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RECENSIONI: DAVID GILMOUR: LIVE AT POMPEII – COFANETTO BLU-RAY & LP

L’attesa per questo filmato è stata lunga, chi non ha potuto assistere al concerto ha dovuto aspettare più di un anno per mettere le mani sul filmato e godere delle performance che David Gilmour ha fatto nell’anfiteatro di Pompei..

Il box 2 Cd +  Blu-ray si presenta bellissimo, nello stile del cofanetto di “Rattle That Lock”:

Il concerto parte subito, non c’è infatti il mini documentario con cui il filmato era partito nella versione cinematografica: 5am, un’immagine da mozzare il fiato, con l’anfiteatro e il Vesuvio alle sue spalle.. si nota subito il grandissimo lavoro che è stato fatto sulla registrazione, un suono mai sentito così “vivo” e “vero”. L’esecuzione, magistrale.. anche se ho avuto la sensazione che nelle primissime note di chitarra, l’immagine e il video non siano in perfetto sincrono, ho avuto la stessa sensazione anche al cinema. Rattle That Lock era già stata pubblicata su You Tube da parecchio tempo e la ritroviamo così, con David in ottima forma e il suono della Fender Esquire.. a mio parere tra i più belli di sempre. Faces Of Stone è qualcosa che ti strappa l’anima. Difficile trattenere le lacrime durante l’assolo, sembra che David ci dica con essa tutto il dolore sopportato per la perdita di sua madre. What Do You Want From Me, pezzo da The Division Bell eseguito con grande energia anche se un po “legnoso”. Durante The Blue da On An Island David si sbizzarrisce con l’effetto Whammy, e il risultato è notevole, anche se forse è un po troppo lunga. The Great Gig In The Sky è un pezzo che i coristi hanno proposto a David e lui ha accettato, discutibile il risultato, personalmente avrei proposto altro. A Boat Lies Waiting è il pezzo più commovente del concerto, dedicato a Richard Wright con David che per un attimo sembra cercarlo nel cielo.. Wish You Were Here la conosciamo tutti e infatti il pubblico canta insieme ai musicisti, con finalmente Chester Kamen che rende giustizia alla parte ritmica di chitarra, a differenza di Phil Manzanere che ogni tanto “steccava”. Si continua con Money con un bel duetto tra i chitarristi e poi è la volta di In Any Tongue: per me il miglior brano da Rattle That Lock. Grandissimo assolo anche se mi sarei aspettato che in questi concerti David provasse a cantare anche il ritornello come sul disco originale. High Hopes è eseguita magistralmente e chiude la prima parte del concerto.

La seconda parte si apre con l’unico brano eseguito anche dai Pink Floyd nel ’71, One Of These Days, incredibili gli effetti sull’anfiteatro. Si prosegue con “Shine On“, una delle più belle versioni che ho mai ascoltato, il suono è da togliere il fiato e l’esecuzione sembra presa dal disco originale, unico difetto a mio parere l’assolo di sax di Joàe Mello che ha sicuramente fatto di meglio durante il tour. Fat Old Sun è una delle mie preferite, e qui il suono è molto ripulito a differenza dell’esecuzione dal vivo dove durante l’assolo si creava un po di confusione, qui invece è tutto a posto; Coming Back To Life anch’essa grandiosa, nel tour del 2006 durante l’assolo usava una distorsione più “spinta” mentre in questo tour ha preferito rimanere fedele al disco. On An Island non me l’aspettavo così, versione addirittura migliore del 2006, con un gran tiro, anche  Today è stata migliorata molto, infatti durante il tour le voci dei cori risualtavano troppo evidenti, qui sono state abbassate di volume e il tutto risulta più gradevole. Sorrow è senza parole, davvero una gran versione, anche se paragonata al live di P.u.l.s.e. perde un po di “confidenza” nell’assolo finale, resta il fatto del suono che David tira fuori: impossibile. Run Like Hell con l’intera banda in Rayban è il momento “disco” con un finale da mozzare il fiato con i fuochi artificiali a colorare il cielo spora l’anfiteatro, uno spettatore si porta le mani ai capelli quasi a dire: “ma che cazzo succede?”.

Il gran finale parte con Time e Breathe -reprise- dove il suono della chitarra anche questa volta è diverso rispetto alla versione del tour del 2006, più fedele alla versione originale. Comfortably Numb è l’epilogo della serata, lascio a voi i commenti…

Il Blu-Ray si chiude con il mini-documentario di 7 minuti Pompeii Then and Now, dove si parla anche con Adrian Maben e i ragazzi degli scavi.. Personalmente ho apprezzato più quello visto al cinema.

Continuo però a sperare che prima o poi questo Live At Pompeii veda l’uscita in versione Blu-ray 4K, essendo stato filmato in questo formato, solo allora potremo godere (tv e lettore permettendo..) della massima definizione in cui è stato filmato il live,

I contenuti bonus sono davvero eccezionali, si parte con alcune versioni di brani dal tour Sud Americano davvero notevoli, con una Comfortably Numb ispiratissima e con l’assolo forse addirittura più bello di quello di Pompei. Si continua con altri brani dal concerto Polacco trasmesso in diretta Tv, anche questo ripulito da “rumori” della diretta e con diverse inquadrature.

Poi è la volta dei documentari, con immagini da ogni data del tour mondiale 2015 e 2016, molte immagini e poche parole, davvero bello, consiglio a tutti la visione, e se volete un Hot Dog “David Gilmour Signature”, prendetelo con cipolle, senape e ketchup! 😉

Conclude il box il documentario fatto per la Bbc “Wider Horizons” con finalmente i sottotitoli in italiano, e questo è davvero uno sguardo più approfondito nella vita di David Gilmour dove si possono capire molte cose, della persona, più che del chitarrista.

La versione in 4 Lp è un bel box con dei colori veramente azzeccati, il suono è quello che ci si aspetta da un vinile.. Bellissimo anche il libro con le immagini giganti! Incredibilmente però non hanno inserito un codice per scaricare il contenuto in Mp3 da internet..

In conclusione, mi risulta difficile non consigliare la visione di questo concerto ad un fan dei Pink Floyd o David Gilmour, è vero che nel filmato si è dato poco spazio all’anfiteatro, e soprattutto al pubblico, a differenza dei filmati Sud Americani, ma questo film è l’espressione musicale di David Gilmour nel 2015 e 2016, un musicista con ancora tanta voglia di suonare e sperimentare suoni, che se ne frega se la sua voce non è più all’altezza di 10 anni fa, il pubblico lo vuole su quel palco, e lui, ogni tanto, ci accontenta.. con la promessa di tornare nuovamente in studio, perchè David si sa, se partirà per un nuovo tour, sarà per pubblicizzare un nuovo album!

Shine On!

Annunci

DAVID GILMOUR: “LIVE AT POMPEII” IN USCITA IL 29 SETTEMBRE – TUTTE LE VERSIONI

L’annuncio tanto atteso è finalmente arrivato: “David Gilmour Live at Pompeii” uscirà il 29 Settembre 2017 in formato 2CD, Blu-ray, 2DVD4LP boxset, e una deluxe edition contenente il Blu-ray e il CD, oltre ai digital downloads in Hd. La versione Deluxe Blu-ray+Cd, conterrà anche dei contenuti speciali con alcune canzoni tratte dal tour in Sud America nel Dicembre 2015 e altre canzoni dal concerto con orchestra in Polonia a Wroclaw a Giugno 2016, oltre ad altri documentari ed incredibilmente lo speciale della Bbc Wider Horizons! La versione cinematografica in uscita il 13, 14 e 15 settembre invece sarà solo una anteprima della durata di 107 minuti.

http://www.davidgilmour.com/pompeii/

Qui la tracklist di ogni formato.

2CD TRACK LISTING
CD 1 (74 minutes):

5 A.M. / Rattle That Lock / Faces Of Stone / What Do You Want From Me / The Blue / The Great Gig In The Sky / A Boat Lies Waiting / Wish You Were Here / Money / In Any Tongue / High Hopes / One Of These Days
CD 2 (74 minutes):
Shine On You Crazy Diamond / Fat Old Sun / Coming Back To Life / On An Island / Today / Sorrow / Run Like Hell / Time / Breathe (In The Air) (reprise) / Comfortably Numb.

2DVD TRACKLISTING
DVD 1:

5 A.M. / Rattle That Lock / Faces Of Stone / What Do You Want From Me / The Blue / The Great Gig In The Sky / A Boat Lies Waiting / Wish You Were Here / Money / In Any Tongue / High Hopes
DVD 2:
One Of These Days / Shine On You Crazy Diamond / Fat Old Sun / Coming Back To Life / On An Island / Today / Sorrow / Run Like Hell / Time / Breathe (In The Air) (reprise) / Comfortably Numb
Pompeii concert Stereo PCM, 5.1 Dolby Digital, 5.1 DTS
Documentary: Pompeii Then And Now (running time 7.17)

BLU-RAY TRACKLISTING
Part 1:
5 A.M. / Rattle That Lock / Faces Of Stone / What Do You Want From Me / The Blue / The Great Gig In The Sky / A Boat Lies Waiting / Wish You Were Here / Money / In Any Tongue / High Hopes
Part 2:
One Of These Days / Shine On You Crazy Diamond / Fat Old Sun / Coming Back To Life / On An Island / Today / Sorrow / Run Like Hell / Time / Breathe (In The Air) (reprise) / Comfortably Numb
Pompeii concert 96/24 PCM Stereo & 96/24 DTS Master Audio
Directed by Gavin Elder
Produced by Dione Orrom
Audio produced by David Gilmour
Mixed by Andy Jackson & David Gilmour, assisted by Damon Iddins
Live Recording by Damon Iddins
Documentary: Pompeii Then And Now (running time 7.17)

DELUXE CD/BLU-RAY (BD) BOXSET – includes photo booklet, Pompeii Guide, 4 x postcards & poster
CD 1 – (same as standard 2CD release)
CD 2 – (same as standard 2CD release)
BD 1 – (same as standard BD release)
Bonus BD – music 65 mins; documentaries 132 mins
South America December 2015:
Astronomy Domine / Us And Them / Today / Time / Breathe (In The Air) (reprise) / Comfortably Numb (Jon Carin – vocal)
Directed by Aubrey Powell
Wroclaw, Poland June 2016 – with Orchestra
5 A.M. / Rattle That Lock / Dancing Right In Front Of Me / The Girl In The Yellow Dress (with Leszek Możdżer) / In Any Tongue
Directed by Aubrey Powell
Documentaries: Gavin Elder – Europe 2015 (running time 12.45)
Gavin Elder – South America 2015 (15.00)
Gavin Elder – North America 2016 (15.25)
Gavin Elder – Europe 2016 (17.00)
BBC documentary ‘David Gilmour: Wider Horizons’ (72.00)
Technical specs:
Blu-ray – 96/24 PCM Stereo & 96/24 DTS MA
DVD – Stereo PCM, 5.1 Dolby Digital, 5.1 DTS

VINYL – Pompeii concert on 4 x LPs
2 x gatefold sleeves / poly liner inner sleeves / booklet / slipcase.

DIGITAL DOWNLOADS
HD downloads

 

A questo link la pagina per la prenotazione sullo store di David Gilmour, dove ci sono anche dei bundle con le magliette celebrative.

Qui invece i link per la prenotazione da Amazon Italia:

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Shine On!

RECENSIONI: PINK FLOYD “THE ENDLESS RIVER”

713FDVjpbqL._SL1500_2Quando ho aperto questo blog, mai, e ripeto mai avrei pensato di scrivere questo articolo: la recensione a un nuovo album dei Pink Floyd. Ma scherziamo? Mi sarei aspettato di tutto, dai nuovi album solisti a qualche pubblicazione live o rara, ma quel 5 luglio 2014 Polly Samson non la pensò così e fece l’annuncio su Twitter che un nuovo album a nome Pink Floyd era in uscita, che dio mi strafulmini a me si fermò il cuore, e da li all’uscita è sempre stata un’emozione vivere ogni piccola indiscrezione che saltava fuori in rete, fino alla sudata pubblicazione. Devo ammettere che dalle premesse non sono mai stato abbastanza sicuro della riuscita del progetto, per vari motivi, dal fatto che un album prevalentemente strumentale potesse non piacere alla “massa” al fatto che l’album sia stato fatto con sovraincisioni delle registrazioni del 1993/94 scelte da Phil Manzanera. Per me i Pink Floyd sono sempre stati una grande canzone che iniziava con Astronomy Dominè e finiva con High Hopes, quindi il pensiero di un nuovo album è stato come un fulmine a ciel sereno che mi ha reso anche timoroso: avevano chiuso in bellezza con un album (The Division Bell) all’altezza del nome ed un insuperabile tour live da “paese dei balocchi”… Ma ora a noi: “The Endless River“.

Partiamo dalla copertina: discutibile. Appena è apparsa ha suscitato grandi discussioni (come poteva non essere altrimenti?), moltissimi appassionati sono rimasti delusi , personalmente il mio primo pensiero è stato “ma che caxxx?“, non me l’aspettavo, immagine molto pulita e non di particolare “fascino”. Ma sinceramente dopo un pò di tempo mi sta piacendo sempre di più, certo non potrà competere con le altre copertine create dal mito Storm Thorgerson ma avere un’altra immagine allo stesso livello delle precedenti a mio avviso sarebbe stato impossibile, almeno senza deludere nessuno! Certo un giorno sarei curioso di vedere le altre 59 immagini/idee prese in considerazione per la copertina.

Ed ora addentriamoci nella musica. Per prima cosa vorrei fare un plauso alla casa discografica per aver fatto uscire un’edizione deluxe dal principio, con il missaggio in 5.1 ed extra vari senza aver aspettato magari un anno e aver dovuto ricomprare il disco solo per  aver pochi extra in più. L’album è diviso in 4 parti e va ascoltato a mente aperta, se in alcuni momenti il suono puramente “Floyd” si sente, in molti altri è un disco completamente “diverso”, molto ambient e chi diceva che “non è quello che i fan si aspettano” aveva ragione. Qui di seguito vengono descritte le 4 suites, brevemente, perchè non ho voluto fare un elenco passo a passo di quello che accade sul disco, cercate di ascoltarlo e capirete…

PARTE 1

Il disco parte con Things Left Unsaid che rimanda molto a Cluster One da The Division Bell, in sottofondo ci sono le voci di Wright che pronuncia la frase “There’s certainly an unspoken understaning… There’s a lot of things unsaid” (C’è sicuramente un tacito accordo… Ci sono un sacco di cose non dette) e la voce di Gilmour che dice “We shout and argue like everyone else” (Noi gridiamo e sosteniamo come tutti gli altri), infine quella di Mason: The sum is better than the parts” (La somma è migliore rispetto ai singoli componenti). Un inizio in pieno stile Floyd. Poi attacca It’s What We Do e si inizia a fare sul serio con atmosfere alla Shine on you crazy diamond / Welcome To The Machine e la chitarra di Gilmour con effetto whammy che rimanda a Marooned. La prima parte si chiude con Ebb and Flow, Wright al piano e Gilmour alla chitarra con l’effetto Ebow.

PARTE 2

Sum inizia come l’intro di Coming Back To Life ma presto l’atmosfera cambia con la grancassa ossessiva di Mason e la slide di Gilmour, sembra quasi una nuova One Of These Days… Poi arriva Skins dove Mason è il protagonista assoluto con un “drumming” notevole, quasi come la parte 3 di The Grand Vizier’s Garden Party da Ummagumma. Unsung è un piccolo intermezzo di un minuto che come The Last Few Bricks da The Wall fa da ponte per la canzone successiva. La parte 2 si chiude con “Anisina“: è stata ascoltata online già da tempo ed è la canzone che sui social network ha fatto più scalpore per il fatto di essere o meno “floydiana”. La canzone ruota attorno ad un giro di piano suonato da David Gilmour, molto “banale” (passatemi il termine) in cui mano a mano entrano la slide guitar sempre di Gilmour (che suona anche il basso), il sax e il clarinetto di Gilad Atzmon. Il brano chiude su un assolo con una bella distorsione di Gilmour e sfuma con il sax come la fine di “Shine On You Crazy Diamond”.

PARTE 3

The Lost Art of Conversation è un dialogo tra il piano di Wright e la chitarra di Gilmour di breve durata che confluisce in On Noodle Street con in primo piano il Fender Rhodes di Wright. Il basso di Guy Pratt fa sembrare il brano molto vicino alle Barn Jam pubblicate sul “Live In Gdansk” di David Gilmour. Night Light è un passaggio molto ambient con il sinth di Wright e la chitarra di Gilmour con l’effetto Ebow fino ad arrivare alla più “rumorosa” Allons-y (1) che si basa su un riff di chitarra che rimanda molto a “Run Like Hell” in cui sono sovraincise sempre chitarra slide e assoli di Gilmour. Ed ecco arrivare un piccolo capolavoro: Autumn ’68 con l’organo della Royal Albert Hall di Rick in primo piano e la chitarra di Gilmour a fargli da “eco”. La canzone confluisce in Allons-y (2), praticamente un”reprise” della parte 1. La Parte 3 finisce con Talkin’ Hawkin’: piccola gemma di rara bellezza. Atmosfera sospesa e cori di sottofondo che sembrano spingerti in un altra dimensione. Stephen Hawking recita: “Il Dialogo ha permesso la comunicazione di idee, consente agli esseri umani di lavorare insieme per costruire l’impossibile. I più grandi successi del genere umano sono avvenuti parlando. Le nostre più grandi speranze potrebbero diventare realtà in futuro. Con la tecnologia a nostra disposizione, le possibilità sono senza limiti. Tutto quello che dobbiamo fare è essere sicuri che si continui a parlare“.

PARTE 4

L’ultima parte di The Endless River inzia con Calling, con sonorità alla “Orb”: 3 minuti di puro viaggio psichedelico. Eyes To Pearls continua l’atmosfera della traccia precedente ma si aggiungono mano a mano chitarre, batteria e gong che rimandano ad Atom Heart Mother. Il riff di chitarra ossessivo di Gilmour fa sembrare la traccia simile a The Narrow Way Pt2 da Ummagumma. L’atmosfera sale, si sente che sta per succedere qualcosa. Arriva Surfacing con un intro simile a Poles Apart ma questa volta in sottofondo ci sono anche i cori di Gilmour e Durga McBroom. L’album si chiude con la ormai famosa “Louder Than Words“, abbiamo avuto la possibilità di ascoltarla per radio già dal 9 ottobre e ad un ascolto più approfondito mi sento di dire che è veramente bellissima. Una ballata malinconica dal suono puramente Pink Floyd di Gilmour/Wright/Mason. Magari non sarà del livello di High Hopes ma risentire la voce di David che chiude la storia musicale dei Pink Floyd fa venire la pelle d’oca, gli occhi lucidi e una malincoinia sconfinata. Molto belli i cori di sfondo con la voce di David su tutte, il suono del piano di Rick è fantastico con certi passaggi che richiamano ad Echoes e l’assolo finale… bè: lascio a voi i commenti. Il testo è ad opera di Polly Samson che cerca di racchiudere la storia musicale dei Pink Floyd e della loro magia nel momento in cui creano musica insieme. Da notare che al minuto 6.03 di Louder Than Words si sente un voce “metallica” che pronuncia delle parole di difficile comprensione, non si capisce bene e non so se è veramente così ma è bello pensare che dica “Go To Heaven… Wright“.

CONTENUTI EXTRA VERSIONE DVD o BLU-RAY

Audio/Visual: Anisina è una versione differente da quella presente sul disco in quanto non sono presenti nè il sax e clarinetto nè gli assoli di Gilmour. Il video è composto sia da immagini dalle session del 1993/94 che da David in studio di registrazione a suonare il pianoforte. Untitled è un bellissimo video registrato nella sala dell’Astoria. Canzone strumentale di poco superiore al minuto in cui salta all’occhio soprattutto la complicità musicale tra David e Rick, si cercano con gli sguardi e quello che salta fuori è pura magia “floydiana”. Peccato duri così poco. Evrika (a) ed Evrika (b) sono praticamente le prove di “Wearing Inside Out”. La (a) è un video di David mentre cerca l’ispirazione per l’assolo registrato all’Astoria mentre la (b) è registrata insieme a Guy Pratt, Nick Mason e Richard Wright agli Olympic Studios. Nervana è una canzone del tutto inaspettata, quasi “rumorosa” ed inizia con un riff di David e gli altri gli vanno dietro poco a poco. Allons-y è quasi uguale alla versione su disco, una versione di prova con telecamera puntata dietro Rick sullo studio di registrazoine.

AudioTBS9 e TBS14 sono dei bellissimi frammenti audio strumentali stile Barn Jam. (Molto probabile che il titolo stia ad indicare The Big Spliff) mentre la versione di Nervana è molto simile a quella audio/visual, forse registrata meglio e con più assoli.

GIUDIZIO FINALE

All’inizio sono rimasto quasi spiazzato, ma dal terzo, quarto ascolto si comincia davvero a capire il valore di quest’opera, che se non approfondita a dovere può sembrare un’accozzaglia di suono messi lì per puro caso. Così non è. Fidatevi. Non ci saranno gli assoli più ispirati di David Gilmour, ma ho la sensazione che si sia voluto deliberatamente mettere lui al servizio di Richard Wright, che è indubbiamente il protagonista dell’album. E non poteva essere altrimenti essendo a lui dedicato. Se amate i Pink Floyd dovete assolutamente ascoltare questo disco. Non so se Polly Samson aveva ragione nel dire che questa musica non aveva bisogno di parole, resta il fatto che non se ne sente la mancanza. Questo album è come una specie di sguardo indietro a quello che i Pink Floyd hanno creato, ma allo stesso tempo uno sguardo al presente e al futuro per ribadirci una volta di più che noi abbiamo bisogno di loro. Potrà piacere o meno al grande pubblico, ma ai fan piacerà di sicuro. In definitiva le emozioni che ci hanno fatto provare in questi mesi sono il testamento dei Pink Floyd e del loro potere. Notti in bianco a pensare a questo ultimo evento colossale e a quel maledetto 7 novembre che sembrava non arrivare mai. “The Endless River” rappresenta una boccata d’aria fresca in un ambiente musicale che non ha più niente da dire da ormai tanto tempo. Ascoltare nuove canzoni da questi “mostri sacri” della musica, seppur non a livello della miglior produzione della band, è la cosa più bella e inaspettata che potesse capitarci.

Voto: 8/10

Se volete dare un’occhiata alla “genesi” di “The Endless River” potete rileggervi l’articolo dell’annuncio, dal primo tweet di Polly Samson fino alle ultime indescrizioni e l’annuncio ufficiale con tutti i dettagli!

P.s. Un’ultimo pensiero su chi critica questo album: naturalmente ognuno ha il suo pensiero ed io considerandomi abbastanza obbiettivo capisco tutti i motivi di chi crede che questo album non doveva uscire. Bè ragazzi non comprate l’album, punto. Non c’è bisogno di insultare (come succede spesso su Facebook) chi ha aspettato questo momento da 20 anni. Molti sono dell’idea che i Pink Floyd siano finiti nel 1979, altri nel 1971 e altri ancora addirittura nel 1967: i Pink Floyd proprio come ogni essere umano sono cambiati, si sono evoluti e hanno continuato ad esistere fino ad ora. Quindi (come li ha definiti qualcuno) se prima come leader c’era Syd Barrett –il pifferaio magico alle porte dell’alba– e poi Roger Waters –un uomo con così tanti incubi da costruirci un muro-, dal 1985 ad oggi abbiamo David Gilmour –l’operaio che tiene aperta la fabbrica dei sogni-. Ed io amo incondizionatamente ogni album, epoca e membro.

PINK FLOYD, GRAZIE DI ESISTERE!

Shine On!

Ed ecco il video di “Louder Than Words” Radio Version: 

Alcune immagini che durante questi ultimi mesi hanno accompagnato l’uscita di “The Endless River“:

(altro…)

È USCITO THE ENDLESS RIVER!

endlessriver04Il grande giorno è arrivato: esce oggi in Italia Venerdì 7 Novembre 2014 il nuovo ed ultimo album dei Pink Floyd “THE ENDLESS RIVER”. Inutile cercare di trasmettere l’emozione per questo evento che mi sento di dire “irripetibile”. L’attesa per i fans è stata estenuante, soprattutto negli ultimi giorni. Certe emozioni le possono regalare solo i Pink Floyd. Per chi vuole dire subito la sua opinione lo può fare commentando questo articolo! La recensione dell’album la potete trovare in questo articolo. Per tutte le ultime news sull’album potete cliccare nell’apposito articolo sempre in aggiornamento.

Il disco è disponibile alla pagina dedicata di Amazon italia: http://smarturl.it/PFamazonIT ed è già diventato l’album più pre-ordinato della storia di Amazon, rubando il posto all’album dei One Direction “Midnight Memories”.

David Gilmour: “Occorre entrare nello spirito giusto, per ascoltarlo, c’è ancora un sacco di gente che ama ascoltare la musica in questo modo, cioè prestando attenzione a un’opera nella sua completezza e cercando di entrare nel mood della stessa, invece che limitarsi a fruire di singoli brani più brevi. Ecco, il nostro ultimo disco è dedicato a loro. L’unico concept dietro a ‘The endless river’ è il concept di Rick e Nick che suonano come hanno sempre fatto in passato, ma che in un certo senso avevamo dimenticato. Lavorando sulle incisioni tutto ci è sembrato subito familiare“.

Nick Mason: “Tutti i musicisti tendono ad avere un loro bagaglio di ispirazione al quale attingere, facendo il loro lavoro. E noi siamo sempre stati unici, non paragonabili a nessun altro. Sicuramente il nostro sound è sempre stato inimitabile: non poteva che essere così. La somma, del resto, è sempre maggiore delle parti“.

Sulla pagina Amazon di The Endless River è stata pubblicata una nuova video-intervista con David Gilmour e Nick Mason (sottotitoli in italiano): http://smarturl.it/PinkFloydAmazonQA

www.pinkfloyd.com/theendlessriver/

Shine On! #TheEndlessRiver