nuovo album

ROGER WATERS: “THE SOLDIER’S TALE”

In un annuncio inaspettato, è stato confermato che Roger Waters, in collaborazione con la “Bridgehampton Chamber Music Festival Orchestra”, ha lavorato ad un nuovo album che sarà pubblicato tramite Sony Music Classical, il 26 ottobre 2018. Per questa nuova registrazione di questo classico, Roger ha riscritto il testo, raccontando l’intera straziante fiaba moderna, interpretando non solo il Soldato, il Diavolo e il Narratore, ma anche tutti gli altri personaggi! Roger ha eseguito “The Soldier’s Tale” nel 2008 con la Bridgehampton Chamber Music Festival Orchestra.

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Una star internazionale e l’incontro con il diavolo

Roger Waters – The Soldier’s Tale

La leggendaria rockstar reinterpreta L’histoire du soldat di Stravinskij narrando in prima persona questa straziante favola moderna

Sentire il diavolo e il soldato che litigano verso la fine della sezione iniziale di The Soldier’s Tale di Stravinskij incute un vero e proprio senso di paura. Roger Waters articola il violento diverbio con una tale energia e furia spietata, in un avvincente susseguirsi di climax carichi di rabbia, che ci sentiamo partecipi del dramma di un uomo comune che vuole troppo e rischia troppo. In breve, il fondatore dei Pink Floyd – che interpreta tutti e tre i ruoli dell’opera di Stravinskij: soldato, diavolo e voce narrante – è un narratore straordinario.

Inquietante favola dai tratti inevitabilmente moderni, The Soldier’s Tale è anche una composizione contro la guerra, nonché l’opera che rappresenta il punto di svolta nella produzione artistica di Stravinskij. Nel 1917 il compositore di San Pietroburgo era già una star. Acclamato pianista e direttore d’orchestra, da anni si recava regolarmente a Parigi e aveva ottenuto un enorme successo con i suoi balletti. Ma la prima guerra mondiale lasciò il segno nel mondo della musica. Fu proprio in questa circostanza che scrisse The Soldier’s Tale, composizione per sette strumenti: violino, contrabbasso, clarinetto, fagotto, trombone, percussioni e cornetta, spesso sostituita dalla tromba. Il risultato è un’opera insolita, che coniuga l’introspezione più estrema con un’appassionante tensione drammatica e una notevole espressività.

Compositore provocatorio, Stravinskij fu una figura controversa tanto tra gli appassionati di musica classica quanto tra gli intellettuali; Adorno, ad esempio, lo trovava antiquato ma al contempo ne subiva il fascino. Nel 1917 Stravinskij aveva già maturato un suo stile ben definito, caratterizzato da moderato melodismo, audacia armonica e sperimentazione con ritmi complessi, ma non abbandonò mai completamente il linguaggio della musica classica.

The Soldier’s Tale, il nuovo progetto di Roger Waters, ci consente di riscoprire un classico che, per la sua natura di opera per ensemble da camera con voce narrante, viene proposto molto raramente a teatro. The Soldier’s Tale può essere considerato il fulcro del primo Stravinskij: nella terza sezione della Parte Prima il compositore cita la Sagra della primavera, mentre altrove riecheggiano Petrouschka e L’uccello di fuoco.

Scritta su libretto in francese di Charles-Ferdinand Ramuz, che si ispirò a varie favole russe, The Soldier’s Tale è la storia di un soldato – non sappiamo di quale esercito – che, in licenza per dieci giorni, torna a casa suonando il violino durante il tragitto. Gli appare il diavolo che gli propone un patto: il suo strumento in cambio di un libro che lo avrebbe reso ricco. Cosa che effettivamente succede, ma l’uomo non troverà certo la felicità attraverso il libro magico.

Waters usa volutamente un accento inglese, conferendo così alla narrazione un tocco di freschezza e di realismo che funzionano benissimo: è un semplice soldato che parla con l’accento dell’Inghilterra meridionale. Sentiamo parlare un artigiano, una persona con il naturale scetticismo del perdente ma che ciononostante cade in una trappola. Waters quindi passa agevolmente a un tono narrativo spiccatamente misurato, spesso evocando la figura dell’astuto diavolo. Come voce narrante tratta il testo in modo completamente naturale, dandogli nuova vita.

The Soldier’s Tale, tuttavia, non è una mera incursione nel campo dell’arte colta. Da anni ormai Roger Waters è molto più che il frontman dei Pink Floyd. Il suo primo progetto al di là dei confini del rock è l’opera Ça ira, eseguita per la prima volta nel 2005, che coniuga l’atonalità più spinta con il neoclassicismo in stile Benjamin Britten. In questo e in altri lavori Waters rivela una chiara sensibilità per quel particolare momento della storia della musica, che l’artista esprime ogni volta che si trova a confrontarsi con l’atonalità. Quanto deve essere radicale? E come si lega la musica alla tradizione classica e romantica? Probabilmente è questa la domanda più importante che il progressive deve porsi oggi, ed è anche la domanda che si pose Stravinskij quando scrisse The Soldier’s Tale.

Roger Waters non ha inciso quest’opera per caso: ci sono motivi personali ben precisi dietro a questa scelta. In primo luogo desiderava da tempo avvicinarsi di più alle opere di un compositore la cui caratura e, a tratti, inaccessibilità forse presentano più di un punto in comune con la musica del cantante e bassista del Surrey. In secondo luogo le due guerre mondiali hanno lasciato il segno anche nella famiglia di Waters, che ha perso il padre durante la seconda e un nonno durante la prima.

Con la loro esecuzione brillante e precisa, i sette musicisti con cui Waters ha realizzato quest’opera, tutti legati al Bridgehampton Chamber Music Festival, rivelano la padronanza di un classico solo apparentemente facile. La musica stessa è complessa: Stravinskij lavora con echi di musica per cabaret e musica leggera, con frequenti cambi di tempo e, in alcuni punti della partitura, passaggi in cui due tonalità si scontrano. Tutto questo serve per sottolineare il carattere grottesco della storia di guerra narrata e al contempo lanciare un monito. Un’opera che ancora oggi intende allontanare l’ascoltatore dalle proprie sicurezze e che Roger Waters ha reinterpretato con grande impegno e passione.

The Soldier’s Tale uscirà il 26 ottobre 2018, poco prima del centenario della firma dell’armistizio di Compiègne che pose fine alla prima guerra mondiale l’11 novembre 1918.

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ROGER WATERS: IL NUOVO SINGOLO “THE LAST REFUGEE”

Dopo “Smell The Roses” e “Dèjà Vu”, esce il terzo singolo dall’imminente album di Roger Waters “Is This The Life We Really Want?” in uscita il 2 Giugno, terza traccia dell’album dal titolo “The Last Refugee“. Questa volta però la traccia è accompagnata dal video promozionale.

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ROGER WATERS: NUOVO SINGOLO “DÈJA’ VU” E PRESENTAZIONE LIVE AL “LATE SHOW”

È disponibile per l’ascolto “Déjà Vu“, secondo estratto da “Is This The Life We Really Want” il nuovo album di Roger Waters in uscita il prossimo 2 Giugno. Si tratta di una bella ballata per chitarra acustica ed archi, che inizia con la suggestiva frase “If I had been God“… Se con il primo singolo “Smell The Roses” avevamo avuto la sensazione di sonorità dei Pink Floyd nel periodo 75-77, con questo singolo i richiami vanno a “The Final Cut”. Come sempre un testo bellissimo, e qualità sonora da riferimento, a mio avviso però la scelta produttiva di non includere alcun assolo nell’album è dubbia.. Resta il fatto che la voglia di ascoltare questo lavoro per intero cresce sempre di più, e se queste sono le premesse, penso che il 2 giugno uscirà un grandissimo album…

Nella serata di Lunedì 8 Maggio Roger Waters ha presentato il suo nuovo singolo dal vivo nel programma televisivo “Late Show” con Stephen Colbert:

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ROGER WATERS: “IS THIS THE LIFE WE REALLY WANT?” DISPONIBILE DAL 2 GIUGNO – TUTTE LE INFO

Come previsto dai pochissimi dettagli usciti fin d’ora, il nuovo album di inediti di Roger WatersIs This the Life We Really Want?“, ha subito uno slittamento, ma dopo 25 anni di attesa, la data da segnarsi sul calendario è il prossimo 2 Giugno 2017. Ed ecco la copertina:

Il disco è prodotto dallo storico collaboratore dei Radiohead Nigel Godrich e contiene dodici brani inediti eseguiti dallo stesso Roger Waters e da Gus Seyffert (bassista per Norah Jones e frontman dei Willoughby), Jonathan Wilson (cantautore, produttore e già leader dei Muscadine), Joey Waronker (batterista in passato già al fianco di Beck e R.E.M.), Roger Manning (in passato in forze in Jellyfish, Imperial Drag, The Moog Cookbook e TV Eyes), Lee Pardini (tastierista dei Dawes), Jessica Wolfe e Holly Proctor.

Dalla prima nota stampa diramata dall’entourage dell’artista ripresa dalla stampa britannica:

‘Amused To Death’ è stato un lungimirante studio sulla cultura popolare, che ha esplorato il potere della TV ai tempi della prima Guerra del Golfo, il suo seguito, ‘Is This The Life We Really Want?’, è un severo commento del mondo moderno e di questi tempi incerti. Questo album è il naturale successore dei classici dei Pink Floyd come ‘Animals’ e ‘The Wall’“.

Il lavoro (della durata di circa 55 minuti) sarà disponibile sia sotto forma di CD (digipack), in digitale, e in formato doppio vinile da 180 grammi: tutte le versioni saranno pre-ordinabili a partire da venerdì 21 aprile.

Questa la tracklist:

When We Were Young
Déjà Vu
The Last Refugee
Picture That
Broken Bones
Is This The Life We Really Want?
Bird In A Gale
The Most Beautiful Girl
Smell The Roses
Wait For Her
Oceans Apart
Part Of Me Died 

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Roger Waters ha pubblicato sul suo canale YouTube il primo singolo, nona traccia dell’album: Smell The Roses, ecco l’audio:

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ROGER WATERS: NUOVO ALBUM IN USCITA IL 19 MAGGIO

cattura9Come promesso pochi giorni fa, Roger Waters ha reso ufficiale la data di uscita del suo nuovo album di inediti “Is This The Life We Really Want?” che vedrà la luce il 19 Maggio 2017, dopo 25 anni di attesa da ‘Amused to death’… L’annuncio è stato accompagnato da un breve trailer sul “making of” del disco e un video di presentazione del tour nelle arene. Ulteriori informazioni appena disponibili!

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ROGER WATERS – IS THIS THE LIFE WE REALLY WANT?

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Roger Waters ha postato sulla sua pagina Facebook un breve video teaser del nuovo album, che si intitolerà “Is This The Life We Really Want?” (è questa la vita che vogliamo davvero?), altri dettagli dovrebbero essere imminenti, in una recente intervista ad Uncut Magazine Roger ha dichiarato che l’album avrebbe dovuto essere rilasciato all’inizio di maggio. Maggiori informazioni appena disponibili!

Roger Waters ha anche partecipato insieme a Nick Mason ad una “Q&A session” per la nuova mostra “The Pink Floyd Exhibition: Their Mortal Remains” facendo interessanti rivelazioni: la domanda sulla reunion per un concerto una tantum è stata inevitabile. Il Festival di Glastonbury, in particolare, è stato suggerito, a cui Nick ha risposto: “Sarebbe bello aggiungerlo alla lista delle cose da fare. Non ho mai suonato a Glastonbury. Sarebbe divertente farlo [anche se] non credo che sarebbe molto probabile“. Roger ha ricordato il 2002: “Ho fatto Glastonbury una volta credo, era stato veramente freddo ma c’erano un sacco di persone e sembrava molto allegra e mi è piaciuto. Sì, lo farei di nuovo…..“. Il problema è quello che entrambi hanno rivelato su David Gilmour: Roger Waters ha detto “L’ultima che ho sentito, è che David si era ritirato“, mentre Nick Mason “Ho sentito che è andato in pensione, poi sembrò non ritirarsi“. Speriamo non ci sia niente di vero in queste dichiarazioni…

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Maggiori dettagli sulla mostra sono stati rivelati. È un viaggio cronologico attraverso la storia dei Pink Floyd, il collegamento con la musica, l’arte e il design, la tecnologia del suono e le performance dal vivo: dai loro esordi sulla scena club underground nel 1960 a Londra fino ai giorni nostri, attraverso album storici come The Dark Side Of The Moon, Wish You Were Here, Animals, The Wall e The Division Bell, e le loro immagini di accompagnamento, spettacoli teatrali, design e tecnologia. Ogni capitolo della storia dei Pink Floyd è rappresentata, con più di 350 oggetti e manufatti in mostra, molti dei quali mai visti prima, testi scritti a mano, strumenti musicali, lettere, opere d’arte originali e oggetti di scena. Alcuni di questi elementi erano stati messi in impianti di stoccaggio, studi e collezioni personali per oltre 40 anni, prima di essere riscoperti.

Il punto di ingresso della mostra è una replica del furgone Bedford utilizzato come loro veicolo da tour a metà degli anni 60. Da questo primo momento, il visitatore si immerge nel mondo dei Pink Floyd. Emergendo dal veicolo, si troveranno trasportati nella Swinging London e l’UFO club, la casa della scena musicale psichedelica della capitale, dove i Pink Floyd erano diventati una ‘house band’ durante la prima parte del 1967. La mostra comprende olio atmosferico e proiezioni luminose create dal designer dei Pink Floyd, Peter Wynne Willson, che, insieme con la colonna sonora di accompagnamento, garantisce un’esperienza coinvolgente. Ci sarà anche l’Azimuth Co-Ordinator, il dispositivo usato da Richard Wright che tramite un joystick, faceva ruotare il suono di 360° intorno al luogo del concerto. Sarà presente anche la chitarra con cui David Gilmour ha fatto la storia: la Black Strat e una miriade di altre cose. La “Sennheiser” sarà il partner audio ufficiale della mostra, permettendo esperienze audio accattivanti attraverso la sua tecnologia audio AMBEO 3D. Sistemi Sennheiser saranno utilizzati per tutti gli elementi audio e tutta la mostra, tra cui documenti di audio storico in altissima qualità. Una perfetta combinazione, anche perchè la band durante la loro carriera ha utilizzato apparecchiature audio Sennheiser e Neumann, iniziando con il leggendario Sennheiser MD 409. La mostra si concluderà con un upmix di Comfortably Numb dal Live8, l’ultima volta che la band ha suonato insieme . Questo creerà un suono surround avvolgente utilizzando la sua tecnologia 3D AMBEO (18.3).

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