new album

ROGER WATERS – IS THIS THE LIFE WE REALLY WANT?

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Roger Waters ha postato sulla sua pagina Facebook un breve video teaser del nuovo album, che si intitolerà “Is This The Life We Really Want?” (è questa la vita che vogliamo davvero?), altri dettagli dovrebbero essere imminenti, in una recente intervista ad Uncut Magazine Roger ha dichiarato che l’album avrebbe dovuto essere rilasciato all’inizio di maggio. Maggiori informazioni appena disponibili!

Roger Waters ha anche partecipato insieme a Nick Mason ad una “Q&A session” per la nuova mostra “The Pink Floyd Exhibition: Their Mortal Remains” facendo interessanti rivelazioni: la domanda sulla reunion per un concerto una tantum è stata inevitabile. Il Festival di Glastonbury, in particolare, è stato suggerito, a cui Nick ha risposto: “Sarebbe bello aggiungerlo alla lista delle cose da fare. Non ho mai suonato a Glastonbury. Sarebbe divertente farlo [anche se] non credo che sarebbe molto probabile“. Roger ha ricordato il 2002: “Ho fatto Glastonbury una volta credo, era stato veramente freddo ma c’erano un sacco di persone e sembrava molto allegra e mi è piaciuto. Sì, lo farei di nuovo…..“. Il problema è quello che entrambi hanno rivelato su David Gilmour: Roger Waters ha detto “L’ultima che ho sentito, è che David si era ritirato“, mentre Nick Mason “Ho sentito che è andato in pensione, poi sembrò non ritirarsi“. Speriamo non ci sia niente di vero in queste dichiarazioni…

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Maggiori dettagli sulla mostra sono stati rivelati. È un viaggio cronologico attraverso la storia dei Pink Floyd, il collegamento con la musica, l’arte e il design, la tecnologia del suono e le performance dal vivo: dai loro esordi sulla scena club underground nel 1960 a Londra fino ai giorni nostri, attraverso album storici come The Dark Side Of The Moon, Wish You Were Here, Animals, The Wall e The Division Bell, e le loro immagini di accompagnamento, spettacoli teatrali, design e tecnologia. Ogni capitolo della storia dei Pink Floyd è rappresentata, con più di 350 oggetti e manufatti in mostra, molti dei quali mai visti prima, testi scritti a mano, strumenti musicali, lettere, opere d’arte originali e oggetti di scena. Alcuni di questi elementi erano stati messi in impianti di stoccaggio, studi e collezioni personali per oltre 40 anni, prima di essere riscoperti.

Il punto di ingresso della mostra è una replica del furgone Bedford utilizzato come loro veicolo da tour a metà degli anni 60. Da questo primo momento, il visitatore si immerge nel mondo dei Pink Floyd. Emergendo dal veicolo, si troveranno trasportati nella Swinging London e l’UFO club, la casa della scena musicale psichedelica della capitale, dove i Pink Floyd erano diventati una ‘house band’ durante la prima parte del 1967. La mostra comprende olio atmosferico e proiezioni luminose create dal designer dei Pink Floyd, Peter Wynne Willson, che, insieme con la colonna sonora di accompagnamento, garantisce un’esperienza coinvolgente. Ci sarà anche l’Azimuth Co-Ordinator, il dispositivo usato da Richard Wright che tramite un joystick, faceva ruotare il suono di 360° intorno al luogo del concerto. Sarà presente anche la chitarra con cui David Gilmour ha fatto la storia: la Black Strat e una miriade di altre cose. La “Sennheiser” sarà il partner audio ufficiale della mostra, permettendo esperienze audio accattivanti attraverso la sua tecnologia audio AMBEO 3D. Sistemi Sennheiser saranno utilizzati per tutti gli elementi audio e tutta la mostra, tra cui documenti di audio storico in altissima qualità. Una perfetta combinazione, anche perchè la band durante la loro carriera ha utilizzato apparecchiature audio Sennheiser e Neumann, iniziando con il leggendario Sennheiser MD 409. La mostra si concluderà con un upmix di Comfortably Numb dal Live8, l’ultima volta che la band ha suonato insieme . Questo creerà un suono surround avvolgente utilizzando la sua tecnologia 3D AMBEO (18.3).

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ROGER WATERS: LIVE @ DESERT TRIP FESTIVAL

Roger Waters in occasione del Desert Trip Festival in cui suonerà  il 9 e il 16 ottobre ha affermato di aver allestito uno spettacolo ad hoc, che si potrà vedere solo in questo grande festival in cui userà “il più grande impianto quadrifonico mai visto“. Ed ha anche dato nuove informazioni sull’attesissimo nuovo album:

Ho avuto un po’ di tempo per pensarci, mentre lavoravo al prossimo album, che sarà finito entro l’anno e uscirà nella primavera del 2017. A metà circa del concerto ci sarà un momento molto teatrale e spettacolare, del quale sono davvero soddisfatto“. Molto probabile un’allusione al candidato repubblicano alle presidenziali americane Donald Trump e al suo progetto di costruire un muro alla frontiera del Messico: “Costruire muri non è mai una buona idea – e se ve lo dico io potete credermi.

AGGIORNAMENTI:

Questa la scaletta del 9/10: Speak to Me, Breathe, Set the Controls for the Heart of the Sun, One of These Days, Time, Breathe (Reprise), The Great Gig in the Sky, Money, Us and Them, Fearless, You’ll Never Walk Alone (Gerry & The Pacemakers), Shine On You Crazy Diamond (Parts I-V), Welcome to the Machine, Have a Cigar, Wish You Were Here, Intermezzo, Pigs on the Wing 1, Pigs on the Wing 2, Dogs, Pigs (Three Different Ones), The Happiest Days of Our Lives, Another Brick in the Wall Part 2, Mother, Brain Damage, Eclipse, Why Cannot the Good Prevail, Vera (acustica), Bring the Boys Back, Home (acustica), Comfortably Numb

Questa la scaletta del 16/10: Speak to Me, Breathe, Set the Controls for the Heart of the Sun, One of These Days, Time, Breathe (Reprise), The Great Gig in the Sky, Money, Us and Them, Fearless, You’ll Never Walk Alone (Gerry & The Pacemakers), Shine On You Crazy Diamond (Parts I-V), Welcome to the Machine, Have a Cigar, Wish You Were Here, Intermezzo, Pigs on the Wing 1, Pigs on the Wing 2, Dogs, Pigs (Three Different Ones), The Happiest Days of Our Lives, Another Brick in the Wall Part 2

Da Corriere.it: “Anche Roger Waters, che nelle pause fra un successo dei Pink Floyd e il successivo sorprende le orecchie con effetti speciali in quadrifonia, spinge sulla politica. Durante «Pigs» sul megaschermo scorrono parodie di Donald Trump (con in mano un dildo, trasformato in pecora…) e quindi una raccolta delle frasi più improbabili del candidato repubblicano, quelle su donne, stranieri, neri e soldi, per concludere a tutto schermo, «Trump is a pig, è un maiale» mentre un enorme suino gonfiabile di floydiana memoria gira sulla platea. Il pubblico applaude. Poco più avanti offre «solidarietà agli studenti che manifestano a favore della Palestina» e chiede al governo israeliano di «terminare l’occupazione». Dagli anni Sessanta si è aperta un porta spazio temporale. Bisogna tornare al presente. È finita anche la musica.”

A QUESTO LINK la pagina Getty Images dell’esibizione di Roger al Desert Trip Festival con delle fotografie fantastiche, assolutamente da vedere!

Roger Waters:”Il Desert Trip era una specie di Rolling Stones/Beatles/Pink Floyd e poiché mi toccava rappresentare i Pink Floyd dovevo dare un bello, lungo, forte, amorevole e nostalgico sguardo al lavoro che David, Rick, Nick, Syd e io abbiamo fatto assieme fra il 67 e l’82, che sono gli anni in cui c’ero anch’io. Penso che sia un grande insieme di lavori e sono felice di usare questo weekend per rendere omaggio a loro e a quella band.

ULTERIORI AGGIORNAMENTI APPENA DISPONIBILI!

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DAVID GILMOUR SUI RECENTI LUTTI NEL ROCK, IL TOUR E NUOVA MUSICA

Durante il tour Nordamericano, è stata pubblicata una interessantissima intervista del quotidiano Toronto Sun, in cui David parla dei recenti lutti nel mondo del rock, il tour in corso e soprattutto su della nuova musica. L’unica certezza è che se davvero David ha un nuovo album in cantiere, non dovremmo aspettare altri 10 anni…dsc04541

David Gilmour non si tira indietro nel dire la sua sui musicisti di una certa età che se ne sono andati ultimamente – tra questi David Bowie, Glenn Frey e Lemmy Kilmister dei Motorhead.
È molto, molto triste. Ma questa è la vita“, ha detto Gilmour di recente in una chiacchierata esclusiva con Postmedia Network. “Mi sento molto felice di aver raggiunto i 70 anni. Ora sono completamente, estremamente vecchio. Sto cercando di abituarmi all’idea. Avanza la decadenza. Sai, puoi fingere ancora durante i 60 anni, fingere di essere nella mezza età, ma quando si arriva a 70 non c’è nessuna pretesa. Sei una persona molto vecchia e fine della questione. È tutto un po’ diverso mentalmente.
Gilmour, una volta cantante, co-leader e chitarrista dei Pink Floyd, ha appena festeggiato in grande stile il suo settimo decennio sul pianeta il 6 marzo. “Ho avuto una bella festa allegra – a 70 anni te lo puoi permettere“, ha detto Gilmour in linea da Londra. Tra quelli che lo hanno festeggiato c’era niente di meno che Noel Gallagher, il cervello degli Oasis. “È difficile scambiare una parola con Noel“, scherza. Gilmour, il cui mini-tour in quattro città del Nord America – il primo su questa sponda dell’Atlantico dopo nove anni – arriva all’Air Canada Centre di Toronto giovedì e venerdì, ha detto che è “esagerato” dire che era vicino a Bowie ma aveva grande rispetto per lui. “Non lo conoscevo molto bene, ma, come in tutti i tipi di lavoro, si incontrano persone e mi trovo bene con loro e a fare quattro chiacchiere “, ha spiegato. Eppure lo “Starman” attraversò “lo stagno” per fare una rara esibizione nei suoi ultimi anni. “David Bowie si è esibito con me in uno dei miei ultimi concerti qui a Londra nel 2006 alla Royal Albert Hall. Venne a cantare un paio di canzoni con me. Gliene fui molto grato. Una gradevolissima persona. È un grande ricordo.
Gilmour, che lo scorso anno girò Europa e Sud America a sostegno del suo quarto album solista, ‘Rattle That Lock’ (2015, il suo primo dopo nove anni), dice che non ha alcun interesse per lunghi tour dopo più di 54 anni di attività. “Non sono mai stato uno che volesse passare tutta la vita on the road“, ha detto Gilmour, che è padre di quattro figli dal primo matrimonio e altri quattro dall’attuale matrimonio con Polly Samson. “Ho ancora alcuni figli piccoli. La più piccola ha 13 anni e penso che sia doveroso per me metterla davanti a tutto in questa fase della mia vita in cui ho avuto una carriera molto piena. Lavoro soprattutto quando la scuola è chiusa. Ma, sai, andando di città in città, penso di aver fatto più o meno la mia parte e un po’ egoisticamente, dal mio punto di vista, penso di aver fatto in modo che la gente potesse venire a me. Sto cercando di fare più spettacoli, ma in poche città.
Nei primi concerti del tour in Nord America a Los Angeles, Gilmour ha eseguito 14 classici dei Pink Floyd, tra cui Wish You Were Here, Money, Us and Them e Comfortably Numb, e 8 brani del repertorio solista.
Lo spettacolo sta andando molto bene” ha detto. “Abbiamo dei bei filmati e un grande spettacolo di luci. Ha una buona costruzione, quindi sono abbastanza contento del modo in cui fluisce in questo momento. Ho con me Marc Brickman, il curatore delle luci; ha fatto lo show di The Wall dei Pink Floyd con noi. Abbiamo messo su un bello spettacolo e lui ne è la gran parte“.
E al termine dei concerti europei, alla fine di settembre, Gilmour ha in programma di tornare in studio.
Ho un po’ di musica pronta a metà“, ha detto. “Ma prometto che mi ci dedicherò molto presto.
Sta anche lavorando ad un brano di David Crosby, dei gloriosi CSNY, ospite in Rattle That Lock.
Penso che uscirà un album di cover delle canzoni di Crosby e io ne farò una – è un po’ un gioco“, ha detto Gilmour.

Jane Stevenson
Toronto Sun – 30 marzo 2016

Fonte:  Cymbaline – Pink Floyd Fan Club   / The Sun

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ROGER WATERS: NUOVA INTERVISTA PER ROLLING STONE

Nuova “epica” intervista per Roger Waters, di Andy Greene per Rolling Stone! Traduzione in italiano by Cymbaline – Pink Floyd Fan Club

Cattura

Intervistare Roger Waters può essere una corsa sfrenata. Se una domanda gli piace, è felice di pontificare a lungo, ma se lo annoi con domande trite e ritrite, svicola e (lui che è capace di risposte del tipo: “se non mangi la carne, non avrai il budino”) ti liquida in pochi, terribili secondi. L’occasione per un’altra chiacchierata con il co-fondatore dei Pink Floyd è l’imminente pubblicazione – il 20 novembre – di ‘Roger Waters The Wall’, documento in CD/BluRay del recente tour di ‘The Wall’, ma inevitabilmente la politica è entrata nella discussione. La telefonata con Waters è avvenuta pochi secondi dopo che Joe Biden ha annunciato il ritiro dalla corsa per le presidenziali; sapendo dell’interesse di Roger per la scena politica, siamo partiti da questo argomento.

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DAVID GILMOUR: VIDEO UFFICIALE DI “FACES OF STONE”

11986928_10154182149323574_5337751738636515370_nÈ uscito il video ufficiale di uno dei pezzi migliori del repertorio solista di David Gilmour, terza traccia di Rattle That Lock: “Faces Of Stone“! Dal Facebook ufficiale di David Gilmour:

Faces of Stone è un brano scritto da David Gilmour, ed è una canzone molto personale inerente alla fine di una vita e l’inizio di un’altra. David Gilmour commenta: “Verso la fine della vita di mia madre, quando era affetta da demenza, c’è stato un breve periodo di crossover di circa 9 mesi, quando era viva e mia figlia era appena nata: questa canzone riguarda quel periodo. In particolare si fa riferimento ad una passeggiata nel parco dove mia madre vedeva ‘volti di pietra’ appesi tra gli alberi.

Da Cymbaline – Pink Floyd Fan Club: Maya Deren (protagonista del video) è stata una studiosa di cinema, cineasta sperimentale, fotografa ed artista a tutto tondo, vissuta tra il 1917 e il 1961, americana di origine ucraina. Il film (muto) dal quale sono tratte le scene inserite nel videoclip, s’intitola ‘At Land’. Fu girato nell’estate del 1944 a Port Jefferson e Amagansett, negli Stati Uniti. Da una prospettiva psicologica, Maya Deren “esteriorizza la dinamica nascosta del mondo esterno… come se muovesse dall’attenzione per la vita dei pesci all’attenzione per il mare che rappresenta il carattere del pesce e la sua vita.” Nel film, la protagonista (che è la stessa Maya Deren) viene ributtata dal mare sulla spiaggia e si arrampica su un pezzo di legno che conduce ad una stanza illuminata da lampadari, con un lungo tavolo pieno di uomini e donne che fumano. Lei sembra essere invisibile alle persone mentre si trascina strisciando da una parte all’altra parte del tavolo dove, in fondo, c’è una scacchiera ed una pedina cade a terra. In realtà, finisce in un buco e la protagonista, senza soluzione di continuità, per inseguire la pedina continua a strisciare attraverso il fogliame; segue un ruscello tra le rocce, un uomo in una fattoria, un uomo malato a letto, una serie di porte e, infine, si ritrova ancora su una scogliera. Qui la protagonista si allontana dalla cinepresa e, in campo largo, va su e giù per le dune di sabbia. Dopo, freneticamente raccoglie pietre ancora sulla riva. La sua espressione sembra confusa quando vede due donne che giocano a scacchi sulla sabbia. Ruba una pedina e corre all’indietro ripercorrendo le scene precedenti. Una sorta di doppio di se stessa, un alter ego, attraversa la scena. Alcuni movimenti sono controllati, teatrali, da danzatrice, alcuni hanno una sensibilità quasi animalesca, mentre striscia in ambienti apparentemente estranei. In questo film l’attenzione è rivolta all’esplorazione della soggettività del personaggio nel suo ambiente fisico, dentro e fuori il suo subconscio.
Un film in chiave psicologica, che ben si coniuga con il testo di ‘Faces of Stone’, nel quale si racconta del deterioramento mentale in età senile.

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RECENSIONI: DAVID GILMOUR RATTLE THAT LOCK

12030519_10154207657478574_5640598838950321948_oRattle That Lock è un album solista di David Gilmour, questo è quello che bisogna ricordarsi prima di ascoltare il disco. E lo dico fin da subito, in un ipotetico “best of” di David Gilmour da questo album io ci prenderei almeno 5 traccie, e non è poco, visto i dischi che stanno uscendo negli ultimi anni. Chi si ostina a paragonare le carriere soliste di artisti con alle spalle nomi importanti come Pink Floyd, forse non capisce che in un gruppo, con l’andare del tempo, puoi essere “limitato”, e non fare cose che magari ti piacerebbe provare, qualcosa di nuovo, per esempio in Rattle That Lock David ha voluto provare un’esperienza Jazz e Valzer, poi i risultati saranno anche discutibili ma resta il fatto che questo è il suo disco, non dei Pink Floyd e ha registrato quello che si sentiva di farci ascoltare.

La traccia di apertura è 5 am, classico brano  d’atmosfera, potrebbe starci benissimo in “The Division Bell” da quanto è bello, David qui usa la Gibson Les Paul in modo magistrale, con il classico accompagnamento d’orchestra diretta da Zbigniew Preisner. La rivista Rolling Stone (che ha stroncato il disco dandogli 2 stelle) dice in poche parole che fa sempre lo stesso assolo, sinceramente, se il disco fosse tutto come questa canzone, io non mi stancherei mai di ascoltarlo. David Gilmour è uno dei pochissimi artisti che può copiare da se stesso, e non penso gli si possa fare una colpa per questo. La titletrack Rattle That Lock è già da parecchio tempo che la possiamo ascoltare, ha creato pareri diversi, anche per l’ispirazione che ha avuto, il jingle della stazione ferroviaria francese… Resta il fatto che è orecchiabile e uno dei pochi brani ad essere adatto ad un passaggio radiofonico. Faces Of Stone è un pezzo dal sapore Valzer, ma contiene degli assolo tra i più belli di David con un suono che certa gente “darebbe via un rene” per poter avere e soprattutto un testo importantissimo. La canzone è su sua madre e alla malattia che la ha colpita. Essendo io stato coinvolto in prima persona con mia nonna (una seconda mamma per me..) affetta dalla stessa malattia, Alzheimer e Demenza, posso dire che per scriverci sopra una canzone, ci vuole molto coraggio. Fidatevi, chi non ha passato l’esperienza di un caro con questa malattia non potrà mai capire il dolore che si prova. A me la canzone ha commosso ed è una delle più belle del disco. Si prosegue con un altro brano da pelle d’oca: A Boat Lies Waiting dedicato a Richard Wright. Il brano è stato unanimamente riconosciuto come uno dei più toccanti del disco, i cori sono di David Crosby e Graham Nash. Altre parole sono superflue. Dancing Right In Front Of Me, musica e testi interamente di David Gilmour, è un brano più “leggero”, scivola via piacevole con un piccolo cambio d’atmosfera quasi jazz nel mezzo del brano. Gran lavoro dell’orchestra, sembra quai di risentire il “Live in Gdansk”, dove orchestra e chitarra si mescolano perfettamente. La seconda parte di Rattle That Lock si apre con il fischio di In Any Tongue: capolavoro. Avevamo già avuto modo di ascoltarne un estratto parecchio tempo fa e subito era sembrata una nuova “Comfortably Numb”. Dal vivo fa forse ancora più impressione che in studio, la parte cantata “alta” dal vivo la cantano i coristi mentre su disco la canta (paurosamente bene) David. Per un tema importante come quello della guerra, la canzone è perfetta, l’assolo vorresti non finisse mai… Questa canzone non sfigurerebbe affatto in un disco a nome Pink Floyd. A questo punto c’è lo strumentale Beauty, a me è piaciuto subito, mi ha ricordato certe atmosfere di “Obscured By Clouds” e “The Endless River” dei Pink Floyd, uno dei pezzi più belli del disco. The Girl In The Yellow Dress è un brano dal sapore jazz, forse il meno amato del disco, personalmente non sono un amante del genere e non mi sento in grado di giudicare un brano Jazz, resta il fatto che David non si era mai addentrato in questo genere, e anche quando la propone dal vivo la reazione è “tiepida” rispetto ad altre canzoni. Paradossalmente è ritenuta da David steso uno dei brani più belli del disco. Today è il secondo singolo estratto dall’album (prossimamente uscirà anche il video), a molti è piaciuto più del primo singolo “Rattle That Lock”. Il brano è uno di quelli che Phil Manzanera ha creato mettendo insieme dei “bozzetti” di canzone creati da David. Sa quasi di “anni 80”, per i miei gusti un pò troppo esagerati i cori, dal vivo rende molto di più. L’album si chiude con And Then… , un’appendice di “5 am” più complessa e articolata, sempre molto d’effetto. Da lacrime agli occhi l’ultimo assolo alla chitarra Taylor con corde in nylon. Il disco si chiude con il rumore di un camino acceso… Ripeto che io non mi stancherei mai di ascoltare questo genere di canzoni.

In definitiva una delle prove più convincenti della carriera solista di David Gilmour, superiore ad On An Island seppur con qualche “difetto” minore come aver sfumato tutte le canzoni. Personalmente mi sento di consigliare questo disco non tanto per l’opera in se (ogni canzone dell’album può essere ascoltata singolarmente e non è necessario ascoltarlo dall’inizio alla fine per aver un senso compiuto) ma per dei piccoli capolavori che meritano di essere assolutamente ascoltati. Meglio se in cuffia o in Blu-Ray con l’edizione 5.1 Dts.

Grazie di continuare a  regalarci emozioni, David.. E non farci aspettare altri 9 anni, in questo mondo c’è bisogno di te!

Contenuti Extra versione cd+dvd* / cd+bluray

*molte persone hanno segnalato un problema con i sottotitoli in Italiano sbagliati nella versione Dvd. Per la versione Blu-Ray nessun problema riscontrato.

AUDIO-VISUAL

Barn Jam 1, 2, 3 e 4. Sono delle jam create nel 2007 con il compianto Rick Wright, se potete ascoltatele, solo queste meritano davvero i soldi spesi in più per avere la versione Deluxe.

THE ANIMATORS – ALASDAIR + JOCK (Documentary) e THE ANIMATORS – DANNY MADDEN (Documentary) sono due mini-documentari sulla realizzazione dei video delle rispettive Rattle That Lock e The Girl In The Yellow Dress; presenti alla fine di ogni documentario anche i relativi video completi.
POLLY SAMSON & DAVID GILMOUR AT THE BORRIS HOUSE FESTIVAL OF WRITING & IDEAS  (Documentary) è un bellissimo speciale in cui David e Polly parlano sull’ispirazione dell’album e il metodo compositivo dei due. Tra risate e rivelazioni un inaspettato documentario, senza cui non sapremmo che è Polly ad incoraggiare David a scrivere testi per conto suo!

THE MAKING OF THE RATTLE THAT LOCK ALBUM: è il documentario già pubblicato sul canale YouTube di David Gilmour ampliato e sottotitolato.

AUDIO ONLY

RATTLE THAT LOCK Extended Mix contiene alla fine della canzone un assolo di chitarra più lungo.

THE GIRL IN THE YELLOW DRESS Orchestral Version è una suggestiva versione della canzone con solo voce ed orchestra.

RATTLE THAT LOCK Youth Mix12” Extended Radio Dub è una versione remixata della title track, se ne poteva anche fare a meno (a mio parere).

RATTLE THAT LOCK Radio Edit è la versione radiofonica della title track

Se volete ripercorrere la genesi di Rattle That Lock dalle prime indiscrezioni fino all’uscita clicca qui. Per i chitarristi qui troverete le guide ai setup usati da David. Clicca qui per la pagina di Giampaolo Noto, clicca qui per la pagina di Gilmourish.

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