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DAVID GILMOUR LIVE At POMPEII – INTERVISTA – UN ANNO DOPO IL FILM

David Gilmour, ha risposto ad alcune domande dal web, in occasione del primo anniversario dall’uscita del Bluray/Cd/Lp “Live at Pompeii”:

D: Caro David, prova a descrivere l’atmosfera del posto. È stato qualcosa di mistico per te essere lì? Una sorta di connessione con il passato e l’anima di un vulcano assonnato?
Tudor Runcanu (via Facebook)
R: Le connessioni con il passato sono potenti a Pompei. Senti che stai camminando sulle orme delle persone che sono venute ad intrattenere e ad essere intrattenute tanti anni fa. Ci sono altri posti in Italia, in Grecia, in Turchia e nel Medio Oriente dove hai questa sensazione, ma da nessuna parte ti senti più vicino di quanto non lo sia a Pompei.

D. Il tuo assolo di In Any Tongue quella particolare notte è stato epico. Ti ho visto al Madison Square Garden in quel tour e ho pensato che il tuo modo di suonare la chitarra fosse fenomenale e migliore che mai. Richiede più pratica o diventa più difficile rimanere creativi quando si invecchia?
John Simonds (via Facebook)
R. Io non mi esercito, davvero. Il processo di creare un album e provare per un tour è tutta la pratica che faccio. Mi piace un assolo di chitarra che abbia un inizio riconoscibile per far entrare me stesso e il pubblico nel groove e, a seconda di quanto mi sento creativo e fluente in una notte, stabilire quanto mi sento libero di gironzolare in un nuovo territorio .

D. Puoi offrire una panoramica di ciò che stai pensando o cercando quando crei una scaletta per uno spettacolo?
Scott Wallen (via Facebook)
R. Ci sono molte cose da tenere in considerazione quando si lavora su una scaletta. Vuoi che i ritmi e le chiavi non siano troppo simili, devi considerare il significato delle canzoni mentre si susseguono, è necessario bilanciare le canzoni più recenti che le persone conoscono meno bene rispetto alle vecchie preferite e devi costruire verso un climax alla fine. È molto complicato farlo bene e ci sono un sacco di riflessioni. Spero che tu abbia approvato.

D. Mr. Glimour. Mi è piaciuto molto il DVD. Solo una rapida domanda sull’equipaggio. Sono un po un nerd della chitarra. Sappiamo tutti dell’iconica Black Strat, ma mi stavo chiedendo qualcosa sulla Telecaster. Ho sentito che c’è un pick-up di una Broadcaster vintage nel bridge, ma la chitarra è cablata come Broadcaster o come una semplice Tele? 🤔 Cheers!
Edward Blakemore (via Facebook)
D. La vecchia Tele che chiamo “the Workmate” è iniziata, prima che io l’avessi, come una Esquire. Aveva avuto un pick-up al manico aggiunto prima che io l’abbia avuta, che poi ho cambiato per un pickup proveniente da una stratocaster.
Il pick-up al ponte è quello che c’era quando l’ho presa, non so bene di cosa si tratta e confesso che non so quale sia la differenza tra i cablaggi di una Broadcaster e quelli di unaTele.

D. Quanto è stata forte la voglia di toglierti la maglietta come nel 1972?
Ed Hydock (via Facebook)
R. Ho dato un’occhiata a me stesso nello specchio del bagno e ho pensato.. ‘Nah’.

D. Hai suonato con una delle chitarre che hai usato nella prima Pompei nel 1971?
@telecasttro (via Instagram)
R. Sì, ho suonato la Black Strat in entrambi.

D. Cosa hai fatto prima di salire sul palco quella notte? Hai qualche rituale?
@raygultomWhat (via Instagram)
R. Non ho rituali, solo alcuni esercizi di riscaldamento vocale.

D. Ciao David, vengo dall’Iran. Sei il mio amore. Perché non canti Echoes in Italia?
@ hadiravanshad24 (tramite Instagram)
R. Echoes per me è una interazione tra Rick e me stesso, dopo la sua morte nel 2008 ho deciso di non suonarla più.

D. Quale pensi che sia meglio. L’originale o la rivisitazione …..?
@ sjd0105 (via Twitter)
R. È impossibile confrontare i risultati delle due esibizioni. Sono così diversi. Nel 1971 stavamo realizzando un film per lo più alla luce del giorno. Si trattava di fare una performance di una canzone, spesso diverse volte, fino a quando il regista era soddisfatto di avere tutti gli shot di cui aveva bisogno: passava molto tempo seduti senza fare niente.
Inoltre, non c’era pubblico.
Nel 2016 stavamo suonando dal vivo durante la notte, suonando il più bene possibile a un pubblico entusiasta. L’atmosfera era molto diversa. Il 2016 è stato molto più piacevole.

D. Se potessi sussurrare qualche consiglio al tuo io più giovane a Pompei, basato su tutte le tue esperienze tra i due concerti di Pompei, quale sarebbe?
@musicandwords (via Twitter)
R. Tieni la maglietta …

D. Questo ha chiuso una carriera? O ci sono piani per un nuovo album o un tour futuro?
@nicksthatoneguy (via Twitter)
R. Non ho piani immediati per un album o un tour, ma ciò non significa che mi sia ritirato.

 

Shine On!

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DAVID GILMOUR INTERPRETA “HERE, THERE AND EVERYWHERE” DEI BEATLES!

11896228_1197596003599306_475299120099828678_nDal sito del magazine Mojo: “Avrei voluto far parte dei Beatles”, dice l’uomo dei Pink Floyd a MOJO, che pubblica una sua cover di ‘Here, There And Everywhere‘ esclusivamente sul CD gratuito allegato al nuovo numero di Mojo (il 263), disponibile dal 25 agosto. Circa due anni fa, David Gilmour molto gentilmente inviò a MOJO una cover del brano dei Beatles ‘Here, There And Everywhere’. Siamo tanto contenti della sua interpretazione dei Fab Four che abbiamo voluto condividerla e, dopo qualche lusinga, alla fine è stato d’accordo con noi di inserirla nel CD come allegato gratuito. “Avrei davvero voluto far parte dei Beatles” dice Gilmour a MOJO a proposito della genesi della sua cover. “Mi insegnarono a suonare la chitarra, imparai tutto. Le parti di basso, la principale, la ritmica, tutto. Erano fantastici.” 11243804_1612509695681498_4671293509280760124_nQuell’amore è manifestato nella meravigliosa cover del brano presente in Revolver (1966), registrata con suo figlio Joe. Assolutamente inedito, il brano è la pietra miliare della nostra raccolta di musica – ‘David Gilmour & Friends’ – disegnata per celebrare la vita, l’opera e l’influenza del leader dei Pink Floyd. Nella nostra compilation appaiono alcuni dei più stretti collaboratori di Gilmour, mentre il chitarrista stesso è presente in sei dei brani, tra i quali canzoni di Phil Manzanera, Robert Wyatt e The Pretty Things. Il CD è accompagnato da una importante, nuova, intervista con Gilmour, che ha visto Tom Doyle di MOJO fargli visita a casa, un luogo molto appropriato considerando l’album in arrivo – il primo dopo nove anni – nel quale collabora con Polly Samson, sua moglie. (Traduzione a cura di Cymbaline – Pink Floyd Fan Club)

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