nick mason

PINK FLOYD: SPECIALE LIVE 8

Sono sicuro che ogni fan dei Pink Floyd si ricordi la sera del 2 Luglio 2005: quando arrivò l’annuncio (il 12 Giugno 2005) che i Floyd si sarebbero riuniti, insieme a Roger Waters, sinceramente ho pensato ci fosse un errore, invece dopo qualche verifica, quello che tutti aspettavano, è accaduto. Seppur per poco più di 20 minuti, il mondo ha smesso di girare, il tempo si è fermato, e chi ama profondamente i Pink Floyd sa di cosa parlo.. In questo articolo, oltre al video integrale, riscopriamo le dichiarazioni dell’epoca e tutti i video correlati.


I Pink Floyd provarono per soli tre giorni prima del Live 8, il 28, 29 e 30 Giugno, ai Black Island Studios di Londra (oltre naturalmente alla prova generale ad Hyde Park), ed è stata la loro prima volta insieme dall’ultimo show di The Wall all’Earls Court del 1981. La scaletta del set, fu stilata dieci giorni prima del gran giorno, il 2 luglio, al Connaught Hotel di Londra.

Sul palco, insieme a David Gilmour, Nick Mason, Roger Waters e Rick Wright, hanno partecipato Jon Carin (tastiere e voci), Dick Parry (sax), Tim Renwick (chitarre) e Carol Kanyon (cori). Lo show fu trasmesso in diretta da 182 Televisioni e 2000 network radiofonici. Al concerto di Londra parteciparono oltre 200.000 persone, i Pink Floyd si esibirono per penultimi, prima del gran finale con Paul McCartney, cui Gilmour, Mason e Wright si aggiunsero insieme a tutti i musicisti per “Hey Jude”.

Queste le dichiarazioni di allora:

David Gilmour: “Come la maggior parte delle persone, voglio fare tutto il possibile per convincere i leader del G8 a prendere enormi impegni per il sollievo della povertà e per aumentare gli aiuti al terzo mondo. È pazzesco che l’America dia una percentuale così modesta del suo prodotto nazionale lordo alle nazioni affamate. Tutti i litigi che Roger e la band hanno avuto in passato sono insignificanti in questo contesto, e se riformarsi per questo concerto aiuterà a focalizzare l’attenzione, di sicuro ne sarà valsa la pena“.

Roger Waters: “E’ fantastico esser stati interpellati da Bob (Geldof) per coinvolgere l’opinione pubblica sul tema del debito del terzo mondo. I cinici rideranno ma vadano pure a farsi fottere. E poi rimettere insieme il gruppo, anche se per pochi pezzi, è un bonus non da poco“.

Nick Mason.  “La terza guerra mondiale non si può continuare in eterno, se non ci fossimo riformati per il Live 8 lo avremmo fatto per qualche altro evento benefico, immagino“.


LIVE 8 


Roger Waters: “Mi è piaciuto suonare il basso al Live 8. Mi è sembrato più divertente di quanto non fosse suonare con i Pink Floyd 25 anni fa. Ero sul palco e ci stavo bene. Ero molto felice, mi sentivo ben disposto e affettuoso verso gli altri del gruppo. Avevo deciso preventivamente che se durante le prove fosse sorto qualche problema, qualche divergenza, ci sarei passato sopra. E così è stato“.

Nick Mason: “Quando partì il nastro registrato con il battito cardiaco di ‘Breathe’, già cominciavo a rilassarmi, abbandonandomi alla sensazione famigliare di far parte di una band. Tornare a suonare con gli altri fu meraviglioso: Rick che sciorinava una sull’altra le sue tessiture senza eguali, David affidabile come sempre, intonatissimo e poetico, e Roger, nonostante gli anni che avanzavano, estremamente animato come non ricordavo di averlo mai visto, probabilmente a causa di due decenni trascorsi come frontmanDopo l’ultimo inchino andammo nel retropalco, dove le emozioni divennero evidenti e non trattenute, ma sono lieto di poter riferire che, da bravi soldati quali siamo, tutti e quattro abbiamo dato mostra di quell’imperscrutabile stoicismo ad occhi asciutti che è parte della miglior tradizione Pink Floyd…“.

Nick Mason: “Eravamo tutti un pò più vecchi e forse anche un pochino più saggi e riuscimmo anche a gestire alcune sane e creative divergenze di opinione sui pezzi da suonare senza premere il pulsante dell’autodistruzione. Un brivido di tensione si è verificato quando Rick stava parlando di una particolare frase di basso che Guy Pratt aveva suonato nel corso di uno dei precedenti tour (Guy aveva sposato Gala, la figlia di Rick). Roger ascoltandolo, dichiarò: ‘Rick, quello che tu e tuo genero fate in privato non mi riguarda..’Ho sempre pensato che quel nostro ultimo show sia stato uno dei migliori della nostra carriera, semplicemente perché tutti sapevano che c’era una sorta di guerra in atto (quella tra Roger Waters e David Gilmour ..) ma, nonostante questo, tutti abbiamo pensato ‘Sai cosa? Questo evento è molto più importante delle divergenze di opinione, della band, della musica e di qualsiasi altra cosa’. E io penso che questa sia stata una bella prova di maturità“.

Richard Wright: “Molte persone sognano che la band si riunisca di nuovo perché abbiamo fatto il Live 8. A causa di tutti gli argomenti e le questioni che Roger ha avuto con me, e con David, è stato meraviglioso che ci siamo davvero alzati e lo abbiamo fatto insieme. Ma abbiamo imparato qualcosa. Sarebbe molto difficile per noi quattro andare a fare un tour mondiale, semplicemente perché le nostre idee sono musicalmente così diverse..“.


Soundcheck


Rehearsals


LIVE 8 – Diretta della BBC1 (senza post produzione, quindi si possono sentire errori e quant’altro)


Una bella galleria di immagini da Getty Images

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NICK MASON: NUOVA INTERVISTA PER IL MAGAZINE “RELIX”

Dalla pagina Facebook di Cymbaline-Pink Floyd Magazine, una bellissima intervista a Nick Mason, dal magazine “Relix” fatta a Maggio 2020 da Mike Greenhaus, ricca di moltissimi particolari sul progetto “Saucerful Of Secrets”, la mostra “Their Mortal Remains”, e un accenno alla situazione attuale dei Pink Floyd..

Nick Mason:

Rivisitazione dei primi Pink Floyd con i Saucerful of Secrets

Le mie speranze iniziali per i Saucerful of Secrets erano abbastanza basse. Pensavo che avremmo suonato in qualche pub, ma la cosa finì un po’ fuori controllo. L’altra cosa triste è che non fu frutto della mia ispirazione – fu [il chitarrista] Lee Harris ad avere l’idea e pensò che fosse l’ora per me di tornare al lavoro.
Così propose il progetto a Guy Pratt [bassista dei Pink Floyd in tournée] e la band si formò intorno a me. Non ci sono state audizioni. Semplicemente, delle persone si misero insieme, esattamente il modo in cui si sono formate tante band negli anni ’60. I Rolling Stones non hanno fatto audizioni; erano solo persone a cui piaceva la stessa musica.
All’inizio dissi: “Proviamo uno o due giorni in sala e vediamo come va”. Dopo circa 10-12 giorni, pensai: “Bene, andiamo a suonare”. In America, in particolare – dove tantissima gente ci ha scoperto solo con Dark Side – tutta la musica prodotta prima è quasi sconosciuta. Quindi, l’aspetto positivo della scelta di proporre la produzione Pink Floyd più vecchia è l’opportunità di essere un po’ più liberi. Il problema con l’esecuzione di “Comfortably Numb” è che i fan vogliono ascoltare la parte di chitarra suonata esattamente come l’ha suonata David [Gilmour].
Con questo materiale non dobbiamo preoccuparci di ogni dettaglio preciso; questo conferisce freschezza ai brani. C’è molta improvvisazione. Quando realizzammo il nostro primo album [The Piper at the Gates of Dawn] del 1967, passammo molto tempo ad accorciare i pezzi ad una lunghezza ragionevole per il vinile. “Interstellar Overdrive” è di circa nove minuti sull’album, ma quando la suonavamo all’UFO, durava 20-23 minuti. Ora possiamo estenderlo o accorciarlo. Scegliamo al momento; l’idea è di non eseguire le canzoni in maniera fedele.

Non un momento di svolta

I Pink Floyd hanno suonato alcune di queste canzoni molto raramente. Forse le abbiamo suonate per promuoverle ma se si trattava di un singolo, una volta capito che non vendeva, perdevamo interesse per il brano e andavamo oltre. Poi, poco dopo, arrivarono Meddle e Dark Side e c’era la sensazione di andare un po’ avanti. Accantonavamo pezzi che avrebbero potuto essere sviluppati ma non li trovavamo molto interessanti.
In merito all’emergere di Roger Waters come autore principale dei Pink Floyd, non è che fu graduale, ma successero tante cose dopo l’uscita di Syd [Barrett]. Ci fu una fase transitoria molto strana, nel corso della quale David mimava le canzoni di Syd durante gli show televisivi e cose del genere. C’è una netta differenza tra Piper, in cui Roger aveva scritto “Take Up Thy Stethoscope and Walk” – che non penso sia una grande canzone – e l’album successivo per il quale scrisse “Set the Controls for the Heart of the Sun” che è una grande canzone. Ma non c’è stato un momento di svolta, nel quale avvenne la transizione. Che fu alquanto strana. Quello che veramente successe fu che la ‘presenza’ di Syd, anche se fisicamente non c’era, forse durò altri tre o quattro mesi prima che ci fosse la sensazione che David si fosse pienamente integrato.
La storia di Peter Green con i Fleetwood Mac è affascinante per me; c’è un po’ di quella storia nei Pink Floyd, dove uno va via e ne entra un altro. Stessa cosa nei Genesis. Sono l’unico che non può essere sparato [ride].

Una ruota che gira

Fondamentalmente, il nostro obiettivo è quello di esplorare tutta la musica che abbiamo fatto prima di Dark Side of the Moon. Detto questo, ti ritrovi in un altro territorio. Finora abbiamo suonato forse solo il 15% del materiale disponibile. In parte non è molto interessante, ma c’è sicuramente molto materiale che intendiamo aggiungere al repertorio prima di tornare dal vivo.
Prima che i Pink Floyd andassero in tournée negli Stati Uniti, avevamo sentito molto parlare dell’America. Avevamo sentito parlare dei light show, della psichedelia e di tutto il resto, ma non avevamo idea di quale fosse la musica vera. Quei nomi suonavano esotici. Ma la cosa interessante è che Big Brother & The Holding Company era davvero una band R&B. Per molti anni, abbiamo pensato che la 1910 Fruitgum Company fosse una band selvaggia, quando in realtà erano pop. E Country Joe & the Fish erano alquanto country & western.
Incontrammo Zappa nel nostro primo tour americano: ebbe un’enorme influenza su tutti. Più tardi, quando era in Europa, suonò con noi all’Actuel Rock Festival. Era uno dei grandi filosofi e icone del rock. Dico che è stato molto influente in parte grazie agli altissimi standard musicali dei Mothers’ – radicali, ma anche estremamente esperti.
Ora, quando guardo alle band psichedeliche più giovani, penso: siamo adesso l’equivalente di Lightnin’ Hopkins e Howlin’ Wolf? Negli anni ’60, tutti i gruppi prendevano dai vecchi artisti R&B, modernizzandoli.
Forse funzionava; 50 anni dopo, facciamo ascoltare la musica degli anni ’60. È curioso vedere questa ruota che gira.

Diventi un monumento

Sono passati più di 20 anni da quando ho fatto un tour. Ho considerato tale possibilità altre volte, ma non ho mai trovato una formula che mi interessasse abbastanza o che mi desse la sicurezza di fare una cosa abbastanza diversa. Avvertivo una sorta di allarme: o dovevo fare musica completamente nuova, che richiede un diverso tipo di band e mesi in uno studio di registrazione, oppure dovevo suonare i grandi successi dei Pink Floyd, nel qual caso diventi quasi una tribute band.
I Pink Floyd non hanno mai formalmente deciso di non fare più tournée, ma successe che tra il 1987 e il ’94 abbiamo fatto moltissimi concerti e furono tour lunghi. Arrivammo al punto in cui soprattutto David non volle uscire per un altro anno. Il problema è che, con i grandi tour, si tende a farli piuttosto lunghi per giustificare le spese. Mi piace andare in tour, ma non fino al punto di annullare tutta la vita privata e, quando torni a casa, tua moglie ti ha lasciato e i tuoi figli sono andati via. Ma le cose sono cambiate. Le tournée erano legate alle uscite degli album; e ora gli album in studio sono diventati la parte minoritaria del business musicale. Con lo streaming, la pirateria e tutto il resto, l’attività reale adesso sono i concerti.
Un’altra spinta verso i Saucerful è stata la mostra del Victoria & Albert Museum a Londra. Ho trascorso parecchio tempo a lavorare sulla storia dei Pink Floyd e a cercare materiale per l’esposizione. Mi è davvero piaciuto farlo, ma alla fine ti senti un monumento perché è tutto incentrato sul passato, sulla storia e così via. Mancava qualcosa: suonare. Sono arrivato al punto di pensare: “Mi piacerebbe suonare di nuovo la batteria piuttosto che parlarne semplicemente”.
Oltre a suonare, corro con le auto da corsa e le due passioni si completano a vicenda. Sono opposte. La musica richiede la collaborazione di altre persone; quando sei su un’auto da corsa, sei da solo. C’è bisogno di entrambe le prospettive nella vita.

Dove siamo adesso

Con i Pink Floyd, c’è carenza di materiale che mostri dove eravamo in un momento specifico. È un rimpianto per tutti noi. L’unica grande testimonianza filmata dei Pink Floyd dal vivo, prima delle ultime due tournée, è Live at Pompeii, al quale sono molto affezionato. È stato un’ottima fotografia di dove eravamo in quel momento. Con i Saucerful of Secrets, ogni spettacolo è andato un po’ meglio. Lo spettacolo che abbiamo ripreso per il prossimo Live at the Roundhouse dei Saucerful Of Secrets era alla fine della tappa britannica del tour. La Roundhouse è stata anche un luogo fantastico in cui filmare perché è un posto in cui ho lavorato fin dalla notte dei tempi. I Pink Floyd suonarono lì nell’ottobre del 1966, prima che avessimo un contratto discografico, prima che avessimo un manager o cose del genere. Quindi ho dei bei ricordi della Roundhouse. Sembrava di giocare in casa. La setlist è sostanzialmente quella che stavamo suonando. Abbiamo aggiunto alcune canzoni ed è diventato la testimonianza filmata di dove siamo adesso.
Sentiamo tutti che abbiamo scelto la serata giusta, per fortuna. Per quanto ci riguarda, è probabilmente lo spettacolo migliore che abbiamo fatto. E speriamo, quando andremo di nuovo live, di migliorare. Ma il film è un buon indicatore di dove siamo adesso.

Un casino col cellulare

Dissi sia a David che a Roger che mi sarebbe piaciuto che uno di loro – o entrambi – venissero a suonare con noi qualche volta. Roger si trovava a New York quando, pochi giorni prima dello spettacolo, parlammo con lui della possibilità che venisse a suonare con noi al Beacon. Poi dimenticò il telefono in un taxi, quindi non lo sentii per due giorni. Pensai che si fosse raffreddato all’idea. Quindi il giorno dello spettacolo, disse: “Ok, verrò.” Dunque, non c’era un’idea precisa. Sapevamo quale canzone avrebbe fatto, ma non ci avevamo pensato bene; però questo rendeva la cosa molto più eccitante perché nessuno sapeva se avrebbe ricordato le parole della canzone che avrebbe cantato. Fu fantastico, assolutamente, inevitabilmente, cominciò e via.
Non credo che David e Roger siano in grado di fare qualcosa insieme a breve. Ma mi piacerebbe che Roger tornasse a fare qualche altra cosa con noi, e sarei molto felice di fare qualcosa con lui. Nessuno di noi vuole essere nella band dell’altro, però. Vogliamo fare le cose a modo nostro, magari stare insieme a pezzi e bocconi. Non credo che si riformi la band per fare qualcosa.

Fonte e traduzione a cura di Cymbaline-Pink Floyd Magazine

A questo link l’articolo originale di Relix


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NICK MASON’S SAUCERFUL OF SECRETS: RIPROGRAMMATE AL 2021 LE DATE ITALIANE

Sono stati riprogrammati al 2021 i concerti di Nick Mason e i suoi Saucerful of Secrets (ora sono stati annullati per l’emergenza Covid-19), queste le nuove date Italiane:

26 Giugno 2021Lucca, Piazza Napoleone – Lucca Summer Festival

27 Giugno 2021Torino, Palazzina di Caccia di Stupinigi – Stupinigi Sonic Park

Ci è voluto un po ‘di tempo per riorganizzarsi, ma ora possiamo rivelare le date rivedute del tour europeo dei Saucerful Of Secrets di Nick Mason, che ora si terranno alla fine della primavera / all’inizio dell’estate del prossimo anno (2021).

I biglietti rimangono validi per le nuove sedi e non è necessario che i titolari dei biglietti contattino le sedi dei locali o ii siti di vendita. Se il concerto per il quale hai i biglietti non è stato ancora riprogrammato, ti preghiamo di continuare a controllare i siti web dei locali per gli aggiornamenti. Per i dettagli delle date confermate modificate e per acquistare i biglietti ove disponibili, visitare www.thesaucerfulofsecrets.com 

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PINK FLOYD: RIFLESSIONI SUGLI ULTIMI EVENTI – IL PUNTO DELLA SITUAZIONE

Se mi avessero detto a fine anni 90, che dopo 20 anni i Pink Floyd sarebbero stati ancora al centro dell’attenzione musicale di tutto il mondo, non ci avrei creduto. Quando sento parlare mio babbo dei Pink Floyd, mi dice sempre scherzosamente che quando li ascoltava lui, a metà anni 70, erano già “vecchi” allora, un gruppo maturo, e il fatto che siano ancora “sulla breccia” e facciano parlare di loro è un fatto cha ha dell’incredibile.

(La foto del Live 8 qui sopra, quell’alchimia tra i 4, quanta nostalgia..)

Nonostante ciò negli ultimi anni tra i fan ci sono state alcune polemiche, che hanno coinvolto sia Roger Waters che David Gilmour, e volevo approfondire la questione, visto che questo particolare momento, molto difficile, ce ne fornisce l’occasione.

Da una parte c’è Roger Waters, che nonostante continui imperterrito a portare in giro per il mondo la musica dei Pink Floyd, viene “accusato” tra le altre cose di essersi troppo politicizzato e di usare in qualche occasione il playback in spettacoli dal vivo.

Dall’altra parte c’è David Gilmour, che come antitesi viene accusato di “pigrizia”, di essersi fermato di fare musica ed essere “succube” della moglie Polly Samson.

In tutto questo, in mezzo c’è il buon Nick Mason che dopo più di 20 anni si è stufato di aspettare una chiamata da parte di David per riaprire il capitolo Pink Floyd (che arriverà solo per il progetto in studio “the Endless River”) ed è partito per un tour costruendo i suoi “Saucerful of Secrets” dove porta in giro il repertorio Floydiano a lui più caro, quello degli “early years”. A pensarci bene Nick è l’unico uscito indenne dalle polemiche tra fan, e questo la dice lunga su quanto si debba sentire orgoglioso per quello che ha fatto con i Floyd, e quello che continua a fare sia dal vivo, che con il materiale d’archivio. A proposito, a questo link una nuova intervista a Nick fatta da quattroruote.it ricca di particolari sulla sua passione per le auto e qualche curiosità musicale.


Personalmente trovo che Roger Waters sia stato davvero la “forza trainante” della band, ed è lodevole il suo voler continuare a portare in giro quelle canzoni che lui ha scritto con i Pink Floyd: negli ultimi anni è diventato molto più “politico” che in passato, e penso che se Donald Trump non fosse stato eletto, probabilmente non avremo avuto neanche “Is This the Life We Really Want?”, o perlomeno ha dato un grosso impulso a finire quell’album e partire per il relativo tour. La politica nel mondo del rock c’è sempre stata, sinceramente non penso gli si possa farne una colpa per esprimere le sue opinioni, anzi.. però magari è anche vero che alla lunga, potrebbe stufare e sembrare logorroico. Ci sono decine di video in cui parla del suo pensiero politico, e mi piacerebbe ascoltare molto di più su quello che pensa della musica. Io ad esempio condivido -non tutte- ma molte delle sue opinioni, quando vado ad un suo concerto mi commuovo come un bambino e se fa uso del playback è l’ultima cosa che mi interessa. Molti questo non lo accettano e lo capisco, davvero, ma c’è anche da dire che la voce alla sua età è in calo esorbitante e penso che nel futuro “This Is Not a Drill Tour” sarà ancora peggio, farà cantare quasi tutto ai session man, ma d’altronde ad un concerto di Roger da solista si va per il “concept”, non certo per la sua voce. Ci sono brani che sono ancora accettabili e che riesce a cantare bene come ad esempio la strofa di “Comfortably Numb”, “Eclipse”, o in quel capolavoro di “Deja Vù”, ma altri brani sono un vero e proprio “sforzo” per lui e si vede la fatica che fa a cantarli.

L’annuncio del nuovo tour a così poca distanza dal precedente “Us+Them”, ha colto tutti un pò di sorpresa, e le voci dicono che questo sarà l’ultimo che farà, anche se ci credo poco, detta con le parole di David: “uno come lui, si arrende solo quando muore”.. Tutto il tour è stato spostato nel 2021 e le anticipazioni parlano di uno spettacolo politico al 100% addirittura con sezioni cinematografiche, con attori ed una sceneggiatura. Per ora non ci sono date in Italia ma sono convinto che quando lo spettacolo avrà successo, e la situazione mondiale lo permetterà, non vedo perché non debba fare una visita all’Italia..


Parlando di David Gilmour invece vorrei focalizzarmi su due aspetti: il primo quello del musicista, il secondo del padre di famiglia.

Dal punto di vista musicale David è fermo. Concluso il “Rattle That Lock World Tour”, ha venduto quasi tutte le sue chitarre più iconiche e si è “rintanato” ad una vita in famiglia, seppur con qualche esibizione live da session man. Sappiamo che il suo archivio è pieno di demo e ci sono parecchie canzoni rimaste fuori dall’ultimo album, e per sua stessa ammissione aveva dichiarato che un giorno ci avrebbe messo mano: “Una volta concluso il tour tornerò in studio, bisogna guardare avanti, sempre“. Ma il tempo passa e in questo momento non sembrano esserci progetti all’orizzonte. Ha lavorato al box “the Later Years 1987-2019” ed ora sta aiutando la moglie Polly Samson a pubblicizzare il suo nuovo libro. Soprattutto questo ultimo fatto è stato oggetto di “prese in giro” da parte di alcuni fan, che mettendomi nei loro panni non riconoscono più la rockstar, ma un Gilmour a disposizione di quello che chiede Polly Samson: il mio parere personale è che per David iniziare un nuovo album vuol dire impegnarsi in un progetto della durata di 3, 4 anni, tra session in studio, la pubblicazione ed il tour. Quindi per un uomo della sua personalità ed età è un progetto impegnativo. Bisogna tener conto che David non è Roger, a lui interessa la musica e la famiglia. Se alla sua età, dopo una vita passata in giro per il mondo, vuole godersi la famiglia, non gli si può fare una colpa. Io sarei il primo ad esser entusiasta di ascoltare nuova musica da quello che considero un vero e proprio talento, tutto quello che tocca diventa oro ai miei occhi ed orecchie, ma sarei egoista se non pensassi anche a lui come uomo, se trova felicità nello stare con la famiglia, aiutare la moglie con il suo nome a far pubblicità e regalarci scorci della sua vita di famiglia, a me sta benissimo. Certo magari sarebbe opportuno non pubblicizzare queste cose sul sito ufficiale dei Pink Floyd ad esempio.. Tempo fa si parlava di una sua raccolta, una specie di “Best Of” con l’aggiunta di materiale inedito, anche video, ma non se ne è saputo più niente, chissà che fra un anno quando la promozione del libro di Polly sarà finita, gli venga la voglia di regalarci qualche nuova emozione.. O magari, mi piacerebbe molto ascoltare anche un suo disco di cover, è uno dei più grandi interpreteti musicali del mondo e immagino le sue versioni di canzoni dei Beatles, Richard Thomson, Elvis Presley, Bob Dylan, Syd Barrett.. Certo è che sono lontani i tempi in cui la loro vita era avvolta da un misticismo di fondo..


Infine vorrei esprimere un’opinione su quello che è successo da poco: cioè una “proposta di pace” di Roger Waters a Nick Mason e David Gilmour, incentrata sulla ristampa dell’album “Animals“.

Non sappiamo cosa sia stato effettivamente proposto ma di sicuro c’era una rimasterizzazione in Lp e il nuovo mix 5.1: a detta di Roger, sia Nick che David hanno rifiutato. Personalmente tutta la questione mi sembra molto strana, la “Acoustic Sounds” aveva addirittura messo in catalogo per il 2019 il Super Audio Cd (avevo provato anche a contattarli ma non mi hanno mai risposto..) con relativa pubblicità su dei giornali, quindi qualcosa nei programmi si è incrinato e la soluzione non sembra arriverà in tempi brevi.

Ci sarebbe anche il materiale per formare un “box”: me lo immagino composto dal nuovo mix in 5.1, le outtakes “ripulite” uscite nel bootleg “From Abbey Road To Britannia Road”, un live integrale dell’In The Flash Tour 77, magari con tracce da diverse serate (visto che l’audio durante il tour è stato altalenante), i video promozionali, repliche di poster, biglietti di ingresso e chissà cosa ci sarà negli archivi di Nick Mason.. Ma davvero questo “ostruzionismo” tra i Floyd è qualcosa che non vorrei vedere, qui si parla di catalogo e non di fantomatiche reunion o dischi in studio, si tratta di prendere uno degli album più sottovalutati dei Pink Floyd (io lo metto al pari di The Dark Side Of The Moon o Meddle ad esempio..) e dargli una nuova luce: sono convinto che James Guthrie abbia già in mano il nuovo mix 5.1 e aspetti solo il via per la pubblicazione, personalmente mi aspetto un mix di un livello sonoro molto più alto a quello cui siamo abituati, infatti tutto l’album suona un pò “cupo”, che in alcuni casi non è neanche un male, ma sarei stato davvero curioso di ascoltare tutto Animals in surround: all’interno dei solchi David, Nick, Roger e sopratutto Rick suonano in una maniera mai più sentita.

Spero davvero che un giorno seppelliscano l’ascia di guerra, se non per loro, lo facciano per i fan, che meritano di riscoprire questo album.

E voi cosa ne pensate? 😉

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NEWS IN PILLOLE – ROGER WATERS, DAVID GILMOUR, NICK MASON

Nuova intervista di Roger Waters alla rivista Rolling Stone di quasi 50 minuti in cui offre un’anteprima del suo tour (a cui sta ancora lavorando mentre continua a pagare i suoi dipendenti) dove spiega tutta la verità dietro un recente “summit di pace” dei Pink Floyd, fallito, con David Gilmour e Nick Mason, e discute della sua relazione con il compianto John Prine. Inoltre, chiarisce che non si riunirà mai con i suoi ex compagni di band. “No, non sarebbe belloSarebbe fottutamente terribile. Ovviamente se sei un fan di quei giorni di Pink Floyd, avresti un diverso punto di vista. Ma ho dovuto sopravvivere. Quella era la mia vita … avrei scambiato la mia libertà con quelle catene? Niente da fare.” Il “summit di pace” proposto a Gilmour e Mason era infatti relativo alla riedizione di “Animals” in Dolby Surround 5.1, e quindi purtroppo l’uscita di questa edizione rimane in sospeso a data da destinarsi.. Tra le altre cose ha rivelato che il “This Is Not a Drill Tour”, rimandato al 2021, includerà delle vere e proprie “sezioni cinematografiche”, con attori ed una sceneggiatura. Oltre a questo Waters parla dei suoi pensieri sulla politica e l’attuale crisi, incluso Donald Trump, e crede che gli americani siano “creduloni”, parla anche della sua esitazione a sostenere Joe Biden come presidente, il suo fervido sostegno a Julian Assange, e molto di piu.

 


Terzo “live streaming” per David Gilmour e la sua famiglia per pubblicizzare “A Theatre For Dreamers“, il nuovo libro della moglie Polly Samson, in cui David suona il nuovo arpeggio della nuova canzone “Yes, I Have Ghosts” e brani di Leonard Cohen tra cui “If It Be Your Will” accompagnato dalla figlia Romany.


Nick Mason è stato ospite del programma “Tracks Of My Years” della radio BBC Radio2, dove ha scelto -tra le altre-canzoni di “The Jimi Hendrix Experience” e “Joe Brown”.

Potete ascoltare il programma per intero (fino al 13 Maggio) cliccando a questo link.


Il canale YouTube dei Pink Floyd, per le prossime 4 settimane, ogni venerdì pubblicherà del materiale in occasione del YouTube Film Festival: la prima sarà la versione Tv di 90 minuti di PULSE. Il venerdì successivo sarà Live At Pompeii, poi la trasmissione KQED del 1970, An Hour With Pink Floyd (entrambe sono le versioni Early Years) e l’ultimo venerdì (8 maggio) vedrà la versione DVD di David Gilmour Live At Pompei.

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PINK FLOYD: TRE USCITE PER IL “RECORD STORE DAY 2020” DAL MONDO FLOYDIANO

Per celebrare il Record Store Day 2020 che si terrà Sabato 18 aprile 2020, i Pink Floyd pubblicheranno una registrazione dal vivo del primo singolo della band, e la canzone più famosa di Syd Barrett, “Arnold Layne“. Il vinile in edizione limitata 7” rappresenta l’ultima esibizione dal vivo dei Pink Floyd con David Gilmour, Nick Mason e Richard Wright tutti insieme nel 2007. Questa speciale esibizione di Arnold Layne ha avuto luogo al Syd Barrett Tribute Concert – “The Madcap’s Last Laugh” (prodotto da Nick Laird-Clowes con il produttore associato Joe Boyd) tenuto presso il Barbican il 10 maggio 2007. I membri dei Pink Floyd sono stati aiutati da Jon Carin (tastiere, voce) e Andy Bell degli Oasis al basso. Il concerto fu tenuto in omaggio a Barrett, che era morto un anno prima e purtroppo divenne l’esibizione finale della band con Richard Wright, che morì l’anno dopo. La grafica per l’uscita presenta “Arnold” in manette (dopo essere stato arrestato per aver rubato i vestiti delle donne dalle loro linee di lavaggio). Il direttore creativo dei Pink Floyd, Aubrey Powell, ha curato la copertina, recentemente creata dai collaboratori di lunga data dei Floyd, dal fotografo Rupert Truman e dal designer Peter Curzon, entrambi di StormStudios. La nuova copertina si estende al lato B del singolo, che presenta un’incisione esclusiva delle manette per riecheggiare la copertina e il testo della canzone. Il singolo è stato mixato da Damon Iddins. (Warner)

Oltre ai Pink Floyd anche Roger Waters pubblicherà a 30 anni dalla sua pubblicazione originale la riedizione di “The Wall – Live in Berlin” del 1990 in Doppio Vinile (UMC/Virgin Emi). Verranno stampate 8000 copie. L’artwork tornerà ad essere quello originale del 1990 mentre il contenuto (identico alla prima edizione) viene presentato come “cut at Abbey Road”. I vinili saranno in edizione “trasparente”.

Il doppio vinile, disponibile nei negozi di dischi aderenti all’iniziativa #RSD il giorno 18 Aprile 2020, avrà una tiratura di 8000 esemplari e sarà stampato rigorosamente su pasta trasparente. Un clear vinyl dunque, che fungerà da celebrazione del trentennale dello storico concerto nell’allora “no man’s land” tra i due muri berlinesi abbattuti, di fronte ad oltre mezzo milione di persone (dato preciso mai verificato), e che segnerà la prima pubblicazione in assoluto a nome Roger Waters per il Record Store Day.

Anche Nick Mason avrà un 12″ in uscita contenente “See Emily Play” e “Vegetable Man” (Legacy) tratte dal “Live At The Roundhouse”. Verranno stampate 4000 copie.


Per vedere in anteprima tutte le uscite del Record Store Day 2020 potete visitare questo sito:

shortstackrecords.com/blog/record-store-day-2020-list-rumoured-rsd-releases

Non c’è dubbio che nonostante la pubblicazione di queste edizioni limitate, resta sempre un po di amaro in bocca, come se fossero occasioni sprecate: a mio parere le pubblicazioni per il Record Store Day sono quasi sempre edizioni limitate, e avrei colto l’occasione per pubblicare materiale inedito o di difficile reperibilità, ci sono centinaia di registrazioni live soundboard negli archivi che aspettano di essere pubblicate, e a quanto pare dovremo aspettare ancora..

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