the wall

35 ANNI DI THE WALL ED ALTRE NEWS

10484532_797221856963979_9100587526232088654_oTratto da Rockol: In occasione dei 35 anni di “The wall” dei Pink Floyd “Billboard” ha ricordato una intervista del 2013 in cui Roger ha offerto un interessante punto di vista personale, sulla sua percezione di questo album e sul suo significato. “Tanto tempo fa, quando ho scritto questo pezzo pensavo che parlasse di me, dei sentimenti che provavo per la morte di mio padre ad Anzio, di quanto mi mancava e del fatto che avevo fatto diverse scelte errate nelle mie storie d’amore. Robaccia del genere. E in effetti era così allora. Ma dopo 33 anni ho capito finalmente che data la costruzione scenica del muro, il tutto diventa una metafora potentissima, una visione più universale. E allora ho capito che in realtà non era una cosa che parlava di me. ‘The wall’ parla di tutti quelli che hanno sofferto la perdita di una persona cara a causa di qualche conflitto, guerra o altro, non importa. Parla dei problemi che si affrontano quando ci troviamo davanti all’autorità che sbaglia, di tutte le difficoltà che troviamo nelle relazioni, sia che si tratti di rapporti sentimentali o politici“. Waters, poi, ha svelato un fatto che forse non molti conoscono che riguarda il suo spettacolo “The Wall”. “Ogni sera invitavamo 20 reduci di guerra gratis e a metà del concerto venivano nel backstage. Io passo i miei 25 minuti di pausa con loro a firmare autografi e fare foto, a parlare. Ma mai di politica, perché sarebbe controproducente. Ma sorprendentemente capiscono che, a dispetto delle differenze di idee politiche, io empatizzo con loro. Non li invito perché sostengo la politica estera statunitense o perché sono nazionalista. Li invito perché so che in una certa misura capisco non solo le loro richieste -molti di loro sono stati feriti e hanno traumi psicologici- ma so anche quello che patiscono le loro famiglie, così come ho sofferto io da bambino.”

Intanto restiamo in attesa di notizie sul nuovo dvd/blu-ray del “The Wall Tour 2010/13“, anche se continuiamo a sognare una pubblicazione del live originale del 1980/81 (magari per il 40°…).

ALTRE NEWS DALLA PAGINA UFFICIALE FACEBOOK DEI PINK FLOYD:

Nuovo video per “Surfacing“, versione più corta rispetto a quella sull’album: 

10176064_10152498184682308_3696012983800356272_nInteressante dichiarazione di Aubrey Powell sul promo video di Louder Than Words.

Parte 1: I Pink Floyd hanno quasi sempre fatto qualche formale o informale dichiarazione sulle cose che fanno, che si tratti di un riflesso di commento sociale o un senso di tendenza politica. Scrivere un’idea per un loro video musicale è complicato. Può essere qualcosa di attuale ma allo stesso tempo deve esser facilmente datata; il video non poteva davvero affrontare il testo del brano poichè avrebbe comportato il partire dalla genesi dei Pink Floyd fino ai nostri giorni, che è più di un film di cinque minuti.”

Parte 2: “Nel caso di Louder Than Words mi è stato mostrato dal produttore Fiz Oliver l’immagine di navi arrugginite che si trovano nel deserto di sabbia di quello che fu il lago d’Aral. Un’immagine surreale, se mai ne ho vista una, un esempio sconvolgente di cattiva gestione umana e uno dei peggiori disastri ambientali del pianeta“.

Parte 3: “Per caso sia David e Nick avevano visto il lago d’Aral da un aereo, quando volavano a vedere il lancio della Soyuz -7 una astronave da Bajkonur nel novembre 1988, quindi, quando ho parlato della catastrofe erano ben a conoscenza delle circostanze. Ho presentato una sceneggiatura che aveva alcuni degli ingredienti della storia del lago d’Aral, così come il personaggio della copertina dell’album – il mistico vogatore lungo la sua strada che attraversa nuvole scure al tramonto“.

Parte 4: “Aralsk, in Kazakhstan, era il porto principale per il lago d’Aral, è qui che alcune delle navi arrugginite esistono ancora, ed era quindi il posto più ovvio per filmare“.

Parte 5: “Aralsk è remoto, a dir poco, e dopo un viaggio in aereo, e poi una corsa in treno di otto ore è un viaggio della durata di circa 18 ore. Le navi si trovano a 2 ore di auto su strade sconnesse scavate attraverso l’antico letto del mare. Il tempo era triste – nevicare per un certo tempo e poi 10 gradi sotto lo zero con 20mph di venti. Proprio quello che non avete bisogno! “.

Continua il successo per The Endless River:

La prima settimana di vendita nel Regno Unito del vinile di “The Endless River” segna il picco più alto di vendite di qualsiasi altro LP pubblicato a partire dal 1997, il che rende “The Endless River” l’album in vinile più venduto di questo secolo, secondo i dati ufficiali delle classifiche del Regno Unito. La BPI, l’organismo di categoria che rappresenta le case discografiche del Regno Unito, ha appena annunciato che le vendite annuali degli album in vinile sono incrementate di 1 milione di copie per la prima volta dall’era del Britpop negli anni 1990. “The Endless River” è al numero 2 nell’attuale classifica ufficiale dei vinili, dietro al nuovo LP di David Bowie “Best of Bowie: Nothing Has Changed“.

Per i chitarristi: Giampaolo Noto ha pubblicato sul suo blog la guida completa al setup usato da David Gilmour per “The Endless River“, naturalmente il setup da lui scelto non è ufficiale ma è frutto di un lungo lavoro di ricerca, ascolto e prova dei suoni. Potete trovere la guida a questo link. Un’altra guida al setup di David è stata pubblicata anche da Gilmourish (un’altra grande risorsa per i chitarristi che amano il suono di Gilmour), e la potete trovare a questo link.

Kirsty Bertarelli sta rilasciando un nuovo singolo dal titolo “The Ghosts of Christmas Past” con la partecipazione di Nick Mason alla batteria. Non è ancora stata resa nota la data di pubblicazione ma intanto possiamo vederci in anteprima il video promozionale del brano.

Nick ha anche partecipato ad un’intervista per il magazine “Q” in cui ci sono delle frasi molto inreressanti come: “i Pink Floyd non faranno nient’altro” e “…ma David sta facendo un album solista e lui mi ha chiesto di suonare“.

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THE WALL LIVE – DETTAGLI E CONSIDERAZIONI

rogerwaterssept2013photorichardturner3973600x350Finito il tour di “the Wall” emergono dei curiosi dettagli su questo imponente rock/show: XL Video azienda pluripremiata specializzata nel service audio-video, ha curato la proiezione degli innovativi contenuti video, realizzati dal regista Richard Turner, per il tour di Roger Waters sia al chiuso che all’aperto. Per realizzare la spettacolare proiezione XL Video ha scelto di posizionare ben 40 proiettori Panasonic da 20.000 ANSI lumen dei modelli PT-DZ21KE e PT-DS20KE, all’interno dei grandi stadi e delle imponenti arene che hanno ospitato le 27 tappe del tour europeo del famoso musicista. I modelli Panasonic PT-DZ21 assicurano livelli di luminosità ed una proprietà di immagine “crystal clear” per tutti i metri quadrati del muro sul palco, regalando una scenografia visuale davvero spettacolare e allo stato dell’arte, in grado di celebrare il famoso palcoscenico dei Pink Floyd, ormai considerato una vera e propria icona. Per lo show negli stadi il contenuto del video è stata proiettata a una risoluzione di nove volte superiori all’HD (15.200 pixel di larghezza)… molto più grande di una proiezione IMAX! Mentre per le proiezioni sul muro dello spettacolo in diretta XL Video ha optato per due telecamere Sony HXC100s con obiettivi lunghi. I mattoni di cartone del tour 2010-2013 sono stati costruiti da Tait, che ha fornito anche tutti i macchinari del palco e di ingegneria ed è stato eretto e demolito ogni concerto da una squadra di 15 roadies guidati da Denny Rich. Dopo aver consumato tre anni della sua vita, Richard Turner (viedo direttore del tour) ha commentato: “Un disturbo molto comune o scusa è “Non c’è tempo – Non ci sono soldi “. La versione più recente del tour di “The Wall” dimostra che quando si ha un leader con un sacco di entrambi, e soprattutto una chiara, intelligente, visione della meta non esistono questi problemi“. The Wall Live Tour è stato eseguito per 219 spettacoli in tutto il mondo per più di 4,1 milioni di acquirenti di biglietti, incassando 460,000,000 di dollari, che non è solo il più alto giro di incasso di sempre per un artista solista, ma anche il terzo più alto giro di incasso di tutti i tempi! (dietro U2 – ‘360’ e The Rolling Stones – ‘A Bigger Bang ). Per moltre altre info questa è la pagina dedicata al tour di Roger Waters da XL Video. A detta di Roger questo potrebbe essere stato il suo ultimo tour, magari ci regalerà a breve un nuovo album solista ma anche se dovesse fare qualche data live, uno spettacolo del genere difficilmente verrà eguagliato: The Wall ha smesso da tempo di essere solo un disco: è un’opera d’arte, un immaginario, un’idea di mondo espressa attraverso il linguaggio universale della musica. Universale perchè al tour partecipano nonni, figli e nipoti. Universale perchè The Wall era attuale durante la Seconda Guerra Mondiale, quando Roger Waters perse suo padre, e lo è ancora oggi, con l’atmosfera inquietante e contraddittoria tra le nazioni di tutto il mondo. La musica dei Pink Floyd, nell’album e nello spettacolo, parla di uno dei tasti più dolenti dell’umanità, ciò che divide gli uomini, e lo fa unendo migliaia di persone provenienti da varie nazioni e di diverse età. A questo punto siamo curiosi di sapere cosa avrà in testa per il suo prossimo album solista, sicuramente da lui ci aspettiamo un’idea “forte” che farà discutere… Qui di seguito la costruzione del palco “velocizzata”.

Per chi è interessato a questo link potete scaricare uno bellissimo speciale in PDF (lingua inglese) sulla costruzione dei palchi, in particolare quello di “The Wall” inizia alla pagina 20.

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ROGER WATERS IN DIFESA DEI RESTI DEL MURO DI BERLINO

Loft-al-posto-del-Muro-di-Berlino-Roger-Waters-non-ci-sta_h_partbQuel che resta del muro di Berlino trova un sostenitore molto accreditato… Roger Waters, che con i Pink Floyd ha concepito il “muro” più celebre della musica. Il bassista, in tournée in Germania proprio con lo spettacolo “The Wall” è passato dalla East Side Gallery, una delle ultime porzioni di muro di Berlino che rischia di essere abbattuta per far posto a un loft di lusso. Waters:   “Si sa che io i muri preferisco abbatterli, ma in questo caso voglio fare un’eccezione. Non si può negare alla gente il diritto a sostare davanti a quel che resta del Muro. Quelle rovine sono memoria storica viva, ricordano lutti, tragedie e sono lì a testimoniare i tempi cupi della Guerra Fredda”. Lunga circa 1.300 metri, la East Side Gallery è una porzione di Muro completamente colorata dai murales di artisti che in tanti anni sono passati da Berlino per dare un contributo. L’ex Pink Floyd ha posato di fronte a un nuovo affresco che ricorda la copertina dell’album “The Wall”. 

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NEWS IN PILLOLE

model-bar-refaeli-demands-roger-waters-stop-using-her-photo-in-anti-israel-concertsAncora polemiche per Roger Waters: la top model israeliana “Bar Refaeli” ha chiesto a Waters di smettere di usare la sua immagine durante i concerti dal vivo, dopo che Waters ha invitato i musicisti a boicottare lo stato di Israele, secondo quanto riferito dal Telegraph. In precedenza la Refaeli aveva dichiarato di essere lusingata dal fatto che la sua immagine venisse utilizzata durante gli show dell’artista, fino a quando non ha appreso la posizione anti-israeliana di Waters: “Waters, è meglio che non proietti più la mia immagine durante i concerti, se stai boicottando israele, vai fino in fondo”, ha scritto Bar Refaeli su twitter. Il post è in risposta alla lettere dell’ex Pink Floyd pubblicate poco tempo fa sul sito Electronic Intifada, nella quale invitava gli altri musicisti a evitare di andare a esibirsi in Israele in segno di protesta contro le politiche dello stato che Waters definisce “apartheid” e “pulizia etnica”. Oltre alla modella non si placano le polemiche neanche riguardo alla “Stella di David” sul maiale volante del tour di “The Wall” come potete leggere su “Il Messaggero” e “Agoravox“, dove Waters continua a essere etichettato come “Antisemita”. Qui di seguito la dichiarazione di Michael Szentei-Heise (leader della comunità ebraica di Duesseldorf): “Roger Waters è un incendiario delle idee, non può avere spazio nella nostra città e nel nostro paese, la Germania democratica e tollerante. L’insieme di quella scenografia evoca chiaramente messaggi e simboli della propaganda antisemita del nazionalsocialismo, ed è profondamente inquietante il solo pensare che tanta gente possa andare a ballare, sentir musica applaudire e divertirsi con la musica di Roger Waters affiancata da quei simboli antisemiti e razzisti”. Sinceramente non mi sento in grado di commentare certe prese di posizione, penso solo che chi non ha compreso a fondo il significato di “The Wall” non dovrebbe parlare di cose che non esistono e rendersi ridicoli. Definire con certi terimi un artista il cui padre è stato uccisio nella Seconda Guerra Mondiale e che ha dedicato gran parte della sua vita artistica a denunciare i crimini della guerra è a dir poco contradditorio.

1149057_709116769114802_909494062_nDavid Gilmour e Polly Samson sono stati avvistati sul set di una serie televisiva in costume anglo-americana, “Downton Abbey”, a veder recitare due dei loro figli, Gabriel e Romany. A questo indirizzo la news e foto dal set.

Le Edizioni Blues Brothers a luglio hanno aggiunto alla loro collana musicale un nuovo volume dedicato ai Pink Floyd, dal titolo “Pink Floyd TALKS” (cod. ISBN 978-88-8074-119-0). È’ una raccolta tradotta in italiano di alcune famose interviste rilasciate tra il 1967 e il 1996 da Syd Barrett, Roger Waters, Richard Wright, Nick Mason e David Gilmour: 17 interviste tra le quali troviamo quelle famose rilasciate da Syd Barrett nei primi anni a Melody Maker e Rolling Stone, passando a quelle di Roger Waters per The Wall, fino ad arrivare ad alcune delle più recenti fatte a David, Rick e Nick. 224 pagine a €16,00

È in edicola in questi giorni il nuovo numero di “Classic Rock Lifestyle” (in copertina i KISS), che annuncia una “intervista esclusiva” con Roger Waters.

Sul numero 329/330 di CHITARRE (luglio-agosto) c’é un articolo su David Gilmour e sui riff dell’album “Wish You Were Here”.

È finalmente uscito anche in formato Blu-ray il making of di “The Dark Side Of The Moon”, già uscito precedentemente in formato dvd. Ora grazie al Blu-ray avrà oltre al formato widescreen 1:77:1 anche l’audio LPCM Stereo non compresso. Disponibile su Amazon Italia a questo link.

A questo indirizzo (dal minuto 33.28) potete vedere il servizio del Tg1 sui 40 anni di “The Dark Side Of The Moon” e in particolare sull’animazione fatta dalla Bbc Radio 2. Qui il trailer:

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ROGER WATERS ACCUSATO DI ANTISEMITISMO

1006016_10201713527538575_1100611744_nNei giorni scorsi Roger Waters era stato pesantemente accusato di antisemitismo, dopo che una “Stella di David” era apparsa come simbolo sul maiale volante durante il tour “the Wall Live”, quindi per mettere a tacere una volta per tutte questa polemica Roger ha pubblicato una lettera (non di scuse, come richiesto) in cui illustra i motivi di quel simbolo e che significato ha nell’opera “the Wall”.

LA LETTERA APERTA DI ROGER WATERS:
(traduzione italiana di Franco Lamacchia)

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ROGER WATERS – THE WALL LIVE IN ITALIA – UN TRIONFO

153406485-364c4a5b-c3a4-4003-954f-9c1d619e6077Spettacolare, magnifico, eccezionale, incredibile, chiamatelo come volete ma per quanto mi riguarda trovare un aggettivo degno di questo live è impresa ardua. Come fare a descrivere a cosa si è assistito? Non lo so. Bisogna esserci. Se non siete riusciti a vederlo prendete il primo aereo che trovate per una delle prossime date del tour e partite. Questo show è una di quelle poche cose a cui  bisogna assistere almeno una volta nella vita. Le prioezioni sono di un livello mai visto, la sincronizzazione della costruzione del palco con la musica e le luci è stata perfetta, il palco è fuori da ogni concezione. Andando più nello specifico la band ha suonato molto bene, potente e perfetta, quasi troppo perfetta, la mancanza di David Gilmour a mio parere si è fatta sentire, però bisogna accontentarsi, Dave Kilminster ha cercato di rimanere il più possibile fedele al disco e ci è anche riuscito. I cori sono stati molto belli e precisi e la voce di Roger dal vivo me la aspettavo molto peggio invece se la è cavata bene, a parte un piccolo problema all’inizio di “Nobody Home” in cui aveva due microfoni e non sapeva quale era attivo… Naturalmente c’erano anche gli altoparlanti posizionati in mezzo e in fondo allo stadio ed è stato fantastico vedere le teste della gente girarsi in continuazione per vedere cosa succedeva dietro al palco… Aerei che si schiantano contro il muro, pupazzi gonfiabili, laser, fuochi d’artificio, maiali volanti e tanto altro… le 2 ore e mezza di concerto sono volate via in un momento e quando è finito… ne vorresti ancora. Mi è capitato a pochi concerti di pensare: “ma come? non può essere finito così!”. In un buonissimo italiano Waters ha poi dedicato sia il concerto di Padova che quello di Roma alle vittime del terrorismo di Stato di tutto il mondo. E in particolare al cittadino brasiliano Jean Charles de Menezes, ucciso dalla polizia a Londra nel 2005 perché scambiato per un terrorista, e alla sua famiglia che lotta per ottenere verità e giustizia. The Wall negli stadi è uno show sconfinato che, come ha ribadito più volte Waters, alla fine degli anni Settanta sarebbe stato impossibile da realizzare mantenendo un coinvolgimento emotivo e teatrale così alto. Il progresso tecnologico ha aiutato tantissimo. Rispetto allo spettacolo nei palazzetti, infatti, la scenografia è stata ridisegnata e ingigantita per essere adattata agli spazi enormi degli stadi e per riuscire a raggiungere tutto il pubblico presente. Per questo motivo i proiettori sono diventati 49, rispetto ai 19 della precedente produzione indoor. E anche le dimensioni del muro sono raddoppiate, arrivando fino a 150 metri. Lo Stadio Olimpico era pieno al 95%, c’era qualche posto solo nella tribuna “Monte Mario” vicino al palco, il resto era completo, mentre a Padova è stato Sold Out. Gli spettatori sono stati circa 46.000 a Padova mentre su Roma le cifre sono discordanti, si parla di 50.000 ma una cifra realistica penso sia di almeno 70.000 persone. Molti i problemi a Padova per raggiungere lo Stadio e per andarsene.

Un unico rimpianto? Non  aver assistito a questo live nel 1980/81 con i Floyd al completo… ma questa è un’altra storia.

A chi interessa Roger Waters nel fine settimana romano oltre aver pranzato con Sean Penn ha alloggiato all’Hotel De Russie.

A questo link il servizio del Tg2.

Video By YOUMEDIA: http://youmedia.fanpage.it/video/ab/UfdoeOSwDkLqL_ml Fonte: http://www.fanpage.it/ 

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