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DAVID GILMOUR: “YES, I HAVE GHOSTS” – VIDEO UFFICIALE

Dopo avervi fatto ascoltare in anteprima “Yes, I Have Ghosts“, il nuovo singolo di David Gilmour ispirato ad un personaggio del romanzo ‘A Theater For Dreamers’ della moglie Polly Samson, ora è arrivato il momento della pubblicazione ufficiale. L’audio è davvero strepitoso, soprattutto in cuffia. Per non parlare del Video, montato dal figlio Gabriel. La canzone avrebbe dovuto avere un altro arrangiamento, ma le restrizioni dovute al lockdown hanno convinto Gilmour a optare per una versione casalinga suonata alla chitarra acustica con il violino di John McCusker e con l’arpa e la voce della figlia Romany.

David Gilmour: “Ci sono anche altre idee nell’audiolibro di A Theater for Dreamers che userò per un nuovo album”.


Video Ufficiale:

David Gilmour – Vocals, Guitar, Samples, Programming

Romany Gilmour – Vocals, Harp

John McCusker – Fiddle

Damon Iddins – String quartet sampling

All other instruments by David Gilmour

Produced by David Gilmour

Mixed by Andy Jackson with David Gilmour

Engineer – David Gilmour, Damon Iddins

Mastered by Andy Jackson @ Tube Mastering

Video directed by Gavin Elder


Audio Ufficiale:

Music by David Gilmour

Lyrics by Polly Samson


Il testo di “Yes, I Have Ghosts”

The heat of the sun stayed on through the night
Made spectres of strangers playing games with my sight
I passed through the station, a face in the crowd
The whistle was blowing, the barrier came down

There was my baby, in another’s embrace
I called out her name in shame and disgrace
Yes, I have ghosts, not all of them dead
Making dust of my dreams, spinning round and around
Around in my head

Train on the tracks, teeth of the zip
The slider moves down, we were joined at the hip
Stealing the groove, the widening gap
Unfastening rails from a past with no map

Yes, I have ghosts, a fleeting sight
It’s always the living that are haunting my nights

Where is the sweet soul that you used to be
Gone like a thistle that’s blown on the breeze
I guess when it’s over, this haunting will end
The waiting, the baiting, my killer, my friend

Yes, I have ghosts, not all of them dead
And they dance by the moon, millstones white as the sheet
On my bed



Questo il video della serata in streaming del 2 Luglio in cui David insieme alla sua famiglia ha presentato il nuovo video, oltre a suonare verso la fine, un gran bel blues che ha imparato all’età di 16 anni. Tra le altre cose ha detto che la sua canzone dei Pink Floyd preferita, da suonare live, è stata “Echoes”, specialmente con Richard Wright nell’On An Island Tour 2006..

Shine On!

DAVID GILMOUR: IL NUOVO SINGOLO IN ANTEPRIMA – “YES, I HAVE GHOSTS”

Dopo molto tempo dall’annuncio, è uscito il nuovo singolo (purtroppo ‘standalone’) di David Gilmour, dal titolo “Yes, I Have Ghosts“, incluso esclusivamente nell’audiolibro del volume della moglie Polly Samson, “A Theatre for Dreamers“. La durata di questa edizione è di circa 10 ore ed include oltre alla nuova canzone, bonus track e altra musica di David Gilmour attraverso alcuni passaggi strumentali tra i capitoli.

David Gilmour: “Trovare la fusione della mia voce con quella di Romany, è stata una delle cose migliori del lockdown, e non vedo l’ora di cantare di nuovo con lei“.


Yes, I Have Ghosts

  • David Gilmour – voce, chitarre
  • Romany Gilmour – arpa, voce di sottofondo
  • John McCusker – violino

In attesa che venga rilasciata ufficialmente tramite i servizi di streaming online (Venerdì 3 Luglio), possiamo ascoltarla in anteprima, anche se non nella qualità più ottimale.


L’audiolibro è acquistabile per ora solo su Amazon Inglese a questo link.

Shine On!

PINK FLOYD: IL PUNTO SULLE VENDITE IN ITALIA

Bellissimo articolo del sito Rolling Stone in cui Alfredo Marziano cerca di capire il perché del successo delle vendite dei dischi dei Pink Floyd in Italia che non accennano a diminuire e continuano ad esser presenti nelle classifiche. Vi invito a leggere tutto l’articolo.

Il gruppo di ‘Dark Side’ è sempre in classifica pur non potendo contare su un frontman carismatico o su una iconografia cool. Ecco le ragioni di un fenomeno che sfida le leggi della discografia.


Non fa più notizia, ma continua a sorprendere il fatto che nelle classifiche settimanali Top of the Music pubblicate dalla federazione dell’industria discografica italiana FIMI, The Dark Side Of The Moon veleggi tuttora tranquillo in 54esima posizione. Un altro album dei Pink Floyd, The Wall, è risalito al numero 71 dopo essere uscito temporaneamente di scena con l’inizio del lockdown. I due dischi sono sempre richiestissimi sotto forma di vinile, rispettivamente al numero 3 e 7, in una graduatoria in cui compare anche Wish You Were Here (n°19) e che ‘Dark Side’, neanche a dirlo, ha dominato a mani basse nell’arco di tutto il 2019. Attenzione: nessun altro classico del rock sopravvive oggi nella Top 100 degli album più venduti in Italia. Di Beatles e Led Zeppelin, di Bowie e Queen, di Genesis e Rolling Stones neanche l’ombra. Perché tutto passa e si affievolisce nella memoria, ma non i Pink Floyd. Amati dal pubblico italiano di un amore eterno, viscerale e incondizionato.

Patrizio Romano (Catalog & Strategic Director di Warner Music che cura il repertorio discografico dei Pink Floyd in Italia):

È vero. Eppure, a differenza degli Zeppelin e di altri artisti storici, attorno a loro non è sorta un’industria del merchandising particolarmente sviluppata. Non hanno un logo inconfondibile come la lingua dei Rolling Stones. E in giro è molto più facile vedere ragazzini con le magliette dei Ramones che dei Pink Floyd“.

A chi amministra il catalogo della band inglese non serve neppure abbassare i prezzi dei dischi, come si fa normalmente con gran parte dei titoli storici, per cercare di smuovere il mercato e di stimolare la domanda.

D’accordo col management, mettiamo i titoli in promozione una volta all’anno e per due mesi soltanto. I Led Zeppelin, per esempio, vendono meno qui che oltralpe. Mentre in nessun altro mercato europeo, Inghilterra esclusa, i Pink Floyd hanno un successo paragonabile a quello che hanno in Italia. Qui il loro catalogo si vende in media il 20% in più che in Germania e in Francia, i principali mercati continentali, mentre rispetto al Regno Unito siamo più o meno al 90%“.

Fonte e articolo completo a questo link.

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PINK FLOYD: IN EDICOLA LO SPECIALE “LE GRANDI STORIE DEL ROCK”

La divisione musica di casa Sprea Editori inaugura una nuova serie bimestrale: «Le grandi glorie del rock». I protagonisti del primo volume, i Pink Floyd. Ecco tutti i dettagli:

Nasce una nuova collana in casa Sprea Editori, volta a celebrare quelle che sono state, a tutti gli effetti, “le grandi glorie del rock“.

Ogni due mesi in edicola e sullo store online troverete un’esclusiva monografia, contenente i migliori articoli pubblicati negli anni dalle riviste «Classic Rock», «Prog» e «Vinile» dedicati a una band o a un artista che ha fatto grande il rock. I nomi sono troppi da citare: Led Zeppelin, Jethro Tull, Deep Purple, Beatles, Rolling Stones, Bruce Springsteen, Iron Maiden, tanto per fare qualche esempio.

Si parte con i Pink Floyd, tanto amati quanto ricchi di curiosità, che verranno snocciolate una a una tra le pagine del volume.

La monografia racconterà la storia della band britannica che ha lasciato un segno indelebile nel prog rock servendosi di più punti di vista. Dalle origini psichedeliche e dal carisma di Syd Barrett, il “Diamante Pazzo”, ai grandi successi di THE DARK SIDE OF THE MOON e THE WALL, un album che ancora oggi non ha perso la sua freschezza e il suo contenuto d’attualità.

Non è solo la loro musica ad aver reso i Pink Floyd una delle band più iconiche di tutti i tempi. Chi non si è mai interrogato sul significato della mucca sulla copertina di ATOM HEART MOTHER? O non ha mai cercato, a Londra, la famosissima Battersea Power Station, che spicca sulla cover di ANIMALS?

Nel volume troverete molte curiosità legate alle splendide grafiche dei dischi, ma anche gli album più rari e introvabili della band, i “fakes“, con una guida speciale su come riconoscerli, e i bootleg. Inoltre, gli amanti del cinema potranno ripercorrere i retroscena del film documentario Pink Floyd at Pompeii direttamente con il regista Adrian Maben.

Insomma, un volume da collezione, impreziosito da una placca in argento in copertina, da conservare e sfogliare, magari ascoltando un bel vinile sul giradischi. Tutti i volumi della nostra collana, inoltre, sono stampati su carta certificata PEFC, proveniente da piantumazioni a riforestazione programmata, gestite perciò in maniera sostenibile.

Proprio perché il materiale su Waters & co. è vastissimo, ai Pink Floyd sarà dedicato anche il secondo volume de «Le grandi glorie del rock», che troverete tra due mesi esatti in edicola.

Intanto, potete acquistare la prima monografia in edicola e sullo store Sprea www.sprea.it/glorierock, a 9,90€.


di Marialuisa Miraglia

Fonte: stonemusic.it

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ROGER WATERS: “TWO SUNS IN THE SUNSET”

Roger Waters non si ferma più. Dopo i preparativi del nuovo tour “This Is Not a Drill”, sgancia la “bomba” dell’intenzione di fare un album con tutte le canzoni eseguite come “bis” nell’ultimo tour “Us & Them”. Incredibile. Dopo “Mother”, questa è la volta di “Two Suns in The Sunset“, la bellissima ballata contenuta in “The Final Cut” del 1983. Registrazione con un diverso arrangiamento e ovviamente qualche differenza vocale, ma resta il fatto di una versione davvero emozionante e bellissima.

Roger Waters:

Ho avuto l’idea di realizzare un album di tutte le canzoni che abbiamo fatto come bis durante il tour di “Us & Them”. Abbiamo fatto prima “Mother”. Ho dovuto farlo da ‘remoto’ a causa di Covid 19. “Two Suns in The Sunset” è la seconda. Spero vi piaccia. Io la adoro. Che band meravigliosa sono.

Con Amore
R.

PS. Il fatto che permettiamo alle armi nucleari di esistere in un mondo controllato da sociopatici squilibrati è, di per sé, una disposizione squilibrata.

Siamo in tanti, sono in pochi.

Potremmo semplicemente dire di no, a tutta la follia MAD (mutuamente assicurata distruzione).

Ha senso zero ed è potenzialmente omicidio“.


Roger Waters: Guitar and Vocal
Dave Kilminster: Guitar
Joey Waronker: Drums
Lucius- Jess Wolfe and Holly Laessig: Vocals
Gus Seyffert: Bass
Jonathan Wilson: Guitar
Jon Carin: Piano and Keys
Bo Koster: Hammond
Ian Ritchie: Saxophone

Wrangled together by Sean Evans & Roger Waters

Mixed by Gus Seyffert
Assisted by Sean Cook

Edited by Andy Jennison


Aggiornamento

Roger Waters: “Quando domenica mattina ho mostrato con orgoglio alla mia compagna Kamilah “Two Suns in the Sunset” su YouTube, sono andato fuori di testa perché l’audio della chitarra acustica all’inizio era di ben 5dB di livello più basso.

Potrebbe sembrare una piccola cosa per te, ma non per me. Chiamami ossessivo-compulsivo, ma non riesco a vederlo così. Quindi, per chiunque sia interessato, questo è un nuovo post con quel piccolo glitch corretto”.

Con Amore
R.

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DAVID GILMOUR & POLLY SAMSON – “HAY FESTIVAL” 2020

E’ stato pubblicato lo speciale della Von Trapped Family per lo Hay Festival, condotto da Rosie Boycott con David Gilmour e la figlia Romany che cantano alcune canzoni di Leonard Cohen, Polly Samson che parla di A Theater For Dreamers e Charlie Gilmour che legge una poesia di Leonard Cohen”. In questo speciale le canzoni interpretate da David sono state davvero di un livello superiore agli streaming delle settimane scorse..

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