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RECENSIONI: PINK FLOYD – THE EARLY YEARS 1965-1972

È finalmente disponibile il box set THE EARLY YEARS 1965-1972, un’opera monumentale sui primi anni dei Pink Floyd, pre-Dark Side Of The Moon, forse il periodo preferito dai fans di vecchia data e non solo, ma anche il periodo di maggior “sperimentazione musicale”. Questa recensione vuole essere un’opinione personale sulla qualità del box: c’è talmente tanto materiale all’interno che per visionare ed ascoltare con cura tutto, passerebbero mesi… Quindi per ora mi sono limitato a dare uno sguardo -ma con molta attenzione-  ad ogni cd/blu-ray.

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Il “box delle meraviglie” arriva in 3000 copie in Italia e misura 38*22*28 cm. ed il primo problema che si incontra è trovargli una sistemazione in casa… la grafica nera con la riga bianca sta a rappresentare gli inizi della band, quando ancora si chiamavano “Tea Set” e nel gruppo doveva ancora entrare Syd Barrett: andavano in giro con un furgone Bedford colorato proprio come il box. Una volta aperto il cartone dell’imballaggio per prima cosa bisogna estrarre un cd (aggiunto all’ultimo momento, che ha causato anche dei ritardi nelle spedizioni, ed attaccato esternamente al box) ed inserirlo nel cofanetto “Obfusc/ation”: il cd all’interno del box infatti è il “Live At Pompeii” su cd, mentre il disco trovato fuori dalla confezione è quello che va all’interno del box, cioè il remix 2016 di “Obscured By Clouds”. Non starò a descrivervi l’emozione, finalmente gli archivi dei Pink Floyd si aprono, ma vediamo se ne è valsa veramente la pena:

1965-67 CAMBRIDGE ST/ATION Il primo box è dedicato agli anni 1965-1967, la parte audio trova tutte le canzoni uscite nell’Ep in edizione limitata “Their First Recordigs”, più tutti i primi singoli. La qualità audio è elevata e i mix sono del 2010. Non si può dire lo stesso del concerto a Stoccolma del 1967: la musica si sente davvero bene per essere un live molto vecchio, ma la praticamente quasi assenza del cantato di Syd Barrett taglia un pò le ali a quello che poteva essere davvero un grande concerto, naturalmente nei crediti è specificato che la voce è registrata ad un volume molto basso, ma sinceramente speravo di sentire almeno qualcosa… Per quanto riguarda le 9 versioni di “John Latham”, sono per lo più improvvisazioni per l’epoca “avanguardistiche” con alcuni spunti di buoni riff, ma a mio avviso di difficile ascolto. La parte video invece è stata molto curata con una “rigenerazione” delle bobine originali davvero ben fatta. Alcune scene sono di qualità poco inferiore ma visto il tanto tempo trascorso è più che accettabile.

1968 GERMIN/ATION La parte audio del cofanetto contiene alcune canzoni inedite come “Song 1” e “Roger’s Boogie” di rilevante interesse, oltre alle Bbc Session del 1968, buona qualità complessiva. Esagerata invece la parte video. I colori “esplodono”, c’è davvero tanto lavoro in questi video restauri, si può vedere David Gilmour alle “prime armi” al Bouton Rouge, un paio di video registrati in Italia e tanti videoclip divertenti girati in playback.. fantastico!

1969 DRAMATIS/ATION Si parte con le outtakes di “More”, davvero eccezionali, compresa una inedita versione di “More Blues” e la versione dalla vecchia compilation “Picnic” di “Embryo”. Una menzione per la traccia “Seabirds”: come dichiarato dai Pink Floyd stessi, la versione cantata del brano è purtroppo andata perduta, quindi questa versione del box è l’unica registrazione rimasta. Si prosegue con le Bbc Session del 1969 già conosciute a più sotto forma di bootleg, in questo caso l’audio era già ottimo quindi è stato fatto solo un lavoro di pulizia ed equalizzazione. Il cd continua con il concerto ad Amsterdam al Paradiso, anche questo circolava su bootleg da tempo, ma sentirlo così, è tutta un’altra storia, anche se il set suonato in quell’occasione prevedeva solo brani strumentali. Poi arriva uno dei momenti più attesi dai fan: la pubblicazione ufficiale della suite “The Man & The Journey”: la registrazione è quella del “Concertgebouw” di Amsterdam: anche in questo caso i bootleg disponibili erano di ottima qualità e questa versione ufficiale non delude affatto, ma esalta ancor di più a quale livello erano i Floyd nel ’69. Spettacolari versioni di Cymbaline, The Narrow Way, A Saucerful Of Secrets, ed un brano strumentale che ho sempre trovato incredibile e sottovalutato: “Behold The Temple Of Light”. La parte video presenta alcune clip note ai più, come le prove del concerto alla Royal Festival Hall e altro materiale, ma sinceramente mai visto in questa qualità.

1970 DEVI/ATION Il ’70 parte con una delle più belle versioni di “Atom Heart Mother” mai ascoltate: quella dal vivo a Montreux senza orchestra. Spettacolo. Si prosegue con le Bbc Session del 1970: anche in questo caso la qualità è superba. Vengono finalmente pubblicate ufficialmente anche 16 outtakes dalla colonna sonora di “Zabriskie Point”: molte traccie davvero inedite e in qualità sorprendente. Si chiude con una delle prime versioni in studio -inedita- di Atom Heart Mother in cui suona solo la band, senza coro, quasi 20 minuti di improvvisazione di quella che poi diventerà una delle più grandi suite composte dai Pink Floyd. La parte video invece parte con lo show alla Tv di San Francisco KQED: speravo in un miglioramento netto, invece la parte visuale risulta non troppo diversa dalle versioni circolate fin d’ora su bootleg: rivista, corretta e stabilizzata si, ma non con quel miglioramento generale che ci si aspetta visto che le pellicole su cui è stato filmato il video dovrebbero essere professionali. Bellissimi invece i filmati di St. Tropez, che includono anche il soundcheck. Presente anche l’intero audio dell’album “Atom Heart Mother” in versione quadrifonica 4.0 del 1970, oltre alla versione video della suite con orchestra ad Hyde Park, anche se specificato di qualità nettamente inferiore ma presente nel box per il suo valore storico.

1971 REVERBER/ATION Pubblicata anche sul canale YouTube dei Pink Floyd, “Nothing 14” è una delle parti di quello che poi diventerà (a mio modestissimo parere) la canzone più completa e rappresentativa dell’intero catalogo Pink Floyd: Echoes. Non serve aggiungere altro, basta il titolo. Presenti anche le Bbc Session del 1971, il livello è altissimo e l’esecuzione dei pezzi magistrale. Fat Old Sun con la suadente voce di David, una “incazzatissima” One Of These Days, una versione da 10 minuti di Embryo, ed il capolavoro Echoes. La parte video include alcuni filmati girati in Germania più un paio di pezzi live da pelle d’oca all’Abbaye De Royaumont in Francia, oltre ad altri video di interesse storico e la versione audio integrale quadrifonica 4.0 del brano “Echoes”. Alcuni fan hanno dichiarato che “nascosto” nel Bluray, ci sia l’intero “Meddle” in versione 5.1: la versione era prevista ma è stata esclusa dal box-set all’ultimo momento. Pare che “rippando” il bluray per metterlo in un hard disk esterno, si riesca a trovare “magicamente” il file contenente l’audio 5.1 di Meddle, ma al momento sono solo indiscrezioni e non c’è niente di confermato.

1972 OBFUSC/ATION Il cd contenuto nel box del ’72 contiene il remix 2016 dell’intero album “Obscured By Clouds”, l’audio è davvero diverso, si sentono alcune parti di batteria e tastiera in più, il suono della chitarra è più spaziale, c’è più riverbero generale, non so dire con esattezza se sia migliore dei mix passati, ma sul fatto che sia diverso non c’è dubbio. Per quanto riguarda la parte video, c’è una gran raccolta di foto tutte inedite con in sottofondo il brano “Wot’s… Uh the Deal”. Presenti anche un paio di brani già editi dal Brighton Dome ed alcuni documentari sul “Roland Petit Ballett”, anche questi restaurati, oltre al video del “Live At Pompeii” con il mix audio in 5.1 Dts che non ha niente a che vedere con l’audio del dvd 2.0 fino ad ora in commercio, tutti gli strumenti hanno ricevuto un incremento di nitidezza e volume. Stranamente la traccia Echoes non è divisa in due parti, ma come traccia unica alla fine del film.

BONUS CONTINU/ATION Questo cofanetto è presente solo nel box, e non verrà messo in commercio sigolarmente, come invece avverrà per gli altri, nel corso del 2017. Il cd contiene le Bbc Sessions del  1967 e 1968. L’audio non è proprio impeccabile, anzi, da un lavoro di questa caratura ci si aspetterebbe di più ma evidentemente non è stato possibile ripulire la traccie. Pubblicati anche un paio di brani dalla colonna sonora (mai uscita ufficialmente) di “The Comittee” oltre al brano “Moonhead” registrato in occasione dell’allunaggio alla Bbc Tv. Inspiegabilmente è presente anche una versione di “Echoes” registrata live a Wembley nel 1974 (!) che c’entra poco con una raccolta fino al 1972, ma che certamente apprezziamo lo stesso! La parte video è composta da alcuni videoclip alternativi ed esecuzioni live dal ’69, ’70 e ’72, oltre al film “The Committee”, sottotitolato in Italiano. Pubblicati anche i due film con colonna sonora integralmente ad opera dei Pink Floyd “More” e “La Vallee”, inspiegabilmente senza sottotitoli in Italiano. Completano il box una serie di poster e memorabilia più la replica dei singoli “Arnold Layne – Candy And A Currant Bun”, “See Emily Play – The Scarecrow”, “Apples And Oranges – Paintbox, “It Would Be So Nice – Julia Dream”, “Point Me At The Sky – Careful With That Axe, Eugene”. Segnalo che tutti i documentari ed interviste (a parte i film) hanno sottotitoli in Italiano.

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CONCLUSION/ATION  😉

Quello che molti di voi si chiederanno è se ne vale veramente la pena. Non so darvi una risposta netta, perchè se siete fan di lunga data e magari avete già tanto materiale sotto forma di bootleg, l’80% del materiale presente in questo box lo avete sicuramente già visto e sentito, ma mai in questa qualità. Il lavoro fatto è stato enorme e garantisce una “sbornia floydiana” quasi infinita. Personalmente sono molto soddisfatto della qualità generale, la parte audio è per il 90% ottima e la parte video non è da meno, con momenti memorabili, come ad esempio “Interstellar Overdrive” insieme a Frank Zappa, finalmente con una qualità degna della storia che si scriveva in quel momento. Ognuno dei box-set uscirà anche singolarmente (a parte Continu/ation) e questo sarà sicuramente una buona occasione per chi -di questi tempi soprattutto- non può permettersi di comprare un box che sicuramente ha un valore storico immenso, ma che ha un prezzo piuttosto elevato. Prezzo che però è molto variabile, come confermano le prime copie vendute online a 415€ e le copie vendute nei negozi che possono variare da 550 a quasi 600€.

Personalmente sono rimasto parecchie volte a bocca aperta ascoltando e vedendo il contenuto di questo box, molte volte è stato come sentirli e vederli per la prima volta e tanto basta a mio parere per consigliare caldamente questo box a chi come me interessano le performance live, outtakes e demo, tanto quanto gli album ufficiali.

CLICCA QUI per vedere la tracklist completa del Box Set.

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SYD BARRETT NEL NUOVO NUMERO DI MOJO

271-June-2016Il nuovo numero del magazine musicale inglese Mojo (n. 271, giugno 2016) getta nuova luce su Syd Barrett (in copertina), il fragile e geniale compositore che istradò i Pink Floyd nel loro stellare percorso, prima di finire nel deserto. I giornalisti di Mojo esplorano tutte le sue canzoni, mentre la sorella Rosemary ricorda l’uomo dietro il mito. Alla rivista sono allegate due favolose stampe dei Pink Floyd e il consueto CD con 14 brani psych di artisti contemporanei tra i quali Goat, Cate Le Bon, Black Mountain e Thee Oh Sees.

In vendita nel Regno Unito da Martedì 26 Aprile 2016.

Discutendo del primo spettacolo di luci dei Pink Floyd, Rosemary Breen – nata Barrett – conferma la teoria che il fratello ha sperimentato la condizione di “sinestesia”, che gli ha fatto di ‘vedere’ i suoni e ‘sentire’ i colori. Questa capacità, a quanto pare, ha contribuito a fornire il nascente movimento psichedelico con la sua tavolozza.
Quando ha parlato di come si sentiva, avrebbe detto un colore. Anche da bambino, così ho pensato che fosse perfettamente normale. Non ha avuto una etichetta poi. Quella cosa psichedelica con le luci e il tonfo della musica era, credo, come si sentiva. Il suono era il colore, e il colore era il suono“.
La sorella discute anche le sue impressioni personali dei Pink Floyd e dei suoi membri, l’impatto della sperimentazione del fratello con l’LSD e la vita appartata che ha seguito la sua carriera nella musica. È l’intervista centrale dello speciale su Barrett e mette una luce multicolore su tutta la sua carriera: i suoi inizi, il suo lavoro con i Pink Floyd, le sue canzoni chiave e molto altro ancora.
Al suo interno, Breen prevede anche l’imminente “Hometown Happening”  che sta organizzando in onore di Syd Barrett – che si terrà presso il Cambridge Corn Exchange il 27 ottobre.

www.cambridgelivetrust.co.uk/cornex/events/syd-barrett-celebration

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SYD BARRETT – 70°ANNIVERSARIO

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Quest’anno avrebbe compiuto 70 anni, Syd Barrett, senza di lui non ci sarebbe mai stato un gruppo di nome Pink Floyd, destinato a diventare una delle formazioni più longeve della storia del rock, capace di attraversare più di mezzo secolo cambiando formazione e stile musicale ma restando sempre tra i numeri uno. Syd ha inciso un solo album con i Pink Floyd, poi ha iniziato la sua carriera solista, molto sottovalutata dal grande pubblico ma agli affezionati dei Pink Floyd non saranno sfuggite alcune gemme disseminate nei solchi dei suoi dischi solisti, anche se purtroppo le registrazioni risentono dello stato mentale di Syd in quel periodo, che come è noto furono molto “difficili”, ma questa è un’altra storia. Vogliamo ricordare Syd per quello che era, un comune ragazzo con una innata genialità nello scrivere testi e musiche come nessuno aveva fatto prima della sua comparsa sulle scene.

Per celebrare il 70° anniversario la famiglia di Syd ha messo online un nuovo sito ufficiale, in cui offre molte fotografie di famiglia inedite che documentano Syd da inizio infanzia fino ai primi anni ’80. Inoltre è previsto il rilascio di altro materiale ad intervalli regolari durante tutto l’anno, così come la pubblicazione di una serie di articoli su Syd e la sua musica da scrittori famosi.

Clicca qui per il nuovo sito ufficiale: http://sydbarrett.com/

Roger Keith Barrett (Cambridge, 6 Gennaio 1946 – Cambridge, 7 Luglio 2006)

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PINK FLOYD 1965 ‘THEIR FIRST RECORDINGS’

$_57Pink Floyd hanno pubblicato un doppio 45 giri in edizione limitata per collezionisti (1000 copie nel mondo) che contiene le prime sei canzoni registrate dai Pink Floyd nel lontano 1965 con la formazione che comprendeva anche Bob “Rado” Klose intitolato “PINK FLOYD 1965 THEIR FIRST RECORDINGS“. E non è tutto, l’ingegnere del suono dei Pink Floyd Andy Jackson che ha lavorato a questa edizione limitata ha anche confermato che sta lavorando su alcune “vecchie” registrazioni, ma al momento non può dire niente, solo che “alcune lacune verranno colmate”, ma bisognerà attendere almeno fino alla fine del 2016… In Italia il disco si potrà trovare nei negozi che aderiscono al Record Store Day a circa €40, ma viste le sole 1000 copie nel mondo è possibile che non tutti i negozi aderenti l’abbiano disponibile. Se lo trovate prendetelo, il suo valore può solo aumentare… Ma se non siete riusciti a comprare una delle 1000 copie, non preoccupatevi perchè dalla pagina Facebook dei Pink Floyd è stata annunciata la speranza di rendere disponibile il disco in qualche forma fisica verso la fine del prossimo anno..

A1) Lucy Leave 2:53 – Written by Syd Barrett
B1) Double o Bo 3:25 – Written by Syd Barrett
B2) Remember Me 2:45 – Written by Syd Barrett
C1) Walk With Me Sydney 3:11 – Vocals Juliette Gale – Written by Roger Waters
D1) Butterfly 2:59 – Written by Syd Barrett
D2) I’m a King Bee 3:07 – Written by Slim Harpo

Qui di seguito tutti i dettagli$_57 (1)

Record Company :Warner Music Group
Phonographic Copyright (p): Pink Floyd Music Ltd.
Licensed To :Parlophone Records Ltd.
Copyright (c) :Pink Floyd Music Ltd.
Mastered :Tube Mastering
Mastered : Air Studios
Artwork :StormStudios
Bass, Vocals – Roger Waters
Creative Director – Aubrey Powell
Design – Peter Curzon
Drums – Nick Mason
Graphics – Peter Wynn-Wilson
Guitar – Rado Klose
Keyboards – Richard Wright
Mastered By– Andy Jackson, Ray Staff
Photography By – Hipgnosis Ltd.
Vocals, Guitar – Syd Barrett

(BLACK FRIDAY 2015 RECORD STORE DAY, Only 1000 copies in the world. 300 copies in UK) – Barcode: 0 825646 018611

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NEWS IN PILLOLE

11260370_1602880836646481_3829336989842418499_nHave you got it?” è il titolo di un nuovo documentario sull’indimenticato Syd Barrett realizzato da Roddy Bogawa e potrebbe arrivare (se nelle sale o direttamente in home video al momento non è ancora dato sapere) entro la fine dell’anno in corso o già alla fine di questa estate. Il titolo del documentario è preso da una canzone inedita dei Pink Floyd intitolata “Have you got it yet?” composta dallo stesso Syd nel ’68 (e mai registrata) poco prima di abbandonare il gruppo. Secondo il giornale Mojo promette di indagare sulla vita artistica e privata di Barrett fino alla sua fuoriuscita dal gruppo. Il film includerà interviste inedite a tutti gli elementi superstiti della band. Il regista ha dichiarato: “[Questo film] ha un’essenza intima che gli altri lavori su Syd Barrett non sono stati in grado di catturare“. – Aggiornamento: Dopo la notizia il regista Roddy Bogawa ha voluto precisare alcune cose che nell’articolo del giornale Mojo erano sbagliate: “Il titolo corretto è ‘Have You Got It Yet?‘ e il film non sarà rilasciato questa estate. Stiamo girando gli ultimi pezzi e stiamo entrando nella fase di editing.” Maggiori info si potranno trovare alla pagina facebook del documentario www.facebook.com/haveyougotityet.

musichealsRoger Waters sarà il protagonista principale dell’annuale concerto di “Music Heals” il prossimo 16 ottobre a Washington dove suoneranno anche Billy Corgan, Sheryl Crow e Tom Morello in favore dei MusiCorps, associazione che riunisce i veterani rimasti feriti e che si adopera per aiutare loro e le famiglie nei lunghi processi di riabilitazione, anche attraverso la musica. Roger: “Il lavoro che nel corso degli anni ho fatto con questi uomini e donne è quanto di più importante di cui io mi sia mai occupato“. L’evento si intitola “Music Heals“, e maggiori info sono disponibili sul sito www.musicorps.net

Sempre a proposito di Roger Waters, il film “Roger Waters – The Wall ” che sarà nelle sale cinematografiche a settembre (i biglietti sono già prenotabili) dovrebbe uscire su Dvd e Blu-ray il 23 Novembre 2015. La data però non è ancora ufficiale. Qui intanto possiamo vedre il trailer esteso: 

bozza_posterIl 4 luglio a Pompei sarà inaugurata la mostra “Pink Floyd Live @ Pompeii: The Exhibition“, evento che rientra nell’ambito di “Rock!5”, mostra internazionale sulla musica e i suoi linguaggi. Saranno esposti al PAN per l’occasione 10 dei 30 scatti inediti realizzati da Jacques Boumendil, direttore della fotografia del film “Pink Floyd Live at Pompeii”; le rimanenti 20 foto saranno visibili nelle Sale Espositive del Comune di Pompei. Ci sarà anche Adrian Maben (regista del film) dove riceverà la cittadinanza onoraria per aver contribuito a rendere immortale l’anfiteatro di Pompei attraverso la musica dei Pink Floyd. L’Ingresso è gratuito fino a fine luglio, con visite nell’orario 8:00-20:00

Come già anticipato nell’articolo del tour, David Gilmour nel 2016 farà ritorno in Polonia e si esibirà al Market Square di Breslavia il 25 giugno 2016. La città polacca è stata designata Capitale Europea della Cultura e Capitale Mondiale del Libro per il 2016, e ospiterà inoltre i World Games del 2017.

10690288_1165464976812409_8184214083334881109_nIntanto coma annunciato da Polly Samson su Twitter il nuovo album Rattle That Lock è pronto ed è in fase di mastering. Ancora non c’è una data certa per l’uscita ma sicuramente faranno il possibile per farlo uscire prima dei concerti di settembre… Qui a fianco vediamo Polly in un momento di relax sull’Astoria dove Rattle That Lock è stato mixato.

Ginger Gilmour, prima moglie di David Gilmour ha annunciato il suo primo libro di memorie “floydiane” intitolato “The Bright Side Of The Moon“. Più info a questo link.

Nick Mason ogni tanto apre i suoi archivi fotografici e dal suo profilo Facebook ci regala delle foto inedite di rara bellezza. Eccone alcune che ha pubblicato nell’ultimo periodo:

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50 ANNI DI PINK FLOYD

10991297_10152692125942308_8903195651775958407_nFebbraio 1965 – Febbraio 2015: 50 anni di Pink Floyd. Ne è passato di tempo da quando Syd Barrett diede il nome a questa fantastica band, che ha cambiato per sempre il volto alla musica più di una volta. È infatti nel febbraio del 1965 che i “The Tea Set” iniziano a cambiare nome in “Pink Floyd” guidati dall’allora nuovo entrato Syd Barrett. In formazione c’erano oltre a Syd, Roger Waters, Nick Mason, Richard Wright e Bob Klose che di li a poco lascerà la band. Il resto è storia. Dopo tutto questo tempo la loro musica è ancora fra noi, emoziona tutte le generazioni, semplicemente perchè se ci si dedica soltanto un poco di tempo a cercare di “ascoltare veramente”, ti entrano nell’anima e non escono più. Almeno questo è quello che è successo a me! E le sorprese non sono ancora finite visto l’uscita a Novembre 2014 dell’inaspettato “The Endless River” e i prossimi album solisti in uscita di David Gilmour e Roger Waters!

Ed ecco una breve ma intensa carrellata di spezzoni di tutte le canzoni ufficiali e non, rilasciate dai Pink Floyd fino a The Division Bell del 94: 

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