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RECENSIONI: PINK FLOYD – THE EARLY YEARS 1965-1972

È finalmente disponibile il box set THE EARLY YEARS 1965-1972, un’opera monumentale sui primi anni dei Pink Floyd, pre-Dark Side Of The Moon, forse il periodo preferito dai fans di vecchia data e non solo, ma anche il periodo di maggior “sperimentazione musicale”. Questa recensione vuole essere un’opinione personale sulla qualità del box: c’è talmente tanto materiale all’interno che per visionare ed ascoltare con cura tutto, passerebbero mesi… Quindi per ora mi sono limitato a dare uno sguardo -ma con molta attenzione-  ad ogni cd/blu-ray.

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Il “box delle meraviglie” arriva in 3000 copie in Italia e misura 38*22*28 cm. ed il primo problema che si incontra è trovargli una sistemazione in casa… la grafica nera con la riga bianca sta a rappresentare gli inizi della band, quando ancora si chiamavano “Tea Set” e nel gruppo doveva ancora entrare Syd Barrett: andavano in giro con un furgone Bedford colorato proprio come il box. Una volta aperto il cartone dell’imballaggio per prima cosa bisogna estrarre un cd (aggiunto all’ultimo momento, che ha causato anche dei ritardi nelle spedizioni, ed attaccato esternamente al box) ed inserirlo nel cofanetto “Obfusc/ation”: il cd all’interno del box infatti è il “Live At Pompeii” su cd, mentre il disco trovato fuori dalla confezione è quello che va all’interno del box, cioè il remix 2016 di “Obscured By Clouds”. Non starò a descrivervi l’emozione, finalmente gli archivi dei Pink Floyd si aprono, ma vediamo se ne è valsa veramente la pena:

1965-67 CAMBRIDGE ST/ATION Il primo box è dedicato agli anni 1965-1967, la parte audio trova tutte le canzoni uscite nell’Ep in edizione limitata “Their First Recordigs”, più tutti i primi singoli. La qualità audio è elevata e i mix sono del 2010. Non si può dire lo stesso del concerto a Stoccolma del 1967: la musica si sente davvero bene per essere un live molto vecchio, ma la praticamente quasi assenza del cantato di Syd Barrett taglia un pò le ali a quello che poteva essere davvero un grande concerto, naturalmente nei crediti è specificato che la voce è registrata ad un volume molto basso, ma sinceramente speravo di sentire almeno qualcosa… Per quanto riguarda le 9 versioni di “John Latham”, sono per lo più improvvisazioni per l’epoca “avanguardistiche” con alcuni spunti di buoni riff, ma a mio avviso di difficile ascolto. La parte video invece è stata molto curata con una “rigenerazione” delle bobine originali davvero ben fatta. Alcune scene sono di qualità poco inferiore ma visto il tanto tempo trascorso è più che accettabile.

1968 GERMIN/ATION La parte audio del cofanetto contiene alcune canzoni inedite come “Song 1” e “Roger’s Boogie” di rilevante interesse, oltre alle Bbc Session del 1968, buona qualità complessiva. Esagerata invece la parte video. I colori “esplodono”, c’è davvero tanto lavoro in questi video restauri, si può vedere David Gilmour alle “prime armi” al Bouton Rouge, un paio di video registrati in Italia e tanti videoclip divertenti girati in playback.. fantastico!

1969 DRAMATIS/ATION Si parte con le outtakes di “More”, davvero eccezionali, compresa una inedita versione di “More Blues” e la versione dalla vecchia compilation “Picnic” di “Embryo”. Una menzione per la traccia “Seabirds”: come dichiarato dai Pink Floyd stessi, la versione cantata del brano è purtroppo andata perduta, quindi questa versione del box è l’unica registrazione rimasta. Si prosegue con le Bbc Session del 1969 già conosciute a più sotto forma di bootleg, in questo caso l’audio era già ottimo quindi è stato fatto solo un lavoro di pulizia ed equalizzazione. Il cd continua con il concerto ad Amsterdam al Paradiso, anche questo circolava su bootleg da tempo, ma sentirlo così, è tutta un’altra storia, anche se il set suonato in quell’occasione prevedeva solo brani strumentali. Poi arriva uno dei momenti più attesi dai fan: la pubblicazione ufficiale della suite “The Man & The Journey”: la registrazione è quella del “Concertgebouw” di Amsterdam: anche in questo caso i bootleg disponibili erano di ottima qualità e questa versione ufficiale non delude affatto, ma esalta ancor di più a quale livello erano i Floyd nel ’69. Spettacolari versioni di Cymbaline, The Narrow Way, A Saucerful Of Secrets, ed un brano strumentale che ho sempre trovato incredibile e sottovalutato: “Behold The Temple Of Light”. La parte video presenta alcune clip note ai più, come le prove del concerto alla Royal Festival Hall e altro materiale, ma sinceramente mai visto in questa qualità.

1970 DEVI/ATION Il ’70 parte con una delle più belle versioni di “Atom Heart Mother” mai ascoltate: quella dal vivo a Montreux senza orchestra. Spettacolo. Si prosegue con le Bbc Session del 1970: anche in questo caso la qualità è superba. Vengono finalmente pubblicate ufficialmente anche 16 outtakes dalla colonna sonora di “Zabriskie Point”: molte traccie davvero inedite e in qualità sorprendente. Si chiude con una delle prime versioni in studio -inedita- di Atom Heart Mother in cui suona solo la band, senza coro, quasi 20 minuti di improvvisazione di quella che poi diventerà una delle più grandi suite composte dai Pink Floyd. La parte video invece parte con lo show alla Tv di San Francisco KQED: speravo in un miglioramento netto, invece la parte visuale risulta non troppo diversa dalle versioni circolate fin d’ora su bootleg: rivista, corretta e stabilizzata si, ma non con quel miglioramento generale che ci si aspetta visto che le pellicole su cui è stato filmato il video dovrebbero essere professionali. Bellissimi invece i filmati di St. Tropez, che includono anche il soundcheck. Presente anche l’intero audio dell’album “Atom Heart Mother” in versione quadrifonica 4.0 del 1970, oltre alla versione video della suite con orchestra ad Hyde Park, anche se specificato di qualità nettamente inferiore ma presente nel box per il suo valore storico.

1971 REVERBER/ATION Pubblicata anche sul canale YouTube dei Pink Floyd, “Nothing 14” è una delle parti di quello che poi diventerà (a mio modestissimo parere) la canzone più completa e rappresentativa dell’intero catalogo Pink Floyd: Echoes. Non serve aggiungere altro, basta il titolo. Presenti anche le Bbc Session del 1971, il livello è altissimo e l’esecuzione dei pezzi magistrale. Fat Old Sun con la suadente voce di David, una “incazzatissima” One Of These Days, una versione da 10 minuti di Embryo, ed il capolavoro Echoes. La parte video include alcuni filmati girati in Germania più un paio di pezzi live da pelle d’oca all’Abbaye De Royaumont in Francia, oltre ad altri video di interesse storico e la versione audio integrale quadrifonica 4.0 del brano “Echoes”. Alcuni fan hanno dichiarato che “nascosto” nel Bluray, ci sia l’intero “Meddle” in versione 5.1: la versione era prevista ma è stata esclusa dal box-set all’ultimo momento. Pare che “rippando” il bluray per metterlo in un hard disk esterno, si riesca a trovare “magicamente” il file contenente l’audio 5.1 di Meddle, ma al momento sono solo indiscrezioni e non c’è niente di confermato.

1972 OBFUSC/ATION Il cd contenuto nel box del ’72 contiene il remix 2016 dell’intero album “Obscured By Clouds”, l’audio è davvero diverso, si sentono alcune parti di batteria e tastiera in più, il suono della chitarra è più spaziale, c’è più riverbero generale, non so dire con esattezza se sia migliore dei mix passati, ma sul fatto che sia diverso non c’è dubbio. Per quanto riguarda la parte video, c’è una gran raccolta di foto tutte inedite con in sottofondo il brano “Wot’s… Uh the Deal”. Presenti anche un paio di brani già editi dal Brighton Dome ed alcuni documentari sul “Roland Petit Ballett”, anche questi restaurati, oltre al video del “Live At Pompeii” con il mix audio in 5.1 Dts che non ha niente a che vedere con l’audio del dvd 2.0 fino ad ora in commercio, tutti gli strumenti hanno ricevuto un incremento di nitidezza e volume. Stranamente la traccia Echoes non è divisa in due parti, ma come traccia unica alla fine del film.

BONUS CONTINU/ATION Questo cofanetto è presente solo nel box, e non verrà messo in commercio sigolarmente, come invece avverrà per gli altri, nel corso del 2017. Il cd contiene le Bbc Sessions del  1967 e 1968. L’audio non è proprio impeccabile, anzi, da un lavoro di questa caratura ci si aspetterebbe di più ma evidentemente non è stato possibile ripulire la traccie. Pubblicati anche un paio di brani dalla colonna sonora (mai uscita ufficialmente) di “The Comittee” oltre al brano “Moonhead” registrato in occasione dell’allunaggio alla Bbc Tv. Inspiegabilmente è presente anche una versione di “Echoes” registrata live a Wembley nel 1974 (!) che c’entra poco con una raccolta fino al 1972, ma che certamente apprezziamo lo stesso! La parte video è composta da alcuni videoclip alternativi ed esecuzioni live dal ’69, ’70 e ’72, oltre al film “The Committee”, sottotitolato in Italiano. Pubblicati anche i due film con colonna sonora integralmente ad opera dei Pink Floyd “More” e “La Vallee”, inspiegabilmente senza sottotitoli in Italiano. Completano il box una serie di poster e memorabilia più la replica dei singoli “Arnold Layne – Candy And A Currant Bun”, “See Emily Play – The Scarecrow”, “Apples And Oranges – Paintbox, “It Would Be So Nice – Julia Dream”, “Point Me At The Sky – Careful With That Axe, Eugene”. Segnalo che tutti i documentari ed interviste (a parte i film) hanno sottotitoli in Italiano.

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CONCLUSION/ATION  😉

Quello che molti di voi si chiederanno è se ne vale veramente la pena. Non so darvi una risposta netta, perchè se siete fan di lunga data e magari avete già tanto materiale sotto forma di bootleg, l’80% del materiale presente in questo box lo avete sicuramente già visto e sentito, ma mai in questa qualità. Il lavoro fatto è stato enorme e garantisce una “sbornia floydiana” quasi infinita. Personalmente sono molto soddisfatto della qualità generale, la parte audio è per il 90% ottima e la parte video non è da meno, con momenti memorabili, come ad esempio “Interstellar Overdrive” insieme a Frank Zappa, finalmente con una qualità degna della storia che si scriveva in quel momento. Ognuno dei box-set uscirà anche singolarmente (a parte Continu/ation) e questo sarà sicuramente una buona occasione per chi -di questi tempi soprattutto- non può permettersi di comprare un box che sicuramente ha un valore storico immenso, ma che ha un prezzo piuttosto elevato. Prezzo che però è molto variabile, come confermano le prime copie vendute online a 415€ e le copie vendute nei negozi che possono variare da 550 a quasi 600€.

Personalmente sono rimasto parecchie volte a bocca aperta ascoltando e vedendo il contenuto di questo box, molte volte è stato come sentirli e vederli per la prima volta e tanto basta a mio parere per consigliare caldamente questo box a chi come me interessano le performance live, outtakes e demo, tanto quanto gli album ufficiali.

CLICCA QUI per vedere la tracklist completa del Box Set.

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PINK FLOYD: DISPONIBILE IL BOX “THE EARLY YEARS 1965-1972”

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È disponibile per l’acquisto l’attesissimo “Pink Floyd – The Early Years 1965-1972“, l’imponente box set di 27 dischi che racchiude i primi 7 anni di carriera insieme, dagli inizi alla ribalta internazionale, scavando non solo negli archivi della band (e in particolare del batterista Nick Mason), ma tra scaffali di collezionisti e bobine di emittenti televisive, la ponderosa uscita espone una maturazione artistica valutata di anno in anno. L’opera è divisa in 6 volumi (1965-1967; 1968; 1969; 1970; 1971; 1972) più un volume bonus contenente fra gli altri i film ‘The Committee’, ‘More’ e ‘La Vallée’ di cui il gruppo compose le colonne sonore. Proprio l’alternanza fra materiale audio (12 ore e 33 minuti in totale) e video (oltre 15 ore) scandisce il racconto dei primi anni dei Pink Floyd, fra concerti inediti, registrazioni rare e partecipazioni a programmi pop della tv europea.

CLICCA QUI per vedere la tracklist completa del Box Set!

Inoltre chi ordina il cofanetto riceverà come extra un Cd audio del famosissimo “Live At Pompeii” con il mix 2016. Le 6 tracce per un totale di oltre 67 minuti includerono versioni live di ‘Careful With That Axe, Eugene’, ‘Set the Controls For The Heart Of The Sun’, ‘One of These Days’, ‘A Saucerful Of Secrets’, ‘Echoes’ ed una take alternativa di ‘Careful With That Axe, Eugene’. Live at Pompei non è mai stato disponibile come solo audio Cd, fino ad ora.

Disponibile anche il doppio cd “Cre-Ation“, 27 canzoni tra cui numerose inedite a circa 18€:

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PINK FLOYD: NICK MASON SVELA IL BOX “THE EARLY YEARS 1965-1972”

14883691_10154009419482308_7667654090057444629_oNick Mason in diretta dallo YouTube Space di Londra ha mostrato il contenuto del box “The Early Years 1965-1972“, è stato fatto vedere ed ascoltare alcune delle meraviglie che si trovano al suo interno, in più c’è stata una chat con i fan che hanno rivolto le domande direttamente a Nick.

Intanto la Warner a Milano ha già presentato il box, in uscita questo Venerdì:

da Rockol.it

Il packaging del box è semplice ma fortemente efficace. Tutto il materiale è contenuto in una scatola nera e bianca, dalle dimensioni di circa 40x30x20 centimetri, che riprende il tema grafico del famoso furgoncino Bedford con cui i Tea Set, una delle prime incarnazioni dei futuri Pink Floyd, trasportavano nel 1964 gli strumenti e la propria amplificazione in occasione dei loro primi spettacoli amatoriali. Sembra che l’intenzione originaria della band fosse quella di realizzare una riproduzione del furgone, all’interno del quale avrebbero trovato posto i dischetti, idea abbandonata probabilmente per problemi di costi. All’interno della scatola è presente un secondo contenitore, dove sono alloggiati sette porta cd a libretto, ognuno dei quali comprende quattro dischetti e un libretto con foto e notizie sulle canzoni in esso contenute. In una speciale tasca del libretto sono stati inoltre inserite le riproduzioni di memorabilia relativa al periodo preso in considerazione, alcuni dei quali sono molto rari e poco diffusi tra i collezionisti. La base del cofanetto nasconde infine altre “meraviglie” collezionistiche, poster e riproduzioni cartacee e i cinque vinili a 45 giri, materiale che sarà disponibile soltanto all’interno di questa edizione deluxe.

La lavorazione intorno a “The Early Years 1965-1972” ha visto impegnato negli ultimi anni Nick Mason, batterista dei Pink Floyd ma anche storico e archivista della band. Sono state così recuperate tutte le canzoni d’archivio ancora inedite, alcune preziose demo sconosciute, diverse importanti registrazioni live per un totale di sette ore di materiale inedito. Sono però i video il piatto forte di questo straordinario viaggio tra gli archivi segreti dei Pink Floyd. Nonostante diversi filmati fossero già noti ai più, grazie alla conversione digitale degli archivi delle tv di tutto il mondo (le avevano riproposte in passato attraverso le proprie pagine web), il lavoro di pulizia delle immagini e del suono è stato fondamentale. Ha colpito la qualità dei video anticipati oggi dalla Warner in una esclusiva proiezione in formato blu-ray, come ad esempio quello di “Jugband Blues” (1967), restaurato di recente, il promo di “It Would Be So Nice” girato al Piper Club di Roma nel maggio 1968, il video promozionale di “Point Me At The Sky” (1968), il concerto a St. Tropez dell’8 agosto 1970 raccolto dalla tv francese e lo speciale tv realizzato dalla tv americana KQED a San Francisco il 28 aprile 1970.

Impossibile scegliere tra le tantissime le canzoni inedite: ci sono le sei canzoni realizzate come provini nel 1965 e pubblicate di recente su un ricercatissimo doppio 45 giri, le tanto attese “Vegetable Man”, “Scream Thy Last Scream”, “In The Beechwoods”, la lunga improvvisazione di gruppo “John Latham” destinata ad un cortometraggio del 1967, le due sorprese “Song 1” e “Song 2” registrate negli USA il 22 agosto 1968, la colonna sonora del film “The Committee” del 1968, alcune outtakes dei film “More” e delle canzoni proposte al regista Michelangelo Antonioni per la colonna sonora del clamoroso flop cinematografico “Zabriskie Point”, la versione in studio di “Atom Heart Mother” senza orchestra e l’interessante “Nothing 14”, una delle prime versioni in studio della classica “Echoes”. Da non dimenticare tutte le registrazioni realizzate dai Pink Floyd per la radio inglese BBC tra il 1967 e il 1971, un concerto a Stoccolma con Syd Barrett del 1967 e le due esibizioni ad Amsterdam per la radio locale dell’estate 1969.

Facile ipotizzare un nuovo successo per i  Pink Floyd. L’interesse intorno a questo box è alto e la tiratura nel nostro paese è stata annunciata in tremila copie. Il costo del box è attorno e trai 450 e 500€, ma è prevista anche un’edizione in due CD, “The Early Years 1967-72 Cre/ation”, che condensa al meglio le canzoni più  significative. Ventisette le tracce audio disponibili ad un prezzo abbordabile (19,90 euro), una selezione ragionata che spazia le  numerose inedite come le due registrazioni dal vivo effettuate per la  BBC il 12 maggio 1969 (“Grantchester Meadows”, “Cymbaline”, “Green Is The  Colour” e “Careful With That Axe Eugene”), alcune canzoni di prova per la colonna sonora di Zabriskie Point (“On The Highway”, “Auto Scene Version 2”, “The Riot Scene”, “Looking At Map”, “Take Off”, “Embryo” registrata per la BBC il 16 luglio 1970 e la bellissima “Nothing Part 14” (futura “Echoes”) del 1971. 

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NICK MASON: NUOVA INTERVISTA SUL BOX “EARLY YEARS 1965-1972”

Interessantissima intervista con un Nick Mason in grande spolvero umoristico. Tutto da leggere!

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NICK MASON – ‘PINK FLOYD THE EARLY YEARS 1965 – 1972’

traduzione by Cymbaline – Pink Floyd Fan Club

L’elefantiaco nuovo box dei Pink Floyd non è solo un esercizio di nostalgia — è attrezzatura ginnica, secondo Nick Mason. “È un test di fitness” sogghigna il 72enne batterista dei Pink Floyd durante un’intervista esclusiva a Londra con Postmedia Network (Canada). “Se lo porti di qua e di là e su e giù, ti accorgi che ti fa un sacco di bene. È un allenatore cardiovascolare in scatola… è salutare, davvero. Come il muesli, ma più grande.” Scherza, ma solo in parte. Pesante circa 10 chili e grande quanto un tostapane, The Early Years 1965–1972 è la più ampia ed esaustiva ristampa della carriera dei Pink Floyd. Con più di 25 ore di raro materiale audio e video distribuito in 27 CD, DVD e Blu-Ray divisi in sette volumi — arricchito da booklet multipli ed oltre 40 pezzi di memorabilia, questo box – dal prezzo di 650 dollari – è senza dubbio il massimo per un appassionato. Incisioni inedite, missaggi quadrifonici a lungo perduti, film interi, filmati del primo frontman Syd Barrett: è tutto lì dentro. Assieme ad oltre 200 performance della formazione classica dei Floyd con Mason, con il chitarrista David Gilmour, con il bassista Roger Waters e con il tastierista Richard Wright, naturalmente.
Il box arriva l’ 11 novembre e il fascinoso e divertente Mason chiacchiera di scorrazzate con vestiti sgargianti, di vita che continua anche senza Ready Steady Go e di un futuro… nel campo del condimento per insalate.

Complimenti. Non è il solito box di album rimasterizzati riempiti con un po’ di extra. Che cosa ha spinto verso questo tipo di scelta?

La cosa è partita un bel po’ di tempo fa, almeno l’idea di provare ad archiviare l’esistente — non necessariamente per avere tutto o arrivare a possedere tutto, ma solo per sapere che cosa ci fosse in giro. Ebbi un’utilissima discussione con quelli della Apple. Questo avvenne qualche anno fa. Stavano lavorando a quello che sarebbe diventato (The Beatles’) Eight Days a Week, il film che è appena uscito. È un’operazione tipo ‘Se metti insieme tutto, puoi decidere che cosa farci’. È più facile scoprire che cosa c’è e poi decidere che cosa fare, piuttosto che decidere il da farsi per poi cercare le cose da metterci dentro.

Saprai che di recente Roger ha affermato che lui non può “prendere sul serio questa roba” perché voi “eravate soltanto dei giovanotti che stavano insieme per diventare ricchi e fare sesso.”

(ride) Bè, Roger riesce sempre a fare di tutto per disfare il mio buon lavoro. Ma devo dire che se guardo al materiale penso che sia assolutamente buono. Qualcuno mi ha chiesto quale sia stata la mia reazione nel vedere questa roba. In parte di nostalgia, ma anche un enorme imbarazzo. Noi che scorrazziamo nei nostri vestiti sgargianti… è alquanto bizzarro, adesso che siamo piuttosto vecchi del settore. Ma era divertente e penso che sia bello celebrare tutto questo.

La qualità del lavoro è alta?

In verità è un mix. Da questo punto di vista è interessante. Ci sono cose rispetto alle quali pensi: ‘Oddio, è fatta davvero bene’ oppure ‘È ingegnosa’. E poi ci sono cose rispetto alle quali pensi: ‘O mio Dio!’ È un mix davvero strano. Credo che l’intera cosa sia interessante proprio per questo, magari non per tutti è così ma per qualcuno sì. Dal box si può capire come siamo arrivati laddove siamo arrivati, credo. Oppure come siamo passati da un periodo all’altro.

Quali sono le cose che preferisci?

(sorride) Non sono sicuro … Sono affascinato dai vestiti dell’epoca. Inoltre, è bello vedere tutta la varietà di barba e baffi che portavo.

A proposito di vestiti sgargianti: qual è quello che preferisci?

Bè, penso il cappello da cowboy (ride).

C’è un’importante rarità che vuoi mettere in luce?

Una delle cose più belle in cui mi sono imbattuto sono stati i demo originali che facemmo ai Broadhurst Gardens. Demo che facemmo per provare a partecipare a Ready Steady Go, che era un programma televisivo di quel periodo, e per partecipare al Melody Maker Beat Contest. Facemmo quelle registrazioni originali laddove invece avremmo dovuto fare delle cover. E inevitabilmente ci furono rifiutate dalla trasmissione e non vincemmo il Melody Maker Beat Contest. Ma siamo andati avanti. Questo successe 50 anni fa. Sapemmo assorbire il rifiuto. Imparammo a convivere con quel rifiuto. Non bene, naturalmente. (ride) Ma il Melody Maker Contest adesso non esiste più –che liberazione! – e così pure Ready Steady Go

Il box contiene anche la vostra esecuzione dal vivo per l’allunaggio. Qual è la storia di quella circostanza?

Bè, ovviamente fu difficilissimo portare lì tutte le attrezzature. Credo che fu un’idea della BBC. Dovevano fare la trasmissione… e la proposta fu di farne la colonna sonora. Per cui, molto semplicemente, per quello che ricordo, entrammo negli studi della BBC e accompagnammo l’allunaggio. Fu una grandissima idea, chiunque l’abbia pensata. Sicuramente non io, mi vergogno a dirlo.

Ci sono un paio di canzoni inedite con te al canto: Scream Thy Last Scream and Vegetable Man.

Guarda un po’… non sono arrivate mai nei negozi di dischi (ride). Sono due composizioni di Syd Barrett. Furono incise per A Saucerful of Secrets, durante la fase più acuta della crisi di Syd, perciò non furono mai finite. Non credo di essere mai stato destinato ad una grande carriera come cantante. Forse Syd deliberatamente dava problemi.

Perché spesso Syd dava problemi?

Ad un certo punto, non era più contento di far parte di una band. L’esempio più noto, che non fu mai registrato, è una canzone intitolata Have You Got It Yet. Il ritornello faceva: ‘Have you got it yet? No, no, no” e lui cambiava il tempo ogni volta che la suonavamo. Di conseguenza, “no one ever got it”.

C’è qualcosa che ti ha sorpreso nel box o i tuoi ricordi si sono rivelati pressoché intatti?

(sorride) Succede che vedi una cosa che te ne fa ricordare tante altre. Sicuramente ci sono state cose di cui mi sono ricordato dell’origine. Per esempio, a proposito di un filmato, non ricordo se fosse in Belgio o in Francia. Cosa stranissima, avevo dimenticato che dopo l’uscita di Syd, suonavamo ancora le stesse canzoni, ma naturalmente nella circostanza Dave dovette mimare il cantato di Syd.

C’è qualcosa che cercavi ma non hai trovato?

Niente che ricordi… (dice con cautela). No, non credo. Il problema più grande col materiale più vecchio è che c’è in giro materiale di qualità alquanto scarsa, perché per noi non era molto importante avere molti filmati nuovi. I Beatles, nonostante fossero agli inizi, avevano una buona quantità di filmati. Noi no. Il massimo che facevamo era che, ad esempio, quando andavamo in Giappone, noi stessi compravamo delle cineprese super 8 e ci filmavamo l‘un l‘altro. La qualità delle riprese era piuttosto scarsa, devo dire. E senza musica da nessuna parte, ovviamente. Vedendo quelle riprese, sembra che fossimo convinti che urlando di più la voce si imprimesse sulla pellicola. Era come se parlassimo inutilmente verso la macchina da presa.

Qualche rivelazione dopo avere scrutato tutto il materiale del box?

Che cosa è successo sulla terra? Come mai sono ancora qui 50 anni dopo? E perché non sono ritornato al college e no ho proseguito lì?

Roger ha cominciato a suonare il vecchio materiale. Siccome tu sei sempre il Pink Floyd ottimista, come interpreti questa cosa?

(sorride) È solo questione di tempo prima dell’annuncio che ritorniamo e rifacciamo tutto dall’inizio.

Non dire questo alla stampa. Invece, che cosa c’è nel futuro?

Penso che forse faremo doppi infissi e condimenti per insalata (ride). Ovviamente troveremo qualcosa da vendere. Altrimenti, Dio non voglia, dovremo suonare qualcosa.

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THE EARLY YEARS IN NUMERI
Comunque lo sezionate, il prossimo box dei Pink Floyd, The Early Years 1965–1972, è un filone d’oro per gli appassionati — se non il lode di Atom Heart Mother (scusate la battuta). Nel frattempo, i numeri. Il box contiene:
10 CD audio
9 DVD (e 8 blu-ray con lo stesso contenuto)
5 singoli in vinile
oltre 12 ore di audio
oltre 13 ore di video
131 brani audio
107 tracce video
42 tra volantini, poster, biglietti, ritagli, programmi, spartiti e altre memorabilia
17 versioni di Careful With That Axe, Eugene
14 versioni di Atom Heart Mother
13 versioni di Set the Controls for the Heart of the Sun
31 tracce audio & video con Syd Barrett
3 mix audio quadrifonici o 5.1 per Atom Heart Mother, Echoes e Pink Floyd at Pompeii
10 lingue per i sottotitoli
4 film integrali (Pink Floyd at Pompeii, The Committee, More e La Vallée)
1 imbarazzante intervista con Dick Clark
1 cameo di Frank Zappa.

Darryl Sterdan per Postmedia Network
4 novembre 2016

traduzione di Carlo Maucioni

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PINK FLOYD: “GREEN IS THE COLOUR” VIDEO UFFICIALE

fcDalla pagina You Tube dei Pink Floyd: Green Is The Colour è una canzone di Roger Waters, originariamente eseguita per l’album ‘More‘. L’audio di questa clip viene da una performance registrata per la BBC Radio, il 12 maggio del 1969, mentre il filmato è stato girato per il programma tv francese ‘Pop Deux‘ al ‘Festival de St. Tropez‘ nel sud della Francia, l’8 agosto 1970.

Direttore creativo: Aubrey Powell, Hipgnosis. Video 2016 diretto e montato da Nick Edwards. ‘Festival de St. Tropez’ riprese per gentile concessione di INA.

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PINK FLOYD: SPECIALE “BEGINNINGS 1967-1972” SULLA BBC

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Annunciato tramite la pagina Facebook ufficiale dei Pink Floyd: il 21 ottobre, alle 21.00 (ora del Regno Unito) una nuova compilation di video dei Pink Floyd della durata di un’ora in onda su BBC Four TV. ‘Pink Floyd Beginnings 1967-1972‘ raccoglie una selezione delle prime apparizioni televisive storiche della band, ed è un assaggio di ciò che il cofanetto Early Years 1965-1972 comprenderà.

Per vedere il programma clicca qui: www.bbc.co.uk/programmes/b0803q78

Screenshot by Rino Di Lernia

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