live

ROGER WATERS: “TWO SUNS IN THE SUNSET”

Roger Waters non si ferma più. Dopo i preparativi del nuovo tour “This Is Not a Drill”, sgancia la “bomba” dell’intenzione di fare un album con tutte le canzoni eseguite come “bis” nell’ultimo tour “Us & Them”. Incredibile. Dopo “Mother”, questa è la volta di “Two Suns in The Sunset“, la bellissima ballata contenuta in “The Final Cut” del 1983. Registrazione con un diverso arrangiamento e ovviamente qualche differenza vocale, ma resta il fatto di una versione davvero emozionante e bellissima.

Roger Waters:

Ho avuto l’idea di realizzare un album di tutte le canzoni che abbiamo fatto come bis durante il tour di “Us & Them”. Abbiamo fatto prima “Mother”. Ho dovuto farlo da ‘remoto’ a causa di Covid 19. “Two Suns in The Sunset” è la seconda. Spero vi piaccia. Io la adoro. Che band meravigliosa sono.

Con Amore
R.

PS. Il fatto che permettiamo alle armi nucleari di esistere in un mondo controllato da sociopatici squilibrati è, di per sé, una disposizione squilibrata.

Siamo in tanti, sono in pochi.

Potremmo semplicemente dire di no, a tutta la follia MAD (mutuamente assicurata distruzione).

Ha senso zero ed è potenzialmente omicidio“.


Roger Waters: Guitar and Vocal
Dave Kilminster: Guitar
Joey Waronker: Drums
Lucius- Jess Wolfe and Holly Laessig: Vocals
Gus Seyffert: Bass
Jonathan Wilson: Guitar
Jon Carin: Piano and Keys
Bo Koster: Hammond
Ian Ritchie: Saxophone

Wrangled together by Sean Evans & Roger Waters

Mixed by Gus Seyffert
Assisted by Sean Cook

Edited by Andy Jennison


Aggiornamento

Roger Waters: “Quando domenica mattina ho mostrato con orgoglio alla mia compagna Kamilah “Two Suns in the Sunset” su YouTube, sono andato fuori di testa perché l’audio della chitarra acustica all’inizio era di ben 5dB di livello più basso.

Potrebbe sembrare una piccola cosa per te, ma non per me. Chiamami ossessivo-compulsivo, ma non riesco a vederlo così. Quindi, per chiunque sia interessato, questo è un nuovo post con quel piccolo glitch corretto”.

Con Amore
R.

Shine On!

PINK FLOYD – SPECIALE PITTSBURGH 1975, IL CONCERTO DELLA PIRAMIDE

20 Giugno 1975: nel tour in Nord America i Pink Floyd si sono esibiti di fronte a un’enorme folla di 50.000 persone al “Three Rivers Stadium” di Pittsburgh, in Pennsylvania. Lo stadio all’epoca ospitava le squadre sportive professionistiche della Pennsylvania occidentale ed era un luogo molto popolare per eventi importanti. Questo stadio è stato un posto privilegiato anche per altri concerti di grandi nomi. Sorprendentemente, trovare immagini di questo concerto è difficile, se non impossibile. Questo spettacolo sarà ricordato, oltre che per lo show in se, anche per essere stata la prima volta del “volo” della piramide gonfiabile. Poi l’esperimento venne abbandonato dopo pochissime repliche..

Nick Mason: “Nel Giugno del ’75 eravamo tornati in America per un tour. Stavamo cercando di inserire nello spettacolo effetti sempre più complessi. Di questi, la piramide gonfiabile fu forse il nostro più spettacolare disastro. A Pittsburgh il marchingegno salì a qualche decina di metri da terra prima di capovolgersi, facendo si che il pallone rinchiuso nella punta spuntasse dalla base, come una lacrima. ‘Mio Dio, sta partorendo!’ gridò un americano sotto qualche influenza chimica, mentre il pallone sbucava dalla piramide. Naturalmente a quel punto la tela non aveva più sufficiente spinta verso l’alto, così, mentre la lacrima si dirigeva verso la stratosfera, il lenzuolo bagnato più grande del mondo, si adagiava sgraziatamente nel parcheggio per poi essere raccattato e fatto a brandelli da qualche cacciatore di souvenir in vena di frugare nella spazzatura“.

La “piramide” avrebbe dovuto fare la sua comparsa allo show dell’Atlanta Stadium il 7 Giugno 1975 ma poi fu rinviato a Pittsburgh per “problemi tecnici”..

Questa tournée in Nord America fece scalpore oltre che per il successo di pubblico, anche per la “mano pesante” del dipartimento di polizia di Los Angeles che arrivò ad arrestare 500 persone. Ed è in questo periodo, che con il successo di “The Dark Side of the Moon” e un album in registrazione che sarebbe uscito a Settembre ’75, la band cominciò ad “accusare” l’impatto di folle oceaniche: infatti proporzionalmente alla crescita di pubblico ai loro concerti, ci fu un aumento di “senso di isolamento”, e che ormai era troppo tardi per tornare indietro. Ora a differenza degli anni passati, invece che un concerto tra artisti e spettatori, si trattava più di eventi di massa che poco avevano a che fare con la musica.

Roger Waters: “A ripensarci, l’ultima tournée americana fu un’esperienza proprio del cazzo. Migliaia e migliaia di ragazzini ubriachi che giocavano a farsi male e basta. La cosa più spiacevole era che sembrava che noi nemmeno esistessimo. Non credo ci fosse alcun punto di contato tra noi e loro“.


Qui riscopriamo i pensieri di Sam Marshall, che parlando con il sito pinkfloydz.com ha raccolto una serie di foto del concerto che sono state scattate dal suo amico Joseph Stercz e ha espresso i suoi pensieri: (se qualche pezzo non è stato tradotto correttamente me ne scuso..)

“Ho partecipato a questo spettacolo con i miei amici. È stata una lunga giornata in auto da Cincinnati a Pittsburgh. Come la maggior parte della folla in questa afosa giornata estiva, eravamo caldi e impazienti per l’aria più fresca e per l’inizio dello spettacolo. Come noto più avanti, le condizioni all’interno dello stadio erano difficili per coloro che aspiravano a fotografare o registrare lo spettacolo.

Questo spettacolo segnò anche la prima volta che avevo visto “ballare” in uno spettacolo di Floyd. La composizione del pubblico era molto più orientata alla festa rispetto ai precedenti live dei Floyd del 1973, e proprio come David ha spesso osservato, la gente urlava “Money” in momenti inappropriati. (Come all’inizio di Dark Side). Con il 1975 che era spesso un periodo ‘disco’, più di alcune coppie stavano ballando, guardandosi e ridendo a vicenda, o ballando a testa bassa, come se questa fosse solo una altra band al pub. Dal punto di vista di un fan di vecchia data, ho sentito che queste persone erano fuori posto. Sembrava che fossero arrivati allo spettacolo sbagliato. L’ho persino detto ad alcuni di loro! Almeno per me, la performance è stata “affrettata” e semplicemente ‘funzionale’. In altre parole, una specie di ‘continuare attraverso i movimenti’. Ci sono stati notevoli punti difficili, come un finale su Raving and Drooling, canti stonati e parole mancate su You Gotta Be Crazy, e una insignificante prova generale di Dark Side, che secondo me suonava meglio nei tour precedenti. A quanto ho sentito, mi è sembrato che la band stesse lottando per connettersi con il pubblico e tra di loro e, a parte alcuni momenti di punta, è fallita in entrambi i casi.

Mi sono sempre chiesto se questa mancanza di chimica sul palco fosse il risultato della noia generale e della fatica tra i membri della band, o forse anche della leggendaria frustrazione con il pubblico. La tensione era certamente evidente nella voce di Roger mentre si sforzava di proiettare le sue canzoni sopra il rumore della folla. Senza sembrare troppo duro, si può vedere che anche in questi spettacoli del 1975, c’erano le prime ‘agitazioni’, culminate nel famigerato spettacolo finale del tour di Animals del 1977. E sappiamo tutti cosa alla fine ha portato!

Personalmente, ho provato molta confusione/impazienza con le nuove canzoni, che erano tutte nuove per me. Ovviamente tutte le distrazioni e l’agitazione non mi hanno aiutato a catturare la ‘febbre da concerto’, ma almeno ho provato ad ascoltare. Durante lo spettacolo, ho letto i testi del fumetto del programma ufficiale del tour e mi sono lamentato con i miei amici che non mi piaceva l’ossessione di Roger per la ‘follia’. E non ho trovato l’atmosfera di “darci dentro” nel primo set, per niente divertente. Ovviamente, la band stava cercando di adattare il loro songwriting a un nuovo ‘territorio’ e le vecchie atmosfere si stavano perdendo. Anche “Echoes” con voci di coro femminili e un assolo di sax che sostituisce il terzo solista di chitarra mi ha lasciato il segno. Sul lungo viaggio di ritorno a casa (con quattro autisti, abbiamo guidato fino alle sette del mattino dopo un’attesa di due ore in più nel parcheggio), mi sono lamentato ripetutamente: ‘Non capisco cosa stiano cercando fare.’ Tre mesi dopo, quando Wish You Were Here è uscito a metà settembre, ho finalmente iniziato a capire”.

Questa la recensione del “Pittsburg Press“:

L’unica parola adatta a descrivere il concerto dei Pink Floyd di ieri sera al Three Rivers Stadium è ‘incredibile’. Incredibile che la squadra di baseball con il terzo miglior record della lega abbia richiamato solo 8.200 persone giovedì sera, e una band senza singoli in vetta alle classifiche quasi 50.000. Un record per un concerto rock in uno stadio. Secondo il resoconto della polizia, ci sono stati i soliti casi di minorenni ubriachi, risse e feriti per i “salti di gradinata”, più gravi, la caduta da una notevole altezza di un tipo che aveva cercato di scalare un muro con una corda, che si è spezzata e una persona ferita al volto da una bottiglia. Era ancora chiaro quando hanno cominciato, e mancava quell’atmosfera indispensabile per apprezzare la musica dei Pink Floyd. Chiamatelo come volete – rock spaziale, rock cerebrale, rock dell’uomo pensante – ma ha bisogno del buio, perché le luci e gli effetti speciali, insieme alla musica, inducano una vera e propria esperienza sensoriale. Nella seconda parte hanno riproposto la scaletta di due anni fa con quasi tutta “Dark Side”: ma che differenza! Alle spalle della band svettava un enorme tamburello che ben presto si è rivelato essere uno schermo su cui venivano proiettati i filmati di accompagnamento alle canzoni. E infine, l’enorme piramide bianca: dopo aver oscillato dietro i musicisti per tutta la serata, si è levata lentamente da propri ormeggi illuminata dai riflettori, innalzandosi sopra il pubblico sospesa sui cavi e volando fuori dallo stadio“.


Scaletta:

Sheep (Early version,”Raving and Drooling”), Dogs (Early version, “You Gotta Be Crazy”), Shine On You Crazy Diamond (Parts I-V), Have a Cigar, Shine On You Crazy Diamond (Parts VI-IX), The Dark Side of the Moon (Album Completo), Echoes.


Vista la scarsa qualità della registrazione di Pittsburgh, questo è un altro live, sempre di Giugno 1975, con la stessa scaletta, al Nassau Coliseum di New York.

Shine On!

PINK FLOYD: LIVE “FESTA DELL’UMANITA’ “- 1970

Girovagando in rete si trovano cose davvero interessanti, mi sono imbattuto infatti in questo video che personalmente non avevo mai visto, si tratta di un minuto scarso di immagini dalla “Fête de L’Humanité” a Parigi, in Francia: la festa si svolse il 12 e 13 settembre al Bois de Vincennes sul prato di Reuilly ed era caratterizzata da tre eventi, nazionali e internazionali e celebrava il 50° anniversario della creazione del Partito Comunista Francese (PCF) nel 1920. Si adattava anche al contesto politico dell’epoca posizionandosi a settembre nella campagna per le elezioni comunali di marzo 1971. Infine, l’aspetto internazionale è sottolineato dalla solidarietà con i popoli dell’Indocina e dall’opposizione del PCF alla guerra del Vietnam.

La scaletta del concerto fu: Astronomy Dominè, Green Is The Colour, Careful with that Axe, Eugene, Set The Controls For The Heart Of The Sun e Atom Earth Mother (con la Philip Jones  Brass Ensemble e il John Aldiss  Choir, diretto da John Aldiss).

Sembra che i Pink Floyd si esibirono davanti a 500.000 persone e fu il loro concerto più seguito di sempre fino ad allora. La televisione francese ha ripreso l’evento ma non si sa con certezza quanto materiale esista. Fino ad ora è uscito solo questo spezzone di Green Is The Colour più una piccola intervista al gruppo. Da notare David Gilmour che usa una Fender Telecaster color marrone con manico in acero, questa chitarra è stata usata pochissimo nel tour, sembra solo a Parigi e Lione. David la acquistò dopo che la sua Telecaster bianca usata nel ’68 si perse durante la visita della band negli Stati Uniti.


Chissà quanto materiale c’è negli archivi delle Tv di tutto il mondo..


Qui un audio parziale dell’evento:

Shine On!

ROGER WATERS: “US + THEM” – IL FILM ESCE IN DIGITALE

Sony Pictures ha annunciato i dettagli relativi ad Us+Them, il film sull’ultimo tour di Roger Waters, diretto dallo stesso Waters e da Sean Evans.

Us+Them documenta il tour 2017-2018 dell’ex Bassista dei Pink Floyd e dopo il debutto alla Mostra di Venezia 2019 e l’uscita nei cinema italiani per un evento speciale lo scorso ottobre, ora sarà disponibile in 4K, HD e SD dal 16 Giugno 2020 in forma digitale su Apple, Googleplay e Amazon. Gli spettatori avranno accesso a dei contenuti inediti, comprese due nuove canzoni non incluse nella versione trasmessa nei cinema (Comfortably numb e Smell the roses), così come “A Fleeting Glimpse“, un breve documentario con momenti tratti dal dietro le quinte del tour, per una durata totale di 135 minuti.

Il film (in digitale dal 16 giugno) sarà disponibile prima su YouTube e poi in versione Blu-ray e DVD.

Appena sarà disponibile la data di uscita su supporto fisico, l’articolo verrà aggiornato.

Shine On!

 

NICK MASON’S SAUCERFUL OF SECRETS: RIPROGRAMMATE AL 2021 LE DATE ITALIANE

Sono stati riprogrammati al 2021 i concerti di Nick Mason e i suoi Saucerful of Secrets (ora sono stati annullati per l’emergenza Covid-19), queste le nuove date Italiane:

26 Giugno 2021Lucca, Piazza Napoleone – Lucca Summer Festival

27 Giugno 2021Torino, Palazzina di Caccia di Stupinigi – Stupinigi Sonic Park

Ci è voluto un po ‘di tempo per riorganizzarsi, ma ora possiamo rivelare le date rivedute del tour europeo dei Saucerful Of Secrets di Nick Mason, che ora si terranno alla fine della primavera / all’inizio dell’estate del prossimo anno (2021).

I biglietti rimangono validi per le nuove sedi e non è necessario che i titolari dei biglietti contattino le sedi dei locali o ii siti di vendita. Se il concerto per il quale hai i biglietti non è stato ancora riprogrammato, ti preghiamo di continuare a controllare i siti web dei locali per gli aggiornamenti. Per i dettagli delle date confermate modificate e per acquistare i biglietti ove disponibili, visitare www.thesaucerfulofsecrets.com 

Shine On!

PINK FLOYD: LIVE @ KQED 1970

Come parte dello YouTube Film Festival i Pink Floyd hanno pubblicato il live alla Tv di San Francisco KQED. L’esibizione è stata filmata nell’aprile del 1970. Il filmato circola da tempo su bootleg ed è stato pubblicato per la prima volta nel cofanetto del 2016 “The Early Years 1965-1972” nel box devi/ation.

I brani pubblicati sono Atom Heart Mother, Cymbaline, Grantchester Meadows, Green is the Colour, Careful with that Axe Eugene Set The Controls For The Heart Of The Sun.


An Hour with Pink Floyd


Incredibilmente pochi mesi dopo l’uscita ufficiale di questo filmato da parte dei Pink Floyd, la Tv KQED ha rilasciato sul suo sito una performance rimasta inedita di Astronomy Dominè, con l’aggiunta che ci sarebbe circa una altra mezz’ora filmata della band, dove tra le altre ci sarebbe sicuramente “The Embryo”, che suonavano stabilmente in quel periodo.

Astronomy Dominè

Shine On!