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ROGER WATERS: TOUR INDOOR IN ITALIA 2018

Ci Siamo, tra poche ore partirà il tour indoor di Roger Waters in Italia, Milano e Bologna le tappe previste, ci si aspetta uno spettacolo mozzafiato e siamo sicuri che andremo a casa con soddisfazione…

Queste le tappe:

17 aprile 2018 Mediolanum Forum, Milano

18 aprile 2018 Mediolanum Forum, Milano

21 aprile 2018 Unipol Arena, Bologna

22 aprile 2018 Unipol Arena, Bologna

24 aprile 2018 Unipol Arena, Bologna

25 aprile 2018 Unipol Arena, Bologna

A tutti quelli che parteciperanno all’evento, dite la vostra nei commenti!

Intervista a Roger Waters per Vh1 Italia

Fonte: Rolling Stone.it

50 anni fa era a Roma con i Pink Floyd (ma non se lo ricorda), oggi torna per concerti e una mostra. Sir Waters racconta la sua voglia di cambiare il mondo al direttore di VH1 Italia. Senza risparmiare Zuckerberg, perché non è detto che i miliardari siano tutti intelligenti.

Sir Roger, bentornato in Italia.
Grazie.

Un ritorno con un nuovo album, Is This the Life We Really Want?, e un nuovo tour. Cinque anni fa hai portato in Italia e nel mondo The Wall, oggi torni con Us + Them, in doppia versione, indoor e poi all’aperto.
Sì, in aprile faremo lo spettacolo nei palazzetti di Milano e Bologna, poi torneremo in luglio per suonare al Lucca Summer Festival e al Circo Massimo di Roma. Abbiamo appena fatto 64 concerti tra Usa e Canada, e sta andando incredibilmente bene. Il pubblico è stato fantastico, a quanto pare il concerto commuove e sbalordisce.

Pensi che il pubblico sia sbalordito dal contenuto, dal messaggio del concerto?
Credo di sì. Molti si commuovono, a volte anche in maniera esagerata, e credo che succeda perché lo show rappresenta tutte le cose a cui sono sempre stato interessato. Per esempio l’amore. Suoniamo quattro brani del nuovo album che trattano della natura trascendentale dell’amore romantico. Se nella vita siamo abbastanza fortunati da incontrare l’amore, indipendentemente dal fatto che abbia successo o che sia un fallimento, sia nel breve che nel lungo termine, abbiamo comunque un punto di partenza per provare un senso di empatia dentro di noi, che possiamo poi esprimere nel nostro rapporto con gli altri, anche in situazioni meno intime.

Sei soddisfatto della tua esperienza personale per quanto riguarda l’amore?
Sì, lo sono. Lo sono.

Vidi il tuo concerto al Coachella dieci anni fa e rimasi molto colpito dal fatto che ci fosse un vero aeroplano da guerra che volava sopra il pubblico.
Come no, era il 2008, affittai quell’aereo solo per il Coachella, perché facesse cadere coriandoli con scritto “Vota per Obama”, ma la maggior parte dei coriandoli volarono lontani dal pubblico e finirono nelle piscine delle case dei dintorni, tanto che alcuni pensarono di denunciarmi per aver intasato le loro tubature.

Ricordo che in quel concerto si perse anche il maiale gonfiabile, che volò in cielo.
Sì, il maiale scappò, ma poi lo ritrovarono. Si ruppe in più pezzi che atterrarono qua e là. Il promoter decise di dare una ricompensa a chi lo riportasse, e fece felici quelli che ne trovarono un pezzo nel loro giardino.

La mostra sui Pink Floyd non è mai, nemmeno lontanamente, nostalgica. Il messaggio che arriva a chi la visita è che il lavoro che avete fatto è sempre stato all’avanguardia. Qual è la tua sensazione sulla mostra?
Potresti aver ragione, non lo so. Io la guardo con una prospettiva differente. Per me è come trovarmi nel mio studio, ci sono tutti gli oggetti degli anni ’70 e molti di questi sono come vecchi amici. Come l’Azymuth Co-ordinator costruito da Bernard Speight. Ricordo che eravamo in studio e chiedemmo: “Ehi Bernard, come facciamo a far circolare il suono in questo modo?”, lui costruì lo strumento e disse: “Questo dovrebbe riuscirci”. Continuo a usarlo ancora oggi. Uso ancora suoni quadrifonici, in concerto. Questa mostra è un’esperienza immersiva, le luci sono basse, l’udito viene attivato molto perché lungo il percorso si può ascoltare musica, interviste e altro ancora. Ci sono molti contenuti. Capisco perché ha avuto grande successo a Londra e penso che avrà successo anche qui.

Sono passati 50 anni da quando hai suonato in Italia per la prima volta, al Piper Club, che è a poche centinaia di metri dal Macro.
Me l’hanno detto, sì.

Ricordi qualcosa di…
No.

Niente?
Niente! Proprio oggi ho chiesto: “In che mese abbiamo suonato a Roma?”, mi hanno detto: “In aprile”. Quindi era prima che entrasse David Gilmour nella band. Lavoravamo professionalmente come musicisti solo da un anno. Probabilmente nell’aprile del 1968 c’era ancora Syd Barrett, che però era ormai in quel momento del suo malessere in cui non era più in grado di comunicare con nessuno e ho il sospetto che già non facesse più parte della band. Ma non mi ricordo assolutamente nulla. È triste.

Da sempre attraverso la tua musica e i tuoi concerti lanci forti messaggi sociali. Questo non è un momento facile, ci sono guerre, c’è Trump, quali sono le tue speranze per il futuro della società?
Non è facile, ma il quadro generale diventa sempre più chiaro. La domanda è quella che pongo nel titolo: è questa la vita che vogliamo veramente? Per essere più specifici: vogliamo vivere in un mondo in guerra? Io no, e tutti quelli che conosco non vogliono, ma allora perché è così? Perché i Lindsey Graham e i John McCain del mondo non fanno che dire: “Perché quelle sono persone cattive!”, e la destra evangelica degli Stati Uniti dice: “È colpa loro perché non sono in grado di controllare i loro impulsi omicidi, quindi dobbiamo ucciderli”. Ma le tattiche usate in quella che viene definita “la guerra al terrore” non stanno funzionando. Tutto ciò che fanno non ha altro effetto se non creare più persone che vogliono uccidere gli americani, ed è questo che sta succedendo. È il modo perfetto per peggiorare le cose. Quindi chi di noi non vuole vivere in uno stato di guerra deve iniziare a mettere in discussione il modo in cui le informazioni vengono disseminate, il modo in cui la propaganda sulla guerra viene diffusa. Dobbiamo pensare anche a Internet, a come Google e Facebook siano gomito a gomito con il governo. Ci sono 10mila impiegati in Google impegnati a modificare il motore di ricerca affinché i siti che si oppongono alla guerra non appaiano nei risultati. Questo fa paura, ma riusciranno a far scomparire questi siti prima che la gente dica: “Aspettate un attimo!”? Non lo so.

Quindi tu cosa faresti?
Mi piacerebbe mettere quelli che hanno fondato Google in una stanza, chiedere loro: “Perché lo state facendo?”, e sentire cosa dicono. Sono due tizi alti così, li ho visti di persona a un party. Sono due ragazzini che non sanno niente, ma hanno un potere incredibile. E Zuckerberg è un idiota. È un miliardario, ma è un idiota. Non capisce niente. Qualcuno dovrebbe dirgli: dovresti sederti ad ascoltare Noam Chomsky per un paio di settimane, perché lui è saggio e tu sei un cretino, prova a imparare qualcosa. Il problema è che un miliardario pensa: “Non sono un cretino, se sono miliardario com’è possibile che io non sia un genio?”. È un mondo strano.

Shine On!

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PINK FLOYD: THEIR MORTAL REMAINS – DAL 19 GENNAIO (AGGIORNATO)

Aprirà il 19 Gennaio al Museo Macro di via Nizza a Roma The Pink Floyd Exhibition: Their Mortal Remains“, come già ampiamente spiegato, la grandiosa mostra sulla carriera dei Pink Floyd. La novità è che chi aveva comprato i biglietti per la ormai famosa edizione milanese del 2014 e mai andata in scena, avrà diritto ad entrare come ospite alla mostra, questo il comunicato:

i Pink Floyd e CPI (Concert Productions International BV – BK Group), i produttori della mostra” stanno invitando i fan “scottati” dalla mancata apertura meneghina ad assistere allo “spettacolo a Roma come loro ospiti”. I destinatari della mail avranno quindi la possibilità “di ricevere un ingresso omaggio alla mostra” secondo precise modalità indicate dagli organizzatori.

Gli orari disponibili per le visite “riparatrici” sono i seguenti:

Lunedì 9.00-11.00
Martedì 9.00-11.00
Mercoledì 13.00-15.00

“Le date e i tempi sono limitati”, informa la nota inviata da VivaTicket: “Le prenotazioni per ogni fascia oraria disponibile sono su base ‘primo arrivato, primo servito’. Le prenotazioni devono essere completate due settimane prima dell’orario previsto“.

Ai destinatari dell’invito verranno inviati dei codici alfanumerici indispensabili a riscattare i biglietti omaggio, che potranno essere richiesti registrandosi sul sito milan.pinkfloydexhibition.com.

L’orario di ingresso per The Pink Floyd Exhibition, dal 19 gennaio al 1° luglio 2018, sarà dalle ore 9.00 alle ore 21.00 lunedì, martedì, mercoledì e domenica; e dalle ore 9.00 alle ore 24.00 giovedì, venerdì e sabato.

Il biglietto d’ingresso, acquistato al botteghino del Macro, ha un costo di 18 euro intero e 16 euro ridotto (under 26, over 65); tagliandi prenotabili anche online con l’opzione open (ingresso in un giorno a propria scelta) in vendita su Vivaticket al prezzo di 22 euro intero e 20 euro ridotto.

Ci sarà anche Roger Waters alla conferenza stampa di presentazione della mostra ‘The Pink Floyd Exhibition. Their Mortal Remains’ che si svolgerà martedì 16 gennaio al MACRO di via Nizza a Roma, alle ore 12.30.
Presente insieme al bassista, anche Nick Mason oltre alle istituzioni di Roma Capitale.
L’apertura al pubblico sarà invece il 19 gennaio e i biglietti sono già disponibili all’acquisto.

Clicca qui per l’articolo della preview con Roger Waters e Nick Mason più una gallery in anteprima da “Il Sole 24 Ore”.

Qui il video della conferenza stampa:

Qui il video da “La Repubblica”:

NICK MASON E IL SUO NUOVO PROGETTO:

(da RockOl)

Nick Mason ha un nuovo progetto in cantiere. Lo racconta in un articolo pubblicato su Il Messaggero, a firma Simona Orlando, nel quale spiega che quest’anno tornerà ad esibirsi nella dimensione intima del club con un repertorio che attingerà alle origini del gruppo: “Mi continuerò ad occupare delle nostre masterizzazioni e quest’anno tornerò a suonare dal vivo nei piccoli club, portando il repertorio dei primissimi Floyd. Quelli di Syd”. All’interno dell’esposizione “Their Mortal Remains” non manca uno spazio dedicato a Syd Barret, il diamante pazzo – scomparso il 7 luglio del 2006 – che nel 1968 lasciò la band. Nel corso dell’intervista, Mason vi si sofferma: “La sala dedicata a lui è sicuramente il segmento che mi emoziona più. Dopo Syd siamo diventati tutti più professionali, lui rappresenta la genuinità dei nostri esordi. Era un personaggio così interessante, lo è ancora, riascoltando le sue interviste. Solo oggi cominciamo a comprendere cosa potrebbe essergli accaduto. Di recente si è scoperto che al tempo c’era un tipo specifico di LSD chiamato STP, dieci volte più potente. Ha dato gli stessi effetti a chi l’ha provato”. Aggiunge, infine, il batterista: “Pensavamo dovesse essere pazzo perché non era d’accordo nel diventare una rock band di successo, in realtà adesso mi rendo conto che il suo punto di vista poteva non essere sbagliato. Comunque pensavamo che sarebbe tornato sui binari”.

UNO SGUARDO ALLA MOSTRA:

di Marco Meloni

Pink Floyd. Una band, un nome, una garanzia. Descrivere cosa si prova entrando nella fantastica “Their Mortal Remains” è quasi impossibile ma io ci provo lo stesso:

Appena si entra, già si capisce che qualcosa di magico, sta per accadere. Infatti, si viene subito catapultati nel lontano 1965, quando i Pink Floyd non si chiamavano così bensì The Tea Set. In quest’area potrete ammirare tantissimi spartiti, vestiti, oggetti, strumenti, immagini e tanto altro materiale ancora, risalente ai primi periodi dei Pink Floyd. Terminata la visita della prima sala, entrerete in un’area molto buia, dove ad aspettarvi, ci sarà il prisma che ricorda il famoso album, Dark Side of The Moon, fluttuante davanti a voi. L’effetto è a dir poco strepitoso. Il 3D senza occhialini mi è proprio piaciuto. Passando oltre, arriverete nella stanza del missaggio, dove appunto potrete “mixare” una vostra versione di “Money”. Dopo aver visto le batterie di Mason, i bassi di Waters, le tastiere   di Wright, e le fantastiche Fender di Gilmour, si accede nella sala più bella di tutta la mostra: la sala “The Wall”. Ovviamente davanti a voi troverete il famoso muro gigantesco con tutti i suoi mattoni mancanti, dove al loro interno, ci saranno i mitici oggetti che vennero usati durante i primi live e durante il primo film, come le maschere, i pupazzi, la TV, la mantide religiosa, il bastone del maestro e tanto altro ancora. Lo spettatore, guardando verso l’altro vedrà i famosi “pupazzoni gonfiabili” che hanno reso famosi i Pink Floyd. Chi visiterà la mostra, infatti, dovrà vedersela faccia a faccia con il maestro gigante usato da Roger Waters durante The Wall Live del 2013. Nella stessa stanza, ci sarà anche il mitico maialino Algie di Animals. Sempre di Animals, ci saranno tutti gli strumenti, le curiosità e gli oggetti che sono stati usati durante le registrazioni dell’album. Si arriva a The Final Cut. L’ultimo album con Roger Waters. Qui, immancabile il soldato con il coltello che ha reso celebre questo album. Ora tocca ai Pink Floyd senza Roger. L’area successiva è piena di letti d’ospedale, chitarre, uomini con delle lampadine attaccate al corpo, tutto accompagnato dal mitico video su “Mr.Screen” di Learning To Fly. Qui ovviamente, troverete tutte le info e gli oggetti su “Delicate Sound of Thunder e “A Momentary Lapse of Reason”. Si entra nella terz’ultima sala. Qui, ad aspettarvi ci saranno tutti i cimeli di “The Division Bell”. Non mancheranno le teste giganti di ferro, la psichedelica palla blu e il dirigibile colorato. Ora, ad attendervi, ci sarà un piccolo corridoio dove le immagini che scorrono sono toccanti. L’ultimo video “Louder Than Words”, dall’ultimo album della band, fanno pensare molto al tastierista Richard Wright, scomparso molti anni fa. Il nostro viaggio, perché proprio di viaggio si parla, purtroppo finisce qui. Ma prima di uscire dalla mostra c’è una grandissima sorpresa inaspettata:

Un maxi schermo con una tecnologia audio potentissima, vi farà sognare ad occhi aperti mentre riascolterete e rivedrete il magnifico live 8 del 2005, dove tutti i membri dei Pink Floyd (eccetto Syd Barrett), si esibirono lasciando a bocca aperta tutti gli spettatori presenti. Per tutta la durata del video ci saranno laser e giochi di luci, proprio come in un concerto dei Pink Floyd. Siamo più forti delle parole dicono loro. Hanno ragione.

The Endless River, forever and ever.

Il fiume infinito, sempre e per sempre.

Info aggiuntive:

Prima di entrare nella mostra, vi saranno date delle cuffie “Sennisher” che vi accompagneranno per tutto il viaggio all’interno della Mortal Remains. Non toglietele per nessun motivo al mondo, fino alla fine della mostra. La magia è assicurata.

All’interno della Mortal Remains si potranno scattare foto e registrare video.

Mi raccomando, attenti al selfie con il maestro cattivo, non fidatevi di lui (😜).

Invece, non si potranno utilizzare i cellulari per fare foto e video all’interno della sala del “Prisma” e nella stanza finale del Live8.

Prima di uscire dal Macro, recatevi al negozio di souvenir.

Ci saranno tantissimi oggetti (Floydiani) da collezione come libri, magliette, sciarpe, vinili, peluche e portachiavi.

Cosa fate ancora davanti allo schermo !

Correte subito al Macro di Roma !

Shine On!

PINK FLOYD: LA MOSTRA “THEIR MORTAL REMAINS” IN ITALIA!

Dopo mesi di voci, è arrivata l’ufficialità: la mostra “The Pink Floyd Exhibition: Their Mortal Remains” arriverà infatti in Italia:

La location è il Museo Macro di via Nizza a Roma. L’apertura e’ prevista per il 19 gennaio 2018, i biglietti sono già in vendita. La mostra e’ stata presentata presso la sala della Protomoteca in Campidoglio alla presenza di Nick Mason, batterista e unico membro del gruppo presente fin dalla nascita. “Sono felice di avere portato la mostra a Roma, c’e’ grande entusiasmo e non vedo l’ora arrivi l’inaugurazione”, ha detto Mason, annunciando che all’esposizione sarà presente anche Roger Waters, bassista e cantante della band: “..e credo ci sarà anche Roger Waters. Non so se questo doveva rimanere un segreto, se così fosse mi dispiace ma ormai l’ho detto!“. L’esposizione avrà tutti i pezzi già presenti nella mostra di Londra più qualche aggiunta inedita.
Al momento la programmazione è prevista fino al 29 aprile, ma non è da escludere che in caso di successo venga prorogata, proprio come successo a Londra.

I prezzi per i biglietti open sono di 22 €, mentre per il biglietto giornaliero il prezzo sarà di 20 €.

Tutte le info al sito ufficiale della mostra: pinkfloydexhibition.com

A questo link il video di Repubblica.it

pink_floyd_their_mortal_remains_official_bookAd accompagnare la mostra, è uscito anche la versione in lingua Italiana da “Skira editore” del libro “PINK FLOYD Their Mortal Remains”, uno spettacolare volume che celebra i 50 anni della band in una raccolta di foto e documenti esclusivi interamente inediti.

Una cronaca della musica, ma anche delle immagini visionarie e delle performance del gruppo, dalla scena psichedelica e underground della Londra degli anni ’60 fino ai giorni nostri. Una storia di suono, design, performance e tanto altro alla scoperta dell’uso innovativo degli effetti speciali, delle sperimentazioni sonore, delle immagini iconiche e delle critiche sociali di quella che è stata la prima band della storia della musica ad andare oltre l’aspetto sonoro dei propri brani e dei propri spettacoli, per offrire al proprio pubblico non dischi o concerti, ma esperienze totalizzanti e spiazzanti“.

Shine On!

PINK FLOYD: NUOVE RISTAMPE IN VINILE

Dopo la ristampa su vinile dell’intero catalogo degli album in studio, la Pink Floyd Records si appresta a continuare con i Live e le raccolte: usciranno infatti il 17 novembre le nuove ristampe del grandioso Live “Delicate Sound Of Thunder” (1988) registrato durante 5 serate nell’agosto ’88 al Nassau Coliseum di New York e la raccolta “A Collection Of Great Dance Songs” (1981) che offre la particolarità di versioni alternative di alcuni dei classici dei Pink Floyd e una “Money” ri-registrata dal solo David Gilmour che suona tutti gli strumenti con Dick Parry al sax. Entrambi i lavori sono stati rimasterizzati a partire dalle registrazioni analogiche originali.

 

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Ora non ci resta che aspettare l’uscita di P.u.l.s.e. in vinile.. 😉

Shine On!

ROGER WATERS: “US+THEM” – IL TOUR IN ITALIA A MILANO E BOLOGNA! LE DATE E I PREZZI

Dopo 63 concerti soldout in America e Canada nel 2017, lo straordinario show “Us+Them” di Roger Waters approderà in Europa nel 2018: le località scelte sono Austria, Belgio, Bulgaria, Croazia, Repubblica Ceca, Danimarca, Finlandia, Francia, Germania, Olanda, Ungheria, Irlanda, Italia, Lettonia, Lituania, Norvegia, Polonia, Portogallo, Russia, Spagna, Svezia, Svizzera e Regno Unito.

Le date italiane infatti saranno:

17  aprile 2018 Mediolanum Forum, Milano

18 aprile 2018 Mediolanum Forum, Milano

21 aprile 2018 Unipol Arena, Bologna

22 aprile 2018 Unipol Arena, Bologna

24 aprile 2018 Unipol Arena, Bologna 

25 aprile 2018 Unipol Arena, Bologna 

Attenzione: I concerti di Bologna avranno due configurazioni diverse: il 21 con parterre in piedi  mentre il 24 con parterre numerato.

Le prevendite saranno aperte sul circuito Ticketone a partire dalle ore 11 del prossimo martedì 3 ottobre.

Questi i prezzi dei biglietti per i concerti del 17 e 18 aprile al Forum di Assago di Roger Waters:

Platea Gold e Trib Numerata 1° Settore: 130,00 € più diritti di prevendita ed eventuali commissioni addizionali

Platea Numerata e Trib Numerata 2° Settore: 100,00 € più diritti di prevendita ed eventuali commissioni addizionali

Tribuna Numerata 3° Settore: 69,00 € più diritti di prevendita ed eventuali commissioni addizionali

Anello B Visibilità Ridotta: 85,00 € più diritti di prevendita ed eventuali commissioni addizionali

Anello C Visibilità Ridotta: 60,00 € più diritti di prevendita ed eventuali commissioni addizionali

Questi prezzi dei biglietti per i concerti del 21 e 24 aprile alla Unipol Arena di Bologna di Roger Waters:

Serata del 21 aprile (parterre in piedi):

Pit area in piedi: 75,00 € più diritti di prevendita ed eventuali commissioni addizionali

Parterre in piedi: 60,00 € più diritti di prevendita ed eventuali commissioni addizionali

Trib numerata primo sett: 90,00 € più diritti di prevendita ed eventuali commissioni addizionali

Trib numerata secondo sett: 78,00 € più diritti di prevendita ed eventuali commissioni addizionali

Trib numerata terza: 69,00 € più diritti di prevendita ed eventuali commissioni addizionali

Serata del 24 aprile (parterre numerato):

Platea gold: 130,00 € più diritti di prevendita ed eventuali commissioni addizionali

Platea numerata e tribune telescopiche: 100,00 € più diritti di prevendita ed eventuali commissioni addizionali

Trib numerata primo sett: 90,00 € più diritti di prevendita ed eventuali commissioni addizionali

Trib numerata secondo sett: 78,00 € più diritti di prevendita ed eventuali commissioni addizionali

Trib numerata terza: 69,00 € più diritti di prevendita ed eventuali commissioni addizionali

www.ticketone.it

Shine On!

RECENSIONI: DAVID GILMOUR – LIVE AT POMPEII – VERSIONE CINEMATOGRAFICA

Era praticamente certo ancora prima del concerto l’uscita su Dvd / Bluray del live che David Gilmour ha tenuto il 7 e 8 luglio 2016 nel leggendario anfiteatro di Pompei, ma nessuno si aspettava una versione cinematografica, andata in onda in tutto il mondo per un solo giorno, mentre in Italia abbiamo fatto le cose in grande ed il film è stato proiettato per tre sere consecutive. La versione del cinema è “tagliata” di qualche canzone per entrare negli “standard orari” cinematografici: Faces of Stone, Money, The Blue, Fat old sun, Coming back to life, On an Island, The Girl InThe Yellow Dress e Today infatti le troveremo solo nella versione Dvd e Blu-ray in uscita a fine settembre.

Ma ora parliamo del contenuto: la mia visione è stata al cinema Multiplex “Le Befane” di Rimini in una sala dotata di Dolby digital surround DTS e Sistema di Proiezione Sony Digital Cinema 4K.

Partendo dal presupposto che questo film (so che è difficile..) non può essere neanche lontanamente paragonato a “quel” Live At Pompeii che i Pink Floyd fecero nel lontano 1971, una opinione su questo concerto deve essere fatta in base al “Rattle That Lock World Tour” che David Gilmour ha portato in giro per il mondo nel 2015 e 2016. La scaletta è stata per lo più la stessa delle altre date, con l’eccezione di “the Great Gig In The Sky” che ha ricevuto molte critiche, ed in effetti è parso anche a me che si sarebbe potuto rischiare qualche altra canzone, perchè “Great Gig..” è molto particolare e farne una versione degna di nota è veramente difficile. L’unica canzone invece eseguita anche nel 1971 è stata “One Of These Days”.

Il film inizia con un mini-documentario dalle prove a Brighton all’arrivo a Pompei, dove mostrano l’inizio dell’assolo di In Any Tongue nel soundcheck, altamente spettacolare, senza nessun pubblico.. Poi si inizia. Non farò un elenco delle sensazioni canzone per canzone ma vi basti sapere che le riprese di Gavin Elder sono altamente spettacolari e danno davvero la sensazione di assistere al concerto, una piccola consolazione per chi -come me- non ha potuto assistere dal vivo a questo evento, senza parlare della parte audio: sinceramente una pulizia del suono così l’ho sentita raramente, tutti gli strumenti sono facilmente riconoscibili, compreso il coro, e per la chitarra di Gilmour non ci sono parole: sembra che stia suonando davanti a me in presa diretta. Sono ancora sconvolto. Vorrei sapere che diavolo di microfono hanno usato per registrarla.. L’esecuzione è stata pressoché perfetta, nessuna sbavatura, e mi pare nessun ritocco evidente dal live originale se non in una strofa di “Rattle That Lock”, ma per la certezza assoluta bisogna parlare con chi al concerto ci è stato dal vivo. Un David molto concentrato sulla performance, spesso ad occhi chiusi in piena “trance” musicale e davvero commovente in “A Boat Lies Waiting” dove sembra cercare Rick nel cielo, senza parlare di Comfortably Numb, In Any Tongue, High Hopes.. La parte di assolo iniziale di “Shine On..” sembra presa direttamente dal disco originale, un suono che.. bo, non lo so descrivere. Insomma avrete capito che a me il concerto è piaciuto parecchio. L’effetto che mi ha fatto vedere Live At Pompeii sul grande schermo è incredibile, mi viene voglia di costruirmene uno tutto mio, le pareti del cinema in Sorrow quasi tremavano e il Dolby Dts ha funzionato alla grande anche se non in versione “Atmos”.

Ora aspettiamo con trepidazione l’uscita su Dvd, Blu-ray, Lp e cd per vedere ed ascoltare anche i pezzi mancanti del concerto, canzoni come “Faces Of Stone”, “Fat Old Sun”, “Coming Back To Life” e le altre che nella versione cinematografica non hanno trovato posto e magari, per i presenti, cercare di riconoscersi! 😉

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Infine un piccolo appunto: non riesco a capire perchè (essendo io molto appassionato di tecnologia) avendo filmato il concerto in 4k non uscirà una versione appunto in Ultra HD 4k, potendo godere appieno anche a casa della massima definizione in cui il concerto è stato filmato.

Shine On!