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DAVID GILMOUR: “LIVE AT POMPEII” AL CINEMA PER TRE GIORNI

È stato confermato che il “Live At Pompeii” di David Gilmour in Italia avrà un trattamento speciale, infatti se nel resto del mondo sarà al cinema solo un giorno, in Italia i giorni saranno ben tre: il 13, 14 e 15 Settembre.

La prevendita dei biglietti partirà l’8 Giugno su www.nexodigital.it/david-gilmour-live-at-pompeii/

Questo il comunicato ufficiale:

Il 7 e 8 luglio 2016 David Gilmour si è esibito in due concerti spettacolari nel leggendario anfiteatro di Pompei, all’ombra del Vesuvio, 45 anni dopo avervi suonato durante le registrazioni della storica esibizione Pink Floyd Live at Pompeii, ripresa da Adrien Maben.

I concerti di Gilmour sono stati le prime performance rock a svolgersi davanti a un pubblico nell’antico anfiteatro romano, che fu costruito nel I secolo a.C. e sepolto dall’eruzione del Vesuvio del 79 d.C. David Gilmour è stato quindi l’unico artista ad esibirsi davanti a un pubblico all’interno dell’arena di Pompei dai tempi dei gladiatori, quasi 2.000 anni fa.

Parlando dei concerti di Pompei David Gilmour ha commentato “Si tratta di un posto magico. Farvi ritorno e vedere il palcoscenico e l’arena è stata un’esperienza travolgente. È un luogo di fantasmi”.

Ora quelle performance straordinarie arrivano in 2000 cinema di tutto il mondo. In Italia saranno tre i giorni dedicati a David Gilmour Live At Pompeii: il 13, 14 e 15 settembre. Il film concerto includerà il meglio di entrambi gli show di quel luglio 2016, girati in 4K e Dolby Atmos dal registaGavin Elder.

Lo spettacolo include canzoni di tutta la carriera di David comprese quelle dei suoi due album più recenti: Rattle That Lock e On An Island. Sono inclusi anche altri brani solisti e classici dei Pink Floyd come Wish You Were Here,Comfortably Numb e One Of These Days, l’unica canzone eseguita anche con la band nel 1971. In entrambi i concerti Gilmour ha inserito in scaletta la speciale performance di The Great Gig In The Sky da The Dark Side Of The Moon, che raramente propone da solista.

Con il suo incredibile spettacolo audio-visivo – con un enorme ciclorama, laser, giochi pirotecnici e la performance stellare di una band straordinaria – David Gilmour Live At Pompeii mostra un artista in uno dei picchi creativi della sua carriera, in un ambiente unico, in un’occasione speciale resa straordinaria dal racconto offerto dal grande schermo.

David Gilmour Live At Pompeii è distribuito al cinema solo il 13, 14 e 15 settembre da Nexo Digital in collaborazione con i media partner Radio DEEJAY e MYmovies.it


Il formato d’immagine 4K regala al pubblico la più alta definizione oggi disponibile al cinema, con una risoluzione quattro volte superiore rispetto alle normali proiezioni digitali 2K, in cui oltre 8.6 milioni di pixel su schermo assicurano la riproduzione fedele di ogni singolo dettaglio. Il sistema audioDolby Atmos svincola per la prima volta la sala cinematografica dai limiti del tradizionale audio multicanale 5.1 o 7.1, per avvolgere lo spettatore da ogni direzione con un suono estremamente realistico e naturale, mediante il posizionamento dinamico tridimensionale di oggetti sonori virtuali, all’interno di un ambiente in cui fino a 64 diffusori distribuiti su ogni lato della sala, soffitto incluso, vengono gestiti da un processore audio in modo individuale.

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DAVID GILMOUR: A SETTEMBRE “LIVE AT POMPEII” AL CINEMA

Mercoledì 13 Settembre, tenetevi liberi! Come potete ammirare dalla locandina sarà infatti questa la data in cui l’attesissimo “Live At Pompeii” di David Gilmour sarà proiettato nei cinema di tutto il mondo! Come sappiamo sarà solo un’anteprima, infatti il video non dovrebbe essere la versione integrale, per quella dovremo aspettare qualche settimana in più, al momento si parla di un’uscita su Dvd/Blu-ray per novembre.

Il film è diretto da Gavin Elder, che ha registrato gli spettacoli in 4K e sarà presentato in Dolby Atmos.

AGGIORNAMENTO: il link riportato sul manifesto (prima versione) è sbagliato, quello giusto per comprare i biglietti è questo:

http://www.davidgilmourcinematickets.com/

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ROGER WATERS – THE WALL AL CINEMA

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Mentre David Gilmour arriva al n°1 in Italia (e non solo..) con il suo Rattle That Lock sia come dischi venduti che come download, arriva al cinema il 29 e 30 settembre ed il 1 ottobre “ROGER WATERS – THE WALL“! Chi è stato a quello show potrà rivivere l’esperienza, chi non ci è stato potrà vedere ed ascoltare cosa si è perso. Dai trailer pubblicati si può infatti vedere quale lavoro è stato fatto per far rendere al massimo quella che è stata un’esperienza audio/visiva come non ci ricapiterà mai più di assistere. In tutto il mondo verrà proiettato al cinema per un solo giorno, mentre in Italia avremo l’opportunità per tre giorni. Oltre al film, c’è “The simple facts”, una breve e a tratti esilarante conversazione fra Waters e Nick Mason. Dal sito Rockol: Seduti a un tavolino, col bassista che sovrasta non solo fisicamente il batterista, i due pescano da un mazzo di bigliettini alcune domande rivolte via Internet da fan del gruppo. Vi sentivate in competizione con Who e Led Zeppelin? “Mai mettersi in competizione con qualcuno che suona meglio di te”, dice sogghignando il bassista. Com’è nata “Comfortably numb”? Waters si prende tutto il merito e neanche cita Gilmour. E del resto, ogni volta che i due toccano l’argomento “caldo” dei rapporti interni al gruppo, se la cavano con battute o espressioni eloquenti. Hai dei rimpianti circa gli anni passati coi Pink Floyd?, recita una domanda. “Nessuno”, risponde perentoriamente Waters. Immaginate la faccia di Mason.

Per vedere le sale che hanno in programmazione il film clicca qui!

Il film non è ancora stato ufficialmente annunciato in Dvd e Blu-ray ma se tutto va come previsto dovrebbe uscire nei negozi il 23 Novembre 2015!

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Di seguito alcune clip in anteprima del film:

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ROGER WATERS: THE WALL LIVE AL CINEMA, UN NUOVO ALBUM E UN TOUR NELLE ARENE… FORSE

11351425_1605910016324411_4607881442199946612_nOltre a David Gilmour in piena azione con un nuovo disco (dal titolo Rattle That Lock) e un tour imminenti (clicca per tutte le ultime news), anche Roger Waters si sta dando molto da fare: a settembre infatti arriverà anche nelle sale italiane (ora è ufficiale) il documentario “The Wall Live” per tre giorni! Sarà al cinema il 29 e 30 settembre e il 1 ottobre, con prevendite a partire dal 19 giugno prossimo. L’elenco delle sale è già disponibile su www.nexodigital.it. A questo link la pagina MyMovies. Intanto Rockol.it ha fatto una bellissima intervista con Roger in cui spiega dettagli su “The Wall Live”, il suo prossimo lavoro solista e il tour che è in fase di progettazione. Qui le parti più interesanti: “Tutto lo show di ‘The wall’ parla di me. Delle mie posizioni circa la guerra, la politica, l’amore, la morte, la famiglia. In casi come questo più cose si rivelano, meglio è: quindi non avrei potuto fare altrimenti. Harry Shindler (il veterano novantunenne che l’aveva accompagnato a Anzio nel 2014) ha deciso di scoprire dove fosse morto mio padre: adesso io e lui siamo amici molto intimi. Mi ha detto che dovevo essere portato nel posto esatto dove mio padre fu ucciso, in modo da chiudere questa mia storia personale, e probabilmente aveva ragione. Ma chiaramente le due guerre mondiali, dove sono morti mio nonno e mio padre, continueranno a tormentarmi fino al giorno in cui morirò“. La storia, quindi. Anzi, le storie. Quella del mondo – “Che, mi spiace dirvelo, non è stato creato da Dio in sei giorni” – e la propria. E la guerra, topos immancabile nel corpus watersiano. Lui prova a eludere la questione – “E’ un trauma comune a tantissime generazioni, capisco che possa ispirare, e io probabilmente lo sono stato, ma non saprei dire quanto: dopo tutto, non è il mio lavoro indagare in merito” – ma è inevitabile che, parlando di “The wall”, si torni al punto. Anche perché sui titoli finale scorrono i volti e i nomi dei caduti di tanti tipi di guerra, dalle vittime dell’isteria dei giorni nostri come Jean Charles de Menezes ai vigili del fuoco scomparsi negli attacchi dell’11 settembre, fino a uno dei tanti militari italiani scomparsi negli attacchi di Nassiriya: “Quale sia il minimo comune denominatore di tutti i tipi di conflitto? Sono anni che me lo domando. Una volta le guerre si combattevano per il territorio, che – tradotto – significava ricchezza. Oggi mi pare che lo scopo dei conflitti sia più quello di massimizzare i bilanci dei profitti dalla vendita di armi. Che sono molto costose, e si vendono benissimo. E’ come il Monopoli. ‘La guerra è un racket condotto da gangster’: non l’ho detto io, ma Smedley Butler, uno dei soldati più decorati nell’intera storia dell’esercito degli Stati Uniti. Tutti i governi comprano armi. ‘Dobbiamo divenderci dai comunisti, dagli islamici’, ci hanno detto negli anni, ma sono solo stronzate: l’unico vero scopo è fare soldi“. Guerra come modello di business o business di guerra? Nelle scenografie del live di “The wall” dai bombardieri non cadono ordigni ma simboli: falci e martello, stelle di David, mezzelune, croci, ma anche la conchiglia della Shell e il logo della Mercedes. Il capitalismo, quindi, come nuova religione? “Certo, credo lo sia già. E anche la tecnologia. Non sono il tipo che vorrebbe andare in giro a distruggere tutti i computer, ma credo che dovremmo preoccuparci un po’ di più per i bambini, e penso sia un bene che qualcuno conduca studi neurologici specifici per capire cosa succeda a stare tutto il giorno con la testa china su uno smartphone o un tablet. Andiamo, non può fare bene. Verrebbe da dire: ‘Dai, esci a giocare un po’!’. Prima, salendo verso la mia stanza, ho visto dei ragazzini incollati ai loro telefoni. Questo, per me, significa essere ‘Amused to dead’“. Portare su grande schermo uno show così complesso e maestoso come “The wall live” non è stata una passeggiata: “Musicalmente parlando, forse l’aspetto più delicato è stato quello di restituire un buon suono, specie quello delle chitarre: c’è stato un grande lavoro di editing, perché nei cinema il suono deve essere molto compresso, condensato. Dal punto di vista scenografico, per rendere l’idea delle dimensioni dell’allestimento scenografico ci sono state molto utili le riprese fatte con gli elicotteri in Quebec e a Buenos Aires: il fatto, però, è che ogni posto è diverso, e in sede di montaggio spesso ce ne siamo accorti“. Nessun rimpianto, per qualche eventuale sequenza rimasta esclusa dal final cut? “Sì, ci sono cose che siamo stati costretti a lasciare fuori. L’assolo di chitarra di ‘Mother’, per esempio, o il mio discorso al pubblico del Quebec. Era lungo, tutto in francese: non potevamo piazzare un discorso di dieci minuti nel bel mezzo del concerto, così ne abbiamo salvato un pezzo come introduzione di ‘Mother’ – quando invito la platea ad augurarmi buona fortuna dicendo ‘Dit moi merde’. Il resto, però, è stato tutto tagliato“. Potrà rappresentare la chiusura di un ciclo, quindi, “Roger Waters: the wall”, ma di certo non segnerà la fine della carriera di quello che, fino al 1985, fu considerato l’ideologo dei Pink Floyd, perché il cantante, bassista e compositore di Great Bookham nella sua faretra di frecce ne ha ancora. Non moltissime, a quanto pare, ma abbastanza da tenere col fiato sospeso una nutrita schiera di fan: “Sto pensando a un nuovo spettacolo“, ci spiega, “Elaborando il concept, mi sono detto: ‘Wow, questo live sarebbe perfetto per le arene’. Quindi sì, non girerò più gli stadi: forse mi limiterò alle arene. Però dobbiamo ancora vedere come farlo funzionare. Non sono troppo sicuro che il mio pubblico sia pronto per qualcosa di nuovo: di fatto quando la gente viene ai miei concerti vuole le canzoni vecchie. Tuttavia sì, ho ancora un disco da fare e portare in tour. Uno soltanto“. Il canto del cigno, quindi. Lo stesso ritorno al rock di Waters dai tempi di “Amused to dead” che dovrebbe iniziare con il verso “If I had been God”? “Sì, quello. Ci sto ancora lavorando. E sì, ‘If I had been God’…“.

Sul nuovo album però c’è da dire che è ancora lontano: in questa intervista rilasciata a Repubblica.it (clicca per leggerla integralmente) dice: “Sono a metà di un nuovo album. Quando sarà pronto, fra un anno, un anno e mezzo, sì, mi piacerebbe portarlo in tour. Ai miei concerti mi diverto ancora“.

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