il mix 5.1 del 2014 di The Division Bell uscito per l’edizione del 20° anniversario.


Delicate Sound Of Thunder Film – Restored & Re-mixed

Tempo fa abbiamo ritrovato 310 bobine a 35mm delle riprese che diventarono la vhs e il laser disc ufficiali di Delicate Sound of Thunder. Erano tutte fuori sincrono, non erano state fatte alla stessa velocità. Così abbiamo digitalizzato tutto e abbiamo avviato un processo lungo ben 14 mesi di editing del film.Abbiamo letteralmente ricostruito tutto il video del concerto da capo, rifacendo il montaggio dai master originali. Quello che vedrete sarà dunque qualcosa di completamente nuovo. Abbiamo finalmente reso giustizia alla testimonianza di quel tour, ripulendolo completamente dalla regia e dagli effetti tipici di quei periodi di fine anni ’80”. Questo è quello che ha detto Aubrey Powell, e a vedere il film non c’è da dargli torto. E’ una cosa completamente diversa dalla vhs, ora è davvero un live dei Pink Floyd e non una specie di “video clip anni 80”. Personalmente questa versione la preferisco di gran lunga a quella precedente. Il video sembra girato ai giorni nostri, ma con un master video restaurato a 4k con punte di 6k non potrebbe essere altrimenti, e poi oltre ai brani già pubblicati ne sono stati aggiunti anche altri: Bonus Live Tracks: Yet Another Movie, Round And Around, A New Machine Part 1 & 2 e Terminal Frost. Per la parte sonora, un Dts Master audio 5.1 strepitoso, fa ventre giù i muri di casa! Unica pecca l’assenza di “Welcome to the Machine”, che in quel tour era eseguita alla grande.


Pulse Film 2019 Restored & Re-Edited

Il film di Pulse è stato per la prima volta pubblicato su blu-ray, cosa abbastanza paradossale visto la spettacolarità di questo tour, ma il passaggio all’alta definizione per questo live è stato abbastanza doloroso, a partire dalle telecamere usate per registrarlo al formato video originale in 4:3, che infatti è stato mantenuto. Lo spettacolo infatti, è stato registrato originalmente come un concerto per le Tv, quindi le telecamere usate all’epoca, oltre al formato 4:3 non erano certo a livello delle pellicole cinematografiche, come ad esempio quelle usate per “Delicate Sound of Thunder”. Ad ogni modo l’audio è stato aggiornato alla codifica Dts Master Audio 5.1, senza miglioramenti degni di nota dal Dvd, mentre la parte video è stata di nuovo restaurata e rieditata, ora l’immagine è più nitida e fluida, non un upgrade da far gridare al miracolo ma la differenza con il vecchio Dvd c’è e si nota parecchio sopratutto con grandi schermi, anche se nelle sezioni molto “scure” il nero è parecchio sgranato. Per questa edizione nessuna aggiunta, tracklist e durata dei brani identica al Dvd, quindi i tagli ad esempio su Sorrow e Comfortably Numb sono rimasti, ma la differenza sostanziale è nelle molte inquadrature alternative, quindi diverse rispetto alla versione precedente, il tutto (come per Delicate Sound of Thunder) è più incentrato su David, Rick e Nick. Peccato non sia stato reinserito anche il mini documentario presente su Dvd “Say Goodbye to Life As We Know It”.


Venice Concert 1989

Il concerto storico di Venezia, nonostante tutto il “rumore” che ha fatto non è mai uscito ufficialmente ma circolato sotto forma di bootleg da sempre. Questo filmato non è stato ricostruito dalle bobine originali come per Delicate Sound of Thunder, ma è stato fatto un lavoro minuzioso di editing sul video già esistente, senza tagli di errori o ritocchi. Nonostante questo la qualità video non si discosta troppo da una buona versione bootleg, ma ora il tutto è molto più “fluido” e i colori più “intensi”. Per la parte audio è stato fatto lo stesso lavoro di remix e ripulitura però niente Dolby Surround ma uno Stereo Pcm 48/24.


Knebworth Concert 1990

L’annuncio del cofanetto è stato accompagnato dal video di Wish You Were Here proprio a knebworth e anche qui il restauro è totale. La parte audio è provvista addirittura della codifica Dts Master audio in 5.1, e si sente da paura! La parte video è stata anch’essa restaurata a dovere, già la qualità era molto buona e ora anche senza la pellicola originale, i tecnici hanno fatto un ottimo lavoro. Il formato è rimasto l’originale in 4:3 e la performance (integrale, con un solo piccolo taglio sull’assolo su Comfortably Numb) si differenzia dalle altre perché al set presero parte due ospiti d’eccezione: la celebre sassofonista olandese Candy Dulfer, che diede il suo contributo nelle esecuzioni di Shine on You Crazy Diamond e Money, mentre la vocalist Clare Torry fu protagonista in The Great Gig in the Sky, della quale era stata l’interprete nella versione originale in studio.


I Video Musicali sono stati anch’essi sottoposti a un restauro integrale e non hanno niente a che vedere con le immagini che ci ricordiamo, alcuni sembrano stati girati ieri: Learning To Fly, Marooned, Take It Back, High Hopes, Louder Than Words e una “versione alternativa” di Learning To Fly con immagini diverse. I video si possono vedere gratuitamente du YouTube a questo link. Sono stati interamente restaurati anche i Concert Screen Films del 1987 e 1994, alcuni già pubblicati nel dvd di Pulse ma qui hanno una subito una “ricostruzione” totale. Formato video 4:3.


Tour Rehearsal 1994:

Video fino ad ora inediti dalle prove del tour di The Division Bell: A Great Day for Freedom, perfetta, in due versioni, finita la prima David chiede se possono riprovarla ancora una volta.. e una bellissima versione di Lost for Word. Dalle prove si riescono a vedere anche i rarissimi filmati proiettati durante queste canzoni. I Floyd sono all’apice, gli viene tutto naturale, peccato ci siano solo 3 brani dalle prove..


Wish You Were Here with Billy Corgan

Video filmato per l’ingresso dei Pink Floyd nella Rock & Roll Hall Of Fame già presente nel Dvd di Pulse. Billy Corgan degli Smashing Pumpkins prima introduce con un discorso i Pink Floyd, poi suona con loro Wish You Were Here.


Arnold Layne (Live at Syd Barrett Tribute 2007)

Uno dei video più importanti del box: praticamente l’ultima performance live a nome Pink Floyd: molti pensano che con il Live8 la storia live dei Pink Floyd si era conclusa, in realtà per quella con Roger Waters è così. Ma ci sono state altre due apparizioni di David, Nick e Rick sullo stesso palco: una è stata il 31 Maggio 2006 alla Royal Albert Hall per il tour solista di David Gilmour, che insieme a Nick e Rick suonarono Wish You Were Here e Comfortably Numb, l’altra è appunto questa esibizione al Barbican di Londra dove in onore di Syd Barrett suonarono Arnold Layne insieme ad Andy Bell (ex membro degli Oasis) e Jon Carin. Oltre al piacere di vedere finalmente questo live, è una testimonianza storica non indifferente. E che bello vederli suonare di nuovo tutti e tre insieme, si cercano con gli sguardi e ridono, e negli ultimi secondi del video c’è tutto il legame che legava Rick e David, appena finito, una pacca sulla spalla, mentre Nick era già andato via..

Andy Jackson ha detto: “La scelta di includere la versione inedita live di Arnold Layne, registrata al Barbican di Londra il 10 maggio 2007 è stata praticamente ovvia. Fu l’ultima volta che i Pink Floyd hanno suonato insieme come gruppo a tre. È una chiosa perfetta, essendo quello il primo singolo dei Floyd; l’inizio e la fine contenuti in una sola canzone. Dunque, ha un significato romantico.

Oltre al video dell’esibizione è presente anche un video di circa 4 minuti delle Rehearsal girato nei camerini prima del concerto: bellissimo vedere David che canta senza microfono con la chitarra collegata ad un piccolissimo amplificazione e Nick che tiene il tempo con le bacchette prima sul divano e poi su una poltrona: ai grandi, a quelli che con uno sguardo si capiscono al volo, non serve altro.


A Momentary Lapse of Reason cover shoot

Video della preparazione per lo shooting sulla spiaggia della copertina di A Momentary Lapse of reason, presente tra i contenuti bonus anche una piccola intervista a David Gilmour e Storm Thorgerson.


The Division Bell heads album cover photography

Immagini fotografiche dal set per la copertina di The Division Bell, dalle prime bozze disegnate alla realizzazione della copertina finale.


Pulse TV ad 1995

Pubblicità per il doppio Cd e Vinile, anch’esso già pubblicato nel Dvd di Pulse.


The Division Bell Airships 1994

Video dei preparativi dell’immenso “Zeppelin” per pubblicizzare la tournèe in Nord America del 1994.


Behind The Scenes – The Division Bell Tour

Interviste con i tecnici del Division Bell Tour del 1994 Marc Brickman e Mark Fisher.


The Endless River – Launch Event 2014

Bellissime immagini del lancio di The Endless River in un evento privato alla Porchester Hall a West London, che dire, avrei voluto essere invitato!


The Endless River – Film

Film commissionato ad Ian Emes qualche anno fa rimasto fino ad ora inedito, si compone sia da parti “filmate” che da parti con immagini astratte, natura e spazio, che si incastrano alla perfezione con la musica. Personalmente mi capita spesso di ascoltarlo e se devo mettere questo disco invece che fare “play” sul bluray del 2014 con alla tv lo sfondo nero e la scritta del pezzo riprodotto, questo filmato è molto più interessante ed evocativo. Da vedere. Naturalmente non aggiunge niente al disco, a chi non è piaciuto alla sua uscita, non cambierà idea, ma fa ancora una volta capire quanto la musica dei Pink Floyd si adatti alle immagini.


The Endless River EPK 2014

E’ l’epk di circa 10 minuti uscito su YouTube nel 2014 ad accompagnare The Endless River che non era stato inserito nel cofanetto originale. Registrato a bordo dell’Astoria con David Gilmour e Nick Mason che parlano del progetto.


All’interno del box troviamo anche 2 vinili in 7″ con all’interno Arnold Layne dal Syd Barrett Tribute del 2007 e Lost For Words dalle prove alla Earl’s Court nel tour di Pulse. Entrambi i vinili hanno una speciale immagine stampata nel lato B.

Completa l’opera un libro di 60 pagine con moltissime foto inedite, repliche dei tour program e molte altre memorabilia.


Si può essere obiettivamente scettici nell’acquistare questo cofanetto, inutile dire che per i non appassionati del periodo storico in questione, visto il prezzo molto alto, è lecito lasciarlo sugli scaffali, ma per i collezionisti, gli amanti delle canzoni uscite in quel periodo e tutti quelli che hanno scoperto i Pink Floyd grazie a questi album e relativi tour, qui dentro troveranno pane per i loro denti, e sarà un ritorno al passato con la mente! Purtroppo ci sono molte cose lasciate fuori (ne abbiamo parlato in questo articolo) e di inediti in sé ce ne sono pochini rispetto a quanto esiste davvero, ma come box set è davvero spettacolare, sono sicuro che chi ha avuto l’occasione di averlo tra le mani, si sarà sentito molto fortunato.. anche se viste le dimensioni sarà faticoso trovagli uno spazio! Per ora non è previsto che il box venga fatto uscire in pezzi “separati”, quindi il materiale all’interno del cofanetto resta esclusivo, a parte naturalmente il materiale pubblicato ufficialmente tramite YouTube. Naturalmente se avremo news in merito lo saprete immediatamente! Non è esclusa nemmeno una uscita cinematografica in Italia di Delicate Sound Of Thunder.. Infine vorrei fare un appunto sulle musiche dei menu dei Blu-ray: ci si farebbe tranquillamente un disco “ambient” capolavoro!

Ora, dopo l’uscita di queste due raccolte di materiale inedito sui primi anni dei Pink Floyd e gli ultimi “ruggiti” dopo l’abbandono di Waters, è legittimo aspettarsi un altro cofanetto: non sappiamo se la casa discografica ritenga opportuno considerare le edizioni “Immersion” come parte di questo progetto, ma la “Pink Floyd Records” è stata creata dopo l’uscita di questi box su “The Dark Side of the Moon”, “Wish You Were Here” e The Wall”. Di materiale ce ne sarebbe molto altro e sinceramente tutti i fan dei Pink Floyd si aspettano che fra qualche anno Roger Waters, David Gilmour e Nick Mason mettano da parte i dissapori personali e regalino ai fan quel cofanetto che personalmente chiamerei.. “Pink Floyd: The Golden Years“.

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DAVID GILMOUR RACCONTA “A MOMENTARY LAPSE OF REASON” – ANTEPRIMA DI “SORROW” DAL NUOVO MIX 2019

Continuano i video anteprima del box “Pink Floyd – The Later Years 1987-2019“, questa volta parla David Gilmour e ci racconta di come iniziò il “nuovo corso” dei Pink Floyd dopo l’uscita di Roger Waters e la nascita di “A Momentary Lapse Of Reason”.

Sapevamo che Roger se ne stava per andare. Era infelice. E anche noi lo eravamo. Io volevo continuare, Nick era propenso. In estate incontrai Rick in vacanza in Grecia, e gli chiesi di rientrare. Era favorevole. Ci trovammo sull’Astoria nell’86. Coinvolsi Bob Ezrin che aveva fatto il Walworth nel ’79 e aveva lavorato ad alcune supervisioni con me. Avevo imparato molto da Bob; è molto valido. Lavorammo sui miei brani. A Natale avevano preso forma, progredivano. Un sera ebbi l’ispirazione, nacque Sorrow. Ne scrissi 5 versi di getto, dal nulla. Scrissi prima le parole, poi feci una demo sull’Astoria. Fu un punto di non ritorno: eravamo sulla strada giusta, funzionava! La casa discografica voleva un buon album. Certo: le cose erano diverse senza Roger, ma ci sentivamo sollevati dalle tensioni degli ultimi 2 album, The Final Cut su tutti. Eravamo di nuovo noi, a comporre e produrre materiale insieme. C’era un senso di libertà e ottimismo nonostante la rottura di palle della causa giudiziaria in corso. Poi ci spostammo a Los Angeles in magnifici studios, con ottimi musicisti. Mentre qui era giorno, in Inghilterra era notte, e gli uffici legali erano chiusi: che sollievo! A L.A. eravamo irraggiungibili, liberi: questo aiutava il flusso positivo delle cose. Anthony Moore, mio amico paroliere, scrisse ottime liriche per l’album, tra cui ‘Learning To Fly’ e ‘On The Turning Away’. Con questa ossatura, completammo le canzoni. Nei primi anni ’80, c’erano tante nuove tecnologie: sintetizzatori ed altro, che utilizzammo pesantemente. Ripensandoci, ad album finito, il dubbio fu che non sembrasse ‘senza tempo’, essendo stato privato degli strumenti tradizionali come l’organo o il piano. In quest’ottica, ho voluto remixare il disco e lavorarci di nuovo. Abbiamo anche ritrovato parti di Rick all’Hammond mai utilizzate; ne è scaturita un’altra atmosfera, un nuovo feeling. Adesso ha un tocco più raffinato, ‘senza tempo’, meno legato all’epoca.

Traduzione a cura di Cymbaline – Pink Floyd Magazine


Qui invece possiamo ascoltare “Sorrow” dal nuovo mix 2019:


Pubblicata anche un’altra anteprima da “Delicate Sound Of Thunder“:

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PINK FLOYD: “THE LATER YEARS 1987 – 2019” – SPECIALE “UNCUT MAGAZINE”

Mentre i Pink Floyd si preparano per l’uscita del box “The Later Years”, il nuovo numero di Uncut Magazine presenta un nuovo sguardo sull’era post-Roger Waters dei Pink Floyd, con contributi dei componenti della band e di alcuni collaboratori. Nell’articolo, Tom Pinnock parla con David Gilmour, Nick Mason, il direttore creativo Aubrey Powell e l’ingegnere di lunga data Andy Jackson, a proposito della (ri)formazione della band dopo la dipartita di Waters nel dicembre 1985.

Traduzione a cura di Cymbaline – Pink Floyd Magazine

David Gilmour: “Nel 1984, Roger aveva ovviamente deciso che ne aveva abbastanzama non avevo ancora deciso fosse abbastanza per me. Quindi immagino di aver pensato: “Sì, riprenderemo a fare i Floyd”.”

Nel dicembre 1985, Waters annunciò il suo abbandono, ma Gilmour desiderava incidere un nuovo album. La disputa legale si intensificò per tutto il 1986, fino a quando Waters portò la sua battaglia all’Alta Corte in ottobre.

Come ricorda Nick Mason:
Penso che David si stato il fautore dell’idea [di continuare]. Non è che non volessi continuare – l’ho fatto – ma non credo allora mi importasse quanto importava a David. Saremmo stati in parte in studio e in parte nell’ufficio degli avvocati – “Roger stava per portarci in tribunale?” E la risposta era, ovviamente, che non poteva, perché aveva lasciato la band e l’unica cosa chiara in tutti i nostri accordi contrattuali era che se uno o più se ne fossero andati,la band avrebbe continuato senza di loro … Ciò avrebbe dato a me e David l’autorità di proseguire.

In uno spirito di continuità, il duo aveva arruolato il produttore di The Wall Bob Ezrin e iniziò a lavorare all’Astoria all’inizio del 1986. Fu una mossa rischiosa, per ragioni ben più che legate ad aspetti legali: il tour da solista di Waters (quello di Pros and Cons del 1984, ndr), grazie anche all’esecuzione del repertorio storico dei Floyd, era andato molto meglio degli spettacoli del tour di About Face di Gilmour (dello stesso anno, ndr).

L’intera faccenda fu un po’ una scommessa“, afferma Aubrey Powell. “Era naturalmente scoraggiante avere la responsabilità di portare avanti i Pink Floyd. Penso che anche finanziariamente sia stato un periodo ansioso … ma David è una persona molto ottimista.

David era molto determinato a non sentirsi dire che non ce l’avrebbe fatta“, spiega Andy Jackson. “Aveva il desiderio di continuare come una band, quindi ha dovuto farlo funzionare per forza per non dare addito a Roger di dire che non esistevano Floyd senza di lui.

Stavamo cercando di creare qualcosa che suonasse molto moderno per i tempi“, continua Jackson, “il che significa ovviamente che col passare del tempo (il disco, ndr) è finito per sembrare datato.

Come Bob Ezrin era incline a fare, all’inizio dell’album è arrivato con una pila di CD e ha detto:
Questo è ciò che sta accadendo ora“. Nell’86, il digitale era ormai in prima linea. “Brothers In Arms” dei Dire Straits era appena uscito e aveva un suono molto particolare, e quello era un “bar” a cui Bob ha detto che dovevamo mirare.”

Ci abbiamo in qualche modo messo tutto dentro il disco“, dice Mason. “C’era un senso di trepidazione su come sarebbe stato senza Roger, quindi abbiamo leggermente esagerato con il mettere carne sul fuoco in termini di musicisti. Alcuni brani sono sovraprodotti in eccesso, hanno dentro troppa roba …

Pensavo che non suonasse davvero come un disco dei Pink Floyd“, dice il bassista Guy Pratt, che si unì alla band nel 1987 per il loro tour dal vivo, “ma è stato un ottimo disco. È frutto del suo tempo: i Floyd erano adatti alla magniloquenza degli anni ’80“.

Aubrey Powell: “quando  nel 1975 valutavamo varie idee per la cover di Wish You Were Here mi ritrovai in Islanda per fare delle fotografie e mi venne l’idea di due uomini che osservano una mappa. La fotografai in bianco e nero, e aveva davvero una grande atmosfera. Non l’ha mai vista nessuno, perché l’idea dei due uomini che si stringono la mano, con uno dei due che va a fuoco, era così forte che la mia foto venne subito messa da parte. Circa 18 mesi fa pensai: “Mi piaceva quell’immagine, ma non l’ho mai usata” Ed era incredibile, pensai. Classico stile Hipgnosis. E così adesso è sulla front cover dell’album con gli highlights di Later Years. Riassume tutto: due uomini che osservano una mappa e si chiedono come proseguire. È esattamente ciò che accadde a Nick e David dopo la separazione da Roger

Andy Jackson: “Sorrow era un ibrido strano – la batteria altro non era che pad elettronici, per cui aveva qualcosa di ‘macchina’. Abbiamo cambiato i suoni per renderli più organici, ma a David piacevano i pad.Ci abbiamo inserito parti di Rick e abbiamo cambiato il basso, per cui è qualcosa di diverso rispetto all’originale“.

“Per The Later Years la scelta di includere la versione inedita live di Arnold Layne, registrata al Barbican di Londra il 10 maggio 2007 è stata praticamente ovvia.Fu l’ultima volta che i Pink Floyd hanno suonato insieme come gruppo a tre. È una chiosa perfetta, essendo quello il primo singolo dei Floyd; l’inizio e la fine contenuti in una sola canzone. Dunque, ha un significato romantico.”

Aubrey Powell: “Tempo fa abbiamo ritrovato 310 bobine a 35mm delle riprese che diventarono la vhs e il laser disc ufficiali di Delicate Sound of Thunder.Erano tutte fuori sincrono, non erano state fatte alla stessa velocità. Così abbiamo digitalizzato tutto e abbiamo avviato un processo lungo ben 14 mesi di editing del film.Abbiamo letteralmente ricostruito tutto il video del concerto da capo, rifacendo il montaggio dai master originali. Quello che vedrete sarà dunque qualcosa di completamente nuovo. Abbiamo finalmente reso giustizia alla testimonianza di quel tour, ripulendolo completamente dalla regia e dagli effetti tipici di quei periodi di fine anni ’80

Dall’articolo di Uncut sono uscite fuori anche queste rivelazioni:

Gilmour, nel mixare il nuovo “Lapse of Reason” ha definito l’album un bell’album ma ammette che uno o duo brani, dovesse inciderlo oggi, non le avrebbe più inserite e voleva per “On The Turning Away”parole particolarmente forti, con l’accenno alla necessità di protestare e vigilare contro le ingiustizie personali, politiche e sociali. Pochi mesi fa, nel guardare “il nuovo” restauro e rifacimento del video di “Delicate Sound Of Thunder” era particolarmente rilassato e divertito nel rivedere “i tempi d’oro” all’apice delle loro performance.  Per “The Division Bell” i 3 Floyd con Pratt, si ritrovarono all’Astoria nel Gennaio del 1993. Ne uscirono 60/70 demo suddivisi secondo il “metodo Ezrin”: divisi in 3 categorie (A, B, C – Acoustic, Blues, Cosmic). Il titolo originale di “Marooned” era “Cosmic 13” e le idee per i brani di “The Division Bell”, ovvero quegli spezzoni suddivisi in categorie, venivano successivamente “incollati” fra loro in più pezzi chiamati “clusters”. Da lì il titolo di “Cluster 1”. Per “Sorrow”, nel nuovo mix 2019, presenterà ancora la batteria suonata sui pad: una scelta precisa di Gilmour che su quel brano ama quel suono di pads elettronici. La “Marooned Jam” non è una demo o una versione alternativa: è un’improvvisazione vera e propria, senza pretesa di diventare un brano, che inaspettatamente poi si è trasformata in “Marooned”. Nick Mason non è d’accoro con Waters nel dire che tutta la produzione post-1983 è da buttare: anzi, è convinto che vi siano alcuni episodi dello stesso livello di bellezza dei gloriosi brani storici della band. Secondo Anthony Moore, riferendosi alla ripresa delle attività Floydiane nel 1986, il contatto iniziale avvenne per chiacchierare dei suoni e della produzione, più che dei testi. Gilmour venne probabilmente a conoscenza di Moore poichè “probabilmente fu portato alla sua attenzione che c’era un folle girovago che si occupava di film underground, colonne sonore e lavoro sperimentale con i Revox” (dichiarazione di Moore stesso).

Traduzione a cura di Cymbaline – Pink Floyd Magazine

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PINK FLOYD: “ONE SLIP” IN ANTEPRIMA DAL NUOVO REMIX 2019

Nell’attesa dell’uscita del cofanetto ‘The Later Years 1987-2019’ è stato rilasciato in anteprima l’audio di “One Slip“, tratto dal nuovo remix 2019 di “A Momentary Lapse Of Reason”: chiamarlo “remix” è riduttivo perché l’album, oltre ad esser stato mixato per la prima volta in Dolby Surround 5.1, vede la rivisitazione di alcune parti di batteria da parte di Nick Mason e nuove parti di tastiera di Richard Wright, presumubilemte prese dal tour live, oltre la produzione aggiuntiva di David Gilmour e Andy Jackson. In questo specifico brano le parti di batteria originali erano state registrate da Jim Keltner (come anche su “Yet Another Movie” e “On the Turning Away”), ora sono state ri-registrate da Nick Mason, per le tastiere di Rick invece dovremo aspettare il booklet del box set per leggere se effettivamente sono prese dal tour live.

Colgo l’occasione per informare i lettori di un paio di cose:

* il cofanetto è annunciato per il 29 Novembre 2019, ma in Italia, Amazon ha dato come uscita la data del 13 Dicembre, non si sa il motivo di questo slittamento, che per l’appunto sembrerebbe esserci solo in Italia.

* sul profilo ufficiale YouTube dei Pink Floyd sono state pubblicate tutte le 4 canzoni tratte dal Live 8: Comfortably Numb era già stata pubblicata tempo fa, ma ora nella descrizione delle ultime 3 clip pubblicate (Breathe, Money e Wish You Were Here) c’è il “rimando” a “The Later Years”, ma in tutti i siti compreso quello ufficiale, in scaletta non è presente: siccome molti fan si aspettavano la presenza della storica performance all’interno del cofanetto, non è dato sapere se magari ci sia stato un ripensamento dell’ultimo momento e siano riusciti ad inserirlo, ma al momento ufficialmente il Live 8 non è presente nel cofanetto. Se così fosse, è stata un’enorme occasione persa per goderci l’ultimo concerto dei Pink Floyd in Hd.

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ROGER WATERS: “US + THEM” – IL FILM AL CINEMA IN ITALIA

Presentato fuori concorso alla 76a Mostra di Arte Cinematografica di Venezia lo scorso 6 settembre e prodotto da Clare Spencer e Roger Waters, il film ROGER WATERS – US + THEM documenta il tour che cominciò il 26 maggio 2017 a Kansas City, nel Missouri, e ha poi toccato Stati Uniti, Canada, Nuova Zelanda, Australia, Europa dell’Ovest e dell’Est nonché Russia e America Latina, per concludersi il 9 dicembre 2018 a Monterrey, in Messico, dopo un totale di 156 concerti in 20 mesi davanti a un pubblico di 2,3 milioni di spettatori in tutto il mondo.

Ma facciamo un breve flashback su quello straordinario spettacolo.
Il 16 ottobre 2016 a Palm Springs Roger Waters chiuse con grande successo i concerti del Festival di Desert Trip che, nell’arco di due fine settimana, videro la partecipazione di artisti quali i Rolling Stones, Bob Dylan, Neil Young, Paul McCartney e gli Who. La settimana successiva Waters annunciò che sarebbe tornato in Nord America nel 2017, affermando: “Porteremo in tour un nuovo spettacolo, il cui contenuto resta “top secret”. Sarà una commistione di materiale raccolto durante la mia lunga carriera, brani scelti dagli anni con i Pink Floyd e alcuni brani nuovi. Ci sarà un tema generale a fare da fil rouge e vi prometto che lo spettacolo sarà fantastico, spettacolare come tutti i miei concerti“. Questo tour sarebbe diventato US + THEM.
Le leggendarie esibizioni dal vivo di Roger Waters sono rinomate per essere esperienze sensoriali coinvolgenti, con una produzione audiovisiva all’avanguardia e un suono quadrifonico straordinario. Il suo nuovo tour non avrebbe fatto eccezione. Dopo mesi di meticolosa pianificazione, ricerca e sviluppo, lo spettacolo è arrivato a superare tutto quanto raggiunto in precedenza, coinvolgendo le folle, creando un’esperienza audiovisiva potente e diffondendo un messaggio improntato su diritti umani, libertà e amore.
La produzione su larga scala prevedeva un palcoscenico largo 26,6 metri e uno schermo LED di 28,5 metri di larghezza e 12 metri di altezza. All’inizio del secondo tempo, tra sirene e luci lampeggianti, la sala veniva divisa al centro da una gigantesca rete metallica fatta calare dal tetto, mentre dalla stessa si alzavano grandi camini alti 5 metri. Contemporaneamente, apparivano 16 schermi in movimento, rivelando un’enorme riproduzione della famosa Centrale Elettrica di Battersea, edificio reso iconico dalla copertina di “Animals”, album dei Pink Floyd del 1977, progettata da Roger Waters. L’emozione continua dello spettacolo era poi assicurata da una piramide laser con prisma dai colori dell’arcobaleno che si materializzava durante “Brain Damage” ed “Eclipse”, i brani di chiusura concerto, mentre i laser tagliavano il “cielo notturno” della sala.

I dati tecnici relativi alla produzione del concerto:
● Palco – 26,6 metri (87’) di larghezza x 10,4 metri (34’) di profondità
● Schermo LED – 28,5 metri (94’) di larghezza x 12 metri (40’) di altezza
● 16 x Schermi avvolgibili sopra il pubblico
o Ogni schermo: 5,6 metri (18’6”) di larghezza x fino a un’altezza massima di 11 metri (36’)
o Dimensioni dello schermo totale quando era utilizzato ogni singolo schermo: 46,4 metri (152’) di larghezza x 11 metri (36’) di altezza per ogni lato (lo schermo era sui due lati!)
o Gli schermi sembravano fluttuare sopra il pubblico e potevano essere completamente nascosti quando non in uso
● 4 x camini della Battersea fatti su misura x 4,8 metri (16’) di altezza sopra il pubblico, assieme agli schermi avvolgibili per creare la proiezione della Centrale Elettrica di Battersea fluttuante sopra al pubblico
● Maiale gonfiabile ad aria fredda – lungo 2.750 mm (9’), alto 1.380 mm (4’ 6”) e largo 1.050 mm (3’)
● Nave spaziale a forma di maiale, gonfiata ad elio – 6.100 mm (20’) di lunghezza x 3.300 mm (11’) di altezza x 2.600 mm (8’6”) di larghezza
● Nave spaziale Orb cromata e gonfiata ad elio con telecamera a bordo – 3.050 mm (10’) di diametro
● 28 x laser RGB per creare l’effetto prisma
● 20 x lancia-coriandoli
● 20 x proiettori laser 30K per gli schermi avvolgibili e la proiezione dei camini
● Sistema audio compreso surround sound – 128 casse acustiche
● Sistema luci – 141 apparecchi di illuminazione
● 30 camion di attrezzature per la produzione
● Durata montaggio – 10 ore
● Durata smontaggio – 2,5 ore

Fonte: cymbalinepinkfloydfanclub

Distribuito da Nexo Digital, il film sarà l’occasione per tutti i fan dell’artista per darsi appuntamento al cinema solo il 7, 8 e 9 Ottobre 2019

A questo link le sale che proietteranno il film in Italia

A questo link la RECENSIONE di Movieplayer

E voi, siete andati al cinema a vederlo? Scrivete nei commenti le vostre impressioni!

Shine On!

ROGER WATERS: “THIS IS NOT A DRILL” – IL NUOVO TOUR AMERICANO – L’INTERVISTA

Us + Them di Roger Waters, arriva al cinema nelle sale italiane il 7, 8 e 9 Ottobre, e questa è stata una buona occasione per la rivista Rolling Stone di fare una chiacchierata con Roger sul suo film, Trump, il futuro, David Gilmour.. e molto altro!

Fonte: RollingStone.it

Intervista di Kory Grow

«Sono felice che il film abbia un messaggio umano e politico», dice Waters. Durante la fase di montaggio era preoccupato che fosse troppo lungo, così ha deciso di tagliare il bis, Comfortably Numb, perché gli sembrava «un corpo estraneo attaccato al finale», e di concentrarsi sulla storia della donna al centro delle visual di The Last Refugee, una canzone di “Is This the Life We Really Want?”. «Penso che il film ne tragga beneficio», dice. Quando ha visto per la prima il girato del concerto, però, era sconvolto dalle emozioni sui volti dei fan inquadrati in primo piano. «Sono orgoglioso di loro», dice. «Sono orgoglioso di chiunque riesca a commuoversi di fronte all’idea che è giusto combattere perché gli esseri umani possano agire collettivamente e migliorare la propria vita».

Credi che il messaggio del tour sia arrivato al pubblico nella forma che pensavi?
Beh, sì. È chiaro guardando il film. C’è una donna che canta la seconda strofa di Déjà Vu – non ricordo quale verso – e a un certo punto una lacrima le scende lungo la guancia. Ho pensato: “Wow. Devo aver fatto qualcosa di giusto se questi ragazzi così giovani reagiscono alla musica scritta da un 74enne”. È commovente. Qualcosa di buono l’avrò fatto.

Il film è pieno di immagini di Trump. Non ti sei stancato di vedere la sua faccia ogni sera?
Non lo guardo granché. Ma sono contento che sia nel film. Mi piace lo zoom sul suo cazzo minuscolo (parla di un fotomontaggio, nda). Penso che sia importante far vedere Trump, è un uomo chiaramente infantile e sono sicuro che abbia un cazzo minuscolo. Comunque, è stupido sprecare fiato parlando di lui. Il problema è che ora è impegnato a cospirare per distruggere gli Stati Uniti pezzo dopo pezzo.

Quell’immagine appare durante Pigs (Three Different Ones). Che cosa significava per te quella canzone negli anni ’70 e cosa significa adesso?
Beh, nel contesto del concerto sarebbe più giusto il titolo Pigs (One). C’è solo un maiale adesso, l’orrido Trump. Ma chi erano nell’originale? Non lo so. “Big man, pig man” parla di tutti gli uomini d’affari più interessati a far soldi che a sviluppare relazioni con altri esseri umani, relazioni che potrebbero dare più soddisfazioni dell’accumulo di denaro. Quel pezzo era per Steve Schwarzman e tutti gli altri. Sono tutti uguali, nel complesso.

L’ultima strofa parla di Mary Whitehouse, una signora che voleva censurare la tv inglese e non trasmettere immagini erotiche. Il suo nome mi fa comodo, perché posso dire “Hey, Whitehouse” (Casabianca, ndt) e tutti sono convinti che stia parlando di Washington. Ed è quello che sto facendo, perché a nessuno frega più niente di Mary Whitehouse. Cercò di ripulire la tv inglese e di renderla evangelica e cristiana, e l’ha fatto con metodi che non credo siano troppo sani. Poi… di cosa parla la seconda strofa?

“Bus stop, rat bag”… inizia così.
Oh, Margaret Thatcher. Come ho fatto a dimenticarmene? La mente umana è meravigliosa, ti permette di dimenticarti di Margaret Thatcher. Fantastico.

Cosa ha ispirato il momento in cui tu e la band indossate maschere da maiali e bevete vino?
C’è una lunga sezione, in Dogs, dove canto “Dragged down by the stone”, un verso che parla di uomini disposti a distruggere qualsiasi cosa nel folle tentativo di diventare Gordon Gekko. In quel momento suonano solo Joey (Waronker, batteria) e Jon Carin (tastiere). Che dovremmo fare noialtri? Stare fermi sul palco? Meglio travestirsi da maiali e farsi servire da una pecora, bere champagne ed essere disgustosi. È nata così, un’opportunità per fare un po’ di teatro. E c’è anche un po’ di partecipazione del pubblico. Io tengo in mano un cartello che dice “Pigs Rule the World” (I maiali governano il mondo, ndt), perché la gente non vuole essere governata da questi stronzi. La maggioranza riconosce che la ripartizione della ricchezza è totalmente inaccettabile, e nessuno vuole essere comandato da oligarchi. Il sistema non funziona granché se i poveri diventano più poveri e i ricchi sempre più ricchi. Dobbiamo fare qualcosa, e dobbiamo farlo il prima possibile.

Immagino sia per questo che hai usato così tante immagini da Animals, come quando la Battersea Power Station taglia in due il pubblico. Il messaggio del tour sta bene con i temi di quell’album.
Sì, è così. Quando ho immaginato la cover e sono andato a fotografare la Battersea Power Station, pensavo fosse un simbolo perfetto per una band come i Pink Floyd, perché è un luogo che genera energia, noi eravamo quattro e c’erano quattro ciminiere. Era un’immagine molto fallica e tutto il resto. Rappresentava, in un certo senso, il potere che potevamo avere come band se avessimo deciso di usarlo per qualcosa. O forse la musica non ha potere, ma non ci credo. Credo che sia una forma d’arte molto potente e che possa diventare uno strumento politico, così come una fonte d’intrattenimento per tenere buone le masse.

C’è qualcosa che non è finito nel film e che avresti voluto vedere?
Volevo fare qualcosa che parlasse degli uomini presenti agli incontri settimanali in cui Obama autorizzava gli attacchi con i droni. Gente seduta in una stanza buia che decide chi uccidere ogni settimana. È una delle cose più disgustose della politica estera americana. Beh, forse sto esagerando. Ma è spaventoso pensare a degli adulti seduti in una stanza per decidere chi uccidere – cittadini stranieri – e poi vedere morire della gente. È disgustoso oltre ogni limite. Volevo girare qualcosa che spiegasse perché, ma non abbiamo avuto tempo. Mi spiace non averlo fatto.

Che canzone avresti usato come colonna sonora?
Avrei messo il video nella seconda parte dello show. Il grosso del girato si vede durante Déjà Vu, The Last Refugee e Picture That. Forse avrei usato Dogs.

Nel film, le Lucius – le cantanti Holly Laessig e Jess Wolfe – interpretano una versione straordinaria di The Great Gig in the Sky. Hai dato loro molte indicazioni?
No, non l’ho fatto. Ne abbiamo parlato e loro si sono fatte venire un’idea. Poi l’abbiamo provata e riprovata. Come tutte le cose brillanti c’è voluto molto lavoro. Io e G.E. Smith abbiamo provato per ore con Jess e Holly, e non lo dico per togliere loro del merito. È in buona parte una loro creazione, noi abbiamo dato qualche suggerimento. Quando siamo arrivati ad Amsterdam, dove abbiamo registrato quella performance in particolare, avevano raggiunto un livello fantastico.

Ho visto molte tribute band – gli Australian Pink Floyd, i Brit Floyd e chissà quali altre – e tutte copiano Claire (Torry, la cantante originale) e la parte che ha registrato ad Abbey Road nel 1973. E va bene così, perché è una parte grandiosa, bellissima. Ma penso sia fantastico che Jess e Holly abbiano provato a interpretarla a modo loro. È anche un bel tributo a Rick (Wright), che scrisse la musica.

Un altro momento importante del film è Wish You Were Here. Che significa per te suonarla adesso?
L’ultima volta che ho cantato Wish You Were Here ero a Balsham Street, a Londra. Julian Assange era imprigionato nel carcere di Belmarsh, e sapevo che non stava bene. Nessuno sa di questa cosa perché non è stata riportata da nessun media mainstream; non un giornale o una stazione radio ha riportato che
 ho suonato in pubblico per Julian Assange. La gente mi chiede di continuo: “Perché i giornalisti non difendono Assange? Sta solo facendo il suo lavoro”. La risposta è che hanno paura di essere licenziati. Per quanto riguarda Wish You Were Here… mi è venuta in mente all’improvviso. È facile da cantare da solo con la chitarra acustica. Ne sono molto orgoglioso.

Nel film, all’inizio di Time c’è un primo piano di te mentre evochi il suono di un orologio con le corde del basso. È così che avete iniziato a scriverla? Con quel suono?
No, l’idea ci è venuta strada facendo, ci siamo detti “Ehi, usiamo il ticchettio degli orologi”. L’idea è arrivata dalla storia raccontata nella canzone. Per me è un brano molto importante. L’ho scritto quando avevo 29 anni e la parte del testo che dice “No one told you when to run / You missed the starting gun” parla proprio di quello che provavo a quell’età. Pensavo: “Vaffanculo. Sono a metà della mia vita. Mi avevano detto che mi stavo preparando per qualcosa”. A un certo punto ho capito che non avevo uno scopo. Time è una buona canzone perché descrive i sentimenti di chi, diventando adulto, si rende conto che il tempo scorre davvero veloce. È una sensazione che ti fa riflettere sulla vita, su cosa è importante e su come trarne un po’ di gioia. Ti fa pensare se sia giusto lasciare che i cani e i maiali sfruttino le nostre energie per fottere altra gente e derubarla, oppure se sia meglio accettare un fatto e cioè che se aiuti un altro essere umano la tua vita si riempirà di gioia. E agire collettivamente dà più gioia dell’egoismo. È così semplice.

Immagino che ora abbia un significato diverso per te, sono passati 50 anni da quando l’hai scritta.
Qualche ora fa ero con Sean (Evans) e parlavamo del tour della prossima estate. Gli ho detto che stavo pensando a quali canzoni suonare, e c’è questo pezzo, una demo a cui sto lavorando che si intitola Time Keeps Slipping Away. Penso a queste cose perché stiamo tutti morendo, siamo sotto l’attacco di assassini sociopatici pieni di soldi e di potere, gente che controlla i media e il sistema di propaganda, che ci mente costantemente e cerca di metterci l’uno contro l’altro così da mantenere lo status quo.

Il vero problema è che ci uccideranno tutti. Sta succedendo proprio adesso. È quel che vuole dire la ragazzina svedese, Greta Thunberg. Il tempo sta scadendo molto in fretta. Quindi diamole ancora più potere. Diamo potere ai movimenti pacifisti, a quelli ambientalisti, a chi combatte battaglie importanti e cerca di svegliare le coscienze dei morti viventi – purtroppo la maggior parte della popolazione – così che capiscano che le loro vite e le vite dei loro figli non sono minacciate, sono quasi certamente già finite.

Sono sicuro che sarai stato felice di scoprire che David Gilmour ha venduto la sua chitarra e donato i guadagni per combattere il cambiamento climatico.
Oh, che sia benedetto. Penso sia una cosa buona. Buon per lui. (Fa una pausa) Vorrei che mi lasciasse pubblicizzare il film sul sito dei Pink Floyd. Non mi è permesso. L’ha censurato, non posso usare il sito per annunciare nulla.

Quand’è l’ultima volta che avete parlato?
Abbiamo parlato a giugno. Ci siamo incontrati per discutere un grande progetto a cui avevo pensato, ma purtroppo non ne è venuto fuori nulla.

Mi spiace che sia andata così.
Lo so. Credo che tutti i fan dei Pink Floyd direbbero la stessa cosa. Tutti sperano che io e David facciamo pace, che tutto si risolva in modo splendido e commovente. Beh, non lo sarebbe per me, ho lasciato i Pink Floyd nel 1985 e l’ho fatto per una ragione. E cioè, volevo lavorare alle mie cose. Per fortuna ho avuto la possibilità di farlo. Il lavoro è di per sé una ricompensa. Sono stato felice di scoprire, nella recensione di Variety, che per qualcuno il film ha unito i puntini tra Dark Side of the Moon, Animals, Amused to Death e Is This the Life We Really Want?. È stato gratificante. Comunque, non parliamone più. Ho detto più di quanto avrei dovuto.

Prima di andare oltre ho un’altra domanda: ti ho visto suonare Set the Controls for the Heart of the Sun sul palco con Nick Mason, a New York. Cosa pensi del suo show?
I Saucerful of Secrets sono stati una sorpresa molto piacevole. Il concerto mi è piaciuto parecchio e ovviamente adoro Nick. È un vecchio amico e per fortuna ci siamo ritrovati. Ci vediamo spesso e gli voglio molto bene. Quella sera c’era un’atmosfera splendida, e non sarei potuto essere più felice di avere il permesso di tornare sul palco e cantare una delle mie canzoni con quella band. Guy Pratt è un grande cantante e chitarrista. È molto esperto perché ha lavorato per anni con Gilmour. E credo che Nick abbia suonato alla grande. Così come gli altri ragazzi, una performance splendida.

Non ti piacerebbe fare un tour più piccolo, così da suonare vecchie canzoni per chi non ha bisogno di sentire tutte le hit?
Diavolo, no. Perché dovrei? Scrivo cose nuove di continuo. Continuerò a fare quello che ho sempre fatto. Il mio lavoro è pensare: “Beh, come posso rendere il rock interessante per il cinema, per un’esperienza visiva o chissà che altro?”. Questo è quello che ho fatto per gli ultimi 50 anni, esprimere me stesso. E continuerò a farlo. Non riesco a pensare a niente di meno interessante di suonare Set the Controls in un pub.

Una volta hai dichiarato: “Il concerto-spettacolo è una forma interessante perché l’ho inventata io”. Come ci sei arrivato?
Suonando in posti enormi e pensando “Cristo, che noia”. Ricordo il periodo di Dark Side of the Moon, avevamo delle luci costruite da Arthur Max, il tecnico delle luci che avevamo rubato a Bill Graham e al Fillmore East. Ha inventato lui lo schermo circolare che usavamo in quel periodo. È allora che ho pensato: “Come facciamo a riempire questi grandi spazi?” e ho iniziato a lavorare con chi produceva roba gonfiabile, a pensare alle proiezioni, ai fuochi d’artificio e tutte quelle stronzate. (Fa una pausa) Non sono stronzate, in realtà. È tutto perfettamente ragionevole.

Far volare un aereo sul pubblico, come succedeva nel tour di The Wall, è una tecnica teatrale perfettamente accettabile. Ricordo che all’epoca, nel 1979, Bono ci criticò. Gli U2 erano una piccola band, e diceva (imita l’accento irlandese): “Oh, non sopportiamo tutte quelle esagerazioni teatrali dei Pink Floyd. Noi suoniamo solo la nostra musica, ci bastano le canzoni e bla bla bla”. Davvero? Poi per il resto della loro carriera non hanno fatto altro che copiare quel che facevo io e ancora lo fanno. Gli auguro buona fortuna, certo, ma che stronzata.

Era una critica comune all’epoca?
Mi ricordo Jagger, venne a vedere i concerti di The Wall al Colosseo di Nassau alla fine del ’79. Fece un salto nel backstage per capire come fare la stessa cosa. Qualcuno gli ha indicato l’illustratore Gerald Scarfe, che era seduto sul divano a chiacchierare con Nick Mason, e gli ha detto “è con lui che dovresti parlare”. Ma Jagger non aveva capito, pensava che il responsabile fosse Nick. Si è avvicinato e gli ha detto: “Da quanto ho capito fate voi i visual e tutto il resto”. E Nick gli ha risposto: “Beh, sì. Ho fatto tutto io nel tempo libero, quando non devo studiare la batteria”. Jagger si è seduto e gli ha parlato per un po’, ha buttato mezz’ora della sua vita. Grande Nick. Che fico. E non ho niente contro Mick. Non più. Non molto. È solo un po’ troppo vecchio per me.

Visto che stiamo parlando di concerti: che cosa hai in mente per la prossima estate?
Il piano è fare 30 o 40 concerti negli Stati Uniti durante l’anno delle elezioni presidenziali, e forse qualche data a Città del Messico. Tutte le volte che passiamo in America voglio andare in Messico, perché lì il pubblico è fantastico. Amo la gente. Faremo il Canada, gli Stati Uniti e forse tre concerti in Messico. E basta. Non posso andare in giro per il mondo, non voglio. E non suonerò più all’aperto, così devo organizzare solo un tipo di spettacolo. Sarà qualcosa di nuovo, senza esclusione di colpi.

Cosa ci sarà di diverso da Us + Them?
Sarà ancora più politico, Us + Them era sia politico che umano. Qualche ora fa, io e gli altri stavamo studiando la scaletta, ascoltavamo le canzoni da suonare. Ci siamo chiesti: come dovremmo chiamare questo tour? Non dovrei dirlo già adesso, ma non me ne frega un cazzo perché probabilmente cambierà tutto… ma immagina l’elicottero che arriva prima di Happiest Days e Brick 2 – quel suono lo conosciamo tutti – e immagina un megafono. Qualcuno l’ha già usato, lo so, ma si chiamerà: This Is Not a Drill” (Questa non è un’esercitazione, ndt). Penso sia un buon titolo per uno show. Questa non è un’esercitazione. La classe dirigente ci sta uccidendo.

Fonte: RollingStone.it

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