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“ROGER WATERS – THE WALL” PREVIEW

81+WaK+OARL._SL1500_Si avvicina sempre di più l’uscita in Italia del film “Roger Waters – The Wall” e dalla pagina YouTube di Roger Waters possiamo vedere in anteprima il brano “In The Flesh?“! In più dal sito Brain Damage possiamo vedere un contenuto speciale del dvd/blu-ray, il  time lapse dal concerto di Buenos Aires! In Italia l’edizione in 2 cd e vinile è già disponibile mentre per il dvd e blu-ray bisognerà aspettare il 2 dicembre.

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ROGER WATERS – THE WALL A DICEMBRE IN DVD , BLU-RAY, CD, TRIPLO VINILE E SUPER DELUXE – TUTTI I DETTAGLI

81TRCXrVhxL._SL1500_È finalmente ufficiale che il tanto atteso film Roger Waters – The Wall uscirà in Dvd e Blu-ray il 16 Novembre 2015. In Italia uscirà invece il 2 Dicembre 2015. Oltre alle edizioni video, entro il 2015 ci sarà anche l’uscita della soundtrack del film (presumibilmente senza i dialoghi) su doppio cd edita da Sony Music. La versione Dvd e Blu-ray oltre al film conterrà anche gli speciali “TIME LAPSE” e “A VISIT TO FRANK THOMPSON”. La versione BLU-RAY SPECIAL EDITION BONUS FEATURES conterrà inoltre più di 95 minuti di filmato inedito, contenente anche la performance alla O2 Arena del 2011 quando David Gilmour fece da ospite in Comfortably Numb e su Outside The Wall si aggiunse anche Nick Mason. Qui i dettagli della versione bonus: TIME LAPSE, A VISIT TO FRANK THOMPSON, DRIVING, FACEBOOK FILMS, COMFORTABLY NUMB LIVE AT THE O2 (With special appearance by David Gilmour), OUTSIDE THE WALL LIVE AT THE O2 (With special appearances by David Gilmour and Nick Mason), ART CARDS, POSTER + 32pp BOOKLET. Il film proprio come lo spettacolo dal vivo è magnifico, riesce quasi a far rivivere veramente l’emozione del concerto, complice un audio e un video ai massimi livelli. Gli spezzoni di filmato che a tratti interrompono l’esecuzione del concerto non interferiscono affatto, anzi, rendono il tutto ancor più affascinante. Per chi non ha assistito a questi concerti o per chi vuole rivivere l’emozione l’acquisto è obbligato.

Roger Waters: “Sono contento di avere l’opportunità di condividere il mio film col pubblico su più larga scala. Questo lavoro ha avuto un profondo effetto sulla mia vita – e non solo sulla mia. Questa uscita offre l’opportunità di ricordare tutti i nostri cari che non ci sono più“.

AGGIORNAMENTI

ANNUNCIATE TUTTE LE VERSIONI

La versione cd ed lp sarà disponibile dal 20 Novembre

La versione Dvd e Blu-Ray dal 2 Dicembre

TRIPLE (3LP) VINYL EDITION: CLICCA QUI

DOUBLE CD EDITION: CLICCA QUI

DOWNLOAD DIGITALE: CLICCA QUI

DVD: CLICCA QUI

BLU-RAY: CLICCA QUI

BLU-RAY Special Edition 2 disc: CLICCA QUI oppure CLICCA QUI

THE SUPER DELUXE: CLICCA QUI

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The Super Deluxe Edition:

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ROGER WATERS – THE WALL AL CINEMA

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Mentre David Gilmour arriva al n°1 in Italia (e non solo..) con il suo Rattle That Lock sia come dischi venduti che come download, arriva al cinema il 29 e 30 settembre ed il 1 ottobre “ROGER WATERS – THE WALL“! Chi è stato a quello show potrà rivivere l’esperienza, chi non ci è stato potrà vedere ed ascoltare cosa si è perso. Dai trailer pubblicati si può infatti vedere quale lavoro è stato fatto per far rendere al massimo quella che è stata un’esperienza audio/visiva come non ci ricapiterà mai più di assistere. In tutto il mondo verrà proiettato al cinema per un solo giorno, mentre in Italia avremo l’opportunità per tre giorni. Oltre al film, c’è “The simple facts”, una breve e a tratti esilarante conversazione fra Waters e Nick Mason. Dal sito Rockol: Seduti a un tavolino, col bassista che sovrasta non solo fisicamente il batterista, i due pescano da un mazzo di bigliettini alcune domande rivolte via Internet da fan del gruppo. Vi sentivate in competizione con Who e Led Zeppelin? “Mai mettersi in competizione con qualcuno che suona meglio di te”, dice sogghignando il bassista. Com’è nata “Comfortably numb”? Waters si prende tutto il merito e neanche cita Gilmour. E del resto, ogni volta che i due toccano l’argomento “caldo” dei rapporti interni al gruppo, se la cavano con battute o espressioni eloquenti. Hai dei rimpianti circa gli anni passati coi Pink Floyd?, recita una domanda. “Nessuno”, risponde perentoriamente Waters. Immaginate la faccia di Mason.

Per vedere le sale che hanno in programmazione il film clicca qui!

Il film non è ancora stato ufficialmente annunciato in Dvd e Blu-ray ma se tutto va come previsto dovrebbe uscire nei negozi il 23 Novembre 2015!

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Di seguito alcune clip in anteprima del film:

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ROGER WATERS: THE WALL LIVE AL CINEMA, UN NUOVO ALBUM E UN TOUR NELLE ARENE… FORSE

11351425_1605910016324411_4607881442199946612_nOltre a David Gilmour in piena azione con un nuovo disco (dal titolo Rattle That Lock) e un tour imminenti (clicca per tutte le ultime news), anche Roger Waters si sta dando molto da fare: a settembre infatti arriverà anche nelle sale italiane (ora è ufficiale) il documentario “The Wall Live” per tre giorni! Sarà al cinema il 29 e 30 settembre e il 1 ottobre, con prevendite a partire dal 19 giugno prossimo. L’elenco delle sale è già disponibile su www.nexodigital.it. A questo link la pagina MyMovies. Intanto Rockol.it ha fatto una bellissima intervista con Roger in cui spiega dettagli su “The Wall Live”, il suo prossimo lavoro solista e il tour che è in fase di progettazione. Qui le parti più interesanti: “Tutto lo show di ‘The wall’ parla di me. Delle mie posizioni circa la guerra, la politica, l’amore, la morte, la famiglia. In casi come questo più cose si rivelano, meglio è: quindi non avrei potuto fare altrimenti. Harry Shindler (il veterano novantunenne che l’aveva accompagnato a Anzio nel 2014) ha deciso di scoprire dove fosse morto mio padre: adesso io e lui siamo amici molto intimi. Mi ha detto che dovevo essere portato nel posto esatto dove mio padre fu ucciso, in modo da chiudere questa mia storia personale, e probabilmente aveva ragione. Ma chiaramente le due guerre mondiali, dove sono morti mio nonno e mio padre, continueranno a tormentarmi fino al giorno in cui morirò“. La storia, quindi. Anzi, le storie. Quella del mondo – “Che, mi spiace dirvelo, non è stato creato da Dio in sei giorni” – e la propria. E la guerra, topos immancabile nel corpus watersiano. Lui prova a eludere la questione – “E’ un trauma comune a tantissime generazioni, capisco che possa ispirare, e io probabilmente lo sono stato, ma non saprei dire quanto: dopo tutto, non è il mio lavoro indagare in merito” – ma è inevitabile che, parlando di “The wall”, si torni al punto. Anche perché sui titoli finale scorrono i volti e i nomi dei caduti di tanti tipi di guerra, dalle vittime dell’isteria dei giorni nostri come Jean Charles de Menezes ai vigili del fuoco scomparsi negli attacchi dell’11 settembre, fino a uno dei tanti militari italiani scomparsi negli attacchi di Nassiriya: “Quale sia il minimo comune denominatore di tutti i tipi di conflitto? Sono anni che me lo domando. Una volta le guerre si combattevano per il territorio, che – tradotto – significava ricchezza. Oggi mi pare che lo scopo dei conflitti sia più quello di massimizzare i bilanci dei profitti dalla vendita di armi. Che sono molto costose, e si vendono benissimo. E’ come il Monopoli. ‘La guerra è un racket condotto da gangster’: non l’ho detto io, ma Smedley Butler, uno dei soldati più decorati nell’intera storia dell’esercito degli Stati Uniti. Tutti i governi comprano armi. ‘Dobbiamo divenderci dai comunisti, dagli islamici’, ci hanno detto negli anni, ma sono solo stronzate: l’unico vero scopo è fare soldi“. Guerra come modello di business o business di guerra? Nelle scenografie del live di “The wall” dai bombardieri non cadono ordigni ma simboli: falci e martello, stelle di David, mezzelune, croci, ma anche la conchiglia della Shell e il logo della Mercedes. Il capitalismo, quindi, come nuova religione? “Certo, credo lo sia già. E anche la tecnologia. Non sono il tipo che vorrebbe andare in giro a distruggere tutti i computer, ma credo che dovremmo preoccuparci un po’ di più per i bambini, e penso sia un bene che qualcuno conduca studi neurologici specifici per capire cosa succeda a stare tutto il giorno con la testa china su uno smartphone o un tablet. Andiamo, non può fare bene. Verrebbe da dire: ‘Dai, esci a giocare un po’!’. Prima, salendo verso la mia stanza, ho visto dei ragazzini incollati ai loro telefoni. Questo, per me, significa essere ‘Amused to dead’“. Portare su grande schermo uno show così complesso e maestoso come “The wall live” non è stata una passeggiata: “Musicalmente parlando, forse l’aspetto più delicato è stato quello di restituire un buon suono, specie quello delle chitarre: c’è stato un grande lavoro di editing, perché nei cinema il suono deve essere molto compresso, condensato. Dal punto di vista scenografico, per rendere l’idea delle dimensioni dell’allestimento scenografico ci sono state molto utili le riprese fatte con gli elicotteri in Quebec e a Buenos Aires: il fatto, però, è che ogni posto è diverso, e in sede di montaggio spesso ce ne siamo accorti“. Nessun rimpianto, per qualche eventuale sequenza rimasta esclusa dal final cut? “Sì, ci sono cose che siamo stati costretti a lasciare fuori. L’assolo di chitarra di ‘Mother’, per esempio, o il mio discorso al pubblico del Quebec. Era lungo, tutto in francese: non potevamo piazzare un discorso di dieci minuti nel bel mezzo del concerto, così ne abbiamo salvato un pezzo come introduzione di ‘Mother’ – quando invito la platea ad augurarmi buona fortuna dicendo ‘Dit moi merde’. Il resto, però, è stato tutto tagliato“. Potrà rappresentare la chiusura di un ciclo, quindi, “Roger Waters: the wall”, ma di certo non segnerà la fine della carriera di quello che, fino al 1985, fu considerato l’ideologo dei Pink Floyd, perché il cantante, bassista e compositore di Great Bookham nella sua faretra di frecce ne ha ancora. Non moltissime, a quanto pare, ma abbastanza da tenere col fiato sospeso una nutrita schiera di fan: “Sto pensando a un nuovo spettacolo“, ci spiega, “Elaborando il concept, mi sono detto: ‘Wow, questo live sarebbe perfetto per le arene’. Quindi sì, non girerò più gli stadi: forse mi limiterò alle arene. Però dobbiamo ancora vedere come farlo funzionare. Non sono troppo sicuro che il mio pubblico sia pronto per qualcosa di nuovo: di fatto quando la gente viene ai miei concerti vuole le canzoni vecchie. Tuttavia sì, ho ancora un disco da fare e portare in tour. Uno soltanto“. Il canto del cigno, quindi. Lo stesso ritorno al rock di Waters dai tempi di “Amused to dead” che dovrebbe iniziare con il verso “If I had been God”? “Sì, quello. Ci sto ancora lavorando. E sì, ‘If I had been God’…“.

Sul nuovo album però c’è da dire che è ancora lontano: in questa intervista rilasciata a Repubblica.it (clicca per leggerla integralmente) dice: “Sono a metà di un nuovo album. Quando sarà pronto, fra un anno, un anno e mezzo, sì, mi piacerebbe portarlo in tour. Ai miei concerti mi diverto ancora“.

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ROGER WATERS – “THE WALL LIVE” NEI CINEMA

roger-waters-the-wall-lead-stillLa Picturehouse Entertainment e Fathom Events hanno acquisito i diritti internazionali e statunitensi del film “Roger Waters The Wall“. Il film, che era stato presentato in anteprima a Toronto lo scorso anno, è una particolare e coinvolgente esperienza live del classico album dei Pink Floyd e fornisce un messaggio contro la guerra dal co-fondatore della band. In parte Road movie, seguiamo Waters mentre viaggia attraverso la Francia e l’Italia, visitando i monumenti ai caduti che hanno un particolare significato personale. Scritto e diretto da Waters e Sean Evans, il film verrà presentato contemporaneamente nei cinema di tutto il mondo (speriamo anche in Italia..) il 29 settembre alle 19:30. I biglietti saranno in vendita in estate. Al momento non c’è ancora una data di uscita su supporto dvd / blu-ray, ma si presume avvenga entro la fine dell’anno.

La parte live del film è stata girata in 4K e mixato in Dolby Atmos durante i concerti sold-out del 2010-13. Gli spettacoli sono stati visti da più di 1,5 milioni di persone in Nord America, 1 milione in tutta l’America Latina e Centrale e 1 milione in Europa. E’ stato il più grande tour mondiale di un artista solista di sempre.

Roger Waters: “Eravamo una grande famiglia on the road, 189 di noi, prendere o lasciare alla odd Snoozy Walrus. Eravamo felici, in generale e sono davvero contento di accogliere a bordo tutti della Fathom e Picturehouse. Lo so, lo so – sto mischiando metafore. Dove ero rimasto? Oh sì, con il vostro aiuto, il prossimo 29 settembre sarà il modo migliore per ricordare non solo i nostri cari, ma gli altri ragazzi amati: Caduti, in vita e ancora da venire al mondo“.

Marc Allenby, Direttore della Distribuzione della Picturehouse: “Questo concerto è molto speciale ha già toccato milioni di fan in tutto il mondo e non vediamo l’ora di costruire su questo successo, un evento cinematografico davvero eccezionale“.

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35 ANNI DI THE WALL ED ALTRE NEWS

10484532_797221856963979_9100587526232088654_oTratto da Rockol: In occasione dei 35 anni di “The wall” dei Pink Floyd “Billboard” ha ricordato una intervista del 2013 in cui Roger ha offerto un interessante punto di vista personale, sulla sua percezione di questo album e sul suo significato. “Tanto tempo fa, quando ho scritto questo pezzo pensavo che parlasse di me, dei sentimenti che provavo per la morte di mio padre ad Anzio, di quanto mi mancava e del fatto che avevo fatto diverse scelte errate nelle mie storie d’amore. Robaccia del genere. E in effetti era così allora. Ma dopo 33 anni ho capito finalmente che data la costruzione scenica del muro, il tutto diventa una metafora potentissima, una visione più universale. E allora ho capito che in realtà non era una cosa che parlava di me. ‘The wall’ parla di tutti quelli che hanno sofferto la perdita di una persona cara a causa di qualche conflitto, guerra o altro, non importa. Parla dei problemi che si affrontano quando ci troviamo davanti all’autorità che sbaglia, di tutte le difficoltà che troviamo nelle relazioni, sia che si tratti di rapporti sentimentali o politici“. Waters, poi, ha svelato un fatto che forse non molti conoscono che riguarda il suo spettacolo “The Wall”. “Ogni sera invitavamo 20 reduci di guerra gratis e a metà del concerto venivano nel backstage. Io passo i miei 25 minuti di pausa con loro a firmare autografi e fare foto, a parlare. Ma mai di politica, perché sarebbe controproducente. Ma sorprendentemente capiscono che, a dispetto delle differenze di idee politiche, io empatizzo con loro. Non li invito perché sostengo la politica estera statunitense o perché sono nazionalista. Li invito perché so che in una certa misura capisco non solo le loro richieste -molti di loro sono stati feriti e hanno traumi psicologici- ma so anche quello che patiscono le loro famiglie, così come ho sofferto io da bambino.”

Intanto restiamo in attesa di notizie sul nuovo dvd/blu-ray del “The Wall Tour 2010/13“, anche se continuiamo a sognare una pubblicazione del live originale del 1980/81 (magari per il 40°…).

ALTRE NEWS DALLA PAGINA UFFICIALE FACEBOOK DEI PINK FLOYD:

Nuovo video per “Surfacing“, versione più corta rispetto a quella sull’album: 

10176064_10152498184682308_3696012983800356272_nInteressante dichiarazione di Aubrey Powell sul promo video di Louder Than Words.

Parte 1: I Pink Floyd hanno quasi sempre fatto qualche formale o informale dichiarazione sulle cose che fanno, che si tratti di un riflesso di commento sociale o un senso di tendenza politica. Scrivere un’idea per un loro video musicale è complicato. Può essere qualcosa di attuale ma allo stesso tempo deve esser facilmente datata; il video non poteva davvero affrontare il testo del brano poichè avrebbe comportato il partire dalla genesi dei Pink Floyd fino ai nostri giorni, che è più di un film di cinque minuti.”

Parte 2: “Nel caso di Louder Than Words mi è stato mostrato dal produttore Fiz Oliver l’immagine di navi arrugginite che si trovano nel deserto di sabbia di quello che fu il lago d’Aral. Un’immagine surreale, se mai ne ho vista una, un esempio sconvolgente di cattiva gestione umana e uno dei peggiori disastri ambientali del pianeta“.

Parte 3: “Per caso sia David e Nick avevano visto il lago d’Aral da un aereo, quando volavano a vedere il lancio della Soyuz -7 una astronave da Bajkonur nel novembre 1988, quindi, quando ho parlato della catastrofe erano ben a conoscenza delle circostanze. Ho presentato una sceneggiatura che aveva alcuni degli ingredienti della storia del lago d’Aral, così come il personaggio della copertina dell’album – il mistico vogatore lungo la sua strada che attraversa nuvole scure al tramonto“.

Parte 4: “Aralsk, in Kazakhstan, era il porto principale per il lago d’Aral, è qui che alcune delle navi arrugginite esistono ancora, ed era quindi il posto più ovvio per filmare“.

Parte 5: “Aralsk è remoto, a dir poco, e dopo un viaggio in aereo, e poi una corsa in treno di otto ore è un viaggio della durata di circa 18 ore. Le navi si trovano a 2 ore di auto su strade sconnesse scavate attraverso l’antico letto del mare. Il tempo era triste – nevicare per un certo tempo e poi 10 gradi sotto lo zero con 20mph di venti. Proprio quello che non avete bisogno! “.

Continua il successo per The Endless River:

La prima settimana di vendita nel Regno Unito del vinile di “The Endless River” segna il picco più alto di vendite di qualsiasi altro LP pubblicato a partire dal 1997, il che rende “The Endless River” l’album in vinile più venduto di questo secolo, secondo i dati ufficiali delle classifiche del Regno Unito. La BPI, l’organismo di categoria che rappresenta le case discografiche del Regno Unito, ha appena annunciato che le vendite annuali degli album in vinile sono incrementate di 1 milione di copie per la prima volta dall’era del Britpop negli anni 1990. “The Endless River” è al numero 2 nell’attuale classifica ufficiale dei vinili, dietro al nuovo LP di David Bowie “Best of Bowie: Nothing Has Changed“.

Per i chitarristi: Giampaolo Noto ha pubblicato sul suo blog la guida completa al setup usato da David Gilmour per “The Endless River“, naturalmente il setup da lui scelto non è ufficiale ma è frutto di un lungo lavoro di ricerca, ascolto e prova dei suoni. Potete trovere la guida a questo link. Un’altra guida al setup di David è stata pubblicata anche da Gilmourish (un’altra grande risorsa per i chitarristi che amano il suono di Gilmour), e la potete trovare a questo link.

Kirsty Bertarelli sta rilasciando un nuovo singolo dal titolo “The Ghosts of Christmas Past” con la partecipazione di Nick Mason alla batteria. Non è ancora stata resa nota la data di pubblicazione ma intanto possiamo vederci in anteprima il video promozionale del brano.

Nick ha anche partecipato ad un’intervista per il magazine “Q” in cui ci sono delle frasi molto inreressanti come: “i Pink Floyd non faranno nient’altro” e “…ma David sta facendo un album solista e lui mi ha chiesto di suonare“.

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