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DAVID GILMOUR: LE FOTO PIÙ BELLE DA POMPEI

Dal sito theguardian.com (clicca per ascoltare alcuni estratti dal concerto): L’inviata Sarah Lee ha avuto un accesso speciale ai due concerti di David Gilmour a Pompei dove ha potuto fare un bel reportage fotografico di questo storico evento. Dal sito apprendiamo anche che il direttore dell’attesissimo Dvd/Blu-ray di Pompei sarà Gavin Elder.

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DAVID GILMOUR & POLLY SAMSON – PRESENTAZIONE DEL ROMANZO “LA GENTILEZZA”

Cattura12Articolo di Stefano Mannucci da iltempo.it

Prendi un tramonto romano, aggiungi lo scenario di una sontuosa villa sull’Appia Antica (con tanto di falco padronale pronto a spiccare al volo), e mettici dentro i coniugi Gilmour. David è il sussiegoso countryman che ha contribuito allo sballo mentale di tre generazioni di fan, e che stasera e domani diventerà il dominus del Circo Massimo, per il doppio sold out nell’arena da 13 mila posti seduti costruita per l’occasione, sotto l’egida del Postepay Sound Rock in Roma. Sua moglie Polly Samson è autrice di molti suoi testi, ed è un sodalizio sentimentale e artistico che dura da più di vent’anni, dai tempi di «The Division Bell». Il cocktail capitolino alla vigilia del concerto è dedicato all’uscita italiana del romanzo di Polly «La Gentilezza» (edito da Unorosso), un plot in cui «la sfida è vivere l’amore senza farsene sopraffare», e dove gli echi del «Paradiso Perduto» di Milton, tanto caro all’autrice, tornano a farsi sentire come già in «Rattle That Lock», il brano luciferino che dà il titolo al più recente album solista del marito. In un evento dove la rockstar resta galantemente un passo indietro per lasciare la scena alla consorte, non c’è spazio per domande sui vecchi dissidi dei Pink Floyd, ma qualcosa di intrigante esce fuori. Per esempio su come iniziò il sodalizio autoriale dei Gilmour. Racconta lei: «Erano rimasti in tre, e David lavorava in studio con Nick Mason e Rick Wright. Io ero la sua fidanzata. Avevo una febbre altissima e lui tornava a casa portandomi brodino di pollo e nuove canzoni da valutare. Mi diceva: “che ne pensi di una frase qui? Ne avrei bisogno”. Io dicevo cose sconnesse e a lui piacevano. Mi promise che non mi avrebbe mai coinvolto con il mio nome: avevo paura di diventare la Yoko Ono dei Pink Floyd. Ma ripensandoci, non sarebbe stato poi così male, visto che Yoko, a 80 anni, ancora produce arte ad alto livello». David, dal canto suo, ama «quel momento in cui il brano viene registrato e io canto le parole di mia moglie, che calzano in modo perfetto, come un abito, sulla musica. Lei scrive anche poesie, ma i testi sono una cosa diversa, tendo a non mischiare le due cose. Non so dire in quanti e quali modi collaboreremo in futuro io e lei. Lei suona anche il piano…Avremo altre fonti di ispirazione, così come è stato con Milton in questo libro e in “Rattle That Lock”. Per ora dobbiamo pensare agli impegni correnti, quando sarà finito il tour vedremo, sarà bello godersi Roma in qualche passeggiata creativa. Questa è la più bella città d’Europa, dopo il fattaccio Brexit». Sull’uscita traumatica dalla Gran Bretagna i Gilmour si dicono «disgustati». Polly sottolinea che «questo referendum ha rivelato il razzismo montante nel nostro paese. La cosa buona è stata la posizione contraria di tanti ragazzi, che sono maturati politicamente. Ma è stata una terribile tragedia. Io e David ci sentiamo europei, prima che inglesi». Il sommo chitarrista ironizza sul brano (e album) «On an island», di dieci anni fa. «Allora eravamo su un’isola greca, e da quello ne trassi una metafora. Oggi forse dovrei toglierlo dai miei concerti, in un momento storico così particolare». I due flirtano come fidanzatini: lui le ruberebbe «la sua capacità di metter giù parole giuste così in fretta. Io sono lento, e non così bravo. Polly riesce a farmi sentire mio ciò che scrive». Lei invidia al consorte «la sua calma, e la capacità di rassicurare gli altri». C’è tempo anche per scherzare sulle canzoni che ispirarono David prima della sua mirabolante avventura pinkfloydiana. Ce n’era qualcuna italiana? «Quando calienta el sol», rivela divertito. «Ma non la canterò adesso». E neppure stasera al Circo Massimo, c’è da scommetterci. Lì c’è da aprire un altro libro: quello che, tra capolavori antichi e nuove suggestioni, tra gli eterni omaggi a Syd Barrett e quello nuovo, commovente per l’amico scomparso Rick Wright («A boat lies waiting»), in alcune pagine svela il mistero della faccia oscura della luna. E che da 45 anni non smette di incantarci.

A questo link una bella galleria fotografica dell’evento.

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DAVID GILMOUR: MINI-TOUR ITALIANO

9David Gilmour è pronto a far partire quello che è diventato nel corso dei mesi, con continui annunci, un vero e proprio mini-tour italiano con sei date in tre location diverse, e un altro paio di eventi, ma vediamo tutti gli appuntamenti di questi giorni:

Cittadinanza onoraria di Pompei: David Gilmour diventerà cittadino onorario di Pompei. Il conferimento del prestigioso riconoscimento avverrà in forma assolutamente privata. Sono top secret infatti la data e l’orario d’inizio della cerimonia, come da esplicita richiesta dell’artista. L’incontro a palazzo De Fusco avverrà comunque entro il 7 luglio. Soddisfatto Matteo Apuzzo, presidente dell’associazione “Live at Pompeii” che ha avanzato all’amministrazione comunale la proposta di annoverare Gilmour tra i cittadini illustri. Una richiesta che è stata immediatamente accordata. «Sto semplicemente portando avanti una sorta di missione. Prima con Adrian Maben e ora con David Gilmour. L’anno scorso proposi al sindaco Ferdinando Uliano di conferire la cittadinanza onoraria a Maben e devo dire che si mise subito a disposizione. Approfittando della presenza di Gilmour a Pompei, anche per lui ho messo subito mano all’istanza per il conferimento della cittadinanza onoraria. Insieme alla mia associazione, “Live at Pompeii”, abbiamo protocollato la richiesta al Comune. Altro passaggio fondamentale è stato quello di mettermi in contatto con il management di David Gilmour, spiegando che c’era questa iniziativa e che, a mio avviso, valeva la pena di prenderla in considerazione. Ebbene, dopo appena due giorni il manager mi ha risposto dicendomi che David accettava volentieri la cittadinanza onoraria di Pompei. Il resto è storia. La soddisfazione è massima e credo di poter parlare anche a nome di tanti pompeiani che si sono detti entusiasti per l’iniziativa».

Venerdì 1 Luglio: alle 18.30, Roma ospiterà un evento esclusivo che celebra il connubio di musica e letteratura in una serata con due protagonisti illustri: la scrittrice Polly Samson e il marito David Gilmour. Al centro dell’evento la presentazione del romanzo “La Gentilezza” di Polly Samson, edito dalla casa editrice piacentina Unorosso. L’evento si svolgerà davanti a una platea selezionatissima di 120 persone, tra giornalisti, blogger letterari e fan della coppia; il pubblico sarà ospitato in una location esclusiva e segreta, una villa glamour sull’antica Via Appia, e assisterà alla presentazione ufficiale del romanzo, oltre che a un dialogo a due voci, quella di Gilmour e di sua moglie, che avrà per tema il processo artistico e intellettuale che ha dato vita ai tanti successi musicali nati dal loro sodalizio. Seguirà un elegante aperitivo finger food curato da Cristal Catering. La serata è organizzata dalla casa editrice Unorosso e dallo staff di Satellite Libri e del Roma Secret Store, con la collaborazione dell’associazione culturale The Lunatics.

Queste le date del Rattle That Lock World Tour 2016 in Italia:

Sabato 2 / Domenica 3 Luglio: ROMA – CIRCO MASSIMO – A questo link le info per l’evento. Apertura cancelli ore 17.30

Giovedì 7 / Venerdì 8 Luglio: POMPEI – ANFITEATRO ROMANO

Domenica 10 / Lunedì 11 Luglio: VERONA – ARENA DI VERONA

Tutti i concerti inizieranno alle ore 21.00

Pink Floyd Italia invita tutti coloro che parteciperanno a mandare una mini-recensione a simone185@libero.it , nei giorni seguenti se ci saranno abbastanza recensioni verrà pubblicato un articolo con tutte le vostre impressioni!

A questo link una bella fotogallery dell’incontro con il ministro Franceschini.

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POLLY SAMSON: EVENTO A ROMA PER L’USCITA DEL SUO ROMANZO “LA GENTILEZZA”

13466040_1425419254150312_3606140676360046326_nVenerdì 1 Luglio alle ore 18.30 si terrà la presentazione del libro “La gentilezza” di Polly Samson. L’evento, per motivi di sicurezza ed organizzazione, sarà a numero chiuso e ad inviti. Il luogo sarà comunicato solo dopo essersi registrati ed aver ricevuto la conferma della partecipazione. Una parte degli inviti sarà destinata a giornalisti e blogger e una parte destinata al pubblico. Gli interessati possono inviare un messaggio su questa pagina o una mail a info@satellitelibri. Purtroppo si avrà l’arduo compito di effettuare la selezione un po’ ragionata e un po’ casuale in entrambi i gruppi. Le persone che risulteranno invitate saranno contattate personalmente per una conferma.

Nel 2015 Polly Samson annuncia l’uscita del suo nuovo romanzo “The Kindness”, pubblicato in Gran Bretagna e negli Stati Uniti. Il libro è ora arrivato in Italia, col marchio Unorosso, scopriamone la trama:
La caduta di Julian comincia nel momento in cui incrocia lo sguardo di Julia. Julia è sposata ed è otto anni più grande di lui; Julian è uno studente di Lettere molto dotato, con un futuro nel mondo accademico. Ignorando gli avvertimenti di famiglia e amici, i due lasciano tutto quello che hanno per stare insieme. La loro nuova vita a Londra è all’insegna dell’immensa felicità, soprattutto dopo la nascita della tanto desiderata figlia Mira. Quando Julian sente che Firdaws, la sua adorata casa d’infanzia, è in vendita si prefigge l’obiettivo di ricreare lì un paradiso perduto per la sua nuova famiglia. Ancora una volta, l’amore lo acceca. È solo quando Mira si ammala gravemente che Julia si trova nell’impossibilità di continuare a nascondergli lo scioccante segreto che esiste al centro delle loro vite.
Lirico, struggente e reso squisitamente, il secondo romanzo di Polly Samson esplora in profondità un inganno che viene presentato come un dono, un tradimento ammantato dalla gentilezza, e chiede a noi stessi se davvero riusciremo ancora a fidarci degli altri. Il risultato è un’indimenticabile storia d’amore, dolore, tradimento e riconciliazione, magistralmente disegnata e raccontata splendidamente.

Chi è Polly Samson?
Figlia di Lance Samson, diplomatico nato ad Amburgo e giunto in Inghilterra bambino grazie al Kindertransport nel 1938, e di Esther Cheo Ying, scrittrice cinese autrice del libro di memorie “Black Country to Red China”, dove racconta la sua vita da maggiore nell’esercito di Mao Zedong, Polly vive un’infanzia problematica e solitaria. Il suo rifugio sono le storie che scrive e illustra fin dalla più tenera età.
A diciott’anni, dopo aver lavorato per un anno come teleoperatore, si trasferisce a Londra e trova lavoro nell’editoria. Quell’ambiente, di cui si innamora immediatamente, le permette di crescere professionalmente, fino a diventare membro del consiglio di amministrazione della casa editrice Jonathan Cape. Incontra lo scrittore Heathcote Williams, dal quale ha un figlio, Charlie, ed inizia a lavorare come giornalista freelance per importanti quotidiani inglese: The Guardian, The Observer, Daily Mail e Sunday Times. La storia con Williams naufraga quasi subito e nel 1993, Polly Samson collabora come coautrice ai testi delle canzoni dei Pink Floyd per l’album “The Division Bell”. L’album scala le classifiche di Europa e America. Nel 1999, esce la sua prima raccolta di racconti brevi “Lying in Bed”, definita da più parti “Libro dell’anno” e seguita nel 2000 dal romanzo “Out of the Picture”. È del 2010 la raccolta “Perfect Lives”.
Nel frattempo, Polly continua a scrivere i testi per la maggior parte delle canzoni da solista del marito David, riunite nell’album di successo “On An Island”, datato 2006.

Questo il link alla pagina Facebook dell’evento. – Ancora non è dato sapere se David Gilmour sarà presente all’evento.

Il libro uscirà in Italia Venerdì 1 Luglio e sarà acquistabile anche da Amazon a questo link.

AGGIORNAMENTO:

Aggiornamento sull’evento relativo alla presentazione del libro “La gentilezza” di Polly Samson. Abbiamo inviato messaggi e mail di risposta a tutti quelli chehanno avuto la fortuna di vedere accettata la richiesta. Abbiamo difficoltà a rispondere anche a quelli che non sono finiti nella lista dei 100 partecipanti all’evento. Comunque se non avete ricevuto una risposta vuol dire che non siete finiti nella lista. Vista l’enormità di richieste stiamo provando ad allestire una diretta web. La presentazione sarà divisa in due parti: una legata più strettamente al libro e l’altra sulla collaborazione nei testi delle canzoni di David Gilmour approfittando della presenza del musicista e cantante stesso. Si avvertono i partecipanti che essendo un evento legato alla scrittrice Polly Samson e non al chitarrista dei Pink Floyd, David Gilmour non sarà disponibile a mettere autografi né a fare fotografie con i suoi fan. Ogni tentativo simile sarà motivo di allontanamento del responsabile.

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DAVID GILMOUR “RATTLE THAT LOCK”: TUTTE LE INFO – AGGIORNATO AL 15 SETTEMBRE

11760135_10155778799040117_6254265962849422350_nQuella qui a fianco è la copertina ufficiale di “Rattle That Lock” ed è stata realizzata da Aubrey Powell della Hipgnosis. L’album uscirà il 18 Settembre 2015 in 5 formati: Cd (con libretto di 22 pagine), Vinile (copertina apribile), Cd/dvd deluxe, Cd/Blu-ray deluxe e Digital Download. La deluxe edition avrà in più l’album in 5.1 DTS Master Audio surround sound e in PCM ed anche in stereo 96kHz/24 bit, inoltre 4 Barn Jam films (del gennaio 2007), 4 traccie “non-album” audio, 4 documentari, e 2 promo clips. In più includerà 2 libretti rilegati, un poster a doppio lato, una postcard e un plettro! Nel video delle barn jams sarà inclusa l’ultima registrazione filmata di Richard Wright! Il disco verrà pubblicato dalla Sony Music ed è stato prodotto da Gilmour e Phil Manzanera.

Oltre alle info sul disco è stato annunciato anche un tour americano, queste le date: 24 marzo 2016 a Los Angeles, Hollywood Bowl, 31 marzo 2016 a Toronto, ACC, 6 aprile 2016 al Chicago United Center, 11 aprile 2016 a New York, Madison Square Garden.

TUTTE LE INFO SUL TOUR ITALIANO POTETE TROVARLE NELL’APPOSITO ARTICOLO!

*Ed ora la tracklist ufficiale di Rattle That Lock:

1. 5 A.M. (Gilmour)
2. Rattle That Lock (Gilmour/Samson/Boumendil)
3. Faces Of Stone (Gilmour)
4. A Boat Lies Waiting (Gilmour/Samson)
5. Dancing Right In Front Of Me (Gilmour)
6. In Any Tongue (Gilmour/Samson)
7. Beauty (Gilmour)
8. The Girl In The Yellow Dress (Gilmour/Samson)
9. Today (Gilmour/Samson)
10. And Then… (Gilmour)

* 3 brani saranno strumentali

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Ed a pensarci bene se l’album uscirà il 18 settembre…….. a Verona e Firenze questo settembre vorrà dire che ascolteremo i nuovi brani in anteprima!

L’album si può già prenotare da Amazon Italia a questo link!

Aggiornato anche il sito ufficiale: davidgilmour.com

Ed ora ecco a voi il primo singolo Rattle That Lock (audio)! Il video ufficiale della canzone dovrebbe uscire ad Agosto 2015

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RECENSIONI: PINK FLOYD “THE ENDLESS RIVER”

713FDVjpbqL._SL1500_2Quando ho aperto questo blog, mai, e ripeto mai avrei pensato di scrivere questo articolo: la recensione a un nuovo album dei Pink Floyd. Ma scherziamo? Mi sarei aspettato di tutto, dai nuovi album solisti a qualche pubblicazione live o rara, ma quel 5 luglio 2014 Polly Samson non la pensò così e fece l’annuncio su Twitter che un nuovo album a nome Pink Floyd era in uscita, che dio mi strafulmini a me si fermò il cuore, e da li all’uscita è sempre stata un’emozione vivere ogni piccola indiscrezione che saltava fuori in rete, fino alla sudata pubblicazione. Devo ammettere che dalle premesse non sono mai stato abbastanza sicuro della riuscita del progetto, per vari motivi, dal fatto che un album prevalentemente strumentale potesse non piacere alla “massa” al fatto che l’album sia stato fatto con sovraincisioni delle registrazioni del 1993/94 scelte da Phil Manzanera. Per me i Pink Floyd sono sempre stati una grande canzone che iniziava con Astronomy Dominè e finiva con High Hopes, quindi il pensiero di un nuovo album è stato come un fulmine a ciel sereno che mi ha reso anche timoroso: avevano chiuso in bellezza con un album (The Division Bell) all’altezza del nome ed un insuperabile tour live da “paese dei balocchi”… Ma ora a noi: “The Endless River“.

Partiamo dalla copertina: discutibile. Appena è apparsa ha suscitato grandi discussioni (come poteva non essere altrimenti?), moltissimi appassionati sono rimasti delusi , personalmente il mio primo pensiero è stato “ma che caxxx?“, non me l’aspettavo, immagine molto pulita e non di particolare “fascino”. Ma sinceramente dopo un pò di tempo mi sta piacendo sempre di più, certo non potrà competere con le altre copertine create dal mito Storm Thorgerson ma avere un’altra immagine allo stesso livello delle precedenti a mio avviso sarebbe stato impossibile, almeno senza deludere nessuno! Certo un giorno sarei curioso di vedere le altre 59 immagini/idee prese in considerazione per la copertina.

Ed ora addentriamoci nella musica. Per prima cosa vorrei fare un plauso alla casa discografica per aver fatto uscire un’edizione deluxe dal principio, con il missaggio in 5.1 ed extra vari senza aver aspettato magari un anno e aver dovuto ricomprare il disco solo per  aver pochi extra in più. L’album è diviso in 4 parti e va ascoltato a mente aperta, se in alcuni momenti il suono puramente “Floyd” si sente, in molti altri è un disco completamente “diverso”, molto ambient e chi diceva che “non è quello che i fan si aspettano” aveva ragione. Qui di seguito vengono descritte le 4 suites, brevemente, perchè non ho voluto fare un elenco passo a passo di quello che accade sul disco, cercate di ascoltarlo e capirete…

PARTE 1

Il disco parte con Things Left Unsaid che rimanda molto a Cluster One da The Division Bell, in sottofondo ci sono le voci di Wright che pronuncia la frase “There’s certainly an unspoken understaning… There’s a lot of things unsaid” (C’è sicuramente un tacito accordo… Ci sono un sacco di cose non dette) e la voce di Gilmour che dice “We shout and argue like everyone else” (Noi gridiamo e sosteniamo come tutti gli altri), infine quella di Mason: The sum is better than the parts” (La somma è migliore rispetto ai singoli componenti). Un inizio in pieno stile Floyd. Poi attacca It’s What We Do e si inizia a fare sul serio con atmosfere alla Shine on you crazy diamond / Welcome To The Machine e la chitarra di Gilmour con effetto whammy che rimanda a Marooned. La prima parte si chiude con Ebb and Flow, Wright al piano e Gilmour alla chitarra con l’effetto Ebow.

PARTE 2

Sum inizia come l’intro di Coming Back To Life ma presto l’atmosfera cambia con la grancassa ossessiva di Mason e la slide di Gilmour, sembra quasi una nuova One Of These Days… Poi arriva Skins dove Mason è il protagonista assoluto con un “drumming” notevole, quasi come la parte 3 di The Grand Vizier’s Garden Party da Ummagumma. Unsung è un piccolo intermezzo di un minuto che come The Last Few Bricks da The Wall fa da ponte per la canzone successiva. La parte 2 si chiude con “Anisina“: è stata ascoltata online già da tempo ed è la canzone che sui social network ha fatto più scalpore per il fatto di essere o meno “floydiana”. La canzone ruota attorno ad un giro di piano suonato da David Gilmour, molto “banale” (passatemi il termine) in cui mano a mano entrano la slide guitar sempre di Gilmour (che suona anche il basso), il sax e il clarinetto di Gilad Atzmon. Il brano chiude su un assolo con una bella distorsione di Gilmour e sfuma con il sax come la fine di “Shine On You Crazy Diamond”.

PARTE 3

The Lost Art of Conversation è un dialogo tra il piano di Wright e la chitarra di Gilmour di breve durata che confluisce in On Noodle Street con in primo piano il Fender Rhodes di Wright. Il basso di Guy Pratt fa sembrare il brano molto vicino alle Barn Jam pubblicate sul “Live In Gdansk” di David Gilmour. Night Light è un passaggio molto ambient con il sinth di Wright e la chitarra di Gilmour con l’effetto Ebow fino ad arrivare alla più “rumorosa” Allons-y (1) che si basa su un riff di chitarra che rimanda molto a “Run Like Hell” in cui sono sovraincise sempre chitarra slide e assoli di Gilmour. Ed ecco arrivare un piccolo capolavoro: Autumn ’68 con l’organo della Royal Albert Hall di Rick in primo piano e la chitarra di Gilmour a fargli da “eco”. La canzone confluisce in Allons-y (2), praticamente un”reprise” della parte 1. La Parte 3 finisce con Talkin’ Hawkin’: piccola gemma di rara bellezza. Atmosfera sospesa e cori di sottofondo che sembrano spingerti in un altra dimensione. Stephen Hawking recita: “Il Dialogo ha permesso la comunicazione di idee, consente agli esseri umani di lavorare insieme per costruire l’impossibile. I più grandi successi del genere umano sono avvenuti parlando. Le nostre più grandi speranze potrebbero diventare realtà in futuro. Con la tecnologia a nostra disposizione, le possibilità sono senza limiti. Tutto quello che dobbiamo fare è essere sicuri che si continui a parlare“.

PARTE 4

L’ultima parte di The Endless River inzia con Calling, con sonorità alla “Orb”: 3 minuti di puro viaggio psichedelico. Eyes To Pearls continua l’atmosfera della traccia precedente ma si aggiungono mano a mano chitarre, batteria e gong che rimandano ad Atom Heart Mother. Il riff di chitarra ossessivo di Gilmour fa sembrare la traccia simile a The Narrow Way Pt2 da Ummagumma. L’atmosfera sale, si sente che sta per succedere qualcosa. Arriva Surfacing con un intro simile a Poles Apart ma questa volta in sottofondo ci sono anche i cori di Gilmour e Durga McBroom. L’album si chiude con la ormai famosa “Louder Than Words“, abbiamo avuto la possibilità di ascoltarla per radio già dal 9 ottobre e ad un ascolto più approfondito mi sento di dire che è veramente bellissima. Una ballata malinconica dal suono puramente Pink Floyd di Gilmour/Wright/Mason. Magari non sarà del livello di High Hopes ma risentire la voce di David che chiude la storia musicale dei Pink Floyd fa venire la pelle d’oca, gli occhi lucidi e una malincoinia sconfinata. Molto belli i cori di sfondo con la voce di David su tutte, il suono del piano di Rick è fantastico con certi passaggi che richiamano ad Echoes e l’assolo finale… bè: lascio a voi i commenti. Il testo è ad opera di Polly Samson che cerca di racchiudere la storia musicale dei Pink Floyd e della loro magia nel momento in cui creano musica insieme. Da notare che al minuto 6.03 di Louder Than Words si sente un voce “metallica” che pronuncia delle parole di difficile comprensione, non si capisce bene e non so se è veramente così ma è bello pensare che dica “Go To Heaven… Wright“.

CONTENUTI EXTRA VERSIONE DVD o BLU-RAY

Audio/Visual: Anisina è una versione differente da quella presente sul disco in quanto non sono presenti nè il sax e clarinetto nè gli assoli di Gilmour. Il video è composto sia da immagini dalle session del 1993/94 che da David in studio di registrazione a suonare il pianoforte. Untitled è un bellissimo video registrato nella sala dell’Astoria. Canzone strumentale di poco superiore al minuto in cui salta all’occhio soprattutto la complicità musicale tra David e Rick, si cercano con gli sguardi e quello che salta fuori è pura magia “floydiana”. Peccato duri così poco. Evrika (a) ed Evrika (b) sono praticamente le prove di “Wearing Inside Out”. La (a) è un video di David mentre cerca l’ispirazione per l’assolo registrato all’Astoria mentre la (b) è registrata insieme a Guy Pratt, Nick Mason e Richard Wright agli Olympic Studios. Nervana è una canzone del tutto inaspettata, quasi “rumorosa” ed inizia con un riff di David e gli altri gli vanno dietro poco a poco. Allons-y è quasi uguale alla versione su disco, una versione di prova con telecamera puntata dietro Rick sullo studio di registrazoine.

AudioTBS9 e TBS14 sono dei bellissimi frammenti audio strumentali stile Barn Jam. (Molto probabile che il titolo stia ad indicare The Big Spliff) mentre la versione di Nervana è molto simile a quella audio/visual, forse registrata meglio e con più assoli.

GIUDIZIO FINALE

All’inizio sono rimasto quasi spiazzato, ma dal terzo, quarto ascolto si comincia davvero a capire il valore di quest’opera, che se non approfondita a dovere può sembrare un’accozzaglia di suono messi lì per puro caso. Così non è. Fidatevi. Non ci saranno gli assoli più ispirati di David Gilmour, ma ho la sensazione che si sia voluto deliberatamente mettere lui al servizio di Richard Wright, che è indubbiamente il protagonista dell’album. E non poteva essere altrimenti essendo a lui dedicato. Se amate i Pink Floyd dovete assolutamente ascoltare questo disco. Non so se Polly Samson aveva ragione nel dire che questa musica non aveva bisogno di parole, resta il fatto che non se ne sente la mancanza. Questo album è come una specie di sguardo indietro a quello che i Pink Floyd hanno creato, ma allo stesso tempo uno sguardo al presente e al futuro per ribadirci una volta di più che noi abbiamo bisogno di loro. Potrà piacere o meno al grande pubblico, ma ai fan piacerà di sicuro. In definitiva le emozioni che ci hanno fatto provare in questi mesi sono il testamento dei Pink Floyd e del loro potere. Notti in bianco a pensare a questo ultimo evento colossale e a quel maledetto 7 novembre che sembrava non arrivare mai. “The Endless River” rappresenta una boccata d’aria fresca in un ambiente musicale che non ha più niente da dire da ormai tanto tempo. Ascoltare nuove canzoni da questi “mostri sacri” della musica, seppur non a livello della miglior produzione della band, è la cosa più bella e inaspettata che potesse capitarci.

Voto: 8/10

Se volete dare un’occhiata alla “genesi” di “The Endless River” potete rileggervi l’articolo dell’annuncio, dal primo tweet di Polly Samson fino alle ultime indescrizioni e l’annuncio ufficiale con tutti i dettagli!

P.s. Un’ultimo pensiero su chi critica questo album: naturalmente ognuno ha il suo pensiero ed io considerandomi abbastanza obbiettivo capisco tutti i motivi di chi crede che questo album non doveva uscire. Bè ragazzi non comprate l’album, punto. Non c’è bisogno di insultare (come succede spesso su Facebook) chi ha aspettato questo momento da 20 anni. Molti sono dell’idea che i Pink Floyd siano finiti nel 1979, altri nel 1971 e altri ancora addirittura nel 1967: i Pink Floyd proprio come ogni essere umano sono cambiati, si sono evoluti e hanno continuato ad esistere fino ad ora. Quindi (come li ha definiti qualcuno) se prima come leader c’era Syd Barrett –il pifferaio magico alle porte dell’alba– e poi Roger Waters –un uomo con così tanti incubi da costruirci un muro-, dal 1985 ad oggi abbiamo David Gilmour –l’operaio che tiene aperta la fabbrica dei sogni-. Ed io amo incondizionatamente ogni album, epoca e membro.

PINK FLOYD, GRAZIE DI ESISTERE!

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Ed ecco il video di “Louder Than Words” Radio Version: 

Alcune immagini che durante questi ultimi mesi hanno accompagnato l’uscita di “The Endless River“:

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