PINK FLOYD: AUDIO PREVIEW DI “DOGS” DAL REMIX DI ANIMALS!

É stata pubblicata sulla pagina YouTube ufficiale dei Pink Floyd, la versione Remix 2018 di ‘Dogs‘ dal decimo album in studio ‘Animals‘ pubblicato originariamente nel 1977. Come saprete, l’album è stato completamente remissato ed uscirà su CDLP (con copertina apribile), Blu-ray e SACD il 16 Settembre 2022, mentre per la versione Deluxe Gatefold bisognerà aspettare il 7 Ottobre 2022.

In questo articolo tutti i dettagli sulle versioni in uscita e i link per la prenotazione.

Grazie a questo audio quindi, possiamo farci già un’idea del lavoro che è stato fatto sulla versione Stereo, per quella 5.1 invece dovremo aspettare Settembre.

Ed ora, mettevi comodi ed indossate le cuffie..


Animals è un concept album, incentrato sulle condizioni socio-politiche della Gran Bretagna della metà degli anni Settanta, e rappresenta un cambiamento rispetto allo stile dei lavori precedenti della band. L’album è stato sviluppato da una raccolta di canzoni non correlate in un concetto che descrive l’apparente decadenza sociale e morale della società, paragonando la condizione umana a quella degli animali. Ispirandosi a ‘La fattoria degli animali’ di George Orwell, l’album raffigura le diverse classi di persone come animali, con i maiali in cima alla catena sociale, le pecore come gregge senza cervello che segue ciò che gli viene detto, e i cani come capi d’azienda che ingrassano grazie al denaro e al potere che detengono sugli altri. Sebbene sia passato molto tempo dal 1977, la narrazione dell’album risuona ancora oggi, poiché la nostra situazione sociale ed economica rispecchia quella dell’epoca.

Shine On!

PINK FLOYD: DISPONIBILE IL SINGOLO “HEY HEY RISE UP”!

Sono disponibili per l’acquisto le due versioni fisiche 7″ e CD del singolo, “Hey Hey Rise Up“, (ad eccezione del Giappone -in uscita il 3 agosto- e di USA, Canada, Australia e Messico -in uscita il 21 ottobre-). Il brano è stato inizialmente pubblicato in formato digitale in Aprile a sostegno del popolo ucraino e ha raggiunto il primo posto in 27 Paesi del mondo.

Il ricavato dell’uscita fisica e di quella digitale sarà devoluto agli aiuti umanitari per l’Ucraina.

Il brano principale vede David Gilmour e Nick Mason affiancati dal bassista di lunga data dei Pink Floyd Guy Pratt, con Nitin Sawhney alle tastiere, e la voce di Andriy Khlyvnyuk della band ucraina Boombox.

Per questa edizione limitata, David Gilmour ha rivisitato il brano “A Great Day For Freedom” da The Division Bell. Ha rielaborato il brano utilizzando i nastri originali con Nick Mason alla batteria e Richard Wright alle tastiere, oltre alle voci di Sam Brown, Claudia Fontaine e Durga McBroom.

Ed è proprio quest’ultima versione ad aver riscosso molto successo tra i fan, con il suo suono ‘spoglio’, rispetto all’edizione originale del 1994. Si parla di una take vocale di David ri-registrata nel 2022. Dopo averla ascoltata in cuffia credo che per la parte vocale si sia fatto un mash-up con una take alternativa del 1993 e alcune parti ri-registrate ex novo nel 2022, oltre ad un nuovo mix. Si sente bene come nella prima parte della strofa la voce sia quella del ’93 mentre nella seconda parte sia del 2022.

Ad ogni modo, questo è il testo, ed ho segnato in grassetto quelle che – secondo me – sono le parti registrate nel 2022. In cuffia potete ascoltare meglio la differenza vocale.

A Great Day for Freedom

On the day the wall came down
They threw the locks onto the ground
And with glasses high
We raised a cry for freedom had arrived

On the day the wall came down
The ship of fools had finally run aground
Promises lit up the night
Like paper doves in flight

I dreamed you had left my side
No warmth, not even pride remained
And even though you needed me
It was clear that I could not do a thing for you

Now life devalues day by day
As friends and neighbours turn away
And there’s a change that even with regret
Cannot be undone

Now frontiers shift like desert sands
While nations wash their bloodied hands
Of loyalty, of history
In shades of grey

I woke to the sound of drums
The music played, the morning sun streamed in
I turned and I looked at you
And all but the bitter residues slipped away
Slipped away



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Shine On!

NICK MASON: L’INTERVISTA SUI CONCERTI DEI “SAUCERFUL OF SECRETS”

José Abellán della rivista spagnola “Animals Pink Floyd Magazine” ha avuto l’opportunità di intervistare Nick Mason a proposito dei suoi concerti a Barcellona e Madrid, e quindi di porre a Nick alcune domande sul tour in corso con i suoi “Saucerful Of Secrets”.


“Echoes” è il nome dato a questo tour. Dopo la morte di Richard Wright nel 2008, David Gilmour ha detto che non avrebbe più suonato questa canzone perché era un dialogo tra lui e Wright. Nick, cosa ne pensi di questa canzone?

Non sono assolutamente d’accordo con David su questo punto. David non poteva immaginare… beh, nel 2008 nessuno aveva idea che sarebbe successo, e io credo che questa sia una celebrazione davvero importante di alcune sonorità di Rick e sarebbe una tragedia non suonarla. Credo che il rispetto sia quello di suonare. Non siamo particolarmente d’accordo su questo punto. Decidiamo quello che pensiamo sia meglio per noi, credo.

Avete già detto che non vedete l’utilità di suonare le stesse canzoni che i fan ascoltano già ai concerti di David Gilmour e Roger Waters. Come sarà lo spettacolo e quali canzoni verranno suonate nei concerti in Spagna?

La differenza più grande è che stiamo lavorando sul catalogo dei primi Pink Floyd ed è molto diverso da quello che Roger fa con The Wall e David. Qualcuno ha detto che siamo una garage band vecchio stile e che dobbiamo essere molto più nello spirito dei Pink Floyd del 1967, 1968, 1969; la musica dovrebbe essere un pò più libera e dovremmo essere in grado di improvvisare un po’. La musica è generalmente tratta da ciò che abbiamo realizzato prima del 1972, quindi include Piper, Saucerful Of Secrets e Meddle, oltre ad alcuni dei singoli meno conosciuti. Credo che per le persone che si ricordano di questi brani ci sia un elemento di nostalgia, ma spero che le persone che non conoscono molto dei vecchi Pink Floyd si divertano e vedano anche come le idee si sono sviluppate nel corso degli anni.

Nel 1969 i Pink Floyd eseguirono dal vivo una suite concettuale intitolata “The Man and The Journey” che prevedeva, tra le altre cose, che tu bevessi tè, segassi e sbattessi il legno sul palco. Avete pensato di riproporre questo lavoro nei vostri tour? Penso che il risultato sarebbe sorprendente, così come la risposta del pubblico.

Sì, ci abbiamo pensato e alcune di queste improvvisazioni erano molto complesse, per il modo in cui funzionavano ai tempi. Avevamo una radio sul palco sintonizzata su una stazione radio, con John Peel come DJ. Diceva cose rilevanti per i concerti al momento giusto e non ho ancora la voglia di mettere insieme qualcosa di simile… forse è una cosa da fare in futuro.

Nick Mason’s Saucerful Of Secrets sta aggiungendo nuovi effetti sonori ad alcune canzoni della scaletta attuale; inoltre, avete introdotto segmenti di altre canzoni dei Pink Floyd e di altri gruppi, come “Arnold Layne” e “Remember A Day”. Si tratta di improvvisazione o di un nuovo approccio a queste canzoni?

Certamente, quello che abbiamo fatto è stato mantenere il formato generale delle canzoni, la melodia e così via, ma sicuramente volevamo essere in grado di cambiare l’assolo o il ritornello, ecc. È importante che la canzone sia riconoscibile ma con una nuova energia, e ci sono un paio di canzoni che sono state solo registrate e mai suonate dal vivo, quindi la versione live sarà sempre diversa da quella registrata. Anche con i Pink Floyd, non abbiamo mai suonato ‘Arnold Layne’ dal vivo esattamente come nel disco…

Avete sostituito alcune canzoni del tour precedente. Avete considerato la possibilità di includere brani come “Cymbaline”, “The Embryo” o “Careful With That Axe, Eugene”, che nei primi anni erano canzoni essenziali nel repertorio dei concerti dei Floyd?

In realtà, abbiamo preso in considerazione l’idea di suonare ogni singola canzone di quel periodo; a un certo punto potremmo approfondire il repertorio, ma ad essere onesti non ci sembra di aver esplorato ciò che abbiamo iniziato due anni fa e c’è ancora molto da fare. Penso anche che dobbiamo scegliere le canzoni che riteniamo possano essere un buon intrattenimento serale e ci sono alcune canzoni, come “The Embryo”, che forse… pensiamo di dover essere più veloci in molte canzoni per suonare a un pubblico dal vivo. Ma non c’è nulla che non suoneremo, pensando ai pezzi più difficili, come hai detto tu, The Man and The Journey, che include “Alan’s Psychedelic Breakfast”, che è una grande canzone ma piuttosto complessa da mettere insieme su un piccolo palco, il che è un altro elemento che dobbiamo tenere a mente. Non suoniamo all’Apollo, con un palco enorme, ma in teatri e club con restrizioni e ci sono misure che fanno funzionare le cose.

Questo mese ricorre il 50° anniversario dell’entrata in studio dei Pink Floyd per registrare The Dark Side Of The Moon, che dal vivo era quasi totalmente diversa dalla versione che conosciamo oggi. Avete pensato di interpretare quella versione originale?

Ah sì, è un’idea interessante, perché ho detto che faremo fino a The Dark Side Of The Moon, ma non includeremo The Dark Side Of The Moon, ma possiamo imbrogliare e includere versioni completamente diverse di cose che abbiamo suonato prima che fossero su Dark Side, come la versione originale di “On The Run” – in realtà sembra un pezzo jazz [Nick parla di alcuni sintetizzatori]. Idea interessante; farò qualcosa al riguardo… Spero di riuscirci… È un bene che tu l’abbia proposto!!!

L’anno prossimo sarà il 50° anniversario dell’uscita dell’album. I Pink Floyd hanno in programma qualche tipo di celebrazione speciale per questo anniversario?

Penso proprio di sì, non so ancora cosa faremo, non credo che lo suoneremo dal vivo, ma di sicuro sappiamo che è un 50° anniversario ed è qualcosa da celebrare. Voglio dire, è straordinario per qualsiasi musica, o per la musica pop, che è quello che fondamentalmente era, o è, avere una tale durata. Penso a qualsiasi tipo di celebrazione, perché è un riconoscimento per tutte le persone che vi hanno contribuito; non solo noi quattro, ma anche l’ingegnere Chris Thomas, che si è occupato del missaggio, Hipgnosis che ha realizzato la copertina dell’album, l’uomo che ha reso possibile il lancio dell’album in America… Ha sicuramente bisogno di una celebrazione.


Fonte: www.animalspinkfloydmagazine.com / www.brain-damage.co.uk

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ROGER WATERS: “THIS IS NOT A DRILL” – PARTITO IL NUOVO TOUR!

Dopo tanta attesa, è partito il tour Americano di Roger Waters: “This Is Not a Drill: Live in the Round“.

This Is Not A Drill è una nuova rivoluzionaria stravaganza rock and roll/cinematografica, eseguita a tutto tondo, è una straordinaria accusa contro la distopia aziendale in cui tutti lottiamo per sopravvivere e un invito all’azione, ad amare, proteggere e condividere il nostro prezioso e precario pianeta, che è la nostra casa.” Con queste parole era stato annunciato da Roger Waters il nuovo attesissimo tour, e così è stato: ragazzi.. si potrà essere in sintonia o meno con la “visione” di Roger, ma che show!!! E mette in chiaro le cose fin da subito, quando all’inizio del concerto sugli schermi sopra al palco compare la scritta “Prima di tutto, nel rispetto degli altri spettatori, spegnete i cellulari. Poi, se siete una di quelle persone ‘amo i Pink Floyd ma non sopporto le idee politiche di Waters’, potete andare affanculo al bar adesso“. Roger Waters è tornato.

Il tour  percorrerà Stati Uniti e Canada per 4 mesi con 43 repliche. La conclusione è prevista per il 15 ottobre 2022 a Città del Messico. Nel 2023 (salvo complicazioni..) è atteso in Europa, Italia compresa.


Una delle novità del tour è il palco centrale, che in passato hanno usato tanti artisti, da Peter Gabriel ai Metallica. Waters ha scelto una struttura a croce per i megaschermi che divide in quattro la scena. Quando si alza svela il palco nella sua interezza. Lo show inizia con una versione riarrangiata di Comfortably Numb, priva del celebre assolo di chitarra, a cui seguono altri estratti da The Wall, un’altra novità è l’inedita The Bar, una canzone scritta durante la pandemia, eseguita come una ballata operaia con Waters al pianoforte. La canzone è stata introdotta da un breve discorso in cui Roger spiega che non si tratta del bar a cui ha mandato a fare in culo chi lo critica. In seguito c’è una sezione dedicata all’album Wish You Were Here (compresa la parte VI-IX di Shine On You Crazy Diamond) e Sheep (da Animals). La seconda parte del concerto si apre con altri due pezzi tratti da The Wall, poi un paio di canzoni dall’ultimo album “Is this the life we really want?” per poi proseguire con una corposa sezione dedicata a The Dark Side of The Moon. Il finale è dedicato a Two Suns in the Sunset e Outside the wall.

Che dire, giudicate voi dalle immagini qui sotto. Intanto, inizierei a sperare che tutto vada per il meglio e a prepararsi per il suo arrivo in Europa!






La scaletta del concerto di apertura del tour alla Ppg Paints Arena di Pittsburgh:

SET 1: Comfortably numb, The happiest days of our lives, Another brick in the wall (part 2), Another brick in the wall (part 3), The powers that be, The bravery of being out of range (with new extra verse), The bar (new song), Have a cigar, Wish you were here, Shine on you crazy diamond (parts VI-IX), Sheep

SET 2: In the flesh, Run like hell, Déjà vu, Is this the life we really want?, Money, Us and them, Any colour you like, Brain damage, Eclipse

ENCORES: Two suns in the sunset, The bar (reprise) (new song), Outside the wall


Questa la line-up sul palco:

Roger Waters – Bass Guitar / Guitars / Vocals
Jon Carin – Keyboards / Guitars / Vocals
Robert Walter – Organ / Fender Rhodes
Jonathan Wilson – Guitars / Vocals
Gus Seyffert – Bass Guitar / Guitar
Dave Kilminster – Guitar / Vocals
Joey Waronker – Drums / Percussion
Seamus Blake – Saxophone
Amanda Belair  – Vocals
Shanay Johnson  – Vocals


Radio Broadcast di Have A Cigar, Wish You Were Here e Shine On You Crazy Diamond.

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PINK FLOYD: “ANIMALS” – FINALMENTE L’ANNUNCIO DELL’USCITA DEL NUOVO REMIX

Questa volta, è ufficiale. Arriva dopo anni (questa versione è pronta dal 2018..) l’annuncio dell’uscita del tanto atteso remix di uno degli album più amati dai fan dei Pink Floyd: Animals. L’album è stato completamente “smontato” e “ricostruito”. Come si può capire anche dalla copertina, questa nuova versione è una completa ristrutturazione dell’album del 1977.


Il nuovo remix uscirà il 16 Settembre 2022 in 5 diversi formati:

Verrà infatti pubblicato su CD, LP (con copertina apribile), Blu-ray e SACD il 16 Settembre 2022, mentre per la versione Deluxe Gatefold bisognerà aspettare il 7 Ottobre 2022.

La versione Deluxe Gatefold comprende LP, CD, Blu-ray audio, DVD audio e un libro di 32 pagine. Il Blu-ray e il DVD audio includono il remix del 2018 in Stereo, 5.1 Surround (entrambi di James Guthrie) e il mix stereo originale del 1977. Il libretto di 32 pagine contiene fotografie raramente viste del dietro le quinte del servizio fotografico della copertina originale dell’album, oltre a immagini dal vivo e memorabilia.

Curiosa la scelta di fare una copertina diversa per l’edizione “Bluray Singolo”.. forse per fare in modo che i collezionisti comprino non solo il box Deluxe ma anche il Bluray singolo.. Purtroppo le speranze per la pubblicazione di outtakes, live audio, o qualche immagine video, sono state spazzate via.. Non resta che goderci questo fantastico album nella sua nuova versione..


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L’iconica copertina dell’album mostra un maiale gonfiabile (noto come Algie) che fluttua tra due ciminiere della Battersea Power Station di Londra, ideata da Roger Waters e disegnata dal collaboratore di lunga data Storm Thorgerson degli Hipgnosis Studios. Per questa nuova uscita, l’opera è stata ridisegnata per l’era moderna da Aubrey ‘Po’ Powell, partner di Storm negli Hipgnosis Studios.
Scattando nuove foto dell’edificio come appariva durante i recenti lavori di conversione, Po ha sperimentato nuove angolazioni e ha prodotto alcune sorprendenti rivisitazioni del classico originale. Po spiega: “Dato che la copertina originale dell’album del 1977 è un pezzo iconico di arte a sé stante, ho avuto la possibilità di aggiornarla, un compito piuttosto scoraggiante, ma Hipgnosis ha colto l’opportunità di rifotografare l’immagine per riflettere un mondo che cambia, e utilizzando le moderne tecniche di colorazione digitale ho mantenuto il messaggio piuttosto cupo di decadenza morale dei Pink Floyd utilizzando i temi orwelliani degli animali, il maiale Algie, fedele al messaggio dell’album“.
L’immagine principale dei binari del treno e della rimessa, già nota a molti di voi grazie ai post di Roger Waters sui social media, è presente nella maggior parte dei formati, ma per la copertina del Blu-ray è stata utilizzata un’immagine sorprendentemente diversa, un’immagine più cupa, lunatica e colorata della Battersea Power Station di notte.



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BLU-RAY – AUDIO MIXES:
2018 Remix – Stereo: 24-bit/192kHz Uncompressed, dts-HD MA
2018 Remix – 5.1 Surround: 24-bit/96kHz Uncompressed, dts-HD MA
1977 Original Stereo: 24-bit/192kHz Uncompressed, dts-HD MA

DVD – AUDIO MIXES:
2018 Remix – Stereo: LPCM 24-bit/48 kHz Uncompressed
2018 Remix – 5.1 Surround: Dolby Digital @ 640 kbps, 448kbps
1977 Original Stereo: 24-bit/48 kHz Uncompressed

Credits:
1977 Original Stereo Mix by Brian Humphries
Assistant Engineer: Peter James
Mixed at Britannia Row
2018 Remix: 5.1 Surround and Stereo Mixes by James Guthrie
Assistant Engineer: Joel Plante

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NICK MASON’S SAUCERFUL OF SECRETS: ITALIA 2022 – LUCCA & TORINO


SABATO 25 – Lucca Summer Festival Piazza Napoleone

La serata si apre con One of these days tratto dall’album Meddle, celeberrimo brano strumentale che contiene uno dei riff di basso più famosi della storia del rock. Si prosegue poi con la movimentata Arnold Layne e la dolcissima Fearless, altro intermezzo musicale con Obscured by clouds, overture dell’omonimo album, seguita dal ritmo più hard rock di When You’re In. Mason e soci regalano al pubblico anche alcuni brani mai eseguiti dal vivo dai Pink Floyd. Da citare poi anche due straordinarie esecuzioni di If, intervallata da Atom heart mother, e Set the Controls for the Heart of the Sun. Ma è con il gran finale che la piazza si esalta. Mason e soci infatti regalano una splendida versione di Echoes (esecuzione da oltre 20 minuti), altro capolavoro della discografia floydiana.Giusto il tempo di riprendere fiato prima di concludere la show con una altra tripletta di brani tratti dal periodo di Syd Barrett: See Emily Play, l’immancabile A saucerful of secrets e la movimentata Bike. Finale perfetto per una grande serata di musica forse di altri tempi ma che, dopo oltre 60 anni, è ancora in grado di emozionare e di attrarre fan di ogni età.

Marcello Ligas: Il concerto a Lucca è da poco terminato. Sarò forse banale e scontato, ma la potenza di brani come one of these days, echoes o una straordinaria set the controls for the heart of the sun hanno scagionato, è stata grandiosa. Certo, la nostalgia della performance degli “originali” c’è, soprattutto nella seconda parte di echoes, ma passa subito nel momento in cui si gode dello spettacolo.
Nick scandisce la ritmica come se fosse un ragazzino, gestendo ogni singolo componente, ogni singola percussione con una eleganza assoluta. La scaletta, maledettamente perfetta, ha dato spazio a nick che ha espresso una semplicità e una ironia che hanno reso umana una esibizione che poco ha avuto a che fare con noi comuni mortali. Shine on!

Francesco Madonia: Serata particolare dopo un lungo stop da concerti. La band è in forma smagliante, ormai rodata e collaudata. Setlist fantastica che raggiunge secondo me l’apice con Set The Controls For The Heart Of The Sun a chiusura della prima parte. Una versione fantastica in pieno stile psichedelico. La seconda parte intensa con un finale da brividi Echoes, rivista alla loro maniera come gli altri pezzi. Encore da lacrimuccia con See Emily Play, A Sacucerful Of Secrets e Bike. Leader sul palco Guy, Gary fantastico, Lee molto bravo e Dom superlativo. Nick fa il suo e quando prende il microfono in mano esplode il suo umor in stile tipico inglese facendo ridere tutti. Particolare standing ovation a lui durante la presentazione della band. Tutti in piedi in un lungo applauso. E devo dire che Nick se lo merita tutto. Tra i due litiganti il terzo ci fa godere. Shine On

Tommaso Praloran: Dopo due anni di attesa a causa delle numerose problematiche legatealla pandemia, finalmente Nick Mason e la sua band sono saliti sul palco del Lucca Summer Festival per regalare al pubblico una carrellata di brani provenienti dal repertorio dei primi anni dei Pink Floyd. Per me era il primissimo concerto di un componente della band inglese, di conseguenza l’emozione era davvero moltissima. Alle 19.30 circa, sono riuscito a intravedere Mason che firmava alcuni autografi fuori dall’albergo dove avrebbe trascorso la notte, ma purtroppo sono arrivato troppo tardi, e mentre mi stavo avvicinando stava giusto rientrando… Ho preso posto circa un’ora prima (ero nel blocco F, quindi tutto sommato ho goduto di una buona visuale) e, quando è partito l'”opening soundscape” l’emozione era davvero alle stelle. Alle 21 circa, l’inconfondibile One of these days ha aperto il concerto. Pochi istanti dopo l’inizio, i musicisti sono saliti sul palco e Mason mi è sembrato subito in forma smagliante. Mi sembrava di essere in un’altra dimensione…finalmente era lì, che suonava questibrani dal vivo. Dopo One of these days, Nick ha preso la parola e successivamente si è proseguito con Arnold Layne (anche qui per me commovente…dopo averla ascoltata per anni su disco finalmente la vedevo live suonata da Mason) e la collaudata Fearless (per me particolarmente piacevole dal vivo). Il concerto è proseguito con la doppietta strumentale Obscured by clouds/When you’re in, che dà il giusto risalto ad un album purtroppo sottovalutato, e una coppia di brani scritti da Syd Barret: Candy and a currant bun e Vegetable Man (ammetto che non li conoscevo approfonditamente, ma laverli visti dal vivo mi ha fatto venire voglia di ascoltarli più spesso). A essi ha fatto seguito un apprezzatissimo discorso di Nick su Syd Barrett. Il resto della prima parte, per me è stato oro colato: brani che sognavo da anni di vedere dal vivo e che finalmente venivano eseguiti davanti a me. Il medley If/Atom Heart Moher/If (Reprise) è stato favoloso ed eccitante, per non parlare di Remember a day (preceduta da un ricordo di Wright da parte di Guy Pratt) e della celeberrima Set the controls for the heart of the sun, che mi ha ipnotizzato. Dopo una pausa, si riprende con l’attesissima Astronomy Domine, altro momento per me eccellente, e l’energica The Nile Song, cantata da Pratt. L’entusiasmo ormai è alle stelle, ed è il turno di un’altra doppietta da Obscured by Clouds (uno dei miei album preferiti e del quale, ovviamente, se non ci fosse stato il tour di Nick, non avrei potuto vedere nulla dal vivo): la spettacolare Burning Bridges e la magnifica Childood’s end. Scivolando verso la parte conclusiva, i musicisti mettono in scena una brillante Lucifer Sam, che precede il brano che tutti stavano aspettando, e che ha naturalmente messo in visibilio il pubblico: Echoes. L’esecuzione è stata PERFETTA, ormai rodatissima dai numerosi concerti che hanno preceduto quello lucchese e grazie ai musicisti che si esibivano in perfetta armonia. Che dire: applausi a non finire. Dopo una brevissima pausa, i musicisti ritornano sul palco per gli attesissimi bis (a quel punto, molti di noi erano in piedi, e io non sono riuscito a trattenermi dal fare altrettanto, ma ho comunque mantenuto molto contegno durante il concerto): la spettacolare See Emily Play, seguita da tutti con entusiasmo, la solenne A saucerful of secrets, che non ha certo bisogno di presentazioni, e un finale, per me perfetto, con la scoppiettante Bike. Beh, che dire: per me è stata una serata magnifica che ha rappresentato il coronamento di un sogno e nella quale è stata messa in atto una scaletta stratosferica. Sono veramente molto soddisfatto di avere partecipato e, se non avete ancora visto Nick live e avete la possibilità di partecipare alle prossime date, beh, io straconsiglio di andare, perché ne vale veramente la pena! Se poi Nick dovesse proseguire il suo progetto nel 2023, ovviamente non mancherò, ma, nel dubbio, andateci, perché ormai non è giovanissimo e non mi stupirei se questo fosse l’ultimo tour.

P.S: La mattina dopo il concerto, alle 10 circa, passando nei pressi dell’hotel dove ha alloggiato la band, c’era Nick seduto su un tavolino esterno. Io avevo tentato di avvicinarmi, solo per stringergli la mano e ringraziarlo della bellissima serata (a me l’autografo interessa relativamente), ma la guardia del corpo mi ha allontanato bruscamente. Peccato, spero ci possa essere un’altraoccasione.


DOMENICA 26 – Sonic Park Festival – Palazzina di Caccia di Stupinigi.

Alberto Mazzucchi: Premetto che ascolto i Pink Floyd da oltre quarant’anni, sono sempre stati il mio gruppo preferito, ma non prendo come oro colato ogni cosa che pubblicano ed ogni nota che suonano, insieme o da soli, inneggiando sempre al capolavoro a prescindere.
Questo per arrivare a dire che a me il concerto non è piaciuto granchè.
Innanzitutto non mi è piaciuta la rivisitazione e l’esecuzione di alcuni pezzi, in particolare “set the controls”, “atom heart mother” e “saucerful of secrets”, cioè in pratica quei pezzi dove Gilmour e Wright facevano la differenza con le loro improvvisazioni.
Aggiungerei anche parte di When you’re in/Obscured by Clouds dove la tastiera era eccessivamente alta.
La canzoni brevi sono state sicuramente migliori e piacevoli da ascoltare dal vivo per la prima volta: Fearless, Candy and a Currant Bun, Vegetable Man, Remember a Day, Burning Bridges, Lucifer Sam, See Emily Play, Bike. Un po’ meno The Nile Song e Childhood’s End, forse perché sono pezzi a cui sono particolarmente legato, e Arnold Layne dove la voce di Kemp faceva piuttosto fatica.

Un discorso a parte merita Echoes, come sempre.
Se Gilmour a Pompei disse che non aveva senso suonare Echoes senza Wright, e Guy Pratt mi sembrava particolarmente d’accordo (e mi verrebbe anche da chiedere “ma allora perché adesso la suoni che mancano entrambi?”), questa esecuzione ha mostrato ulteriormente quanto Wright fosse fondamentale in quel pezzo; pur essendo un grande fan di Gilmour, la parte peggiore e che più ha fatto la differenza secondo me è stata proprio la parte di tastiera, sia per quello che riguarda i suoni utilizzati che per l’esecuzione, entrambi pessimi.
Il resto del pezzo tutto sommato non è stato male, a parte un problema tecnico per Guy Pratt che poi si è protratto per il resto del concerto.
L’assolo di Kemp, piuttosto fedele alla versione dell’album, è stato piacevole, anche se un po’ “rovinato” verso la fine dalla batteria che è entrata con un giro simile a quello presente in Pompeii tra assolo ed inizio della parte funky e che qui sovrapposto all’assolo non mi è piaciuto.
La chitarra di Kemp non è stata male anche nella parte funky, abbastanza fedele all’originle, così come anche quella di Harris nelle parti iniziale e finale; la sensibilità di Gilmour in quelle parti è sicuramente di un altro pianeta, ma tutto sommato è stata accettabile. 
Anche il cantato con le due voci di Kemp e Pratt non mi è dispiaciuto.
La tastiera invece, mi spiace dirlo, è stata pessima; nella parte funky ha utilizzato un registro molto acuto, non sembrava quasi nemmeno un hammond, non mi è piaciuto e nemmeno come l’ha suonata.
Ma soprattutto nell’assolo di tastiera della “ripresa” ha utilizzato un suono simil-moog che a mio parere era proprio fuori contesto; in questa parte devo dire che mi è piaciuta poco anche la batteria, un po’ troppo presente.
In sintesi, ho sentito versioni migliori fatte da cover band locali.

Non aggiungo altro, direi che ho scritto anche troppo.
Solo una nota sul concerto di Lucca che mi ha mandato il mio amico: si sentiva molto male.


La formazione sul palco ha visto, oltre a Mason alla batteria, l’ex-Spandau Ballet Gary Kemp alla chitarra e alla voce, Guy Pratt al basso e alla voce, più Dom Beken alle tastiere e Lee Harris alla chitarra: insomma, il classico “supergruppo“ che ogni tanto si fa vivo sulla scena rock internazionale e che promette (e in questo caso mantiene) grandi cose.

In una intervista a “La Stampa” in occasione delle due date Italiane Nick Mason ha dichiarato:

Non vedo la possibilità di una reunion. L’unica possibilità sarebbe che un personaggio equivalente a un Nelson Mandela convocasse un evento per portare la pace. Tornare sul palco è divertentissimo. Ma mi piaceva anche suonare con Roger e David e guardo al passato con molto affetto. Nel corso degli anni i Pink Floyd possono aver vissuto molte divisioni, ma mai sul palco, suonare è sempre stato un divertimento“. Mason si dice personalmente toccato dalla guerra in Ucraina: “Penso che sia molto molto triste. Tra l’altro, dovevamo suonare sia a San Pietroburgo che a Mosca, abbiamo dei fan favolosi laggiù. Ma dubito molto che tornerò in Russia mai nella vita. È un’amara delusione“. E sul messaggio che vogliono trasmettere con ‘Hey Hey Rise Up’, Mason spiega: “Ci sentiamo tutti impotenti, e questa è la sensazione più triste. Dal mio punto di vista, il messaggio è questa musica, molto meglio che rilasciare dichiarazioni“. Quale musica ascolta oggi Nick Mason? “Temo di ascoltare soprattutto roba dei miei coetanei: Eric Clapton o Jimi Hendrix, o Johnny Mitchell, Linda Ronstadt o simili. Non sono alla ricerca di nuove scoperte, non perché la musica nuova non sia buona. È buffo, ma musicalmente credo di essere finito in una trappola temporale. Succede, perché quando sei giovane la musica significa di più“.

Uno sguardo alla grandiosa batteria DW di Nick Mason, che per questo tour torna in “edizione Hokusai”!

Shine On!