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DAVID GILMOUR: TOUR VIRTUALE DELLE CHITARRE ALL’ASTA

La vendita di 120 chitarre per beneficenza di David Gilmour, sta diventando un evento, se i fan siano d’accordo o meno, poco importa, ormai è fatta, quindi se non riuscirete ad andare alle mostre pre-asta a Londra entro la prossima domenica, 31 marzo, o Los Angeles tra il 7 e l’11 maggio o New York tra il 14 e 19 giugno, ecco un altro modo (virtuale..) per visitare la mostra:

PER IL TOUR VIRTUALE DELLA MOSTRA; CLICCA QUI.

Oltre al tour virtuale è stato girato anche un video con lo speaker di Radio BBC 6 Matt Everitt accompagnato da Kerry Keane (consulente di Christie’s per il reparto strumenti musicali) che passando in rassegna gli esemplari più importanti, traccia un ritratto dell’artista attraverso i suoi strumenti.

Shine On!

DAVID GILMOUR: ALL’ASTA PER BENEFICENZA 120 CHITARRE

David Gilmour ha annunciato tramite il suo sito ufficiale che questa estate, precisamente il 20 Giugno, metterà all’asta 120 chitarre dalla sua collezione personale: la cosa inaspettata e sinceramente “folle” è che si separerà non solo da strumenti “minori”, tenuti magari per strimpellare in casa o usati raramente, ma venderà praticamente tutte le chitarre che hanno fatto la sua storia e quella dei Pink Floyd. Una decisione incomprensibile ai più, chi è musicista potrà capire.. separarsi da uno strumento non è mai bello, ma farlo da quei “pezzi di legno” cresciuti insieme a te deve essere una cosa molto difficile. Escludendo lo faccia per motivi economici, rimane solo il fatto che tutti i soldi raccolti andranno in beneficenza.

Tutti gli strumenti finiranno all’asta presso la Christie’s di New York tra i quali spiccano particolarmente la Stratocaster, databile a circa il 1954 e contrassegnata dal numero di serie #0001, una Gretsch Penguin del 1958, oltre alla Black Strat, che non ha bisogno di presentazioni.. I modelli più pregiati della collezione sono stati valutati, secondo le analisi degli esperti, tra i 100mila e i 150mila dollari, mentre modelli meno prestigiosi – tra gli altri, una Stratocaster rossa dell”84 usata tra gli anni Ottanta e Novanta, una Martin D-35 del ’69 e una Gibson Les Paul del ’59 – potrebbero essere strappati anche con “soli” 30mila dollari.

Nel catalogo (disponibile a questo indirizzo), tuttavia, sono presenti anche articoli la cui basa d’asta è stata fissata a 300 dollari: l’asta si terrà il prossimo 20 giugno presso la sede di Christie’s a New York.

A marzo, partirà un tour delle chitarre: prima tappa a Londra da Christie’s in King Street: dal 27 al 31 marzo sarà esposta la collezione completa, seguita da un’altra mostra a Los Angeles dal 7 all’11 maggio, e poi ci sarà l’anteprima di vendita di New York (prima dell’asta stessa) dal 14 al 19 giugno. Durante le mostre, l’esperienza sonora sarà fornita da Sennheiser.

RollingStone ha fatto una bellissima intervista a David che potete leggere -in Inglese- a questo link.

Qui i momenti salienti:

Molte delle chitarre che verranno vendute hanno contribuito a costruire il mio suono, hanno fatto così tanto per me che credo sia giunto il momento che passino ad altre persone sperando che possano trovarvi gioia. E forse anche creare qualcosa di nuovo”.

Queste chitarre sono state molto buone con me, sono i miei amici. Mi hanno dato un sacco di musica. Penso solo che sia ora che se ne vadano e servano qualcun altro. Ho avuto il mio tempo con loro. E ovviamente i soldi che raccoglieranno faranno un’enorme quantità di bene nel mondo, e questa è la mia intenzione. Credo che probabilmente terrò 20 chitarre. Le chitarre sono speciali in ciò che ti danno, ma non sono eccessivamente sentimentale riguardo alle qualità che alcune persone pensano siano impregnate in uno strumento particolare. Le chitarre su cui suono molto tendono ad essere quelle più vicine.

Al momento non mi ritiro né pianifico particolarmente le cose. Sono sicuro che tornerò a qualcosa di nuovo uno di questi giorni, ma è un grande impegno. Scrivo tutto il tempo, il che significa che mi viene in mente una piccola frase nella mia testa o sulla chitarra o sul pianoforte e li annoto sul mio telefono e li registro tutti in seguito. E poi penso: “Ascolterò quelli un giorno e vedrò se qualcosa mi piace”. È qui che il processo inizierà la prossima volta. Quando avrò abbastanza cose che hanno iniziato a sembrare canzoni, prenderò una decisione su quando o come fare un album. È come spingere una palla di neve giù da una collina: gradualmente acquisisce slancio. Ritirarmi non è una cosa dura e veloce per me nella mia vita. Non devo davvero andare in pensione. Non devo dire quelle parole. Non devo dichiarare che sono andato in pensione o qualcosa del genere. Se vado in pensione, ad un certo punto sarà un processo silenzioso e non percepibile. Ma non sono in quel momento.

Ovviamente sarò triste per aver perso alcuni di questi strumenti, ma sarò anche un po’ sollevato nel perdere il peso di avere tutti questi strumenti e non sapere cosa gli succederà o dove andranno. Voglio che proseguano. Sono stato il loro custode per un certo numero di anni e ora è il turno di qualcun altro di averli e usarli, per creare con loro.”

https://www.christies.com/features/David-Gilmour-legendary-Black-Strat-comes-to-auction-9637-3.aspx

Shine On!

DAVID GILMOUR OSPITE DEI “THE PRETTY THINGS” A LONDRA

David Gilmour, insieme a Van Morrison e Bill Nighy sono stato ospiti del concerto d’addio alle scene dei “The Pretty Things” tenuto alla o2 Arena di Londra, non è l prima volta che David si esibisce con loro, è stato “un passo indietro” non prendendosi la scena, ma contribuendo fondamentalmente al sound della performance. E’ sempre bello vederlo in azione, sperando che sia al lavoro su un album nuovo..

Shine On!

DAVID GILMOUR LIVE At POMPEII – INTERVISTA – UN ANNO DOPO IL FILM

David Gilmour, ha risposto ad alcune domande dal web, in occasione del primo anniversario dall’uscita del Bluray/Cd/Lp “Live at Pompeii”:

D: Caro David, prova a descrivere l’atmosfera del posto. È stato qualcosa di mistico per te essere lì? Una sorta di connessione con il passato e l’anima di un vulcano assonnato?
Tudor Runcanu (via Facebook)
R: Le connessioni con il passato sono potenti a Pompei. Senti che stai camminando sulle orme delle persone che sono venute ad intrattenere e ad essere intrattenute tanti anni fa. Ci sono altri posti in Italia, in Grecia, in Turchia e nel Medio Oriente dove hai questa sensazione, ma da nessuna parte ti senti più vicino di quanto non lo sia a Pompei.

D. Il tuo assolo di In Any Tongue quella particolare notte è stato epico. Ti ho visto al Madison Square Garden in quel tour e ho pensato che il tuo modo di suonare la chitarra fosse fenomenale e migliore che mai. Richiede più pratica o diventa più difficile rimanere creativi quando si invecchia?
John Simonds (via Facebook)
R. Io non mi esercito, davvero. Il processo di creare un album e provare per un tour è tutta la pratica che faccio. Mi piace un assolo di chitarra che abbia un inizio riconoscibile per far entrare me stesso e il pubblico nel groove e, a seconda di quanto mi sento creativo e fluente in una notte, stabilire quanto mi sento libero di gironzolare in un nuovo territorio .

D. Puoi offrire una panoramica di ciò che stai pensando o cercando quando crei una scaletta per uno spettacolo?
Scott Wallen (via Facebook)
R. Ci sono molte cose da tenere in considerazione quando si lavora su una scaletta. Vuoi che i ritmi e le chiavi non siano troppo simili, devi considerare il significato delle canzoni mentre si susseguono, è necessario bilanciare le canzoni più recenti che le persone conoscono meno bene rispetto alle vecchie preferite e devi costruire verso un climax alla fine. È molto complicato farlo bene e ci sono un sacco di riflessioni. Spero che tu abbia approvato.

D. Mr. Glimour. Mi è piaciuto molto il DVD. Solo una rapida domanda sull’equipaggio. Sono un po un nerd della chitarra. Sappiamo tutti dell’iconica Black Strat, ma mi stavo chiedendo qualcosa sulla Telecaster. Ho sentito che c’è un pick-up di una Broadcaster vintage nel bridge, ma la chitarra è cablata come Broadcaster o come una semplice Tele? 🤔 Cheers!
Edward Blakemore (via Facebook)
D. La vecchia Tele che chiamo “the Workmate” è iniziata, prima che io l’avessi, come una Esquire. Aveva avuto un pick-up al manico aggiunto prima che io l’abbia avuta, che poi ho cambiato per un pickup proveniente da una stratocaster.
Il pick-up al ponte è quello che c’era quando l’ho presa, non so bene di cosa si tratta e confesso che non so quale sia la differenza tra i cablaggi di una Broadcaster e quelli di unaTele.

D. Quanto è stata forte la voglia di toglierti la maglietta come nel 1972?
Ed Hydock (via Facebook)
R. Ho dato un’occhiata a me stesso nello specchio del bagno e ho pensato.. ‘Nah’.

D. Hai suonato con una delle chitarre che hai usato nella prima Pompei nel 1971?
@telecasttro (via Instagram)
R. Sì, ho suonato la Black Strat in entrambi.

D. Cosa hai fatto prima di salire sul palco quella notte? Hai qualche rituale?
@raygultomWhat (via Instagram)
R. Non ho rituali, solo alcuni esercizi di riscaldamento vocale.

D. Ciao David, vengo dall’Iran. Sei il mio amore. Perché non canti Echoes in Italia?
@ hadiravanshad24 (tramite Instagram)
R. Echoes per me è una interazione tra Rick e me stesso, dopo la sua morte nel 2008 ho deciso di non suonarla più.

D. Quale pensi che sia meglio. L’originale o la rivisitazione …..?
@ sjd0105 (via Twitter)
R. È impossibile confrontare i risultati delle due esibizioni. Sono così diversi. Nel 1971 stavamo realizzando un film per lo più alla luce del giorno. Si trattava di fare una performance di una canzone, spesso diverse volte, fino a quando il regista era soddisfatto di avere tutti gli shot di cui aveva bisogno: passava molto tempo seduti senza fare niente.
Inoltre, non c’era pubblico.
Nel 2016 stavamo suonando dal vivo durante la notte, suonando il più bene possibile a un pubblico entusiasta. L’atmosfera era molto diversa. Il 2016 è stato molto più piacevole.

D. Se potessi sussurrare qualche consiglio al tuo io più giovane a Pompei, basato su tutte le tue esperienze tra i due concerti di Pompei, quale sarebbe?
@musicandwords (via Twitter)
R. Tieni la maglietta …

D. Questo ha chiuso una carriera? O ci sono piani per un nuovo album o un tour futuro?
@nicksthatoneguy (via Twitter)
R. Non ho piani immediati per un album o un tour, ma ciò non significa che mi sia ritirato.

 

Shine On!

RECENSIONI: DAVID GILMOUR: LIVE AT POMPEII – COFANETTO BLU-RAY & LP

L’attesa per questo filmato è stata lunga, chi non ha potuto assistere al concerto ha dovuto aspettare più di un anno per mettere le mani sul filmato e godere delle performance che David Gilmour ha fatto nell’anfiteatro di Pompei..

Il box 2 Cd +  Blu-ray si presenta bellissimo, nello stile del cofanetto di “Rattle That Lock”:

Il concerto parte subito, non c’è infatti il mini documentario con cui il filmato era partito nella versione cinematografica: 5am, un’immagine da mozzare il fiato, con l’anfiteatro e il Vesuvio alle sue spalle.. si nota subito il grandissimo lavoro che è stato fatto sulla registrazione, un suono mai sentito così “vivo” e “vero”. L’esecuzione, magistrale.. anche se ho avuto la sensazione che nelle primissime note di chitarra, l’immagine e il video non siano in perfetto sincrono, ho avuto la stessa sensazione anche al cinema. Rattle That Lock era già stata pubblicata su You Tube da parecchio tempo e la ritroviamo così, con David in ottima forma e il suono della Fender Esquire.. a mio parere tra i più belli di sempre. Faces Of Stone è qualcosa che ti strappa l’anima. Difficile trattenere le lacrime durante l’assolo, sembra che David ci dica con essa tutto il dolore sopportato per la perdita di sua madre. What Do You Want From Me, pezzo da The Division Bell eseguito con grande energia anche se un po “legnoso”. Durante The Blue da On An Island David si sbizzarrisce con l’effetto Whammy, e il risultato è notevole, anche se forse è un po troppo lunga. The Great Gig In The Sky è un pezzo che i coristi hanno proposto a David e lui ha accettato, discutibile il risultato, personalmente avrei proposto altro. A Boat Lies Waiting è il pezzo più commovente del concerto, dedicato a Richard Wright con David che per un attimo sembra cercarlo nel cielo.. Wish You Were Here la conosciamo tutti e infatti il pubblico canta insieme ai musicisti, con finalmente Chester Kamen che rende giustizia alla parte ritmica di chitarra, a differenza di Phil Manzanere che ogni tanto “steccava”. Si continua con Money con un bel duetto tra i chitarristi e poi è la volta di In Any Tongue: per me il miglior brano da Rattle That Lock. Grandissimo assolo anche se mi sarei aspettato che in questi concerti David provasse a cantare anche il ritornello come sul disco originale. High Hopes è eseguita magistralmente e chiude la prima parte del concerto.

La seconda parte si apre con l’unico brano eseguito anche dai Pink Floyd nel ’71, One Of These Days, incredibili gli effetti sull’anfiteatro. Si prosegue con “Shine On“, una delle più belle versioni che ho mai ascoltato, il suono è da togliere il fiato e l’esecuzione sembra presa dal disco originale, unico difetto a mio parere l’assolo di sax di Joàe Mello che ha sicuramente fatto di meglio durante il tour. Fat Old Sun è una delle mie preferite, e qui il suono è molto ripulito a differenza dell’esecuzione dal vivo dove durante l’assolo si creava un po di confusione, qui invece è tutto a posto; Coming Back To Life anch’essa grandiosa, nel tour del 2006 durante l’assolo usava una distorsione più “spinta” mentre in questo tour ha preferito rimanere fedele al disco. On An Island non me l’aspettavo così, versione addirittura migliore del 2006, con un gran tiro, anche  Today è stata migliorata molto, infatti durante il tour le voci dei cori risualtavano troppo evidenti, qui sono state abbassate di volume e il tutto risulta più gradevole. Sorrow è senza parole, davvero una gran versione, anche se paragonata al live di P.u.l.s.e. perde un po di “confidenza” nell’assolo finale, resta il fatto del suono che David tira fuori: impossibile. Run Like Hell con l’intera banda in Rayban è il momento “disco” con un finale da mozzare il fiato con i fuochi artificiali a colorare il cielo spora l’anfiteatro, uno spettatore si porta le mani ai capelli quasi a dire: “ma che cazzo succede?”.

Il gran finale parte con Time e Breathe -reprise- dove il suono della chitarra anche questa volta è diverso rispetto alla versione del tour del 2006, più fedele alla versione originale. Comfortably Numb è l’epilogo della serata, lascio a voi i commenti…

Il Blu-Ray si chiude con il mini-documentario di 7 minuti Pompeii Then and Now, dove si parla anche con Adrian Maben e i ragazzi degli scavi.. Personalmente ho apprezzato più quello visto al cinema.

Continuo però a sperare che prima o poi questo Live At Pompeii veda l’uscita in versione Blu-ray 4K, essendo stato filmato in questo formato, solo allora potremo godere (tv e lettore permettendo..) della massima definizione in cui è stato filmato il live,

I contenuti bonus sono davvero eccezionali, si parte con alcune versioni di brani dal tour Sud Americano davvero notevoli, con una Comfortably Numb ispiratissima e con l’assolo forse addirittura più bello di quello di Pompei. Si continua con altri brani dal concerto Polacco trasmesso in diretta Tv, anche questo ripulito da “rumori” della diretta e con diverse inquadrature.

Poi è la volta dei documentari, con immagini da ogni data del tour mondiale 2015 e 2016, molte immagini e poche parole, davvero bello, consiglio a tutti la visione, e se volete un Hot Dog “David Gilmour Signature”, prendetelo con cipolle, senape e ketchup! 😉

Conclude il box il documentario fatto per la Bbc “Wider Horizons” con finalmente i sottotitoli in italiano, e questo è davvero uno sguardo più approfondito nella vita di David Gilmour dove si possono capire molte cose, della persona, più che del chitarrista.

La versione in 4 Lp è un bel box con dei colori veramente azzeccati, il suono è quello che ci si aspetta da un vinile.. Bellissimo anche il libro con le immagini giganti! Incredibilmente però non hanno inserito un codice per scaricare il contenuto in Mp3 da internet..

In conclusione, mi risulta difficile non consigliare la visione di questo concerto ad un fan dei Pink Floyd o David Gilmour, è vero che nel filmato si è dato poco spazio all’anfiteatro, e soprattutto al pubblico, a differenza dei filmati Sud Americani, ma questo film è l’espressione musicale di David Gilmour nel 2015 e 2016, un musicista con ancora tanta voglia di suonare e sperimentare suoni, che se ne frega se la sua voce non è più all’altezza di 10 anni fa, il pubblico lo vuole su quel palco, e lui, ogni tanto, ci accontenta.. con la promessa di tornare nuovamente in studio, perchè David si sa, se partirà per un nuovo tour, sarà per pubblicizzare un nuovo album!

Shine On!