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NICK MASON’S SAUCERFUL OF SECRETS – MILANO

Nick Mason arriva finalmente in Italia con i suoi “Saucerful Of Secrets”, al Teatro Arcimboldi! Un evento attesissimo da tutti i fan dei Pink Floyd, non solo per l’occasione di vedere Nick dal vivo, ma per ascoltare tantissime canzoni del primo periodo dei Pink Floyd, tanto amate dal batterista (e non solo..), che per oscure ragioni sono sempre rimaste “fuori” dalle scalette live dei compagni Roger Waters e David Gilmour. Si preannuncia infatti un concerto che farà la felicità di tutti i fan con brani come “A Saucerful of Secrets”, “See Emily Play”, “If – Atom Heart Mother”, “Lucifer Sam” e tanti altri. La band sembra in grandissima forma, naturale non aspettarsi la “magia” di David o Roger, ma tanto divertimento e un’occasione irripetibile per vedere Nick Mason all’opera!

Se avete partecipato, lasciate nei commenti la vostra opinione sullo spettacolo!

Qui il Live:

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NICK MASON IN TOUR PER L’EUROPA CON I SUOI “SAUCERFUL OF SECRETS”! IN ITALIA A SETTEMBRE A MILANO!

Alla fine le voci sono state confermate:

Dopo quattro intimi e acclamati spettacoli dal vivo a London Dingwalls (20 maggio) e The Half Moon a Putney (21, 23 e 24 maggio), Saucerful Of Secrets porteranno in tour il loro esclusivo spettacolo dal vivo dei Pink Floyd in tutta Europa, inclusi sei spettacoli nel Regno Unito. La band è composta da Nick Mason, Gary Kemp e Lee Harris alle chitarre, Guy Pratt al basso e Dom Beken alle tastiere“.

Dal successo delle prime date era ovvio che il progetto del batterista dei Pink Floyd non si sarebbe concluso nei pub, anzi.. Ora arriva la conferma che il tour attraverserà l’Europa per arrivare da noi in Italia il 20 Settembre 2018 al Teatro Degli Arcimboldi!

Info e biglietti al sito thesaucerfulofsecrets.com

Queste tutte le date del tour:

02/09/2018 CIRKUS, STOCKHOLM
03/09/2018 FORUM BLACK BOX, COPENHAGEN
04/09/2018 MOYA, ROSTOCK
06/09/2018 CARRE, AMSTERDAM
08/09/2018 STADSSCHOUWBURG, ANTWERP
09/09/2018 DEN ATELIER, LUXEMBOURG
10/09/2018 OLYMPIA, PARIS
11/09/2018 MITSUBISHI ELEKTRIKHALLE, DUSSELDORF
13/09/2018 LAEISZHALLE, HAMBURG
15/09/2018 BEETHOVENSAAL, STUTTGART
16/09/2018 TEMPODROM, BERLIN
17/09/2018 HAUS AUENSEE, LEIPZIG
19/09/2018 STADHALLE F, VIENNA
20/09/2018 TEATRO ARCIMBOLDI, MILAN
21/09/2018 SAMSUNG HALL, ZURICH
23/09/2018 GUILDHALL, PORTSMOUTH
24/09/2018 ROUNDHOUSE, LONDON
25/09/2018 SYMPHONY HALL, BIRMINGHAM
27/09/2018 O2 APOLLO, MANCHESTER
28/09/2018 SEC ARMADILLO, GLASGOW
29/09/2018 ROYAL CONCERT HALL, NOTTINGHAM
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RECENSIONI: ROGER WATERS – TOUR INDOOR IN ITALIA

Dopo aver visto il “The Wall Tour” di qualche anno fa, quando Roger Waters ha annunciato che sarebbe tornato a suonare dal vivo, ho pensato subito che il tour non sarebbe mai potuto essere della stessa portata. Da un lato non mi sbagliavo: naturalmente il “pathos” del muro e tutti gli effetti speciali dello scorso tour non ci sono più ora che lo show è in posti più piccoli (discorso diverso per le date all’aperto di luglio…), dall’altro lato credevo che la parte emotiva non sarebbe stata ugualmente avvicinata ed invece il live Us+Them ha una carica emozionale incredibile. Difficile non riuscire ad essere trasportati da quello che è.. “la forza trainante” dei Pink Floyd.

Lo spettacolo a cui ho assistito è stata la data del 22 Aprile a Bologna – Unipol Arena.

Arrivati sul posto l’emozione è tanta, non sapevo cosa aspettarmi, ho volutamente cercato di vedere pochissimo delle esibizioni precedenti per non rovinarmi la sorpresa, entrati nel palazzetto, mi sono posizionato poco più avanti della metà dell’arena, un po di lato, fortunatamente… lo show è iniziato un pò in ritardo, 21.15, ma ne è valsa la pena. La prima parte dello show è fluida, scorre veloce, i brani sono eseguiti dalla band in modo fedele ai dischi originali, credo che Roger abbia fatto mangiare uno spartito per chitarra al chitarrista Dave Kilminster perchè gli assoli sono stati riprodotti nota per nota, senza spazio di interpretazioni personali. Ma è nella seconda parte dello show che si rimane a bocca aperta: non avrei mai potuto pensare ad una coreografia del genere inserita in un palazzetto. Follia pura! Per i brani di Animas dal soffitto è scesa una fottuta Battersea Power Station con tanto di ciminiere fumanti e Maiale.. Ma come cazzo si fa? La quadrifonia si è sentita tutta e nei momenti in cui tutte le casse funzionavano contemporaneamente tremava il pavimento, nonostante ciò il suono è rimasto sempre pulito, credo però non si possa dire altrettanto per chi ha assistito dagli spalti. Ad ogni modo ho visto il luccicare degli occhi nelle persone, e questo tanto basta per capire che Roger ha colpito il bersaglio: arrivare al cuore delle persone, senza contare una cazzo di piramide per il finale di “Eclipse”: senza parole. Per il gran finale questa volta si è scelto di sacrificare “Mother” per la mini suite dal suo ultimo album “Wait For Her,Oceans Apart,Part of Me Died” e poi la classica Comfortably Numb. Siginificativa l’immagine finale a fine concerto in cui tutti i componenti della band dopo gli applausi sono scesi, l’ultimo ad andare è stato proprio Roger, molto provato, stanco, senza voce, ma in grado di commuoversi e far commuovere ogni volta il suo pubblico.

Quello che impressiona dei suoi concerti è la potenza comunicativa diretta, spedita a tutti senza mezze misure, alla fine il concerto è sviluppato come un enorme punto interrogativo rivolto al pubblico: è questa la vita che vogliamo veramente? Perché proprio mentre dovremmo essere più consapevoli siamo indifferenti e silenziosi? Sono i temi di “Is This The Life We Really Want?” ma anche quelli di “The Wall ” del 1979 o “Animals” del 1977 e Waters sottolinea che niente è cambiato aggiornando l’immaginario dei suoi pezzi classici al nostro tempo. E come ci dice Roger, teniamo bene a mente:

“RESTIAMO UMANI”!

E’ mancato qualcosa allo spettacolo? Si: il suono e la voce di David Gilmour. Ma questa è un’altra storia..

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Scaletta:

Speak To Me / Breathe
One Of These Days
Time
Breathe (Reprise)
The Great Gig In The Sky
Welcome To The Machine
Déjà Vu
The Last Refugee
Picture That
Wish You Were Here

The Happiest Days Of Our Lives
Another Brick In The Wall Part 2
Another Brick In The Wall Part 3 

Dogs
Pigs (Three Different Ones)
Money
Us And Them
Smell The Roses
Brain Damage

Eclipse

Wait For Her / Oceans Apart / Part of Me Died

Comfortably Numb

GRAZIE ROGER!

#RESIST!

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ROGER WATERS: TOUR INDOOR IN ITALIA 2018

Ci Siamo, tra poche ore partirà il tour indoor di Roger Waters in Italia, Milano e Bologna le tappe previste, ci si aspetta uno spettacolo mozzafiato e siamo sicuri che andremo a casa con soddisfazione…

Queste le tappe:

17 aprile 2018 Mediolanum Forum, Milano

18 aprile 2018 Mediolanum Forum, Milano

21 aprile 2018 Unipol Arena, Bologna

22 aprile 2018 Unipol Arena, Bologna

24 aprile 2018 Unipol Arena, Bologna

25 aprile 2018 Unipol Arena, Bologna

A tutti quelli che parteciperanno all’evento, dite la vostra nei commenti!

Intervista a Roger Waters per Vh1 Italia

Fonte: Rolling Stone.it

50 anni fa era a Roma con i Pink Floyd (ma non se lo ricorda), oggi torna per concerti e una mostra. Sir Waters racconta la sua voglia di cambiare il mondo al direttore di VH1 Italia. Senza risparmiare Zuckerberg, perché non è detto che i miliardari siano tutti intelligenti.

Sir Roger, bentornato in Italia.
Grazie.

Un ritorno con un nuovo album, Is This the Life We Really Want?, e un nuovo tour. Cinque anni fa hai portato in Italia e nel mondo The Wall, oggi torni con Us + Them, in doppia versione, indoor e poi all’aperto.
Sì, in aprile faremo lo spettacolo nei palazzetti di Milano e Bologna, poi torneremo in luglio per suonare al Lucca Summer Festival e al Circo Massimo di Roma. Abbiamo appena fatto 64 concerti tra Usa e Canada, e sta andando incredibilmente bene. Il pubblico è stato fantastico, a quanto pare il concerto commuove e sbalordisce.

Pensi che il pubblico sia sbalordito dal contenuto, dal messaggio del concerto?
Credo di sì. Molti si commuovono, a volte anche in maniera esagerata, e credo che succeda perché lo show rappresenta tutte le cose a cui sono sempre stato interessato. Per esempio l’amore. Suoniamo quattro brani del nuovo album che trattano della natura trascendentale dell’amore romantico. Se nella vita siamo abbastanza fortunati da incontrare l’amore, indipendentemente dal fatto che abbia successo o che sia un fallimento, sia nel breve che nel lungo termine, abbiamo comunque un punto di partenza per provare un senso di empatia dentro di noi, che possiamo poi esprimere nel nostro rapporto con gli altri, anche in situazioni meno intime.

Sei soddisfatto della tua esperienza personale per quanto riguarda l’amore?
Sì, lo sono. Lo sono.

Vidi il tuo concerto al Coachella dieci anni fa e rimasi molto colpito dal fatto che ci fosse un vero aeroplano da guerra che volava sopra il pubblico.
Come no, era il 2008, affittai quell’aereo solo per il Coachella, perché facesse cadere coriandoli con scritto “Vota per Obama”, ma la maggior parte dei coriandoli volarono lontani dal pubblico e finirono nelle piscine delle case dei dintorni, tanto che alcuni pensarono di denunciarmi per aver intasato le loro tubature.

Ricordo che in quel concerto si perse anche il maiale gonfiabile, che volò in cielo.
Sì, il maiale scappò, ma poi lo ritrovarono. Si ruppe in più pezzi che atterrarono qua e là. Il promoter decise di dare una ricompensa a chi lo riportasse, e fece felici quelli che ne trovarono un pezzo nel loro giardino.

La mostra sui Pink Floyd non è mai, nemmeno lontanamente, nostalgica. Il messaggio che arriva a chi la visita è che il lavoro che avete fatto è sempre stato all’avanguardia. Qual è la tua sensazione sulla mostra?
Potresti aver ragione, non lo so. Io la guardo con una prospettiva differente. Per me è come trovarmi nel mio studio, ci sono tutti gli oggetti degli anni ’70 e molti di questi sono come vecchi amici. Come l’Azymuth Co-ordinator costruito da Bernard Speight. Ricordo che eravamo in studio e chiedemmo: “Ehi Bernard, come facciamo a far circolare il suono in questo modo?”, lui costruì lo strumento e disse: “Questo dovrebbe riuscirci”. Continuo a usarlo ancora oggi. Uso ancora suoni quadrifonici, in concerto. Questa mostra è un’esperienza immersiva, le luci sono basse, l’udito viene attivato molto perché lungo il percorso si può ascoltare musica, interviste e altro ancora. Ci sono molti contenuti. Capisco perché ha avuto grande successo a Londra e penso che avrà successo anche qui.

Sono passati 50 anni da quando hai suonato in Italia per la prima volta, al Piper Club, che è a poche centinaia di metri dal Macro.
Me l’hanno detto, sì.

Ricordi qualcosa di…
No.

Niente?
Niente! Proprio oggi ho chiesto: “In che mese abbiamo suonato a Roma?”, mi hanno detto: “In aprile”. Quindi era prima che entrasse David Gilmour nella band. Lavoravamo professionalmente come musicisti solo da un anno. Probabilmente nell’aprile del 1968 c’era ancora Syd Barrett, che però era ormai in quel momento del suo malessere in cui non era più in grado di comunicare con nessuno e ho il sospetto che già non facesse più parte della band. Ma non mi ricordo assolutamente nulla. È triste.

Da sempre attraverso la tua musica e i tuoi concerti lanci forti messaggi sociali. Questo non è un momento facile, ci sono guerre, c’è Trump, quali sono le tue speranze per il futuro della società?
Non è facile, ma il quadro generale diventa sempre più chiaro. La domanda è quella che pongo nel titolo: è questa la vita che vogliamo veramente? Per essere più specifici: vogliamo vivere in un mondo in guerra? Io no, e tutti quelli che conosco non vogliono, ma allora perché è così? Perché i Lindsey Graham e i John McCain del mondo non fanno che dire: “Perché quelle sono persone cattive!”, e la destra evangelica degli Stati Uniti dice: “È colpa loro perché non sono in grado di controllare i loro impulsi omicidi, quindi dobbiamo ucciderli”. Ma le tattiche usate in quella che viene definita “la guerra al terrore” non stanno funzionando. Tutto ciò che fanno non ha altro effetto se non creare più persone che vogliono uccidere gli americani, ed è questo che sta succedendo. È il modo perfetto per peggiorare le cose. Quindi chi di noi non vuole vivere in uno stato di guerra deve iniziare a mettere in discussione il modo in cui le informazioni vengono disseminate, il modo in cui la propaganda sulla guerra viene diffusa. Dobbiamo pensare anche a Internet, a come Google e Facebook siano gomito a gomito con il governo. Ci sono 10mila impiegati in Google impegnati a modificare il motore di ricerca affinché i siti che si oppongono alla guerra non appaiano nei risultati. Questo fa paura, ma riusciranno a far scomparire questi siti prima che la gente dica: “Aspettate un attimo!”? Non lo so.

Quindi tu cosa faresti?
Mi piacerebbe mettere quelli che hanno fondato Google in una stanza, chiedere loro: “Perché lo state facendo?”, e sentire cosa dicono. Sono due tizi alti così, li ho visti di persona a un party. Sono due ragazzini che non sanno niente, ma hanno un potere incredibile. E Zuckerberg è un idiota. È un miliardario, ma è un idiota. Non capisce niente. Qualcuno dovrebbe dirgli: dovresti sederti ad ascoltare Noam Chomsky per un paio di settimane, perché lui è saggio e tu sei un cretino, prova a imparare qualcosa. Il problema è che un miliardario pensa: “Non sono un cretino, se sono miliardario com’è possibile che io non sia un genio?”. È un mondo strano.

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ROGER WATERS: “US+THEM” – IL TOUR IN ITALIA A MILANO E BOLOGNA! LE DATE E I PREZZI

Dopo 63 concerti soldout in America e Canada nel 2017, lo straordinario show “Us+Them” di Roger Waters approderà in Europa nel 2018: le località scelte sono Austria, Belgio, Bulgaria, Croazia, Repubblica Ceca, Danimarca, Finlandia, Francia, Germania, Olanda, Ungheria, Irlanda, Italia, Lettonia, Lituania, Norvegia, Polonia, Portogallo, Russia, Spagna, Svezia, Svizzera e Regno Unito.

Le date italiane infatti saranno:

17  aprile 2018 Mediolanum Forum, Milano

18 aprile 2018 Mediolanum Forum, Milano

21 aprile 2018 Unipol Arena, Bologna

22 aprile 2018 Unipol Arena, Bologna

24 aprile 2018 Unipol Arena, Bologna 

25 aprile 2018 Unipol Arena, Bologna 

Attenzione: I concerti di Bologna avranno due configurazioni diverse: il 21 con parterre in piedi  mentre il 24 con parterre numerato.

Le prevendite saranno aperte sul circuito Ticketone a partire dalle ore 11 del prossimo martedì 3 ottobre.

Questi i prezzi dei biglietti per i concerti del 17 e 18 aprile al Forum di Assago di Roger Waters:

Platea Gold e Trib Numerata 1° Settore: 130,00 € più diritti di prevendita ed eventuali commissioni addizionali

Platea Numerata e Trib Numerata 2° Settore: 100,00 € più diritti di prevendita ed eventuali commissioni addizionali

Tribuna Numerata 3° Settore: 69,00 € più diritti di prevendita ed eventuali commissioni addizionali

Anello B Visibilità Ridotta: 85,00 € più diritti di prevendita ed eventuali commissioni addizionali

Anello C Visibilità Ridotta: 60,00 € più diritti di prevendita ed eventuali commissioni addizionali

Questi prezzi dei biglietti per i concerti del 21 e 24 aprile alla Unipol Arena di Bologna di Roger Waters:

Serata del 21 aprile (parterre in piedi):

Pit area in piedi: 75,00 € più diritti di prevendita ed eventuali commissioni addizionali

Parterre in piedi: 60,00 € più diritti di prevendita ed eventuali commissioni addizionali

Trib numerata primo sett: 90,00 € più diritti di prevendita ed eventuali commissioni addizionali

Trib numerata secondo sett: 78,00 € più diritti di prevendita ed eventuali commissioni addizionali

Trib numerata terza: 69,00 € più diritti di prevendita ed eventuali commissioni addizionali

Serata del 24 aprile (parterre numerato):

Platea gold: 130,00 € più diritti di prevendita ed eventuali commissioni addizionali

Platea numerata e tribune telescopiche: 100,00 € più diritti di prevendita ed eventuali commissioni addizionali

Trib numerata primo sett: 90,00 € più diritti di prevendita ed eventuali commissioni addizionali

Trib numerata secondo sett: 78,00 € più diritti di prevendita ed eventuali commissioni addizionali

Trib numerata terza: 69,00 € più diritti di prevendita ed eventuali commissioni addizionali

www.ticketone.it

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MOSTRA “PINK FLOYD EXHIBITION: THEIR MORTAL REMAINS” ANNULLATA – CON AGGIORNAMENTI

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***Update del 10/01/2015 –

Rockol.it fa il quadro della situazione della mostra: consiglio a tutti di leggerlo. Potete trovare l’articolo a questo link.

Evolve Devolve e Comotti 1969, i promoter italiani di “The Pink Floyd Exhibition – Their Mortal Remains” hanno annunciato che l’apertura della mostra, inizialmente programmata per il 19 settembre a Milano, è stata annullata poiché non si sono verificate le condizioni necessarie per realizzare l’inaugurazione entro l’arco temporale a disposizione presso la Fabbrica del Vapore. (Tali condizioni sono del tutto indipendenti dall’Amministrazione Comunale).

I possessori dei biglietti possono chiedere il rimborso rivolgendosi al canale presso il quale è avvenuto l’acquisto, secondo le modalità già comunicate.

Chi desiderasse ottenere il rimborso, dovrà provvedere a inserire i dati sul modulo online http://www.vivaticket.it/index.php?nvpg[rimborso] completando il form con il codice di acquisto; successivamente si dovrà provvedere alla restituzione del box, optando per la restituzione del solo biglietto o anche del materiale rimanente.

PER I BIGLIETTI STANDARD (PRENOTAZIONI, OPEN, RIDOTTI, GRUPPI, FAMIGLIA) ENTRO E NON OLTRE IL 30 OTTOBRE 2014.

PER I PACCHETTI SPECIALI (DAY ONE, DIAMOND, TICKET TSHIRT) ENTRO E NON OLTRE IL 10 NOVEMBRE 2014, SPEDENDO IL KIT MEMORABILIA DA RENDERE AL SEGUENTE INDIRIZZO: The Pink Floyd Exhibition C/O Fabbrica Del Vapore, Via Giulio Cesare Procaccini 4, 20154 Milano (Mi), Italia

Al momento non si sa se e quando la mostra vedrà la luce, ulteriori notizie appena saranno disponibili…

Io aggiungo: non ho parole per l’incompetenza con cui è stata gestita la vicenda. Una mostra del genere con gente prevista da tutto il mondo avrebbe dovuto avere una organizzazione degna del nome Pink Floyd e sicuramente un canale di vendita biglietti serio, sicuramente non “VivaTicket”. Non oso immaginare la reazione di chi abbia comprato due o più biglietti, prenotato volo e albergo per poi scoprire che tutto è stato annullato. Io stesso per farmi rimborsare i biglietti sto avendo non poche difficoltà.

Aggiornamenti:

Contattato da Rockol, l’ufficio stampa dell’organizzazione ha respinto ogni richiesta di commento rimandando al comunicato diramato nel pomeriggio, limitandosi a specificare come non sia da intendersi annullata tour-court la mostra, ma solo la sua apertura presso la Fabbrica del Vapore di Milano (circolano rumors su un possibile spostamento a Roma o a Firenze).

Sempre da Rockol ulteriori informazioni sulla questione:

Perché i Pink Floyd quando fanno le cose le fanno bene o non le fanno“, spiega un “avvilito” – confessa lui – Fran Tomasi, organizzatore della mostra e storico promoter italiano del gruppo: “Vogliono che ‘Their mortal remains’ aggiunga un ulteriore tassello alla loro carriera. E posso dire che sarà così: non è un caso che per realizzare l’esposizione abbiano firmato, sullo stesso documento, due signori (Gilmour e Waters, ndr) che litigano da trent’anni. Questa mostra sarà qualcosa che ridefinirà gli standard per allestimenti di questo genere“.

Già due settimane fa avevo il presentimento che saremmo stati costretti ad annulllare. Con la Fabbrica del Vapore occupata per buona parte del 2015 e la volontà del gruppo di ridefinire l’allestimento anche in vista della nuova pubblicazione sapevamo che non avremmo avuto i tempi tecnici per aprire. Ed è un peccato, perché io ci tenevo che la prima mondiale venisse organizzata a Milano“. E, per una volta, la mancata apertura non è da imputare a inefficenze o mancanza di comuncazione tra le parti in causa: “L’amministrazione comunale di Milano è stata eccezionale nell’aiutarci“, Tomasi tiene a specificare, “Davvero non possiamo rimproverare nulla a nessuno. Se è successo quello che è successo, è solo per una serie di sfortunate circostanze“.

Adesso, allora, conviene guardare al futuro: “Abbiamo tante di quelle proposte da tutto il mondo che facciamo fatica a contarle“, racconta l’organizzatore, “Per esempio, in Brasile, per aprire a San Paolo e Rio, abbiamo già avuto contatti col ministro della cultura locale, che ci aspetta a braccia aperte. Noi, però, siamo determinati a tenere la ‘prima’ più in zona“. Dove, precisamente? “A Roma, per esempio. O a Berlino, all’aeroporto di Tempelhof, oggi tramutato in spazio polifunzionale. Di certo, non in un museo tradizionale, perché le particolarità dell’allestimento non lo permetterebbero. Infatti stiamo prendendo in considerazione spazi industriali recuperati. In ogni caso, ci siamo già attivati per ripartire. Con tanta pazienza…“.