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ROGER WATERS: IL TOUR “US+THEM” IN ITALIA, AD APRILE!

Ancora la notizia non è stata diffusa ufficialmente (ma mancherà poco..) e a fare lo scoop è stata Paola Maugeri sulle frequenze di Virgin Radio!

Questo il suo post su Facebook:

Sento già di amare questa foto!
Ritrae perfettamente il momento in cui la mia intervista a #rogerwaters si è conclusa.
Il momento in cui ci siamo salutati ripromettendoci di rivederci durante la tappa italiana del suo meraviglioso tour “Us + Them” che arriverà in Italia in aprile.
Mr. Waters è uno dei più grandi musicisti viventi ma la cosa che mi rende felice è che durante questi giorni newyorkesi al suo cospetto ho potuto scoprire un essere umano dotato di grandissima sensibilità ed empatia, una parola che gli è molto cara e che gli calza a pennello.
Da tutta una vita la sua musica parla della responsabilità che abbiamo da esseri umani nei confronti gli uni degli altri e con questo ultimo suo album ha raggiunto l’apoteosi di questo suo pensiero.
Non perdetevi il suo tour quando arriverà in Italia, credetemi, è un’esperienza unica e profondamente arricchente.

Prepariamoci, per ora si parla di una sola data, più notizie appena disponibili. Stay Tuned!

Shine On!

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ROGER WATERS: WAIT FOR HER – IL NUOVO VIDEO

L’ultimo video di Roger Waters dal suo recente album “Is This The Life We Really Want” è dedicata alla canzone “Wait For Her“. Un approfondimento  sul video lo si puo’ trovare a questa pagina di Rolling Stone.

Roger Waters: “Ho avuto una relazione amorosa, un affaire, un paio di anni fa. Fu breve ma molto passionale e mi spinse in un “posto” diverso. Cosi’ ecco l’idea dell’amore vissuto trascendentalmente e che puoi fare a meno di tanto aspetti negativi se sei pronto ad abbracciarlo. Che sia amore per una donna, per la libertà o empatia per una bambina, e’ molto importante

Shine On!

IS THIS THE LIFE WE REALLY WANT? – RECENSIONE E TRADUZIONE DEI TESTI

Alla fine, tutto ciò che conta, è se ti commuove o no“. Con questa frase Roger Waters commentava il capolavoro “The Dark Side Of The Moon”, ed è la prima cosa che mi è venuta in mente ascoltando l’ultimo disco “Is This The Life We Really Want?“. E Roger Waters ci ha beccato in pieno. Sono già state fatte molte recensioni su questo album, alcune negative ed altre, da parte di chi conosce veramente il valore di Roger, più positive. Da parte mia, posso solo dire che questo nuovo lavoro mi ha commosso veramente, la voce di Roger non sarà bella come quella di David Gilmour, non ci sono assoli di chitarra in grado di aprirti mente e anima, ma troveremo tutto quello che ha fatto dei Pink Floyd una delle band più importanti del pianeta: se sotto l’aspetto musicale il richiamo ai Pink Floyd è palese, sotto l’aspetto lirico troviamo un Roger Watars schierato ed “incazzato” come non mai. Personalmente ho apprezzato in pieno questo disco, che a mio avviso necessita di più ascolti -come tutti i lavori floydiani e solisti- per essere apprezzato appieno.

Da ilmanifesto.it – Is This The Life We Really Want? è un progetto dove ancora una volta i testi sono centrali: se The Final Cut – ultimo capitolo targato Pink Floyd ma in realtà primo lavoro da solista, era una sorta di requiem del dopo guerra su cui aleggiava la figura del padre, e Amused to deathraccontava l’autodistruzione della razza umana, questo nuovo capitolo – e il titolo è inequivocabile «è questa la vita che veramente vogliamo?», sembra quasi la definiva resa di Waters all’ineluttabile destino della razza umana. Il cerchio (negativo) si chiude con l’elezione di Trump: il disco esce in ritardo anche perché l’elezione del nuovo presidente americano ha costretto Waters a rimodulare le liriche. Diretto, a tratti furioso, il nuovo album è quindi un manifesto – per stessa ammissione dell’autore – contro Donald Trump, oggetto di pesanti slogan nei suoi concerti(«Trump is a pig»), immortalato in una foto del booklet con le pecette nere e la scritta: «un leader senza cervello», ma anche contro l’arroganza del potere in generale.

Un’investitura generata dalla paura, come recita la drammatica title track introdotta dalla voce dello stesso Trump, il timore di tutto quanto è diverso da noi: «Ogni volta che uno studente – intona nel suo caratteristico recitar/cantando Waters – viene investito da un carro armato, ogni volta che un giornalista viene lasciato a marcire in galera, ogni volta che cala il sipario su qualche vita, noi restiamo fissi davanti a un televisore, silenziosi e indifferenti». E le musiche – alla produzione è supportato per la prima volta non da un chitarrista ma da Nigel Godrich (Radiohead) che conosce filologicamente tutta la produzione pinkfloidiana – non nascondono citazioni continue al passato splendente dei Pink Floyd.

Che cos’è il cupo battito dell’introduttiva When We Were young se non un rimando a The Dark side of the moon…? Ridondante a tratti ma onesto, Is this the life we really want? può non piacere ma non lascia indifferenti.

Shine On!

Per una lettura più approfondita di “Is This The Life We Really Want?” consiglio di leggere la splendida recensione di Nino Gatti del Lunatics cliccando a questo link.

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ROGER WATERS: PUBBLICATO IL NUOVO ALBUM – “IS THIS THE LIFE WE REALLY WANT?”

Is This The Life We Really Want?“, è il nuovo ed attesissimo album di Roger Waters. Per l’ex leader dei Pink Floyd si tratta del primo album di inediti da “Amused To Death” del 1992. Un album che da un punto di vista sonoro riprende molti temi floydiani, con testi fortemente politici nello stile dell’artista inglese. A 73 anni una sorta di eccellente summa della sua carriera.

Da TgCom24Di fronte a un album del genere la domanda principale da porsi è se sia lecito, per chi ha incarnato l’avanguardia nel rock, mettersi oggi in una posizione musicalmente di retroguardia, in un lavoro che cita il proprio passato in maniera evidente. La risposta è sì. Intanto perché quando i Pink Floyd erano avanguardia avevano dai 20 ai 30 anni, e quindi toccherebbe ai giovani di oggi porsi l’onere di rompere gli schemi e cercare nuove vie. Secondariamente in tempi come questi, dominati dalla “retromania”, il continuo riutilizzo di stili ed elementi del passato, un disco come “Is This The Life We Really Want?” non solo non stona ma assume una propria dignità storica oltre che artistica dal momento che Waters non copia o scimmiotta qualcuno, ma utilizza tutto il proprio bagaglio. Nel migliore dei modi. Quì c’è un pezzetto di “Animals“, lì una sonorità di “Wish You Were Here“. In un passaggio si rivivono i momenti sussurrati di “The Final Cut“, in un altro riemergono le fobie di “The Wall“. Eppure tutto è coerente e sensato in quello che è l’atto finale di un’opera che, da un certo punto in poi, da quando Waters ha preso in mano le redini dei Pink Floyd con piglio via via sempre più dittatoriale (fino alla rottura traumatica), ha seguito un suo percorso preciso. Percorso che si delinea chiaro nei temi melodici e nelle armonie, ma che trova la propria ragion d’essere soprattutto a livello lirico, che è poi la discriminante decisiva tra i Pink Floyd di Waters e quelli di Syd Barrettprima e di David Gilmour poi. Che ci si trovi d’accordo o meno con le sue analisi, nella rabbia e nella lucidità che Waters usa per affondare il bisturi nelle distorsioni di una società con la pancia piena, ma vuota di valori, non si avvertono i 73 anni dell’autore. Se l’atmosfera dell’album in alcuni punti potrebbe trasmettere un’idea di rassegnazione, di questa non c’è nemmeno un briciolo nei testi, dove sembra di trovarsi di fronte a un giovane animato dall’istinto rivoluzionario contro ingiustizie e personaggi pubblici (Trump su tutti). Proprio la reazione all’attuale condizione politico-sociale (e in particolare all’elezione del presidente degli Stati Uniti, che Waters definisce senza mezzi termini “maiale” nei concerti e “leader senza cervello” nel libretto dell’album) ha spinto Waters a rimettersi in gioco in un terreno che sembrava aver definitivamente abbandonato per dedicarsi ad altri tipi di progetti o alle monumentali messe in scena live di “The Wall”. L’album è stato prodotto e mixato da Nigel Godrich (già con Radiohead, Paul McCartney, Beck, U2) e merita un ascolto in cuffia per apprezzarne tutte le sfumature sonore. Anche questa è in fondo una cosa un po’ retrò.

L’album è disponibile per l’acquisto anche su Amazon Italia:

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Tracklist:

When We Were Young
Déjà Vu
The Last Refugee
Picture That
Broken Bones
Is This The Life We Really Want?
Bird In A Gale
The Most Beautiful Girl
Smell The Roses
Wait For Her
Oceans Apart
Part Of Me Died

A questo link la recensione dell’album dal sito RockOl.it

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ROGER WATERS: “DATA ZERO” DEL NUOVO TOUR US+THEM

Roger Waters ha eseguito alla Meadowlands Area in New Jersey una “data zero” dell’imminente tour “Us+Them” che partirà il 26 maggio da Kansas City, l’attesa della scaletta è finita e da questa anteprima, capiamo subito che lo show sarà a base “floydiana”, infatti le canzoni dal nuovo album “Is This The Life We Really Want?” sono solo quattro, per il resto si nota l’assenza di Shine On You Crazy Diamond e l’esclusione di canzoni da Amused To Death. Fonti non ufficiali danno per scontato le date italiane nel 2018 (palazzetti) e 2019 (all’aperto).

Questa la scaletta:

Primo tempo: Speak to Me, Breathe, One of These Days, Time, Breathe (Reprise), The Great Gig in the Sky, Welcome to the Machine, Deja Vu, The Last Refugee, Picture That, Wish You Were Here, The Happiest Days of Our Lives, Another Brick in the Wall (Part 2)
Secondo tempo: Dogs, Pigs (Three Different Ones), Money, Us And Them, Smell The Roses, Brain Damage, Eclipse, Vera, Bring The Boys Back Home.
Encore: Comfortably Numb.

Photo copyright by Kate Izor

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ROGER WATERS: IL NUOVO SINGOLO “THE LAST REFUGEE”

Dopo “Smell The Roses” e “Dèjà Vu”, esce il terzo singolo dall’imminente album di Roger Waters “Is This The Life We Really Want?” in uscita il 2 Giugno, terza traccia dell’album dal titolo “The Last Refugee“. Questa volta però la traccia è accompagnata dal video promozionale.

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