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PINK FLOYD: ANTEPRIMA DI “RUN LIKE HELL” DA “DELICATE SOUND OF THUNDER” – VERSIONE 2019

Continuano i video-anteprima dell’imminente box “Pink Floyd: The Later Years 1987-2019” in uscita il 13 Dicembre, questa è la volta di Run Like Hell tratta dalla nuova versione interamente restaurata e ri-editata del film Delicate Sound Of Thunder! Il direttore creativo Aubrey ‘Po’ Powell:“Ho preso tutto questo film, l’ho restaurato e rieditato. Ci sono voluti 16 mesi per farlo, e lo abbiamo portato al più incredibile concerto di due ore di film, sembra incredibile. David ha ri-riprodotto il suono e ha remixato tutto, e il risultato è semplicemente spettacolare“.


Qui invece possiamo vedere la differenza tra la nuova versione 2019 e il master video del 1988:


Pochi giorni fa è stato pubblicato anche il video dell’unboxing del cofanetto:

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DAVID GILMOUR: OSPITE DI MICK FLEETWOOD AL LONDON PALLADIUM – FEBBRAIO 2020

Il 25 Febbraio 2020 si terrà al London Palladium un evento speciale chiamato “Mick Fleetwood & Friends”, dove Mick clebrerà il repertorio dei primi anni dei Fleetwood Mac e del suo co-fondatore Peter Green.
In questa serata non mancheranno ospiti d’eccezione tra cui David Gilmour, Billy Gibbons, Jonny Lang, John Mayall, Christine McVie, Zak Starkey, Steven Tyler e Bill Wyman. Accanto ai musicisti ospiti invitati, la band è composta da Mick Fleetwood al fianco di Andy Fairweather Low, Dave Bronze e Ricky Peterson. Il concerto sarà filmato per una eventuale uscita.

Mick Fleetwood: “Il concerto è una celebrazione di quei primi giorni di blues in cui abbiamo iniziato tutti, ed è importante riconoscere l’impatto profondo che Peter e i primi Fleetwood Mac hanno avuto sul mondo della musica. Peter è stato il mio più grande mentore e mi dà tanta gioia rendere omaggio al suo incredibile talento. Sono onorato di condividere il palcoscenico con alcuni dei tanti artisti che Peter ha ispirato negli anni e che condividono il mio grande rispetto per questo straordinario musicista“.

Il ricavato dell’evento andrà al Teenage Cancer Trust, e i biglietti saranno in vendita dalle ore 10 di Venerdì 15 novembre su ticketmaster.co.uk

Nel 2008, David Gilmour è stato ospite del programma radiofonico di Jools Holland sulla BBC2, e in quell’occasione dopo aver parlato della sua uscita Live in Gdansk‘ si unì alla band per suonare “Albatross” dei Fleetwood Mac.

www.pulse-and-spirit.com/david-gilmour/david-gilmour-spielt-von-fleetwood-mac-albatross

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PINK FLOYD: “THE LATER YEARS 1987 – 2019” – SPECIALE “UNCUT MAGAZINE”

Mentre i Pink Floyd si preparano per l’uscita del box “The Later Years”, il nuovo numero di Uncut Magazine presenta un nuovo sguardo sull’era post-Roger Waters dei Pink Floyd, con contributi dei componenti della band e di alcuni collaboratori. Nell’articolo, Tom Pinnock parla con David Gilmour, Nick Mason, il direttore creativo Aubrey Powell e l’ingegnere di lunga data Andy Jackson, a proposito della (ri)formazione della band dopo la dipartita di Waters nel dicembre 1985.

Traduzione a cura di Cymbaline – Pink Floyd Magazine

David Gilmour: “Nel 1984, Roger aveva ovviamente deciso che ne aveva abbastanzama non avevo ancora deciso fosse abbastanza per me. Quindi immagino di aver pensato: “Sì, riprenderemo a fare i Floyd”.”

Nel dicembre 1985, Waters annunciò il suo abbandono, ma Gilmour desiderava incidere un nuovo album. La disputa legale si intensificò per tutto il 1986, fino a quando Waters portò la sua battaglia all’Alta Corte in ottobre.

Come ricorda Nick Mason:
Penso che David si stato il fautore dell’idea [di continuare]. Non è che non volessi continuare – l’ho fatto – ma non credo allora mi importasse quanto importava a David. Saremmo stati in parte in studio e in parte nell’ufficio degli avvocati – “Roger stava per portarci in tribunale?” E la risposta era, ovviamente, che non poteva, perché aveva lasciato la band e l’unica cosa chiara in tutti i nostri accordi contrattuali era che se uno o più se ne fossero andati,la band avrebbe continuato senza di loro … Ciò avrebbe dato a me e David l’autorità di proseguire.

In uno spirito di continuità, il duo aveva arruolato il produttore di The Wall Bob Ezrin e iniziò a lavorare all’Astoria all’inizio del 1986. Fu una mossa rischiosa, per ragioni ben più che legate ad aspetti legali: il tour da solista di Waters (quello di Pros and Cons del 1984, ndr), grazie anche all’esecuzione del repertorio storico dei Floyd, era andato molto meglio degli spettacoli del tour di About Face di Gilmour (dello stesso anno, ndr).

L’intera faccenda fu un po’ una scommessa“, afferma Aubrey Powell. “Era naturalmente scoraggiante avere la responsabilità di portare avanti i Pink Floyd. Penso che anche finanziariamente sia stato un periodo ansioso … ma David è una persona molto ottimista.

David era molto determinato a non sentirsi dire che non ce l’avrebbe fatta“, spiega Andy Jackson. “Aveva il desiderio di continuare come una band, quindi ha dovuto farlo funzionare per forza per non dare addito a Roger di dire che non esistevano Floyd senza di lui.

Stavamo cercando di creare qualcosa che suonasse molto moderno per i tempi“, continua Jackson, “il che significa ovviamente che col passare del tempo (il disco, ndr) è finito per sembrare datato.

Come Bob Ezrin era incline a fare, all’inizio dell’album è arrivato con una pila di CD e ha detto:
Questo è ciò che sta accadendo ora“. Nell’86, il digitale era ormai in prima linea. “Brothers In Arms” dei Dire Straits era appena uscito e aveva un suono molto particolare, e quello era un “bar” a cui Bob ha detto che dovevamo mirare.”

Ci abbiamo in qualche modo messo tutto dentro il disco“, dice Mason. “C’era un senso di trepidazione su come sarebbe stato senza Roger, quindi abbiamo leggermente esagerato con il mettere carne sul fuoco in termini di musicisti. Alcuni brani sono sovraprodotti in eccesso, hanno dentro troppa roba …

Pensavo che non suonasse davvero come un disco dei Pink Floyd“, dice il bassista Guy Pratt, che si unì alla band nel 1987 per il loro tour dal vivo, “ma è stato un ottimo disco. È frutto del suo tempo: i Floyd erano adatti alla magniloquenza degli anni ’80“.

Aubrey Powell: “quando  nel 1975 valutavamo varie idee per la cover di Wish You Were Here mi ritrovai in Islanda per fare delle fotografie e mi venne l’idea di due uomini che osservano una mappa. La fotografai in bianco e nero, e aveva davvero una grande atmosfera. Non l’ha mai vista nessuno, perché l’idea dei due uomini che si stringono la mano, con uno dei due che va a fuoco, era così forte che la mia foto venne subito messa da parte. Circa 18 mesi fa pensai: “Mi piaceva quell’immagine, ma non l’ho mai usata” Ed era incredibile, pensai. Classico stile Hipgnosis. E così adesso è sulla front cover dell’album con gli highlights di Later Years. Riassume tutto: due uomini che osservano una mappa e si chiedono come proseguire. È esattamente ciò che accadde a Nick e David dopo la separazione da Roger

Andy Jackson: “Sorrow era un ibrido strano – la batteria altro non era che pad elettronici, per cui aveva qualcosa di ‘macchina’. Abbiamo cambiato i suoni per renderli più organici, ma a David piacevano i pad.Ci abbiamo inserito parti di Rick e abbiamo cambiato il basso, per cui è qualcosa di diverso rispetto all’originale“.

“Per The Later Years la scelta di includere la versione inedita live di Arnold Layne, registrata al Barbican di Londra il 10 maggio 2007 è stata praticamente ovvia.Fu l’ultima volta che i Pink Floyd hanno suonato insieme come gruppo a tre. È una chiosa perfetta, essendo quello il primo singolo dei Floyd; l’inizio e la fine contenuti in una sola canzone. Dunque, ha un significato romantico.”

Aubrey Powell: “Tempo fa abbiamo ritrovato 310 bobine a 35mm delle riprese che diventarono la vhs e il laser disc ufficiali di Delicate Sound of Thunder.Erano tutte fuori sincrono, non erano state fatte alla stessa velocità. Così abbiamo digitalizzato tutto e abbiamo avviato un processo lungo ben 14 mesi di editing del film.Abbiamo letteralmente ricostruito tutto il video del concerto da capo, rifacendo il montaggio dai master originali. Quello che vedrete sarà dunque qualcosa di completamente nuovo. Abbiamo finalmente reso giustizia alla testimonianza di quel tour, ripulendolo completamente dalla regia e dagli effetti tipici di quei periodi di fine anni ’80

Dall’articolo di Uncut sono uscite fuori anche queste rivelazioni:

Gilmour, nel mixare il nuovo “Lapse of Reason” ha definito l’album un bell’album ma ammette che uno o duo brani, dovesse inciderlo oggi, non le avrebbe più inserite e voleva per “On The Turning Away”parole particolarmente forti, con l’accenno alla necessità di protestare e vigilare contro le ingiustizie personali, politiche e sociali. Pochi mesi fa, nel guardare “il nuovo” restauro e rifacimento del video di “Delicate Sound Of Thunder” era particolarmente rilassato e divertito nel rivedere “i tempi d’oro” all’apice delle loro performance.  Per “The Division Bell” i 3 Floyd con Pratt, si ritrovarono all’Astoria nel Gennaio del 1993. Ne uscirono 60/70 demo suddivisi secondo il “metodo Ezrin”: divisi in 3 categorie (A, B, C – Acoustic, Blues, Cosmic). Il titolo originale di “Marooned” era “Cosmic 13” e le idee per i brani di “The Division Bell”, ovvero quegli spezzoni suddivisi in categorie, venivano successivamente “incollati” fra loro in più pezzi chiamati “clusters”. Da lì il titolo di “Cluster 1”. Per “Sorrow”, nel nuovo mix 2019, presenterà ancora la batteria suonata sui pad: una scelta precisa di Gilmour che su quel brano ama quel suono di pads elettronici. La “Marooned Jam” non è una demo o una versione alternativa: è un’improvvisazione vera e propria, senza pretesa di diventare un brano, che inaspettatamente poi si è trasformata in “Marooned”. Nick Mason non è d’accoro con Waters nel dire che tutta la produzione post-1983 è da buttare: anzi, è convinto che vi siano alcuni episodi dello stesso livello di bellezza dei gloriosi brani storici della band. Secondo Anthony Moore, riferendosi alla ripresa delle attività Floydiane nel 1986, il contatto iniziale avvenne per chiacchierare dei suoni e della produzione, più che dei testi. Gilmour venne probabilmente a conoscenza di Moore poichè “probabilmente fu portato alla sua attenzione che c’era un folle girovago che si occupava di film underground, colonne sonore e lavoro sperimentale con i Revox” (dichiarazione di Moore stesso).

Traduzione a cura di Cymbaline – Pink Floyd Magazine

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PINK FLOYD: “ONE SLIP” IN ANTEPRIMA DAL NUOVO REMIX 2019

Nell’attesa dell’uscita del cofanetto ‘The Later Years 1987-2019’ è stato rilasciato in anteprima l’audio di “One Slip“, tratto dal nuovo remix 2019 di “A Momentary Lapse Of Reason”: chiamarlo “remix” è riduttivo perché l’album, oltre ad esser stato mixato per la prima volta in Dolby Surround 5.1, vede la rivisitazione di alcune parti di batteria da parte di Nick Mason e nuove parti di tastiera di Richard Wright, presumubilemte prese dal tour live, oltre la produzione aggiuntiva di David Gilmour e Andy Jackson. In questo specifico brano le parti di batteria originali erano state registrate da Jim Keltner (come anche su “Yet Another Movie” e “On the Turning Away”), ora sono state ri-registrate da Nick Mason, per le tastiere di Rick invece dovremo aspettare il booklet del box set per leggere se effettivamente sono prese dal tour live.

Colgo l’occasione per informare i lettori di un paio di cose:

* il cofanetto è annunciato per il 29 Novembre 2019, ma in Italia, Amazon ha dato come uscita la data del 13 Dicembre, non si sa il motivo di questo slittamento, che per l’appunto sembrerebbe esserci solo in Italia.

* sul profilo ufficiale YouTube dei Pink Floyd sono state pubblicate tutte le 4 canzoni tratte dal Live 8: Comfortably Numb era già stata pubblicata tempo fa, ma ora nella descrizione delle ultime 3 clip pubblicate (Breathe, Money e Wish You Were Here) c’è il “rimando” a “The Later Years”, ma in tutti i siti compreso quello ufficiale, in scaletta non è presente: siccome molti fan si aspettavano la presenza della storica performance all’interno del cofanetto, non è dato sapere se magari ci sia stato un ripensamento dell’ultimo momento e siano riusciti ad inserirlo, ma al momento ufficialmente il Live 8 non è presente nel cofanetto. Se così fosse, è stata un’enorme occasione persa per goderci l’ultimo concerto dei Pink Floyd in Hd.

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ROGER WATERS: “US + THEM” – IL FILM AL CINEMA IN ITALIA

Presentato fuori concorso alla 76a Mostra di Arte Cinematografica di Venezia lo scorso 6 settembre e prodotto da Clare Spencer e Roger Waters, il film ROGER WATERS – US + THEM documenta il tour che cominciò il 26 maggio 2017 a Kansas City, nel Missouri, e ha poi toccato Stati Uniti, Canada, Nuova Zelanda, Australia, Europa dell’Ovest e dell’Est nonché Russia e America Latina, per concludersi il 9 dicembre 2018 a Monterrey, in Messico, dopo un totale di 156 concerti in 20 mesi davanti a un pubblico di 2,3 milioni di spettatori in tutto il mondo.

Ma facciamo un breve flashback su quello straordinario spettacolo.
Il 16 ottobre 2016 a Palm Springs Roger Waters chiuse con grande successo i concerti del Festival di Desert Trip che, nell’arco di due fine settimana, videro la partecipazione di artisti quali i Rolling Stones, Bob Dylan, Neil Young, Paul McCartney e gli Who. La settimana successiva Waters annunciò che sarebbe tornato in Nord America nel 2017, affermando: “Porteremo in tour un nuovo spettacolo, il cui contenuto resta “top secret”. Sarà una commistione di materiale raccolto durante la mia lunga carriera, brani scelti dagli anni con i Pink Floyd e alcuni brani nuovi. Ci sarà un tema generale a fare da fil rouge e vi prometto che lo spettacolo sarà fantastico, spettacolare come tutti i miei concerti“. Questo tour sarebbe diventato US + THEM.
Le leggendarie esibizioni dal vivo di Roger Waters sono rinomate per essere esperienze sensoriali coinvolgenti, con una produzione audiovisiva all’avanguardia e un suono quadrifonico straordinario. Il suo nuovo tour non avrebbe fatto eccezione. Dopo mesi di meticolosa pianificazione, ricerca e sviluppo, lo spettacolo è arrivato a superare tutto quanto raggiunto in precedenza, coinvolgendo le folle, creando un’esperienza audiovisiva potente e diffondendo un messaggio improntato su diritti umani, libertà e amore.
La produzione su larga scala prevedeva un palcoscenico largo 26,6 metri e uno schermo LED di 28,5 metri di larghezza e 12 metri di altezza. All’inizio del secondo tempo, tra sirene e luci lampeggianti, la sala veniva divisa al centro da una gigantesca rete metallica fatta calare dal tetto, mentre dalla stessa si alzavano grandi camini alti 5 metri. Contemporaneamente, apparivano 16 schermi in movimento, rivelando un’enorme riproduzione della famosa Centrale Elettrica di Battersea, edificio reso iconico dalla copertina di “Animals”, album dei Pink Floyd del 1977, progettata da Roger Waters. L’emozione continua dello spettacolo era poi assicurata da una piramide laser con prisma dai colori dell’arcobaleno che si materializzava durante “Brain Damage” ed “Eclipse”, i brani di chiusura concerto, mentre i laser tagliavano il “cielo notturno” della sala.

I dati tecnici relativi alla produzione del concerto:
● Palco – 26,6 metri (87’) di larghezza x 10,4 metri (34’) di profondità
● Schermo LED – 28,5 metri (94’) di larghezza x 12 metri (40’) di altezza
● 16 x Schermi avvolgibili sopra il pubblico
o Ogni schermo: 5,6 metri (18’6”) di larghezza x fino a un’altezza massima di 11 metri (36’)
o Dimensioni dello schermo totale quando era utilizzato ogni singolo schermo: 46,4 metri (152’) di larghezza x 11 metri (36’) di altezza per ogni lato (lo schermo era sui due lati!)
o Gli schermi sembravano fluttuare sopra il pubblico e potevano essere completamente nascosti quando non in uso
● 4 x camini della Battersea fatti su misura x 4,8 metri (16’) di altezza sopra il pubblico, assieme agli schermi avvolgibili per creare la proiezione della Centrale Elettrica di Battersea fluttuante sopra al pubblico
● Maiale gonfiabile ad aria fredda – lungo 2.750 mm (9’), alto 1.380 mm (4’ 6”) e largo 1.050 mm (3’)
● Nave spaziale a forma di maiale, gonfiata ad elio – 6.100 mm (20’) di lunghezza x 3.300 mm (11’) di altezza x 2.600 mm (8’6”) di larghezza
● Nave spaziale Orb cromata e gonfiata ad elio con telecamera a bordo – 3.050 mm (10’) di diametro
● 28 x laser RGB per creare l’effetto prisma
● 20 x lancia-coriandoli
● 20 x proiettori laser 30K per gli schermi avvolgibili e la proiezione dei camini
● Sistema audio compreso surround sound – 128 casse acustiche
● Sistema luci – 141 apparecchi di illuminazione
● 30 camion di attrezzature per la produzione
● Durata montaggio – 10 ore
● Durata smontaggio – 2,5 ore

Fonte: cymbalinepinkfloydfanclub

Distribuito da Nexo Digital, il film sarà l’occasione per tutti i fan dell’artista per darsi appuntamento al cinema solo il 7, 8 e 9 Ottobre 2019

A questo link le sale che proietteranno il film in Italia

A questo link la RECENSIONE di Movieplayer

E voi, siete andati al cinema a vederlo? Scrivete nei commenti le vostre impressioni!

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PINK FLOYD: PROCEDURA PER I DISCHI “DIFETTOSI” DEL BOX “THE EARLY YEARS 1965 – 1972”

Nel 2016, il management dei Pink Floyd ha avuto che fare con un piccolo lotto di dischi Blu-ray forniti per “The Early Years 1965-1972”, che erano stati sottoposti a danni da trasporto non dichiarati (presumibilmente all’imballaggio / assemblaggio), causando eventuali scolorimenti e problemi di riproduzione nel tempo.

Ora abbiamo la certezza che una piccola quantità dei dischi seguenti è stata interessata:
CAMBRIDGE ST/ATION / EAN 0190295929855 / PFREY1-BD
GERMIN/ATION / EAN 0190295929831 / PFREY2-BD
DRAMATIS/ATION / EAN 0190295929824 / PFREY3-BD
DEVI/ATION / EAN 019029529817 / PFREY4-BD
REVERBER/ATION / EAN 0190295929800 / PFREY5-BD
OBFUSC/ATION / EAN 0190295929794 / PFREY6-BD
CONTINU/ATION / EAN 0190295929787 / PFREY7-BD1
CONTINU/ATION / EAN 0190295929787 / PFREY7-BD2

Se si dispone di uno dei dischi di cui sopra che presentano problemi di riproducibilità, dovete fare una fotografia delle condizioni del disco interessato (sia fronte che retro), e mandarla via e-mail a: earlyyears@wmgcustomerservice.com indicando i numeri di catalogo dei dischi interessati e allegando le fotografie all’e-mail, incluso l’indirizzo completo di spedizione dove verranno in seguito consegnati i nuovi dischi.

Infatti i dischi sostitutivi verranno prodotti in quantità limitata in base alla domanda, quindi bisognerà contattarli per e-mail prima e non oltre del 1° gennaio 2020, affinché la richiesta possa essere elaborata. Questa offerta non influisce sui diritti legali dell’utente.

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